i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Note:
come sempre è fantasia
Sottomissione di una coppia

Sono Fabio un bel ragazzo moro 178 cm di altezza non molto fisicato ho gli occhi azzurri, sono di carattere abbastanza calmo e succube non riesco a controbbattere le offese, sono sposato con Valeria una bella femmina di 170 cm capelli biondi occhi neri come il carbone, anche lei molto sottomessa, stiamo insieme da quasi otto anni, e le nostre prestazioni di sesso sono molto frequenti anche perché viviamo da soli, non abbiamo figli ancora, ma stiamo pensando di metterlo in cantiere. Non sono molto dotato solo 13 cm, ma lei non ci bada anche perché nella sua vita ha conosciuto solo me e si adatta a quello che le offro, molte volte non riesco a soddisfarla e quindi per farle avere un orgasmo la devo leccare e aiutarmi con le dita.
Una mattina come tutte le mattine ci svegliamo, ci guardiamo e sorridendo ci diamo il buon giorno con un bacio, ci prepariamo per il lavoro e salutandoci siamo andati al solito lavoro di tutti i giorni, lavoro in ufficio ho una scrivania tutta mia e faccio un lavoro monotono, senza emozioni, anche lei lavora in ufficio, ma quella mattina mi sentivo dentro qualcosa che non andava, mi sentivo un po’ agitato non so avevo una sensazione che dovesse accadere qualcosa di strano.
Verso le dieci chiamo Valeria chiedendo se era tutto tranquillo, mi rispose “come mai hai chiamato? Non lo avevi mai fatto, lo sai che sono chiusa in ufficio che mi può accadere?” non so risposi, “a ora di pranzo ci vediamo? Mangiamo insieme ti va?” lei acconsentì e cosi ci saremmo visti nella pausa a pranzo al solito posto di sempre.
Alle tredici ci incontrammo al ristoro, era uno di quei locali dove ci vai per uno spuntino in fretta, il tempo di pausa non è mai tanto, quindi un panino e via, ma quel giorno volevo di più, mi guardavo intorno impaurito, sembrava che qualcuno ci guardasse, anche Valeria mi guardò strano dicendo “ ma che hai mi sembri strano oggi” non so risposi, ho l’impressione che ci debba succedere qualcosa ma non so ancora cosa, ci accomodammo al tavolino di sempre e al buffet prendemmo il solito panino e una birra, e mentre eravamo intenti a mangiare mi accorsi che un signore ci guardava, anche se non sembrava che guardasse noi ma l’impressione era quella, guardandolo mi accorsi che guardava Valeria intensamente e ogni tanto mi scrutava anche a me.
Si avvicinò al tavolo e chiese gentilmente posso…..io e lei ci guardammo e facemmo segno di si, era un bell’uomo doveva essere alto almeno 180 cm non aveva capelli ma un paio di baffi bianchi, si sedette e mi disse con fare autoritario, vai a prendere un panino anche a me e una birra, lo guardai volevo dire qualcosa ma….mi alzai e andai al banco gli presi quello che aveva chiesto, glielo diedi lo prese e senza neanche ringraziare cominciò a mangiare, guardò Valeria le sorrise poi disse, che lavoro fai, lei mi guardava sperando in un mio intervento ma non ne ero capace, lui ripeté la domanda e Valeria rispose, lavoro nell’ufficio dell’avvocato XXXXXX faccio la segretaria. Lui annuì e rivolgendosi a me e tu disse, anch’io lavoro in ufficio e faccio il ragioniere, e per la prima volta fui sfrontato e dissi “ e tu!”, mi guardò minaccioso si rabbuiò in viso e disse “come ti permetti di darmi del tu, cosa ti fa pensare che siamo uguali? “ abbassai lo sguardo, non riuscivo neanche più a mangiare, a che ora uscite dall’ufficio? Chiese, dissi alle 18 come lei ci incontriamo e torniamo insieme a casa, tu….disse a Valeria sotto che hai, la sua faccia bianca diventò rossa come un peperone, si nascose la faccia e mi guardava, ma io non dissi niente, “allora” insistette il signore, ho delle mutandine bianche disse lei, ok toglile e dammele, lei lo guardò e mi guardò, io ero inerme non mi ero mai permesso di contrastare le decisioni degli altri.
Lei disse qui? Dove vuoi l’importante che le togli e me le dai, Valeria si alzò andò in bagno e dopo poco ritornò aveva gli occhi lucidi di vergogna? Oppure di eccitazione? Stretta nella mano destra aveva le mutandine e le diede al signore che le aprì sul tavolo guardò al centro e le mise in tasca, poi mi guardò e disse e tu che hai? Anche tu porti mutande schifosa come queste? Non riuscii a rispondere mi alzai e anche io tornai dopo un po’ portandogli i miei boxer variopinti, quando glieli diedi li aprì sul tavolo e scoppiò in una risata che si girarono tutti a guardare, porti questo schifo, disse, li attorcigliò e infilò anche questi in tasca, si alzò e disse, “ci vediamo questa sera alle 18 qui non tardate e non fatemi aspettare invano”, si alzò e senza salutare andò via.
Ci sentivamo umiliati ancora tutti ci guardavano dopo quello che era successo, ritornammo al lavoro ma che cosa stava accadendo?
Alle 18 eravamo già nel ristoro al solito tavolo, ma non c’era che facciamo disse Valeria aspettiamo? Oppure andiamo via? Io senza le mutandine mi sento nuda, risposi anche io non è che stia meglio si strofina sul pantalone e mi sta irritando tutto, aspettammo ancora un quarto d’ora ci guardammo e decidemmo di andarcene, ci alzammo e cominciammo ad avviarci all’uscita quando lo incrociammo sulla porta, si fermò davanti a noi, e disse “come… andate via? E chi ve lo ha ordinato avevo detto di aspettarmi” cercai di rispondere ma le parole non mi uscivano abbassai gli occhi anche Valeria fece lo stesso, dentro disse un po’ alterato risedetevi subito, ritornammo al tavolino dove eravamo prima e ci risedemmo senza dire una parola, si sedette tra di noi, incrociò le dita e disse “ allora a me servono due persone come voi, maschio e femmina, devono solo ubbidire senza rispondere a nessuno se non volete lasciare il lavoro dovete richiedere un contratto part time, alle 14 dovete stare a casa mia precisi come degli orologi vi darò vitto e alloggio, i soldi non servono, farete acquisti e vestirete come voglio, farete quello che dico e con chi dico senza rispondere mai, ogni volta che sbagliate o disobbedite vi punirò come lo decido io al momento “ va bene?
Ci guardammo in faccia nessuno di noi due riusciva a dire o pensare quello che volevamo dire, zitti con gli occhi al pavimento annuimmo con la testa, “ bene “ disse, “oggi è venerdì, vi lascio liberi ancora nel we, ma lunedì vi voglio a casa mia alle 14 senza ritardare, vi manderò una mail di come dovete venire vestiti, se non lo avete lo comprate e ricordate ogni errore e ogni disubbidienza sarete puniti” si alzò prese delle banconote e le mise sul tavolo, aggiungendo per i vestiti nel caso vi mancano, e andò via senza salutare ma....pensai non ci ha dato l’indirizzo come ci andiamo?
Passammo il sabato in attesa che succedesse qualcosa ma, quel signore non aveva ne telefono ne mail ne niente come ci avrebbe contattato? Tutta la mattina in attesa poi…..squillò il cellulare di Valeria, numero sconosciuto, rispose “pronto” sono io, rispose mi aspettavate? Si disse, ok volevo darvi l’indirizzo di casa mia, ma….non vi serve vi viene a prendere il mio autista, dovete vestirvi per uscire tu, solo ed esclusivamente un vestitino svasato senza niente altro, un paio di sandali con tacco 10 con attacco alla schiava, lui deve vestire con pantaloni corti al ginocchio sotto metterà un tuo perizoma e uno dei tuoi reggiseni con una camicia sbottonata fino al reggiseno, Valeria rispose ma fa ancora freddo geleremo, il signore non rispose e riattaccò la faccia di Valeria si colorò di rosso fuoco mi guardò e disse “ha riattaccato adesso che succede” la rassicurai, poi squillò nuovamente il telefono e quando disse pronto, “la prossima volta che dici qualcosa ti farò uscire nuda per strada, quando verrai alla villa sarai tu la prima ad essere punita” “alle tredici e trenta verrà il mio autista lunedì aspettatelo come vi ho detto”
Arrivò il lunedì e alle tredici e trenta puntuale arrivò una macchina era un suv nero tutto oscurato salvo il parabrezza, Fabio aprì la portiera laterale all’autista ma questi con molto sgarbo gli disse che non si doveva permettere di sedere al posto del passeggero, “va indietro stronzo”, Fabio si mise seduto dietro e improvvisamente si sentì un sibilo ssssssssssssssssssss loro si spaventarono e si abbassò il vetro che li divideva dall’autista, che disse loro “ tu spogliati nuda il vestito lo metti nella borsa al tuo lato, e tu sbottona ancora un po’ la camicetta” Valeria eseguì l’ordine e anche Fabio, si risentì il sibilo e il vetro si richiuse, rimasero come isolati da tutto non vedevano fuori ne quelli di fuori vedevano dentro, non si sentiva neanche il fruscio della macchina.
Non so quanto tempo abbiamo viaggiato so solo che quasi ci stavamo addormentando senza ne sentire ne vedere niente, poi il solito ssssssssssssssssssssss, apparve la faccia dell’autista, “scendete e presentatevi alla signora che vi accoglie con i vostri nome”, scendemmo dall’auto che ripartì in fretta, ci venne incontro una signora ben vestita che chiese “siete?” Fabio e Valeria, dicemmo noi “ a si mi ha detto qualcosa riguardo a voi seguitemi”, ci portò in un salone Valeria era nuda e si copriva le tette anche se non enormi e aveva una mano sui peli del pube, io mi facevo schifo da solo, non riuscivo a disubbidire, la signora si voltò vide Valeria che si copriva e disse “ via, via quelle mani dobbiamo vedere” così con imbarazzo si tolse le mani e le mise sui fianchi, il salone era freddo e Valeria si indurirono i capezzoli e cominciò a tremare, io avevo i piedi freddi e mi vergognavo di camminare vestito in quel modo, entrammo in un’altra sala dove c’erano almeno venti persone tra maschi e femmine, ci guardarono e commentavano ma nessuno ci toccò o disse qualcosa di umiliante, ci portò in una saletta piccola e spoglia c’erano delle sedie di ferro, disse restate qui sedete e non vi muovete vengo tra poco, mi sedetti le sedie erano gelide Valeria preferì restare in piedi, aspettammo tanto non succedeva mai niente, sentimmo che qualcuno chiuse a chiave la porta, poi…..più niente.
Ci aprirono non so dopo quando tempo Valeria tremava dal freddo e anche io ma almeno ero un po’ vestito, ci divisero io fui portato in una specie di cantina, al muro c’erano degli anelli, mi legarono le mani dietro la schiena mi fu fissato un collare di ferro e con una catena legato ad un anello che era nel muro, come si legano i cavalli, mi lasciarono solo e andarono via.
Di Valeria non avevo notizie, non sapevo dove stava e cosa le stavano facendo, così mi accucciai per terra aspettando cosa?? Non sapevo neanche come ci trovavamo in quella situazione.
Intanto Valeria fu portata nel salone dove era passata poco prima, tutti erano seduti in circolo su delle sedie di velluto lei fu portata al centro, li rivide quel signore che avevano incontrato al ristoro, lei lo guardò stava per dire qualcosa ma lui accigliò le sopracciglia e la zittì subito, Valeria abbassò gli occhi e non guardò più in giro solo per terra.
In ginocchio gridò il signore di nome Carlo, lei si inginocchiò sedendo sui talloni ma lui disse “ho detto in ginocchio non seduta sui talloni” Valeria era nuda si sollevò e restò in ginocchio, “le braccia dietro la schiena “ gridò, lei le mise e qualcuno le serrò con delle manette, era su una pedana circolare che improvvisamente cominciò a girare su se stessa così che tutti potevano ammirare il suo corpo nudo, i capezzoli si indurirono in maniera impressionante e tra le gambe si intravedeva una sorta di goccia che scivolava giù molto lentamente, una signora si alzò alle sue spalle e mise una mano tra le gambe, ”è tutta bagnata” disse “ancora dobbiamo cominciare che già gode”, in effetti Valeria anche senza toccarsi o essere toccata ebbe un orgasmo, e lei per non darlo a vedere trattenne tutto in gola.
Carlo disse “adesso devi avere la punizione per avermi risposto male al telefono” Valeria alzò la testa come per dire qualcosa ma stette zitta subito riabbassando lo sguardo.
Appoggia la testa per terra disse Carlo, il culo in aria, così con le mani legate abbassò la testa per terra rimanendo con il culo sollevato, chi si fa avanti disse Carlo, si alzò una ragazza non poteva avere più di venti anni si avvicinò al culo di Valeria lo accarezzò passò la mano nel solco tra le chiappe e infilò un dito nella figa, Valeria ebbe un sussulto, sembrava che aveva nuovamente goduto, la ragazza sorrise e disse ha avuto un orgasmo, e rise di gusto, tutti risero, poi andò su uno scaffale e cerco tra fruste e frustini quello che più gli piaceva lo prese lo provo in aria e swisss, swiss, lo fece vibrare due volte in aria guardò Carlo che gli fece segno di si con la testa e colpì il culo bianco di Valeria che sobbalzò, lasciò un segno rosso sulla pelle, poi swiss, swiss, swiss, swiss, la colpì cinque volte e tutte con la stessa potenza il bianco culo si riempì di strisce rosse, Valeria cominciò a piangere, Carlo disse “per oggi basta se fai la cattiva questo è il trattamento che avrai.
La fecero alzare le misero al collo un collare di ferro e con una catena, dopo aver tolto le manette, la fecero mettere a quattro zampe e portata cosi nella cantina dove era rimasto fabio, legarono anche a lei ad un anello e andarono via.
Note finali:
come sempre se volete criticare baffone52@live.it