i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Note dell'autore:
Alcuni racconti che ho scritto mi sfuggivano di mano e li concludevo in modo troppo spinto od estremo per il sito e quindi non li ho mai pubblicati. Ho ripreso con questo spero di riuscire nell’intento. I vostri commenti suggerimenti confessioni mi saranno molto graditi e magari utili se mi fate sapere….
Mercoledì 29

Non so neppure io come sia capitato ma è capitato. Sono sposato da 20 anni con Mari, ho 52 anni e lei 50, siamo insieme dalla mia maturità liceale poi ancora insieme all’università fino a laurearci lei in legge ed io in ingegneria. Niente figli ma affiatati, felici praticamente non ci mancava nulla almeno pensavamo. Forse il sesso si era un poco appannato. Lei assorbita dal suo lavoro ed io che talora fantasticavo su come ritrovare l’intesa degli anni passati, anche se non avevamo mai fatto nulla di trascendentale. Non sarei mai riuscito a pensarmi con un’altra, né avrei mai immaginato che lei potesse avere delle pulsioni erotiche o che potesse tradirmi, io ero gelosissimo e Mari ormai sembrava completamente disinteressata al sesso. Così passavamo la nostra normale routine fatta di occasionali viaggi nei fine settimana quando il lavoro non ci limitava. Tutto sarebbe continuato così. La vita tuttavia riserva sorprese quando meno te le aspetti che qualche volta cambiano completamente tutto.

Una sera tornando a casa bucai la ruota dell’auto. Accostai sul bordo della via della periferia della città dove lavoro ed iniziai le manovre per il cambio gomma. Non me ne resi conto subito, ma ero fermo davanti alle vetrine di un sex-shop. Mentre mi davo da fare col crick l’occhio scappò alla vetrina,un manichino con una guêpière nera e calze a rete. Non sono mai stato feticista ma in quel momento pensai a mia moglie come sarebbe stata con indosso quegli indumenti. Ridacchiavo pensando ad una scelta fuori dalle sue regole. Mari è una morettina, occhi azzurri, e nonostante i suoi anni ancora un fisico invidiabile da una trentenne, che non nego mi piace ammirare e scoprire che è ancora ammirata durante le vacanze, che appena possiamo trascorriamo al mare. Ma da quando la conosco il suo guardaroba è estremamente classico, giacca e gonna al ginocchio, o pantaloni, nonostante due bellissime gambe. Anche quando le ho suggerito qualcosa di meno serio obiettava sempre che non potrebbe vestirsi diversamente visto che come avvocato i suoi impegni, tra tribunale e ufficio richiedono una estrema sobrietà e ancora di più quando deve visitare clienti anche nelle carceri, talvolta coinvolti in loschi giri tra locali ambigui e prostituzione; ricordavo ancora quando una volta tornò a casa schifata per un commento di uno di loro : “avvocato farebbe un figurone come spogliarellista nel mio locale esibirti in una sensuale lap dance”. Era il proprietario di un night equivoco del centro. Dopo quella butade ovviamente Mari aveva interrotto il rapporto professionale. L’avvocato che ne aveva preso le difese, aveva fatto pervenire a mia moglie uno scritto da quel cliente ancor più offensiv . Mari me lo mostrò “so che non vedi l’ora di esibirti tutta nuda nel mio locale. Dillo al tuo collega di accompagnarti da me anche lui muore dalla voglia di vederti sul mio palco. Sarà il nostro segreto” .
Finsi indifferenza ma quella situazione mi si insinuò come un tarlo e non riuscivo a fare a meno di pensarla seminuda esibirsi in uno di quei locali nella periferiria, magari obbligata contro la sua volontà , piena di vergogna difronte al suo cliente che si prendeva gioco di lei “il nostro serio avvocato è una femmina da lap dance”. Non smisi di immaginarla in quel ruolo anche mentre facevamo sesso, ma restava solo una fantasia erotica come tante.
Qualche volta cercavo di trascinarla ad osare di più , ma lei finiva sempre per svicolare, non ha mai avuto voglia di osare ed anche in vacanza al mare i bikini erano modello anni 60 e gli abiti non si discostavano di molto. Non parliamo dell’intimo decisamente super conservatore. Non le avevo mai detto niente, ma quella sera immaginandola con quella guepière, anche se fermo in strada con la gomma da cambiare, sentii una prepotente erezione.
Finito risalii in auto ma quella sensazione non mi era ancora passata.


Restai indeciso per un attimo poi il momento di follia: parcheggio e decido di entrare nel sex-shop. Un mondo fino ad allora sconosciuto, mi sentivo imbarazzatissimo. Un signore forse sui 50-55 anni con accento dell’europa dell’est mi chiede se può essermi utile. Fingo una certa sicurezza e poi, mentendo, gli dico che volevo fare uno scherzo a mia moglie: “un indumento un po’ sexy - gli faccio credere - è sempre molto seria, e quella guêpière mi piace molto”.
Mi guarda e il colloquio si fa più confidenziale “ Capisco, non è l’unico, sapesse quanti mariti come lei. Alcune mogli hanno bisogno di, come dire – mi guardava come se cercasse un mio suggerimento per poi riprendere – di essere spinte ad osare un po’ ”.
Mi guardavo intorno come se non lo stessi ascoltando.
Mi chiese se cercavo qualcosa di particolare. Forse un poco inibito non seppi cosa rispondere. Mi propose dei fantasiosi falli in lattice e delle palline da geisha , di cui allora ignoravo l’esistenza. Con più decisione gli precisai che mi interessava qualche capo sexy, come quelli in vetrina visto che non ne aveva mai indossati.
“non ci posso credere, non ditemi che non ha mai indossato un baby doll, un tanga o delle calze con il reggicalze?” aggiunge fingendosi sorpreso.
Il suo modo di fare diventava sempre più disponibile. Mi sentivo a mio agio a tal punto che iniziai a parlare di Mari come da uno psicanalista raccontandogli un po’ della nostra vita.
Gli confessai cosa faceva nella vita, di come si vestisse quasi volesse nascondere il suo fisico.
Sacha, così si chiamava, divenne quasi un confidente.............................