i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Elvira aveva 60 anni.


Tentava di evitare il ridicolo ma, se sapeva resistere alla tentazione di spingersi oltre la semplice cortesia, le era impossibile trascurare la visita, quasi quotidiana, al negozio di cianfrusaglie dove lavorava "l'oggetto" del desiderio per eccellenza.


La tenda di perline tintinnò ammiccante e lei entrò, cercando di fare il meno rumore possibile. Desiderava essere invisibile. Voleva solo guardare il giovane, di nascosto, e bearsi della sua virile perfezione. Lo trovò intento a sistemare uno scaffale di ninnoli assortiti. Paccottiglia inguardabile. Non come quel suo fondoschiena perfetto, alto e sodo troppo fasciato in pantaloni almeno di una taglia più piccoli.
Deglutì. Il giovane uomo non si accorse si essere osservato e si passò distrattamente una mano fra i capelli chiari, leggermente lunghi. Un gesto affascinante, quasi erotico.
La voce di un'altra commessa la fece trasalire.
- Buonasera, desidera?
- Ecco... Io... - la vecchia fu presa alla sprovvista, si scrollò per uscire dallo stato ipnotico suscitato dall'attrazione indomabile. Stava quasi per arrossire...
Ma lui la salvò con galanteria, le fu subito accanto; sorrise come faceva tutte le volte che la vedeva.
- Alla signora penso io, non ti preoccupare. 
***
Elvira aveva 62 anni. Da 7 era vedova... e, da 3 mesi si comportava come una scolaretta alle prime armi: entrava e usciva da un negozio, che vendeva merce del tutto avulsa dalle sue necessità, per comprare, informarsi e valutare, con accuratezza certosina, le più astruse sciocchezze e i ninnoli più inutili.
Non poteva continuare così!
Non tanto perché ne soffriva la sua pensione, quanto per il fatto che, ormai, il suo comportamento bislacco si cominciava a notare.
Pure, quando il ragazzo era da solo, si trovava a suo agio e lui (magari la trovava ridicola) non faceva trasparire i suoi pensieri, anzi. Era talmente gentile, immediato, innocente, con quel suo sguardo azzurro, che la faceva sentire importante.
La sua dolcezza era come un cicchetto di grappa: a Elvira girava la testa e, per un attimo, dimenticava la differenza abissale che li divideva, peggio di un precipizio... una maledetta crepa che s'allargava, inesorabile, ogni giorno che passava.
A darle un colpetto odioso, invece, fu il sorrisetto ironico della commessa: la giovane aveva capito tutto. La troia, quando c'era, la osservava con condiscendenza malcelata. Tutto ciò non la feriva, lo riteneva normale, ma non sopportava l'idea che, quei due ridessero di lei, magari nel retrobottega, mentre, nell'ora di pausa, si scambiavano effusioni e carezze, intime e furtive.
Insomma: la sciacquetta trionfava sui suoi 60 anni, e di sicuro si godeva il suo collega; nessuna donna sana se lo sarebbe lasciato scappare... che rabbia le facevano quelle considerazioni, mentre sul faccino delicato, cercava di portare un sorrisetto placido, da nonnina appagata che si avvia tranquilla sul viale del tramonto. 
- Veramente, Fabio, avrei una richiesta un po' particolare... solo se si può, è naturale... - Elvira partì all'attacco, giusto per lo sfizio di far rodere il fegato all'altra donna. Usò il "tu" che si erano concessi qualche giorno prima, per trattare con intimità, Fabio... il suo giovanotto preferito.
- Vedi - continuò - ho una veranda a casa e mi sono innamorata del vostro mobiletto di rattan, ecco, quello appena dietro la vetrina... prima non c'era vero? E' in vendita? - Fabio rise e le spiegò dove l'avevano acquistato, ma per l'esposizione non per la vendita.
Ma Elvira questo l'aveva già intuito...

Note finali:

Commenti e pareri sempre ben accetti. Buona lettura.