i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy webcam Chat  | ChoCam Mature webcam  |  Live18 |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Note:
per contatti amo.69@live.it

Facebook: Cristian Racconto Eroa
Racconto frutto di una collaborazione.

Era un po che ci pensavo, la vita di coppia è meravigliosa. Hai il tuo partner sempre pronto quando hai bisogno di aiuto, quando hai bisogno di sentirti forte , di condividere gioie e dolori. Anche e soprattutto quando vuoi fare sesso, in special modo quando il tuo lui è un porcello di prima categoria ed è sempre pronto a soddisfarti in ogni modo e in ogni caso. Ma la troppa disponibilità e la routine a volte stanca...il ricercare cose nuove e nuove sensazioni è il sale di un rapporto. E' questo che pensavo tra me e me mentre sovrapensiero guardavo la fiumana di persone salire in metro. Erano le 8.30 di un giorno qualunque e stavo per andare in ufficio anche quella mattina. Ma pensavo e ripensavo a quante cose col tempo ci stiamo perdendo...a quante opportunità..e a quante esperienze rinunciamo per paura, pudore e fondamentalmente rispetto. Situazioni che non avremmo più potuto vivere.

Il tipo che prende la metro ogni santo giorno davanti a me per esempio è un figo da paura. Moro, palestrato, vestito sempre un po sportivo ma mai sciatto. Ha l'aria interessante e sexy da universitario. Diventa pericoloso però quando mi squadra da capo a piedi . Il tailleur che metto per andare in ufficio deve piacergli molto penso ... o magari sono io che gli piaccio..visto che del tailleur fissa spacco della gonna e scollatura. Avrà la mia età più o meno, i suoi sguardi non mi infastidiscono...in fondo è sempre bello sapere di piacere agli altri. Sono una donna bella,lo so, ho un fisico voluttuoso e i tratti mediterranei. Alcuni mi definirebbero una bellezza quasi pin up... ma io non ci ho mai trovato niente di esaltante visto che il modello di bellezza odierno è quello delle modelle taglia 40.

Trascorrevano i giorni e la scena si ripeteva ogni mattina. Saliva sorridente , spesso con le cuffie alle orecchie. Leggeva qualche pagina seduto davanti a me e lanciava occhiate di fuoco alla sottoscritta...specialmente quando scosciavo nell'accavallare le gambe o quando mi chinavo per prendere qualcosa nella borsa. Il copione si ripeteva..e spesso e volentieri lasciavo che mi guardasse qualche lembo di pelle in piu...i tempi stavano diventando sempre più caldi e i vestiti piu leggeri avrebbero agevolato il gioco. Le sue braccia muscolose, il suo petto gonfio e quel sedere quasi sempre in tuta non mi lasciavano indifferente tanto che finii per aspettare con impazienza quel momento di primo mattino in metro, che se non compariva per una giornata rimanevo delusa e imbronciata come una bambina.

Il mio provocarlo velatamente divenne una piacevole abitudine. Presi a scegliere con piu cura i vestiti, le calze e le scarpe da indossare ogni giorno. Un velo di trucco in piu ed ero sempre pronta a pavoneggiarmi difronte il mio ammiratore segreto.

Capitò però che non venne in metro per un paio di giorni, poi di sfuggita uscendo dalla stazione lo vidi mano nella mano con una ragazza. Bionda alta e formosa... :-" beh è normale... è figo e ha la ragazza ..regolare.. cosa credevi?" provai però uno strano senso di ingiustificata gelosia... cosa avevo io a pretendere con lui? non saprei ma la cosa mi infastidì... :-"Ecco perchè non prendeva più la metro al solito orario..." c'era la ragazza che era venuta a fargli visita..Niente di più normale.

Dopo quasi una settimana, dove il mio prendere la metro era solo un noioso sovrapensiero di pratiche e telefonate che avrei dovuto fare a lavoro, lo rividi di botto sedersi proprio di fronte a me. Aveva le solite cuffie, una canotta sudata molto ma molto aperta che lasciava intravedere i suoi pettorali scultorei. Era andato a correre di primo mattino evidentemente, e quell'alone di sudore gli donava particolarmente.

Prese a squadrarmi : i tacchi, le gambe senza calze, stavolta saliva fino alla gonna. Poi piu su , il mio seno prosperoso. Ho una 5 abbondante della quale non sono mai andata molto fiera...credendo da stupida (evidendetemente) che fosse solo un gran problema. Gli sguardi erano sempre piu veloci e ripetuti. I nostri occhi si incrociarono per un paio di volte. Distolsi io lo sguardo... non riuscivo a "reggere" quella sensazione o semplicemente mi imbarazzavo. Ma la cosa mi intrigava... vedevo con la coda dell'occhio il suo guardare chino non sul libro ma verso le mie gambe accavallate. Decisi istintivamente di portarle in pari, lasciando un bel po di carne nuda ai suoi occhi. Sembrava apprezzare... avevo un ghigno sul viso da chi sa di avere una persona in pugno. Scossi la testa sorridendo come da una persona che pensa "ma cose da matti..." che era davvero quello che inconsciamente pensavo. Presi di nuovo a muovere le gambe, le divaricai leggermente... poi le richiusi... poi lentamente le riaccavallai e ancora piu lentamente dopo qualche istante tornai a tenerle chiuse. Ci fermammo alla penultima stazione...sarei dovuta scendere a breve. Il vecchio col giornale di fianco a lui scese per fortuna e ora avevo anche piu "privacy" potendo essere vista solo da lui. Non so come, ma ebbi il coraggio di divaricarle un po...ancora ancora e ancora... I suoi occhi vogliosi sembravano incollati a quella scena e i miei invece incollati ai suoi. Piu le aprivo piu sentivo uno strano piacere dentro di me..Mai provata una sensazione del genere. Lo slip era ormai umido, eccitato da quella pazzia che stavo facendo. Lui meravigliosamente eccitato aveva un espressione da ipnotizzato.. poi si destò e mi guardò negli occhi. Accennò un sorrisetto beffardo irresistibilmente sexy mentre ormai gli stavo mostrando le mie gambe nude con mutandine bagnate al seguito. Notai poi che abbasso' la testa divertito. Calai lo sguardo anche io e vidi la sagoma del suo sesso dura premere di lato i pantaloni della tuta. Saranno stati pochi secondi ma mi resi conto che aveva un arnese in fase di erezione fuori dalla norma e che era in quello stato per colpa o per merito mio. Quell'asta ricurva mezza gonfia mi prese allo stomaco e mi pietrificò per un istante mentre il megafono annunciava la mia stazione.
Richiusi le gambe di scatto , rimisi gli occhiali da sole e a testa basta imboccai l'uscita. Un braccio mi afferrò il polso prima di uscire, ebbi un tremito..quasi paura. Ma una voce quantomai tranquilla mi sussurrò un numero di telefono... lo guardai da dietro gli occhiali scuri... non ebbi il coraggio di ricambiare il suo sorriso. Abbassai la testa e mi dileguai verso l'uscita della stazione.

continua...
Note finali:
per contatti amo.69@live.it

Facebook: Cristian Racconto Eroa