i racconti di Milu
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Note:

Tutta la verità sulla mia ultima, incredibile, vacanza.

Per prima cosa mi presento, perché sennò voi che cosa potete capire?
Mi chiamo Maria, ho 35 anni e vivo nei pressi di Ancona, ma non sono di qui; sono originaria di una città del sud.
Prime nozze oltre dieci anni fa: una frana! Io non potevo immaginare che lui, in presenza della madre, diventasse proprio un'altra persona... come la storia di dottor Jekill, sapete? Visto che andammo a vivere nella stessa palazzina, visto che la cena e la domenica la passavamo con i suoi genitori e visto che lui (o meglio, sua madre) era diventato veramente insopportabile, ci separammo, dopo un anno di dolorosa convivenza.
Sei anni fa conobbi Antonio, Tony, tutt'altra pasta d'uomo, unico neo: Tony ha vent'anni più di me. Però mi ha sposata e gli ho dato pure un piccino; ora siamo una famigliola felice...
Tony era in Marina, ha girato il mondo e conosce le lingue; ora abbiamo una modesta Agenzia di viaggi, dove collaboro ma solo di mattina. Tony ha solo due piccoli difetti: il primo, ha un bel pisellone, spesso come un pugno chiuso ma, purtroppo, altrettanto corto... insomma, ti allarga per bene, ma poi lo senti poco, anche perché non può andare troppo avanti e indietro, perché sennò esce. Il suo secondo difetto, forse per sopperire al primo, è la fantasia erotica. Pensa, pensa... pensa sempre alla stessa cosa: immagina situazioni, inventa nuove posizioni, compra oggetti e abbigliamento sui siti Sex Shop. Per lui il sesso è una fissazione, è come un gioco, una collezione di idee, tentativi, novità... non che mi dispiaccia troppo, onestamente. Quando facciamo i giochini, alla fine ne godo anch'io, ma trovo stancante quel suo chiodo fisso: farmi godere, vedermi venire... pensate che mi ha fatto decine di foto del volto, mentre avevo l'orgasmo.
Poi, quel matto, voleva inserire il materiale in un sito porno americano. L'ho dovuto minacciare, per farlo desistere. Lui dice che era un omaggio alla mia bellezza. Il giorno dopo non avrei potuto nemmeno uscire a far la spesa... Ancona non è New York, idiota!
Comunque...
ma veniamo a noi: dovete sapere che Tony, in gioventù, è stato sempre un naturista, insomma, uno di quelli che preferiscono fare il bagno nudi. Dice che anche sulla nave, lontano da occhi indiscreti, giravano spesso così, quando faceva caldo.
La cosa non mi interessava minimamente e quindi lo lasciavo parlare; poi però ha iniziato a invitarmi a provare, a insistere. Diceva che era una sensazione molto bella trovarsi a contatto con la natura, senza tabù, senza proibizioni; diceva che non c'era niente di "sporco" e che la gente frequenta le spiagge ad ogni età, molte famiglie ci vanno anche con i bambini, che crescono più liberi e senza pregiudizi.
E finalmente, dopo sei anni di tira e molla, mi sono lasciata convincere. Il ragazzo però no! Non ho permesso che venisse con noi, è andato con i nonni a Vieste, dove si sta molto bene.
Così, quest'anno, sono diventata naturista... non voglio anticiparvi altro. Appena tengo cinque minuti, vi racconto cosa mi è successo.

Sistemate le cose alla meglio, siamo partiti presto un mattino. La nostra idea era, approfittare del viaggio anche per vedere qualche località turistica del sud. Infatti, nonostante il caldo, ne valeva la pena.
Lui aveva prenotato un Bungalow in un grande Camping, proprio ai confini tra l'ultima parte di Campania e un pezzetto, stupendo, di costa Lucana, per capirci, non troppo lontano da Maratea. Disse che era meglio evitare l'Albergo, per godere di più della vita a contatto con la natura ed essere liberi di cenare, girovagando per assaggiare l'offerta ricchissima dei tanti piccoli ristoranti e alberghi della zona. Io, su queste cose, non lo contraddico mai: mi fido, conosce bene i posti e mi ha fatto sempre fare vacanze da sogno.
La sera del nostro arrivo nel Campeggio cenammo nell'attiguo ristorante: "rompemmo" il ghiaccio alla grande. Infatti, prima ci servimmo presso il Buffet, scegliendo a piacimento tra una nutrita serie di sfizioserie, di cui molte a base di pesce fresco; c'è poco da dire, il pescato del Tirreno ha più sapore del nostro. Poi ci portarono quadrati di Pizza, buonissima, nei gusti più fantasiosi e saporiti. Ottimo pure il vino, un bianco, fresco e fruttato, di produzione locale.
Tony, però, non sembrava del tutto tranquillo; infatti andava e veniva; sembrava un cane da caccia sguinzagliato tra i tavoli, come se cercasse una traccia, un segnale. Lui è un tipo socievole, infatti, quando arrivammo al gelato con macedonia di frutta fresca, si era fatto già qualche conoscente e il proprietario della location, sedette con noi per offrirci un liquorino speciale, di sua produzione, ottenuto dalla distillazione delle foglie e dei tralci dell'olivo.
Verso mezzanotte, stanchi e anche un po' brilli, cercammo la strada "di casa", si fa per dire. Tony preferì fare il giro largo, "anche per fare due passi", disse. Così passammo anche per i vialetti che ospitavano i veri campeggiatori. C'erano vari tipi di Roulotte, anche le più sgangherate e improbabili e, sotto, in una ampia spianata, c'erano installate alcune tende, piccole e grandi, per tutti i gusti.
- Scusami un attimo, - disse Tony, e mi lasciò all'improvviso sotto un olivo secolare, sola in mezzo al gracidare delle cicale.
Lo vidi avvicinarsi a una tenda; l'esterno era illuminato soltanto da una piccola lampadina. Poggiata all'ingresso una vecchia chitarra; poco più in là, un filo di fortuna sosteneva alcuni indumenti stesi ad asciugare.
Dalla tenda venne fuori un giovane molto alto, con i capelli crespi e una barba rada; lo riconobbi subito, anche da lontano, perchè l'avevo notato già nel ristorante. Era un ragazzo molto bello, con la pelle color del bronzo, un fisico asciutto e le movenze da marinaio, o peggio, da pirata, visto il cerchietto d'oro che pendeva dal suo orecchio sinistro. Faceva coppia con una bella ragazza, un po' in carne, non molto alta ma dalle fattezze dolci e un corpo sinuoso. Erano al ristorante ma prima, Tony, non sembrava averli degnati di uno sguardo.
I due parlarono a bassa voce e gesticolavano; era lampante che il giovane stesse dando a mio marito delle indicazioni, ma non riuscii a sentire una sola parola di ciò che si stavano dicendo.
Pochi minuti dopo, sedemmo al tavolino in dotazione del piccolo patio, della casetta. Spruzzai, sulle nostre gambe, un po' d'olio contro le immancabili zanzare.
- Restiamo fuori cinque minuti, vuoi? – Disse mio marito con insolita dolcezza. – Apro per far passare un poco d'aria, magari evitiamo di lasciare il condizionatore in funzione.
Assentii, abbandonandomi al buio fresco; reclinando il capo sussultai per la visione che mi si parò davanti agli occhi. Il cielo era talmente pieno di stelle da farti temere che potesse caderti in testa da un momento all'altro.
Tony tornò fuori, aveva scartato un piccolo vassoio. C'erano delle paste di mandorla e di pistacchi, comprate il pomeriggio in una panetteria. Si accorse che guardavo le stelle...
- Stupende vero?
- E' una cosa che non avevo mai visto, sai? Sono milioni... guarda, a destra: sembra un fiume di luce...
Tony sorrise, tranquillo: - Sai cosè? – chiese?
- In che senso? Non penso sia una Costellazione, no? E' troppo lunga... insomma non lo so! – Protestai bonariamente.
- Quella è la tua Galassia, gioia... è la Via Lattea.
- Cosa? Ma non era una grande spirale?
- Sui libri di scuola, certo. – Tony rise della mia ingenuità. – Ma tu ci sei dentro, dentro la spirale, alla fine di uno dei lunghi bracci... mi spiego?
Ci pensai un po' su, poi capii e mi adattai a tanto splendore. La mia mente si spostò su un altro argomento; mi venne da chiedergli cosa si erano detti il fusto della tenda, prima. Ma mio marito aveva altre intenzioni e non fui certo io a fargli cambiare idea...
Tony era rimasto in piedi, si era posto alle mie spalle, e aveva iniziato ad accarezzarmi il collo, le spalle e gli angolini della bocca: un gesto cui non sapevo resistere.
Si fece più vicino, abbassò il pantaloncino e mi accostò alla guancia quel suo spesso e odoroso salame. Cominciò a passarmi il glande sulla guancia, dall'orecchio al collo, era leggermente bagnato, Tony doveva essere eccitato già da un po'.
Aggirò la sedia e mi offri il pene eretto. Lo presi delicatamente per i coglioni e me lo misi in bocca con molto piacere.
Mi sarebbe piaciuto fosse durato di più!
Mi sarebbe piaciuto stendermi, supina sul tavolo, col suo cazzo dentro, mentre guardavo il firmamento. Incurante della possibilità che ci vedessero.
Ma Tony pompò con decisione, in pochi minuti era pronto e palpitante, non ebbi cuore di fermarlo.
- Vienimi in bocca, - riuscii a farfugliare e poi ripresi a succhiarglielo, di prepotenza.
- Sicuro? - Disse lui tremante. – Non ti da fastidio?
Grugnii qualcosa a bocca piena, per fargli capire che avrei ingoiato. Non lo facevo spesso, ma quella sera desideravo qualcosa di molto forte.
E Tony, senza più freni, sborrò nella mia gola.
La vacanza cominciava veramente bene.

Note finali:

Buon Ferragosto a tutti gli Amici di Milu.