i racconti di Milu
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Indice
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Ogni tanto entro in qualche chat per fare quattro chiacchiere con qualcuno, parlare di sesso, stuzzicarci un po' a vicenda con frasi e parole provocanti e poi finire sempre alla stessa maniera: una bella sega.
Non incontro mai gente conosciuta in chat, o almeno non lo avevo mai fatto prima dell'evento che sto raccontando, ma questa volta è andata diversamente ed ho avuto anche una bella sorpresa.
"Ciao, posso disturbarti?" mi scrive lui nella finestra appena apertasi.
"Certo che puoi, non mi disturbi, anzi".
"senti io cerco una cagnetta in calore da scopare stasera, sei disponibile per incontro oppure no?"
"no, mi spiace, non incontro nessuno dalla chat, non mi fido"
"va beh, tanto nessuno arriva mai al dunque, promettono tutti e fanno solo perdere tempo, chiacchieriamo un po'?"
"Perché no?" rispondo io.
Ci scambiamo diversi messaggi, ci raccontiamo uno dell'altro e scopriamo che, tra l'altro, abitiamo in due paesi vicini, lui è gentile, mi corteggia come come se fossi una ragazza e gli spiego che non sono per niente effemminato, quindi se vuole parlare come si parla "fra maschi" non c'è nessun problema, ma lui insiste nel sostenere che nei ruoli che stiamo impersonando chi lo vuole infilare deve essere cavaliere e chi deve fare la femmina merita un po' di gentilezza.
La cosa effettivamente mi eccita, lui ogni tanto insiste tentando di convincermi ad incontrarci, io sto per cedere incuriosito ma obietto che siccome abitiamo vicini potrebbe anche essere uno che mi conosce e... sai che figura?
Lui a tal proposito ribatte dicendo: "beh, che problema c'è? se anche ci conosciamo siamo li per la stessa cosa, se ci va andiamo avanti, altrimenti ogni uno di noi due ha interesse a tenere per se la cosa".
Cedo, accetto un'uscita per una birra, alla fine sono solo le 22:30 e locali aperti ce ne sono tanti, ma niente sesso! solo una birra fra amici per conoscerci.
Viene a prendermi con la sua macchina nel parcheggio a due isolati da casa mia e, non ci credo! è il tizio che tutte le mattine incrocio al bar a far colazione e col quale spesso scambio qualche battuta!
Sono imbarazzato, lui invece mi dice: "sono proprio contento che sia tu, che bella sorpresa! mi sei sempre piaciuto tanto sai? Sono mesi che ti guardo il culo mentre esci dal bar".
Io li per li penso che proprio l'altro giorno, mentre prendevamo il caffè, pensavo: "a questo un pompino con ingoio glielo farei proprio volentieri".
Saliamo in macchina e mi chiede se ho in mente qualche locale dove andare, gli propongo di spostarci fuori zona dove non ci conosce nessuno e lui prende l'autostrada per andare verso la città.
In macchina parliamo del più e del meno e di come siamo sorpresi di trovarci l'un l'altro in questa situazione, dopo un po' l'imbarazzo iniziale si trasforma in confidenza e lui inizia a propormi di appartarci in macchina da qualche parte invece di andare al pub.
Inizialmente me la tiro un po' ma poi, mentre guida, gli metto la mano sulla patta e inizio a strofinare, poi apro la cerniera, gli slaccio la cintura, apro i pantaloni e gli tiro fuori il cazzo, è durissimo e ce l'ho in mano, ci gioco, lui mi lascia fare e... non resisto: mi abbasso e glielo prendo in bocca.
Lui guida e io gli sto facendo un pompino, ogni tanto mi domando come mi stia saltando in mente ma mi piace, quindi vado avanti (nella vita ogni tanto bisogna lasciarsi andare a qualche pazzia).
Sento che rallenta e mette la freccia, mi tiro fuori dalla bocca il suo cazzo e chiedo: "siamo al casello?" e lui: "no, all'autogrill, non ce la faccio a guidare".
Si ferma e spegne la macchina e io non sto neanche a tirare su la testa per guardare dove siamo, succhio il suo cazzo avidamente pensando che lo farò finché mi scoppierà in bocca, invece a un certo punto mi dice di fermarmi.
"Che c'è? non ti piace"? chi gliedo preoccupato.
"no" mi risponde, "solo che prima di venire voglio ricambiare, in chat mi dicevi che ti fa impazzire quando ti leccano il culo, se ti va puoi ribaltare il tuo sedile e metterti steso a pancia in giù"
Accetto, la sua macchina è bella spaziosa, mi abbasso un po' pantaloni e mutande e lui comincia a mordicchiarmi le natiche.
Sta li, ci gioca, mi bacia e mi mordicchia, ogni tanto mi allarga i glutei, mi osserva l'ano e mi fa dei complimenti, poi finalmente sento la sua faccia che si appoggia al mio culo che prima di uscire avevo lavato e profumato bene, e la sua lingua finalmente inizia a titillarmi il buchetto.
Io non capisco più niente, quando mi leccano per bene in poco tempo divento disposto a farmi fare qualsiasi cosa e neanche a farlo apposta dopo poco mi dice: "vorrei tanto farti il culo".
Quelle parole mi hanno eccitato ancora di più, gli dico che se vuole può a patto che usi il preservativo, lui apre il cassettino del cruscotto, ne prende uno, se lo mette e intanto io cambio posizione, da steso a pancia in giù mi metto a pecora e lui si prepara dietro di me, appoggia il cazzo contro il mio buchetto, mi afferra per i fianchi e dolcemente lo spinge dentro in più riprese, dimostrando che capisce bene il significato dei miei gemiti e potendo così rispettare i miei tempi, fermandosi quando mi fa male.
Non ci mettiamo molto che arrivo a sentire il suo pube appoggiato alle mie natiche, accidenti l'ho lasciato entrare tutto senza fare neanche un po' di storie, che bella figura da puttana che ho fatto!
Lui, sempre tenendomi per i fianchi, inizia a muoversi dentro di me con un ritmo costante e un movimento gentile, non parliamo più, lui mi sta facendo il culo e io subisco volentieri, solo ogni tanto mi chiede se va tutto bene. Dopo un po', a una di queste richieste, gli rispondo che se vuole può anche metterci un po' più di forza, se mi farà male glielo dirò.
A quel punto l'atteggiamento cambia, il ragazzo gentile che prima aveva paura di farmi male finalmente si trasforma in un toro da monta comandato dal testosterone, mi afferra più forte e spinge come se volesse farmelo uscire dalla bocca, ogni tanto mi da delle energiche manate sul culo, sono sicuro che domani avrò i segni delle sue sculacciate ma va bene così, mi piace.
Mi sta fottendo con forza quando mi accorgo che il ritmo cambia, mi afferra ancora più forte per i fianchi e mentre con le braccia mi tira verso di se, col bacino spinge dentro di me il suo cazzone, sta venendo, me ne sono accorto, lo lascio fare tanto c'è il preservativo di mezzo.
Eccolo la che sta scoppiando dentro di me, da un lato mi sento lusingato ma dall'altro penso che se fosse durato un po' di più sarei potuto venire anch'io, si muoveva proprio sul punto giusto per stimolare la mia prostata e regalarmi uno di quegli orgasmi anali che capitano poche volte. Pazienza, tanto ho già deciso che se me lo chiederà accetterò di rivederlo ancora.
Quando smette di muoversi, e capisco che il suo orgasmo è finito, mi aspetto che si tolga da dentro e non dica nemmeno grazie, come fanno quasi tutti, invece resta dentro, sento che il suo cazzo è ormai quasi moscio ma ha ancora la giusta consistenza per non essere sputato fuori, passa una mano sotto la mia pancia, mi afferra il cazzo e inizia a menarmelo.
Gli chiedo di non farlo, perché gli sporcherei tutti i sedili, ma lui mi risponde: "chi se ne frega?".
Insisto e più gli chiedo di non farlo e più lui va avanti e mi accorgo che il cazzo gli sta ricrescendo dentro di me, evidentemente questa cosa di sentirsi chiedere di smettere lo eccita. Mentre mi mena il cazzo e mi tiene giù a pecora ricomincia a muoversi dentro di me, sentendo il suo cazzo barzotto che mi stantuffa e venenfo segato dalla sua mano non resisto e vengo.
A quel punto lui si ferma, sfila il cazzo dal mio culo, si toglie il preservativo, abbassa il finestrino e lo getta fuori, io gli riprendo in bocca il cazzo e glielo pulisco ben bene.
Cerchiamo di pulire il sedile con un fazzoletto, ci rimettiamo a posto i pantaloni, rialzo lo schienale del mio sedile e ripartiamo.
Usciamo dall'autostrada e lui mi dice: "a me è venuta fame, andiamo a mangiarci un panino?".
Siamo seduti al tavolino del pub mentre mangiamo il panino e lui mi dice: "sai, mi eccita da pazzi pensare che sei seduto proprio su quel culo in cui poco più di mezz'ora fa sono venuto".
Io gli sorrido, questa sua frase mi fa sentire puttana più che mai, gli faccio l'occhiolino e continuo a mangiare.
Finito lo spuntino risaliamo in macchina, mi riaccompagna a casa, gli lascio il mio numero di telefono e lui mi promette che mi richiamerà presto.

(Se ti piacciono i miei racconti scrivi a gabrihole@email.it)