i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Note:
Primo racconto in assoluto. Siate clementi e ditemi pure cosa ne pensate.
Aprii gli occhi. Avevo un sonno della madonna, praticamente si richiudevano da soli. Due minuti dopo mi costrinsi a riaprirli. Allungai il braccio sul comodino e sbloccai il touchscreen del telefono trovando diversi messaggi, tra cui un numero non memorizzato in rubrica.

«Ehi! Un'amicizia comune mi ha parlato bene di te. Fatti sentire appena puoi :)».

Corrugai la fronte confuso. Faticavo a collegare. Erano le 10:32. Rimisi via il telefono e, senza accorgermene, sentii un braccio avvinghiarsi al mio collo e una bocca baciarmi la guancia.
«Buon giorno», mi fece una voce ancora addormentata. Mi voltai sulla sinistra solo per trovare una ragazza dai capelli neri, lisci ma arruffati.
Si accorse dalla mia espressione che non avevo idea di chi fosse.

«Elena - si presentò - e tu sei stato... fantastico», mi sorrise con due occhi illuminati di chi aveva vissuto un sogno.

Si alzò dal letto incamminandosi verso il tavolo della cucina, indossando una camicia bianca che, senza abbottonare, le lasciava scoperta una spalla rivelando un culetto da Oscar. Alla base di quello, un paio di cosce perfette, chiare e illuminate dalla luce che filtrava dalla finestra.

Una vista perfetta la mattina. L'erezione che sentii crescere era un complimento obbligatorio.
Mi misi a preparare un caffè.

«Non parli molto la mattina, eh?», ci riprovò lei appoggiando il mento su una mano guardandomi con le sopracciglia inarcate e un sorriso tra il soddisfatto e la sognatrice.
«No - risposi ancora addormentato io - Preferisco prima capire che cazzo è successo stanotte»

Sorris comprensiva.

Un culo mozzafiato e un carattere composto che non si offendeva per i miei modi bruschi? O era strafatta peggio di me, o doveva essere successo qualcosa di veramente grosso e non ricordavo niente.


Le servii il caffè bollente e la osservai mentre sorseggiava.

«Impegni per oggi?»
«Mh... - mugolò lei cercando di non scottarsi nella fretta di rispondere al primo sorso - Ho il turno al bar. Dalle 13 alle 19».
«Mi spiace dover rimanere a casa, allora»
«Dispiace più a me», rispose prendendo subito la palla al balzo, avvicinandosi poi per accarezzarmi le labbra con un bacio ad occhi chiusi.

Si alzò per raccogliere i vestiti sparsi vicino al letto, offrendomi di nuovo il lato B.

«Ho fatto proprio bene a scegliere una finestra con vista sulla città», pensai notando subitocome i raggi del sole mettessero in risalto la chiara pelle delle sue cosce.

«Fatti sentire per stasera», mi suggerì dirigendosi in bagno a darsi una sistemata.
«Se mi ricordo!», le risposi sarcastico.

Si voltò abbandonò lo specchio per raggiungermi e, afferrandomi il membro, gurdandomi negli occhi mi disse: «19:30».

Sgranai gli occhi per la sorpresa e in una mossa la sollevai in collo per le cosce girandomi di 180° posandola poi a sedere sulla lavatrice baciandola senza troppi complimenti. Rispose subito al bacio portando le sue braccia intorno al mio collo.
Con le mani presi ad accarezzarla vicino alle ginocchia risalendo fino all'esterno cosce.

Sì, era decisamente soda.

Una volta resomi conto che non faceva resistenza, ne approfittai facendomi avanti col bacino e stringendo le sue gambe intorno alla mia vita. Un colpo fra le sue cosce, ma con le nostre mutande a bloccare l'accesso.

«Che imbecille!», mi rimproverai mentalmente rivolgendo uno sguardo di rassegnazione alzando gli occhi al cielo, rendendomi conto di aver avuto troppa fretta.

Ma lei non disse nulla, anzi: la sentii cambiare lato con la testa portando il naso sulla mia guancia sinistra e continuando a baciarmi, mentre stringeva le gambe intorno a me. Mi venne quasi voglia di strapparle la camicia dal colletto per liberarle le tette e scoparmela così, ma mi resi conto di aver aspettato un istante di troppo, perché concluse il bacio con dolcezza e sorrise mordendosi il labbro inferiore appoggiando la sua fronte sulla mia.

«Dai, devo andare», disse.

Contro la mia volontà dovetti lasciarla ritornare allo specchio, dove finì di truccarsi e pettinarsi. Nel frattempo anch'io tornai di là, a vestirmi.

Uscì di casa poco prima di mezzogiorno mentre rispondeva al cellulare.

Appena chiuse la porta alle sue spalle, tornai al comodino per sapere chi fosse la ragazza che mi aveva scritto su WhatsApp.

«Sono Alessia, piacere»
«Piacere mio. Allora, chi ti ha dato il mio numero?»
«Qualcuno di cui mi fido, e lei ha garantito per te»
«Garantito... cosa?»

Mi risponse con una foto. La scaricai: era nuda di fronte allo specchio. Il lavandino la copriva dalla vita in giù, ma in compenso aveva una bella quarta di seno. Capezzoli nella media, leggermente scuri, turgidi.

Commentai la foto: «Spero non sia il freddo ad averti ridotta ridotta così»
«Perché non vieni a scoprirlo? ;)», rispose prontamente.

Di solpo mi salì un nodo alla gola per la risposta.
Poi però pensai: quale ragazza al mondo, se non una che cerca attenzioni, parlerebbe così?

La misi alla prova: «Chi mi dice che non sei un segaiolo che non ha fregato la foto a qualche ragazza ignara o che, peggio, non l'ha scaricata da internet?».

Cinque minuti dopo, mi rispose con un messaggio vocale: «Vediamoci al bar del centro alle 15».



Continua.
Note finali:
Come avrete capito, non sono uno scrittore. Quindi aiutatemi sempre, se trovate incongruenze, errori grammaticali e via dicendo. Consigliatemi sempre come fare e ditemi se vorreste nuovi sviluppi rispetto ad altri. Accolgo sempre nuove idee.

Scrivetemi a cristianmelis1993@yahoo.it