i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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1 - Cosa voglio da te adesso


Il messaggio era stato improvviso, di quelli che ogni tanto lei gli mandava: “C’è così tanta gente, come vorrei che mi scopassi sul bancone”.

Ma attenzione, l’esibizionismo non c’entra nulla. E’ solo la manifestazione di una voglia feroce.

Riccardo entra nel negozio e la vede subito. E' voltata di spalle. Ma è inconfondibile, con quei capelli. Anche con quel fondoschiena, avrebbe detto in un secondo momento. Ma soprattutto i capelli. L'effetto è esattamente quello che si attendeva: lei è molto eccitante. Dal vivo come per telefono, in foto come per messaggi.

Intorno a lei non c'è nessuno, ma l'ambiente è pieno di clienti, appaiono tutti indaffarati.

Lui le piomba alle spalle e la spinge leggermente verso l'angolo, dove ci sono i camerini prova.

Sara si volta adirata, di scatto. Vorrebbe protestare contro quel cafone e probabilmente lo farebbe se Riccardo non le tappasse la bocca con la mano.

Sara si spaventa, lo guarda, all'inizio non lo riconosce. Poi sì, dalle foto, anche se è la prima volta che lo vede di persona. La sovrasta.

Riccardo la spinge verso un camerino, Sara si guarda intorno terrorizzata. Ha paura che qualcuno li possa vedere. La paura, la sorpresa e la voglia la fanno bagnare all'istante. Sente distintamente il body che si inzuppa.

Quando Riccardo chiude la porta inizia a tremare leggermente, si sente avvampare, sente il caldo che la avvolge.

E non sa se siano le gambe che le cedono o se l'abbia fatto apposta, ma immediatamente si ritrova in ginocchio davanti a lui, gli accarezza le cosce. I suoi occhi hanno un lampo. Ha la bocca aperta ben prima che Riccardo si abbassi la zip dei pantaloni e tiri fuori il cazzo.

Anche Riccardo ha sentito il rigonfiamento nei pantaloni crescere. Quando Sara lo accoglie nella sua bocca è già nello stato di pre-erezione.

Sara lo risucchia attenta a non provocare rumori, lo guarda dal basso in alto che sembra non finire mai. Sente il suo calore farsi più intenso, la sua umidità dilagare. Sente il sapore di quella carne che si indurisce dentro di lei e le allarga le mascelle.

Riccardo cerca un'idea. Ha voglia di lei ma non sa come fare. Potrebbe girarla e voltarla verso la parete del camerino e prenderla da dietro, ma lo spazio è ristretto, e non c'è niente dove poter ripiegare il corpo di Sara.

I pantaloni che lei indossa rendono praticamente impossibile che lei si aggrappi a lui allacciando le sue gambe sulla schiena dell'uomo.

La decisione di Riccardo è però veloce. La solleva e la bacia, poi la gira di scatto.

- Tu sei un pazzo - sussurra Sara.

Per tutta risposta Riccardo le abbassa i pantaloni e sgancia gli automatici del body. Porta una mano tra le gambe di Sara e ne accarezza le labbra bagnate.

- Zitta, troietta.... - le risponde sussurrando al suo orecchio a sua volta.

La sua intenzione è quella di eccitare ulteriormente Sara.

E ci riesce. Sara inizia a avvertire delle pulsazioni al ventre.

- Come dite a Roma?

- Diciamo zitta mignotta.

Sara si morde un labbro. Riccardo vede la voglia passare nel suo sguardo.

Improvvisamente Riccardo la volta e porta un braccio all'altezza della parte posteriore delle cosce di Sara, la tira su costringendola a piegare le ginocchia contro il seno, con il sedere ed il sesso scoperto.

Sara si sente sballottatata e ripiegata come un libretto. Sospesa. La mano di Riccardo le sfiora una natica, capisce che lui sta cercando di indirizzarle il cazzo verso il sesso.

Reprime un singulto quando sente il glande all'ingresso della sua vagina.

Griderebbe quando sente il colpo della sua mazza penetrarla velocemente e in profondità. Griderebbe se Riccardo ancora una volta non le tappasse la bocca con la mano.

Sara appoggia la schiena al petto di Riccardo, porta le braccia all'indietro, a cercarlo. Per rendere più stabile la sua posizione, per avere un contatto. Quel cazzo la sta inchiodando.

Riccardo la prende ora con tutte e due le braccia, la solleva leggermente e la lascia cadere subito dopo. Sara sente il colpo del cazzo percuotere il fondo della sua vagina.

Riccardo ripete l'operazione, e poi la ripete ancora, e poi ancora. Sempre più velocemente.

Sara si porta la mano alla bocca e trasforma in un ansimare convulso quelli che in un'altra situazione sarebbero strilli di piacere.

Riccardo sente l'orgasmo arrivare mentre affonda in quella grotta scivolosa. Sente il formicolio dei testicoli e immediatamente dopo avverte nettamente la sensazione della sua asta bagnata da una colata di succo caldo. La insemina con i suoi getti di sperma.

Sara avverte il cazzo di Riccardo che ha smesso di martellare, lo sente vibrare, lo sente spruzzarle dentro la sua crema calda.

Due, tre volte. Poi una quarta.

Sara avverte la scossa attraversarle la spina dorsale, le gambe, le braccia. Arrivare alle sue estremità. Si comprime la bocca con violenza per non urlare il suo orgasmo. E' percorsa dai brividi, trema.

Riccardo la stringe. Quella posizione da scopata nel camerino di un negozio diventa un abbraccio dentro il quale si scioglie e si appoggia per non cadere.

Riccardo la fa scendere delicatamente, senza rumore. Sara boccheggia e recupera il fiato. E' seduta per terra, si volta e torna ad accogliere il cazzo di Riccardo nella sua bocca, lo pulisce assetata. Stavolta con gli occhi chiusi, quasi in trance.

Si rialza e gli sorride, si tira su velocemente i pantaloni. Apre con circospezione la porta del camerino e si allontana di qualche passo.

Ritorna indietro e lo vede uscire a sua volta, sulla soglia del loro luogo segreto.

Sente il caldo dello sperma di Riccardo colarle fuori.

Sente la beatitudine.

- Mi dispiace, quel numero è terminato.

CONTINUA

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