i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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“Buonasera gentili ascoltatori, qui è Kyle il vostro amichevole pornografo di quartiere! Cosa vi spinge a sintonizzarvi sulle nostre frequenze a quest’ora di notte? Ma che domande i nostri ospiti! Per questa puntata abbiamo un ospite davvero… Interessante! Un piccolo indizio? Emerge dagli angoli più remoti e oscuri dei ‘I racconti di Milù’ dove verità e inganno, realtà e finzione, razionalità e irrazionalità si nascondo per poter fare l’amore in sante pace! Qui presente per rispondere alle mie domande abbiamo niente popò di meno che… Viktorie!”

“Dobrou noc! Ehi Kyle, 'emerge dagli angoli più remoti e oscuri' non sembra un poco la descrizione di qualcuno appostato in un vicolo lercio? Così mi fai sembrare una maniaca sessual... Oh. Come non detto.”


“Ben arrivata mia cara, negli angoli dove ti trovi te non si nascondono soltanto maniaci, ma anche persone interessanti! È un onore averti mia ospite e poter spogliare la tua misteriosa figura. Ehehehe… Non preoccupatevi cari ascoltatori, nessuno svestirà fisicamente nessuno, come sempre è tutto un gioco di parole, di suoni, di vocali, di consonanti, una dolce magia che esce dalle nostre labbra per potervi allietare! Potete rinfilare i cazzi nelle mutande e via le mani dalle vulve, questa sera non si descrive il sesso, ma si scopre un’incantatrice! Sei pronta Viktorie?”

“Io ero pronta anche quando parlavi di 'spogliare'... Aspetta che mi riabbottono la camicetta, allora. Come? Va bene, ok, la lascio aperta per qualche bottone. Fai il bravo... Fammi prendere una birra e possiamo cominciare... Kyle, ho detto di fare il bravo!”


“Ehm, scusa… Sai che il mio corpo è giovane e facile preda degli istinti! Ti offendi se prendo una delle tue birre? Grazie! Sarà meglio se iniziamo con una domanda facile, ma complessa… Quanti anni hai?”

“Con questa domanda ti stai già giocando i primi bottoni aperti della camicetta, sappilo. Ho superato le tre decadi di età. Non di molto, ma non sono decisamente una ragazzina come a certi lettori piace credere: a quel che mi scrivono alcuni, pensano -o sperano- che io sia una diciottenne neanche deflorata che scrive di sesso per fantasticare su esperienze che non ha mai avuto...”


“Ahahahah, se solo sapessero quanto si sbagliano! Non vedere la tua età come un limite, cavolo sei ancora giovane e fresca come un fiore. Inoltre sono sicuro che il nostro pubblico apprezza le donne che hanno vissuto la loro parte di mondo, io di sicuro! E se ti chiedessi una descrizione fisica? Giusto per far emozionare il nostro gentile pubblico!”

“Mi spoglio del tutto così prendi le misure tu? Dai, ti risparmio la fatica... Sono uno e settantacinque di altezza, su cui sono più che decentemente distribuite le mie generose forme da donnina a clessidra -se non sai che vuol dire, l'internet è tuo amico-
Ho una pelle decisamente chiara, occhi verdi e i capelli neri. Da anni, li porto in carré sfilato -chiedere all'amico nominato prima- questo tranne quando per qualche colpo di testa li lascio crescere, o qualche parrucchiera non decide di tagliarli come vuole lei...
Le signore che dovessero leggere possono confermare la discreta percentuale di parrucchiere capaci di dare due sforbiciate a tradimento e fregarti una pettinatura.”


“Se ti fossi spogliata il nostro gentile pubblico sarebbe rimasto a bocca asciutta, meglio una breve descrizione! Caratterialmente come ti descriveresti? Non farti spaventare dall’ora tarda, abbiamo tutta la notte per scoprirti e il nostri ascoltatori non desiderano altro!”

“Noto una certa facilità d'uso di verbi che 'svestano' la sottoscritta, eh! Sarà meglio stare all'erta... Comunque, non è facile avere a che fare con me, dicono, e ci credo. Sono capace di totali egocentrismi, forte di un carattere 'dominante' e scostante, dico assolutamente quello che penso. E parimenti sono capace di totali dedizione e affetto per le persone che in qualche modo, destino o caparbietà loro, mi entrano nel cuore. Che sono tendenzialmente pochissime. Per quelli e quelle che entrano da altre parti... Vediamo caso per caso. Di sicuro so come stressare le persone, questo potrebbero dirlo in molti che mi conoscono!”


“Prima di passare alle domande serie... Cane o gatto?”

“Ho una gatta, ma non ho alcuna antipatia per i cani. Solo non sono una persona capace di ricambiare l'estremo affetto che questi animali provano per le persone. Sono così naif nell'amare certi soggetti, non trovi?”


“Mmm… Vero, poi non so te ma mi piace l’indipendenza del gatto e le sue fusa. Hai dei fratelli o delle sorelle?”

“Ho due fratelli parecchio piccoli e una sorella adolescente, c'è un bel divario d'età tra noi, e anche altre discrete differenze, ma non sono un problema, anzi. Entrerei qui in un campo privato in cui la parte residuale del mio carattere da stronza esprime una notevole tenerezza. Roba che non interessa a nessuno. Diciamo che sono peggio di una bodyguard con i bruciori di stomaco.”


“Mmm… So che il nostro gentile pubblico vorrebbe discorsi più osé, ma se ti chiedessi un cartone animato che ha segnato la tua infanzia?”

“Bella domanda, richiede altri sorsi di birra... Sono una discreta divoratrice di animazione, oltre che negli anni la 'delegata' di famiglia a portare i fratelli minori al cinema, e quindi già di film di animazione! Uno che ha segnato la mia infanzia... Direi due!
Uno perché è il primo che io ricordi: è un corto di una piccola talpa, 'Krtek a raketa'. Un piccolo corto del '66, era già vecchio quando lo vidi io, quindi ormai è... Antiquariato. Ma è il primo cartone animato che ricordi, quindi sicuramente 'segnare' ha segnato.
Non credo di aver ereditato dal piccolo Krteček la passione per 'robusti oggetti oblunghi da cavalcare' per 'raggiungere le stelle', comunque...
Il secondo, ridono tutti quando me lo sentono dire, è Gundam. Su una tv locale italiana. Di cui capivo neanche tutte le parole -il mio italiano non era proprio brillante all'epoca- Ma ero una piccola mangiatrice di fantascienza, per cui... Spazio, robot giganti, astronavi... Così mi fai sentire vecchia davvero. Fammi bere ancora.”


“Birra o vino?”

“Birra. Borůvka, per consigliarne una, ma deve piacere.”


“Appena possibile la proverò! Tequila o rhum?”

“La Tequila è interessante, ma dovendo scegliere tra i due, Rum. Se vuoi assaggiare, ne ho uno del mio paese, si fa con la barbabietola da zucchero, non con la canna da zucchero.”


“Tu mi rinunci a un bel bicchierino di tequila con sale e limone? Lascia perdere sono io che ho dei bei ricordi con la tequila e il rituale con cui si consuma, non ti giudico se preferisci un drink più piratesco… Adesso che abbiamo un idea di come sei hai voglia di raccontarci perché hai iniziato a scrivere racconti? Com’è nato il tuo primo scritto?”

“No no bello, qui provochi! Parli di rituali alcolici con me? Lasciamo giù le birre, tiro fuori il necessario per la vodka e ti faccio vedere come si beve dalle mie parti? Non come il grappino a fine pasto! Dal primo sorso a stomaco vuoto e per tutta la cena, fredda come il ghiaccio... :D
Pensaci su, intanto ti rispondo... Divertimento. Principalmente per divertimento. Girovagavo su 'I racconti di Milù' da parecchio, con anche ogni tanto l'idea di provare a mettere per iscritto e pubblicare qualcosa di mio. Non è mai scattata la scintilla giusta fino ad un anno fa circa. Non per pudicizia o altro, semplicemente le idee -fantasie, racconti di vita vissuta che fossero- non mi sembravano qualcosa di 'interessante'. Non che volessi scrivere il Grande Romanzo Erotico, ma qualcosa che una volta messo il punto alla fine della storia, mi sembrasse gradevole. Il mio primo scritto? Pubblicato su IoMilù è stato “L'insospettabile fidanzata del mio amico”. E' nato sull'onda di una serata con una coppia di amici piena di irritazione e fastidio.
Kyle, hai presente quelle coppie di amici perfettini che devono rimarcare sempre le tue mancanze, e non possono ritenerle scelte di vita? Quelle. Irritazione, e dal pensiero 'che farebbe qualcun altro al posto mio?'.
E lo ammetto, una discreta dose di birra! :D”

“Insopportabili mia cara, semplicemente insopportabili. Parafrasando Dante non ti curar di loro, ma bevi e lascia passare!”


“Il racconto, comunque, ha avuto sin da subito un discreto apprezzamento, e non sono pochi quelli che mi scrivono chiedendo di proseguirlo... Cosa che ho intenzione di fare, ma al momento sono poco soddisfatta della 'traccia' che mi sono data per gli eventi successivi. Sapete, nel sesso è importante... Soddisfare! ;)”


“Quali sono state le letture che ti hanno ispirato maggiormente nella creazione della tua identità di scrittrice?

“Arrossisco pensando che tu ti riferisca a me come 'scrittrice'... Se parliamo di erotismo, direi che 'responsabili involontari' su cui punterei il dito sono sicuramente Jana Černá, Emmanuelle Arsan, John Cleland (Fanny Hill), Anais Nin, Almudena Grandes, le opere del 'divin marchese' de Sade e Dominique Aury (per intenderci, 'Historie d'O'), Algernon Charles Swinburne... E un po' tutto quel sottobosco di autori e autrici di racconti, alcuni non proprio passati alla storia dei nomi famosi, ma egualmente... Solleticanti. Fuori dall'erotismo? Sono un'onnivora. Un'onnivora con la passione della fantascienza, dei miti, delle leggende, dei grandi romanzi d'avventura. Da Calvino a Eco a Swift ad Asimov a Tolkien a... Quel che mi volete consigliare, ci posso buttare volentieri un'occhiata.”


“Arrossisci, arrossisci pure che un po’ di colore fa risaltare il tuo viso. Quindi se ti chiedessi di scegliere un libro da portare su di un’isola deserta cosa sceglieresti?”

“Una parte di me risponderebbe: un corposo, completo, comprensibile ed utilissimo 'Manuale per sopravvivere su un'isola deserta e farsi trovare'... Altrimenti, non saprei. E' una di quelle domande a cui non so proprio come rispondere. Qualcosa che ho già letto? Forse conviene avere qualcosa di nuovo, almeno in prima lettura. Qualcosa di nuovo? E se poi mi fa schifo?”


“Risposta molto di comodo, ma il notaio dice che la possiamo accettare. Se invece fosse un album musicale cosa ti porteresti?”

“Ti odio. Sappilo. Qualcosa di Bruce Springsteen, probabilmente.”


“Ma come fai ad odiare un bel faccino come il mio? Che colpa ne ho se mi diverto a metterti in difficoltà? Ehehehe… Mi sembra che con le parole te la cavi molto bene, anche meglio di qualche politico nostrano. Scrivi solo racconti erotici o ti diletti in altri campi della letteratura?”

“Dipende dal politico, che alcuni se la cavano bene come un sasso a nuotare... Lavoro spesso come traduttrice di articoli di varia natura, ma niente che oserei definire letterario. Riviste, articoli di commento. Di mio non scrivo molto solitamente, vale il principio 'scrivo se penso di avere qualcosa da dire'. Altrimenti, è uno spreco di carta.”


“Sai parecchio tempo fa uscivo con una ragazza, bella come un’alba sul mare, intelligente come uno scoglio! Se le avessi detto ‘parla solo se hai qualcosa di sensato da dire’ avrei passato parecchie ore nel più completo silenzio… A volte è bello scrivere qualcosa solo per sfogo, per provare o perché se ne ha voglia. Visto che te lo stai chiedendo poi con quella non conclusi niente, anche l’amico li sotto si rifiutò di fare nulla senza un minimo di dialogo prima o dopo. Tornando a noi, premesso che il critico più difficile è sempre chi scrive il racconto, che indicatori usi per capire se una tua opera ha avuto successo o meno?”

“Ovviamente, i miei oscuri poteri mistici... Ahahah! No, principalmente quando scrivo qualche racconto erotico, bado al fatto che quel che sto buttando giù mi faccia avvertire una sorta di... Pizzicore. Vuol dire che comunque lo trovo interessante, e se lo trovo interessante io che so cosa sto scrivendo e cosa scriverò, immagino che l'effetto possa essere anche più accentuato per chi ha la cortesia di leggermi... Sul successo di un racconto, un po' il numero di letture, un po' le email di commento o di contatto. A volte sono sorpresa del 'feedback' su certi racconti, mi fa capire che qualcosa lì funzionava davvero bene, e cerco di tenerlo presente. O viceversa, di capire cosa non funzionasse. Anche se ovviamente i pareri sono innumerevoli, si scontrano magari con i miei e insomma... Sono alchimie complesse.”


“Viktorie per prepararmi a quest’intervista ho letto i tutti i tuoi racconti, magari fosse così interessante anche il mio vero lavoro. Volevo chiederti di ‘Morgana’, quanto razionale e irrazionale competono nella tua vita e quanto sei interessata a miti, tradizioni, leggende e occulto? Voilà un bel minestrone in cui ci puoi infilare di tutto! Ahahahaha!”

“Già che c'eri non potevi segnarmi i refusi su un foglio? :P
Sono... Occultamente razionale. Molto razionale e molto irrazionale, mia sorella deride ancora la mia libreria della sala in cui volumi scientifici sono accanto a miti e leggende. A volte miti e leggende sono delle verità, o delle 'evemerizzazioni' (mitizzazioni) di eventi e personaggi realmente accaduti ed esistiti e quindi, li trovo interessanti per quello. Probabilmente è solo curiosità indiscriminata. La scienza è razionalità e trova così delle risposte, le leggende sono altri tipi di risposte. La razionalità elabora teorie, qualcosa che può accadere sia smentito, l'irrazionale spesso trova risposte molto definitive e a volte incontestabili. Sono anime diverse presenti in ognuno di noi, al di là del tempo, la cultura e la religione che le ha espresse, e a volte si sovrappongo o incrociano...
Asia e Morgana, le due protagoniste del racconto, alla fine incarnano un po' questo doppio spirito. Una è la timida fanciulla che predilige trovare le sue risposte nella razionalità, nel pragmatismo di una teoria o uno studio ben condotto e descritto, l'altra ne è il totale opposto, l'irrazionale e il mitico diciamo quasi incarnati. Eppure, le due entità ed approcci opposti si bilanciano, anzi convivono...
Letteralmente, nel caso del mio racconto! :D


“In molti, se non tutti, tuoi racconti viene data molto importanza al sesso orale indipendentemente da chi sia a praticarlo o a riceverlo, si evince che ti piaccia molto farlo e riceverlo, che grande scoperta vero? Avrai indubbiamente migliorato la tua abilità con molta pratica e molto impegno e sono sicuro che agli inizi ti avranno citato Virgilio: “Ahi, non con i denti!”. Hai voglia di elargire qualche consiglio a chi, tra il nostro gentile pubblico, voglia migliorare la propria maestria nel soddisfare oralmente un maschietto?”

“A dire il vero nessuno si è particolarmente lamentato delle mie attenzioni, anche agli inizi... Variare ritmo e 'coccole' è fondamentale, anche ignorando il signorino per cui per natura può anche bastare molto meno. Attesa, provocazione, gioco... Ma che consigli dovrei mai dare? E' una delle sperimentazioni più belle da fare, quella del sesso, non trovi? Fosse sempre così imparare qualcosa... E comunque, al di là di fingere di usare i denti in un simulato morsetto ben poco minaccioso alla 'vuoi che faccia la cattiva?', sappi che qualcuno mi ha chiesto di far sentire la cosa. Non sta a me giudicare i piccolo feticismi della gente...”


“Da gentil donzella passata più volte, immagino, sotto la lingua inesperta di un uomo poco attento, cosa consiglieresti, o cosa sconsiglieresti, a chi si vuole dedicare al piacere orale femminile?”

“Vale anche per il piacere maschile, giocare è bello. Variare, far aspettare... E noi fanciulle abbiamo una pletora di sensibilità e angolini da fare felici. La vagina è vostra amica, ma non è come fare il burro, ficcarci e sfilarci uno o più dita. La clitoride é una simpatica cosettina estremamente delicata, lì giocare tra lentezza e velocità, attesa, delicatezza e anche una certa rudezza... E' sempre qualcosa di divertente. Stuzzicare una signorina fino a che con lo sguardo ti implorerà di farla impazzire. Sembra sciocco, ma qualche aiuto l'ha dato a qualche signorino o signorina priva di fantasia: tentare di tracciare forme, lettere o numeri delicatamente sulla signorina clitoride. Non è niente di magico, solo vi costringe a non passare ossessivamente sugli stessi punti, una monotonia che diventa anche fastidiosa...”


“Mai sentito il detto ‘in due è amore, in tre è una festa’?”

“O è un regalo a chi ami, o di chi ti ama... ;)”


“Un uccellino mi ha cinguettato un argomento per te molto ‘complesso’… Qual è il tuo rapporto con i lettori e con le lettrici? Ti hanno mai creato dei problemi?”

“Che tenero, parli anche tu agli uccelli? Pensavo di essere l'unica...”


“Ahahahah! No, tranquilla, qualche volta mi sono inginocchiato anche io a… Chiacchierare con qualche volatile anche se francamente preferisco le farfalle!”

“Il rapporto in genere è abbastanza buono. Ci sono alcuni lettori che mi scrivono, e credo lo facciano a molte autrici, più per provocare o 'provarci', ma escludendo il settore dei broccolatori, è abbastanza buono. Vuoi per la natura dei miei scritti, vuoi perché i provocatori li lancio subito nel cestino, i lettori e le lettrici con cui corrispondo sono solitamente persone con cui c'è una piacevolezza nel dialogare.
Ci sono anche i lettori con cui il rapporto è più critico. Spesso ho qualche difficoltà a gestire i “lettori a richiesta”: persone che pretendono che il tuo racconto vada in una direzione a loro congeniale, che a volte non è per niente la tua. Potrei sperimentare una sorta di racconto-game, come quei libri che andavano parecchio anni fa. Ma ovviamente, ogni lettore prenderebbe strade diverse, o le scrivi tutte, o ne scrivi solo una: Non è la tua, non è quella che vorrebbero altri, è quella di un solo lettore. A questo punto dico... Hai un'idea? E' pure bella! Favoloso! Scrivi un racconto tu, cazzo, non vedo davvero l'ora di leggerlo!
Ecco, mi sono agitata e ho rovesciato la birra. Che spreco.”


“Non ti agitare, non ne vale la pena... Non vorrei poi vederti piangere sulla birra perduta! Mi dispiace mia cara, ma non è ancora arrivato il momento di rilassarsi. Lo sai che il nostro gentile pubblico aspetta le ultime domande con impazienza! Sei pronta per le domande piccanti?”

“Tu non conosci il grado di piccante che posso infilare in certi piatti quando cucino... Vuoi un'altra birra, così rispondo ancora meglio?”


“Grazie, gentilissima! Iniziamo con il botto, le dimensioni contano?”

“E' una domanda interessata? Nel caso, fammi vedere in privato e ne parliamo poi...”


“Che fai tocchi? Nooooooooon si tocca! Conosco la mia dotazione e di cosa è capace. La domanda era più per curiosità, non so se lo sai ma fra i maschietti è un argomento molto dibattuto, mi piace sempre discuterne con una gentil donzella e… Sia mai che qualche lettore broccolatore si metta il cuore in pace.”

“ Comunque, SNI'. Il corpo di una donna non è uno spazio metafisico illimitato come la borsa di Mary Poppins, ha delle dimensioni -molto adattabili, ma delle dimensioni- Alla signorina qui sotto per costituzione basta qualcosa che stia nello standard. Ma all'altro organo sessuale femminile, quello nella scatola cranica, serve tutto il resto. Come mi convinci a scopare? Scopiamo o facciamo l'amore? Ti amo o no? Sei fisicamente attraente per me? Ci sai fare a letto? Le risposte dipendono dalla mia testa e da chi ho di fronte. Puoi anche essere un fotomodello atletico con una spanna di cazzo, ma se scopi come un coniglio solo per svuotarti le palle, non conta niente. Bel cazzo, pessima scopata. A mai più rivederci!”


“Il posto più strano in cui ti sei appartata?”

“Un'aula di un Liceo, anni dopo averlo concluso. Non dico come finimmo in giro per la scuola di notte. Niente di molto strano, se non fosse che mentre ero felicemente seduta sulla cattedra, con lui allegramente impegnato con la sua lingua lì sotto, mi resi conto che era la mia... Cinque anni in quella classe, e tra tutte quelle in cui potevamo finire, proprio la mia!... Sentivo ancora la paura delle mie interrogazioni di Latino nell'aria.”


“Latino, un brivido freddo lungo la schiena! Se ti chiedessi la cosa più strana fatta a letto?”

“Fammi dare un paio di sorsi a questa birra che ci penso... Ecco, probabilmente un 'gioco della bottiglia' decisamente strano, con due amiche e il ragazzo di una di queste. Ma a spiegarlo a parole... Vuoi che ti faccia vedere? Mi serve la bottiglia di uno spumante, però. E delle amiche. E dell'olio di oliva. E ovviamente il fidanzato consenziente di una delle due...”


“No dai, questa me la devi raccontare in privato! E quella più imbarazzante?”

“Il mio tipo dell'epoca che anziché ignorare la chiamata di mia madre sul telefonino risponde per sbaglio senza saperlo. Immagina di sentire come 'in lontananza' tua madre che ti urla e accorgerti che sono almeno una trentina di secondi che sta sentendo sua figlia fare una fellatio molto rumorosa. Con gemiti da parte di entrambi. L'imbarazzo fu doppio: mi chiedo ancora oggi perché avendo probabilmente capito che cosa stessi facendo, non riagganciò immediatamente...”


“Magari voleva solo assicurarsi che la figlioletta se la stesse cavando bene oppure era la tipica ingerenza genitoriale! Mi risulta che tu abbia avuto esperienze con persone del tuo stesso sesso, com’è il tuo rapporto con il sesso saffico?”

“Ottimo, grazie. :P
Sono bisessuale, e diciamo che... Più o meno il rapporto con il sesso e l'amore saffico è un po' come quello con in ragazzi. Mi puoi interessare, eccitare, ammaliare, ci si può innamorare... E' diverso per molte cose, simile in molte altre. Spesso, diciamo, avere una controparte che come te ha bisogno di molta 'testa' per eccitarsi, un po' più di molti uomini, rende tutto molto più coinvolgente, mentale... Di contro posso dire che una relazione con una donna a volte è decisamente complessa. Ma questo non lo devo certo spiegare, no? Il terrore del 'cosa avrà voluto dire con 'va bene'? Andava bene davvero? E' contenta? C'è una sottile critica che mi si ritorcerà contro nei secoli dei secoli? Aiuto?' mi è familiare.”


“E come la mettiamo con il ‘ma questi pantaloni mi fanno sembrare grassa?’ o il sempre temuto ‘non ho niente tranquillo!’ Tornando ai maschietti, qual è la prima cosa che guardi in un uomo?”

“Il volto, probabilmente. Ma come molte donne il mio sguardo saetta molto velocemente un po' ovunque. Voi non lo sapete, ma siamo peggio dei body scanner degli aeroporti. E come già detto, fa tanto cosa dice e fa il maschietto in questione. Magari sei un tocco di figo spaventoso, ma se nella vita non leggi neanche La Gazzetta dello Sport ma te la fai raccontare dagli amici, la signorina Viktorie sentirà molto meno qualsiasi attrazione anche per i tuoi addominali scolpiti e la millantata spanna di cazzo nei boxer. Mi eccita di più un congiuntivo azzeccato che le mutande firmate.”


“No gentile pubblico, non serve scriversi congiuntivi sulle mutande! Che cosa cerchi in un partner? Vogliamo una risposta sia per partner occasionali sia per relazioni durature!”

“Qui siamo in un campo in cui non solo ti giochi tutti i bottoni aperti della camicetta, ma pure ti requisisco la birra.”


“No, dai la birra no! Per i bottoni poco importa, non sei il mio tipo o io non sono il tuo… Eheheheh ti lascio il dubbio! Quanto sono perfido questa sera!”

“ Di sicuro anche per un partner occasionale la capacità di infilare due verbi corretti in due frasi di fila è apprezzata. E sicuramente per qualcosa di casuale-sessuale fattori molto più carnali, estetici, e di bravura a letto sono più rilevanti che in una relazione duratura. Ma a dirla tutta, questa è una domanda che non ha risposta... O non sono ancora pronta a ripensarci.”


“Non ha risposta perché giustamente valuti persona per persona. Non hai preconcetti o prerequisiti, a parte che funzionino sia l’organo nelle mutande sia quello nella testolina. Molte persone cadono su questa domanda, ma te hai risposto bene! Zuccherino? Il nostro tempo è ormai agli sgoccioli, ma possiamo concederci un’ultima domanda. Come immagini la tua serata perfetta?”

“Quando finirò una serata pensando 'è stata una serata perfetta' te lo saprò dire. Probabilmente una serata che ricorderò per tutta la vita sia con l'allegria di averla vissuta, sia conscia della sua semi-irrepetibilità. La perfezione, se si dovesse mai raggiungere, di sicuro non è replicabile. Altrimenti sarebbe meno unica, meno eccezionale, cristallina, meno... Perfetta!”


“Grazie Viktorie per il tempo che ci hai concesso, è stato un onore poter interrogare una simile sciamana!”

“Ecco perché mi sentivo a disagio... Era un'interrogazione! Mi avete fregato. Meno male che la birra era adulterata. Con cosa? Ah, lo vedrai... Mai fidarsi di una sciamana...”


“Ringrazio tutti i nostri gentili ascoltatori che ci hanno accompagnato in questa fredda notte, scaldata da una tale donna, con voi ci risentiamo domani, stessa frequenza stessa ora! In chiusura vi lascio con gli Shandon che cantano Viola, buonanotte a tutti! Wow… Adesso si che mi gira la testa, ma che cosa ci hai messo dentro? Viktorie, perché ti stai avvicinando? Viktorie?”