i racconti di Milu
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Non m'aveva stupito l'essersi invitata per un caffè, del resto conoscevo Teresa da anni e da lei ormai mi potevo aspettare di tutto. M'aveva invece colpita l'averla vista arrivare con una cartelletta di un certo spessore, lei che considerava anche la più piccola delle borse, un'immane scocciatura.
Teresa apparteneva a quella categoria di fortunate persone, che hanno sempre trovato qualcuno che pagasse loro i conti, e sapevo che da poco s'era ritrovato un piccolo gruzzolo di denaro grazie ad un lascito di un suo ex amante.
Come da buona educazione all'inizio la discussione era stata su argomenti frivoli, per arrivare al punto con la classica domanda che non t'aspetti.
“Anita dimmi, ma tuo marito Francesco che ruolo ha nell'immobiliare Logica ?”
“Oltre ad esserne il proprietario è anche il presidente, perchè ?”
“Perchè credo mi serva il suo aiuto.”
“Ti serve forse un nuovo appartamento ?” le chiesi ridacchiando, se non altro perchè non comprendevo cosa realmente volesse da mio marito.

Va subito detto che quello fra Francesco e me non è certo il classico matrimonio d'amore, anzi.
Lui ricco ma senza blasone, io classico esempio di nobiltà decaduta.
Quello che però sono state più importanti sono le nostre inclinazioni sessuali, lui guardone con grossi problemi d'erezione, io esibizionista nata sempre alla ricerca di nuove esperienze.
Quindi il nostro matrimonio è stato un bel mix d'affari, dove lui ha messo i soldi ed io le conoscenze di un certo livello, e di 'sistemazione' per quello che riguarda le nostre più nascoste perversioni, senza dimenticare che poter 'mostrare' una bella moglie è sempre un gran biglietto da visita.
Non per questo col passare degli anni era nato del reciproco rispetto, anzi per certi aspetti nutrivo per lui grande ammirazione e fiducia.

“Vedi Anita avrei trovato vicino Castel Madama un ex capannone industriale in ottimo stato, e vorrei convertirlo in un club privé destinato principalmente ai cuckold. So che in tutto il litorale è un brulicare di locali del genere, ma Castel Madama è facile da raggiungere senza perder troppo tempo in fila.”
Via via che mi mostrava il suo progetto, Teresa tirava fuori dalla sua cartella tutta una serie di disegni su come doveva svilupparsi il locale, diviso quasi equamente fra luoghi comuni e salette private.
Alla fine ero entusiasta della sua idea forse ancor più di lei, e chiamare Francesco per una consulenza fu un immenso piacere.
Mio marito arrivò dopo quasi un'oretta che passammo a sviluppare numerosi dettagli, quindi Teresa ripeté a lui quanto già illustrato a me, aggiungendo quand'era il caso, quanto pensato insieme.
Francesco ascoltò in silenzio prendendo numerosi appunti, quindi alla fine ci disse che aveva bisogno di altre informazioni.
“Teresa il tuo è un buon progetto.” le disse accompagnandola alla porta “Ma è come un diamante grezzo che necessita di un buon taglio. In ogni caso torna da noi per cena fra tre giorni e avrai tutte le risposte di cui hai bisogno.”

I tre giorni passarono quasi d'un fiato, senza che Teresa si facesse sentire.
Francesco mi ricordo poco prima del pranzo che avevamo la mia amica per cena, e di preparare qualcosa di leggero, meglio ancora se freddo, in modo da poter parlare senza problemi mentre si mangiava.
Alle 19 puntuale come un orologio svizzere,Tersa arrivò a casa mia avvolta da un'aurea ricca d'elettricità. Il suo bel corpo fasciato da un semplice tubino nero,sembrava alla ricerca spasmodica di buone notizie,quasi fluttuando quando si muoveva.
Francesco era già pronto con la sua cartella piena di appunti e documenti,e come da sua abitudine non si perse in convenevoli.
“Teresa la tua idea per me è ottima,ma ci sono diversi aspetti da chiarire il prima possibile. Il primo è che il tuo budget è del tutto insufficiente per affrontare tutte le spese,quindi hai bisogno di un socio,meglio ancora di una socia come Anita,che entrerebbe al 50% con te nella “Jezabel Enterprise”. Il nome è una mia invenzione ed è cambiale in qualunque momento. Una volta costituita la società comprereste il capannone per cambiarne l'uso. In più si dovrebbe destinare una parte al un bed and brealfast,anche se solo di facciata,in modo da poter ospitare qualche coppia per la notte e poter accedere ai finanziamenti europei per questo tipo d'impresa.”
Mio marito continuò a parlare per almeno un paio d'ore,interrotto solo da qualche rara domanda,alla quale rispose in modo semplice ed esauriente.
Alla fine non so chi fra Teresa e me era la più entusiasta del piano di Francesco.
“E' tutto perfetto,solo due domande,perchè io dovrei essere la socia di Teresa,ma soprattutto quel nome Jezabel Enterprise” chiesi alla fine per pura curiosità femminile.
“Anita tu sei una donna sessualmente a dir poco esuberante,e in un ambinte come un club per guardoni non potresti che dar sfogo alle tue più sfrenate fantasie,ma almeno senza perdere tempo e denaro. So di non essere adeguato per quello che riguarda la tua vita sessuale, e detto fra noi non so chi potrebbe esserlo, quindi la soluzione migliore è metterti in condizione di fare ciò che più ti piace in totale sicurezza. Il nome è frutto d'un caso,mentre mettevo a posto tutte le carte la radio ha trasmesso “Jezabel” di Sade,che come sai è una delle mie cantanti preferite.”
“E in cambio di tutto ciò cosa vorresti ?” chiese Teresa a mio marito forse temendo qualche trappola.
“Ingresso omaggio per tutta la vita !” rispose lui ridendo “Ma soprattutto la tranquillità che la mia signora non finisca in qualche brutto guaio, e so che tu Teresa sarai la sua ombra.”
“Io invece so come iniziare a pagare la tua consulenza.” dissi alzandomi per andare a prendere dei foulard in camera.
Non avevo mai fatto sesso con Teresa, ma sapevo che come me non si faceva troppi problemi se il partner era uomo o donna. Inoltre volevo regale a Francesco qualcosa che sapevo lo faceva eccitare oltre ogni immaginazione, uno spettacolo di sesso saffico col motto “Guardare e non toccare”.
Legai i polsi di Francesco ai braccioli della poltrona, poi feci alzare Teresa per sfilarle il vestito prima d'immobilizzarla come avevo fatto con mio marito.
Con esagerata lentezza mi tolsi giacca e gonna per sistemarmi dietro Teresa e infilarle una mano nel reggiseno. Le tette della mia futura socia erano dure, i capezzoli già turgidi come in attesa del loro turno d'attenzioni, che non tardarono ad arrivare. Ben presto il reggiseno di Teresa finì col non coprire più nulla, mentre il mio palpare si faceva quasi violento. Presi a baciarla sul collo mentre una mano scendeva verso le sue mutandine, trovandole un po' umide.
Teresa scivolò un poco in avanti per poter allargare meglio le gambe, ed io non persi tempo ad infilarle un dito dentro la passera.
Francesco ormai non riusciva più a staccare gli occhi da Teresa, più io la eccitavo con i miei tocchi di dita, a volte anche non proprio delicati, più lui s'arrapava facendo uno sforzo disumano per rimanere al suo posto.
Masturbai la mia amante con calma, sino a portarla alla soglia dell'orgasmo, ma senza farle varcare quella soglia del piacere.
Mi sfilai le mutandine per mettermi davanti a lei con le gambe leggermente aperte.
“Leccami la fica troia !” le ordinai senza alcun ulteriore indugio.
La sua bocca si posò sul mio monte di Venere per far si che lingua iniziasse a passare sopra ogni singolo poro, ricoprendo di saliva ogni anfratto coperto dalle piccole labbra, per arrivare a succhiare il clitoride imitando un pompino.
“Brava la mia puttana ! Voglio essere ben calda prima di romperti fica e culo davanti a questo guardone.”
Le infilai un dito in bocca, per poi farlo scivolare dentro l'ano, ma compresi subito di volere di più.
Tornai in camera da letto per prendere alcuni giochini, che poggiai sul tavolo facendo si che ne Tersa ne Francesco scoprissero di cosa di trattasse.
Afferrai un plug che inserii nel mio retto sistemandomi a gattoni davanti a mio marito, facendolo uscire più volte per rimetterlo dentro con foga sempre maggiore.
Poi m'andai a sedere sulle gambe di Teresa e, dopo aver aperto al massimo le mie, presi a masturbarsi con un grosso fallo vibrante.
“Guarda come godo mio caro maritino inadeguato !” dissi a Francesco mentre il cazzo finto mi apriva sempre di più “Scommetto che ti piacerebbe vedermi sbattere da qualche maschio ben dotato, solo che non hai nemmeno le palle per chiederlo, non è vero ?”
“No no, non ci riuscirei mai...”
“Non dire cazzate ! Lo so che vuoi vedermi in mezzo a dei grossi cazzi che mi riempono fica e culo, con te che ti fai delle seghe in un angolo. Quello che non sai è che non vedo l'ora di prendere metrate di cazzo davanti a te i tuoi amichetti cornuti.”
Più insultavo Francesco, più velocemente scorreva il fallo dentro la mia vagina, sino a quando un gigantesco fremito annunciò l'orgasmo, quel picco del piacere che m'immobilizzò madido di sudore sul corpo di Teresa.
“Ora tocca a te puttana !” dissi all'amica mentre indossavo un grosso strap-on.
La slegai per farla inginocchiare davanti a me, e senza perder alcun istante iniziai a scoparla in bocca tenendole le mani sui miei fianchi.
“Succhiami il cazzo troia ! Se vuoi prendilo come un allenamento per quando dovrai fare pompini e finire coperta di sborra dalla testa ai piedi. E come gran finale una bella doccia di piscio, ah ah.”
“Perchè dici queste cose ? Non siete forse amiche ?” disse Francesco intervenendo come un pessimo avvocato difensore.
“Amiche si della minchia !” gli risposi prima d'ordinare a Teresa di togliersi gli slip e mettersi carponi “Guarda come le piace farsi fottere a questa puttana.”
Teresa era così eccitata che il grosso fallo le entrò dentro la vagina senza alcuno sforzo da parte mia. Una volta che le afferrai bene i fianchi, presi a fotterla di gran carriera, mentre le si toccava senza alcun ritegno, alla ricerca del massimo piacere possibile.
“Allora maritino ti stai eccitando ? Vuoi vederla godere ancora di più ? Chiedilo e ti farò esplodere l'uccello dentro le mutande.”
“Si si, fammi vedere di cosa sei capace.” mi rispose il mio uomo eccitato ogni oltre limite.
Lasciai la presa su Teresa per andarmi a sere nella poltrona davanti a Francesco, riprendendo il fallo che avevo usato per masturbarmi.
“Vieni qui e ficcati questo cazzo nel culo !” ordinai alla mia amante indicandole lo stra-on.
Lei non esitò un istante,e dandomi la schiena s'impalò su quel grosso pezzo di gomme, infilandoselo tutto nel retto.
“Ora godi !” le dissi penetrandole violentemente la passera col dildo vibrante.
“Si godooo ! Scopami, scopami ancora, ancora di più.”
“Certo che ti scopo ! Culo e fica come piace a te, puttana che non sei altro.”
Eccitata com'era Teresa non impiegò molto a raggiungere l'orgasmo, che fu talmente violento da lasciarla senza forze per alcuni minuti, seduta sulle mie gambe incapace di fare qualsiasi movimento.
“Ora tocca a lui.” mi disse dopo essersi messa in piedi.
“No lui è solo mio.” le risposi quasi stizzita.
Teresa capì quello che avevo in mente e, dopo essersi rivestita, si congedò da noi.
“Ora sei mio. Fai solo quello che ti ordino e stai tranquillo che non te ne pentirai.”
“Si si dimmi tu.”
Gli slegai le mani per poi aprirgli la patta del pantaloni che feci scendere a terra insieme ai boxer.
Il pene era duro e sporco di sperma, ma del resto era impossibile che non fosse venuto dopo aver visto tutto quel sesso.
Presi il fallo finto con una mano per poi scivolare sul suo corpo, lasciando che il suo pene entrasse dentro di me.
“Ora fai il bravo, toglimi il plug da culo e infilaci questo.” gli dissi dandogli il fallo vibrante.
Francesco non disse nulla, mi tolse il plug dall'ano che fece cadere a terra, riempendomi il retto con quel grosso fallo che tanto avevamo usato quella sera.
Fu una lenta e lunga cavalcata nel piacere, entrambi fummo colti da diversi orgasmi, ma a nessuno dei due passò mai per la testa di smettere quel gioco erotico, almeno sino a quando ci furono le forze per portarlo avanti.
L'ultimo orgasmo fu il più intenso, ci fece finire per terra avvolti in un peccaminoso abbraccio, sino a quando non ci ritrovammo sdraiati uno a fianco dell'altro.
“Davvero credi che mi piacerebbe vederti scopare con un altro ?” mi chiese Francesco interrompendo un lungo silenzio.
“Non lo so, ma sono certa che prima o poi lo scoprirai, anche se non credo che sapresti rimanere in disparte. Però perchè fare ipotesi, in fondo fra un paio di mesi sapremo la risposta, al Jezabel Cuckold Club.”

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