i racconti di Milu
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Quando Patrizia, con le lacrime agli occhi, prese le chiavi della porta per uscire, indossava una lunga vestaglia da casa che la copriva completamente dal collo fino al polpaccio; erano le 21,30, aveva finito di sparecchiare la tavola e, come faceva ogni sera, aveva messo a letto nostra figlia Giulia di appena 2 anni. Io con la morte nell'anima ed il cuore palpitante stavo seduto sul divano della cucina, fissando il televisore acceso senza però dare la minima attenzione a cosa trasmettessero, ma cambiando nervosamente canale.

Erano passati già 2 mesi da quando Maino Sarfi, il nostro padrone di casa, aveva avuto quell'incontro burrascoso con Patrizia e nulla era cambiato. Ormai avevamo 1 anno di affitto arretrato che con le spese varie ammontava a circa 7500 €; Patrizia aveva provato a convincerlo ad essere clemente, spiegandogli la nostra situazione economica e lavorativa disastrosa, ma lui non aveva voluto sentire ragione ed anzi ci minacciò di buttarci fuori di casa e di denunciarci ai servizi sociali per l'impossibilità di mantenere la nostra bambina. Vistasi messa alle strette, Patrizia per cercare di calmarlo, sfruttò l'unica carta che aveva a suo favore, ovvero un debole evidente che lui aveva per lei; Sarfi, un sessantenne  vedovo, solo e trasandato, prese la palla al balzo e ci concesse altri 2 mesi di proroga, scaduto il termine Patrizia avrebbe dovuto fargli compagnia e saldare il nostro debito con la sua disponibilità. Durante quei 2 mesi io e Patrizia provammo a fare il possibile e l'impossibile, io nonostante la mia gelosia capii che quella di Patrizia era stata una escamotage per prendere tempo e trovare una soluzione, ma fu tutto inutile ed il tempo era ormai scaduto.

 

"Allora io vado" disse con voce tremolante, io mi alzai dal divano le aprii la porta di casa e la guardai mentre scendeva per andare nell'appartamento al piano terra dove  abitava Sarfi.  Cominciai a camminare nervosamente avanti  e indietro, rosicchiando le poche unghie che mi erano rimaste, poi con il respiro affannato ed il cuore che mi scoppiava, corsi nel nostro salotto che si trovava sopra la camera da letto del bastardo e mi sdraiai per terra con l'orecchio incollato al pavimento. Sentii loro parlottare per più di dieci minuti, mi parve di capire che lui la stesse incitando ma non sentivo bene. Poi ci fu  un lungo silenzio seguito da un tonfo, tipo di qualcosa che veniva scaraventata sul letto facendo cigolare e sobbalzare  la rete; Ne seguirono dei suoni cupi, ed allora mi parve di sentire Patrizia che si lamentava, ma purtroppo non capivo bene. Così di scatto mi alzai da terra, controllai che Giulia dormisse nella sua culla, presi le chiavi ed andai al piano di sotto; Sarfi aveva un giardinetto privato che circondava la sua terrazza, scavalcai la rete bassa e feci il giro attorno al suo appartamento per arrivare dietro la finestra della stanza da letto che per fortuna era leggermente aperta.  Sbirciai attraverso le imposte per non farmi vedere e li vidi li, sul lettone di lui, intrecciati in un classico 69, lui disteso di schiena sul materasso con le gambe divaricate e lei, completamente nuda, coricata a faccia in giù sopra di lui. Il corpo sodo, sinuoso ed armonioso della mia bellissima e giovane moglie contrastava, disteso su quello di Maino, grasso, peloso e trasandato. Lui disteso sotto, teneva la testa accovacciata tra le gambe di Barbara che gli stava a cavalcioni sopra, aveva le braccia attorcigliate attorno alle cosce di lei e le manacce avvinghiate al suo splendido culo, mentre da sotto leccava avidamente la sua fighetta completamente rasata, infilando la lingua tra le grandi labbra e succhiandole il clitoride. Patrizia distesa sul pancione di lui subiva passivamente quel 69; aveva il viso contratto quasi in una smorfia di sofferenza o di disgusto, mentre il cazzo di Sarfi, grosso e soprattutto largo e nodoso, le sbatteva sul viso. Ogni tanto, rispondendo alle incitazioni di lui e ed agli schiaffi sul culo, gli leccava la cappella o lo segava con le mani, ma si vedeva che subiva senza partecipare attivamente. Dopo circa 10 minuti Maino, restando sempre sotto intrecciato nel 69, allungò il braccio ed andando a tastoni prese dal comodino qualcosa; era una specie di ovulo grande come quello della sorpresa negli ovetti di cioccolata, senza darle alcun avvertimento, in modo deciso e brusco infilò l'ovulo nell'utero, lasciando fuoriuscire dalle labbra solo un filo lungo circa 10 cm con un interruttore in punta. Poi azionò l'interruttore e riprese a leccarle la figa da sotto, come prima; Patrizia sotto l'effetto della vibrazione del sextoy e delle leccate di lui, cominciò a mugolare e muovere forsennatamente il bacino. Ben presto la sua fighetta si inzuppò, ed allora anche lei partecipò attivamente a quel 69, spompinando quel palo di carne lungo circa 20 cm come solo una pornostar sapeva fare. Lo leccava in modo lascivo senza tralasciare nessun centimetro , poi puntava le labbra sulla cappella rossa e lucida e faceva scomparire il cazzo ingoiandolo fino alla tonsille. Io strabuzzai gli occhi, sbalordito stentavo a credere che Patrizia, moglie fedele ed innamorata e madre devota, potesse succhiare il cazzo di quel vecchio aguzzino con quella porcaggine.  Rimasero in quel 69 per almeno altri 10 minuti abbondanti, poi quando lui capì che era al culmine, la fece spostare, la fece inginocchiare (lasciandole sempre l'ovulo vibrante azionato nell'utero), e lui si mise in piedi davanti a lei, infilandole di nuovo il cazzo in bocca. Patrizia diede ancora gli ultimi colpi ingoiando il cazzo fin quasi le palle, spompinando con una voracità ed una abilità che non aveva mai avuto prima con me. Quando poi Sarfi cominciò a grugnire per l'orgasmo, lei cercò di scostare la testa ed allontanarsi, ma lui la afferrò per i capelli  violentemente e piantando gli ultimi colpi per scoparla in gola e le sborrò in bocca. Lei provava con forza a discostarsi, poi vedendosi saldamente afferrata per i capelli, ingoiò gran parte dello sperma per non soffocare, mentre altri rivoli di sperma colavano dagli angoli delle labbra, gocciolando fin sopra il seno. Maino esplose in un orgasmo furioso, eiculò un quantitativo di sborra incredibile per un uomo normale; poi quando la botta dell'orgasmo finì, estrasse il cazzo dalla bocca di mia moglie, che ormai era un pozzo trabordante sperma, saliva e muco, le sollevò il viso con la mano sotto al mento, alzando lo sguardo di lei verso lui che era in piedi, e le pisciò addosso. Lei chiuse d'istinto gli occhi, ma ormai umiliata e sottomessa, lasciò che il piscio di Maino le bagnasse tutto il suo splendido e profumato corpo inzuppando i capelli ed il letto su cui giaceva. Finita la pisciata lei si accasciò  sul letto, lui le infilò una mano tra le gambe socchiuse e bruscamente le estrasse l'ovulo vibrante dalla fica; Patrizia ebbe un sussulto e restò senza fiato per qualche istante, poi il suo corpo cominciò a contrarsi in piccoli ma violenti spasmi mentre mugolava come una gatta in calore.  Maino rise compiaciuto, dicendole che era una brava puttana, poi la fece stendere sul letto impregnato, le mise 2 cuscini sotto il culo in modo da farla sdraiare con il bacino sollevato e si mise sopra di lei alla missionaria. Con un colpo lento ma deciso le piantò la sua grossa mazza ( che era ancora dura) nella figa e la scopò senza pietà come un toro che non vedeva una femmina da tempo. Da dietro la finestra vedevo il suo corpo accovacciato su Patrizia, le gambe di lei inarcate ed attorcigliate attorno la sua schiena ed il bacino di Sarfi che pompava sempre in modo deciso e costante. Sentivo i loro mugugni ed i loro sospiri di godimento mentre il cazzo di lui che stantuffava era sempre più bagnato di liquidi vaginali. Lui continuò implacabile in quella posizione senza mai stancarsi ne rallentare con il ritmo, Patrizia ebbe dopo un poco un primo orgasmo, inarcò la schiena e sollevò ancora di più le gambe in modo da farsi piantare quella mazza ancora più in fondo ma ,nonostante l'orgasmo di lei, nessuno dei due diede cenno di volersi fermare. Continuarono in quella posizione, per circa 15 minuti, poi lui restando sempre piantato dentro di lei, la sollevò di peso prendendola per la schiena; Maino si mise coricato a mezzo busto con la schiena e le spalle poggiate alla testa del letto e Patrizia si mise a cavalcioni su di lui. Lei riprese a cavalcarlo come una furia, muoveva il bacino avanti ed indietro con colpi profondi e costanti piantando quel cazzone duro nella figa. In quella posizione Maino si divertiva a torturale le tette alternando momenti in cui le strizzava il seno e le mordeva i capezzoli fino a farla strillare e momenti in cui le massaggiava i capezzoli stessi con la lingua o li succhiava dolcemente. Patrizia sembrava davvero essere in un'altra dimensione tanto che addirittura era lei che adesso cercava la bocca di quel vecchio porco, per intrecciare le loro lingue in un bacio lascivo e lussurioso. Io ormai non sapevo più cosa pensare, esterefatto e disgustato,; non capivo più dove finiva il sacrificio di mia moglie per salvare la famiglia e dove iniziava la voglia di farsi una gran bella scopata, con un cazzo di grosse dimensioni. Provavo un misto di rabbia, umiliazione e gelosia, non capivo cosa stesse succedendo, ne sapevo cosa avrei dovuto dirle, se ringraziarla o insultarla; in fondo la ragione  mi diceva che era impossibile che lei stesse godendo con quel vecchio porco che aveva sempre disprezzato. Continuarono in quella seconda posizione per altri 15 o 20 minuti, poi Maino sempre di sorpresa, riprese la pallina vibrante  e la infilò bruscamente nel culo di lei. Patrizia interruppe di colpo la cavalcata, drizzò la schiena e rimase immobile con gli occhi sbarrati per qualche secondo; Poi ancora una volta la pallina vibrante fece il suo effetto, i muscoli anali di mia moglie si rilassarono e lei con quella pallina nel culo riprese a scopare, fottendosi il cazzo di Maino. Stavolta però i colpi di bacino di Patrizia erano più veloci potenti e più profondi di prima mentre Sarfi sempre più compiaciuto le diceva che era una gran porca, una puttana preziosa, e che sarebbe stata la sua cagna da letto. Poi grazie al doppio effetto, della pallina vibrante nel culo e del cazzo enorme nella figa, Patrizia ebbe il secondo orgasmo, e penso che fu l'orgasmo più potente, profondo e lungo che lei abbia mai avuto in tutta la vita; il suo corpo divenne rigido , lei si aggrappò alla nuca di Maino mentre lui continuava a mordere e leccarle le tette ed i capezzoli, Patrizia diede gli ultimi copi decisi con il bacino, piantando il cazzo fino in fondo all'utero, ed alla fine esplose come se il suo corpo fosse attraversato da una scossa elettrica, sospirando e gemendo a tutto volume come un'asina ragliante in calore per parecchi minuti. Come non le era mai successo prima in tanti anni trascorsi insieme, l'orgasmo di Patrizia fu tanto forte e lungo che la sua figa cominciò a squirtare, spruzzando un quantitativo incredibile di liquido trasparente e viscoso sulle loro gambe e sulla pancia di Maino. Mentre Patrizia godeva, ragliava e squirtava, anche Maino raggiunse l'orgasmo e , fregandosene di poterla ingravidare, le sborrò dentro la figa, grugnendo come un porco e sbavando dal forte godimento mentre le mordeva i capezzoli turgidi. Poi quando i loro orgasmi lentamente scemavano, lui estrasse la pallina vibrante dal culo di Patrizia, lei emise ancora un profondo sospiro, perse completamente il controllo  e mentre lui la teneva sempre impalata nella figa, anche lei iniziò a pisciarsi addosso. Il piscio di Patrizia si mischiò con i liquidi vaginali della squirtata che aveva spruzzato neanche un minuto prima, inzuppando completamente le gambe di entrambi e la pancia di Maino. Rimasero attaccati ancora qualche minuto, e poi si staccò da lui accasciandosi sul letto completamente bagnato dei loro liquidi corporei; io ormai senza parole mi allontanai e tornai a casa per evitare di farle sapere che avevo visto tutto. Tornato a casa la aspettai seduto sul divano della  cucina davanti alla tv. Patrizia tornò circa 10 minuti dopo ed andò dritta in bagno per farsi una doccia. Io le andai incontro e carico di rabbia e di gelosia le dissi che era una puttana e le chiesi se si era divertita a scopare con quel vecchio porco. Lei mi diede un ceffone, scoppiò a piangere e mi disse che ero uno stronzo ingrato e che non dovevo permettermi di dire una cosa del genere, poi si tolse la vestaglia di dosso e mi disse " guarda coglione, pensi davvero che mi sia divertita, bastardo, guardami come sono ridotta": il suo bellissimo corpo era bagnato di liquidi viscosi e puzzolenti, i capelli erano inzuppati ed emettevano un odore pungente, i seni erano gonfi ed avevano alcuni grossi ematomi neri, uno dei capezzoli sanguinava abbondantemente così come sanguinava il labro inferiore.  Rimasi ammutolito e le seppi solo dire "Scusami amore". Non sapevo più cosa pensare, il suo corpo era stato seviziato, eppure l'avevo vista godere fino al punto di squirtare ed addirittura pisciarsi addosso. Tutto mi era confuso, mentre lei si faceva la doccia io andai nel soggiorno e sul mobile d'ingresso, c'era un biglietto con su scritto "1^ rata 250 €,  settimana 1 saldata" e poi la firma Maino Sarfi. Quella notte Patrizia pianse per ore prima di riuscire a prendere sonno.     

Continua...

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