i racconti di Milu
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Oggi è una bella giornata di metà maggio, finalmente sono a casa, il sole ha deciso di comparire allo scoperto per riscaldare un po’ i nostri corpi infreddoliti, però non ho voglia d’uscire, per davvero non in questo preciso momento, pertanto mi sdraio sul letto, le lenzuola sono fresche, i cuscini morbidi con la luce che entra attraverso quelle tende blu, in quanto non ho sonno e non voglio dormire.

Ti sto pensando, sarà la tarda primavera avviata, oppure sarà che l’ultima volta che ci siamo visti non eravamo da soli, cosicché non ho potuto baciare le tue labbra morbide, morderti le spalle, sentire il tuo corpo avvolgermi, sarà, però il mio corpo ha una gran voglia di te d’essere toccata e d’essere specialmente manovrata e usata.

In quel frangente vengo colta da un’improvvisa urgenza di spogliarmi, di togliermi i pantaloni e gli slip, poiché mi dà già un piccolo brivido, dal momento che come se fossero diventati improvvisamente una cosa inutile, superflua. Tengo la maglietta un po’ stretta che evidenzia il seno e i capezzoli duri, dato che rimango così mezza nuda e distesa sul letto, così apro adagio le gambe, con le mani m’accarezzo le cosce e scendendo mi sento già bagnata, successivamente agguanto lo specchio che tengo vicino al comodino, perché voglio vedermi mentre il piacere cresce, in quanto voglio esaminare quello che vedi tu, quando mi guardi giocare con il mio corpo.

Attualmente in quest’occasione la mia fica è rasata, sebbene ha me piaccia senz’ombra di dubbio tenermela molto pelosa, con una bella striscia larga bene in vista, perché anche al mio ragazzo le aggrada in tal modo, tenuto conto che lui mi divulga spiegandomi in modo risoluto quando siamo insieme in modo animoso e focoso, che lui ci sborra sopra più che volentieri, facendolo sennonché folleggiare e scatenandolo oltremisura. Ripensando a quelle sue espressioni, adesso io ho ancora più voglia d’essere toccata, visto che la mia fica si trova al presente in un continuo stato d’eccitazione e d’euforia rivolto a quel pensiero di poc’anzi. A dire il vero mi piace vederla nuda e scoperta: è come se finalmente non dovesse più chiedere il lasciapassare, il permesso d’essere “com’è”, perché lei è pienamente autonoma e libera, per il fatto che vuole acchiapparsi quello che le spetta. In tal modo lei accoglie le mie dita con conforto e con gioia, dal momento che entrano facilmente ormai adeguatamente bagnate, però non le bastano, così mentre il mio respiro diventa più rapido io allungo la mano verso il mio piccolo giocattolo, in quanto non ho bisogno d’ulteriori lubrificanti, tuttavia non oggi.

Con un nonnulla spingo il gingillo là dentro sommessamente, però non troppo, dato che la testina esterna comincia a vibrare. Io sorrido, poiché il clitoride ha reagito subito accogliendolo di buon grado, gonfiandosi ancor di più e colorandosi d’una carnagione dalle tonalità di rosa acceso. Lo spingo dentro e fuori, mi piace tanto, eppure ultimamente non mi basta più, perciò allungo l’altra mano da dietro comincio a toccarmi con cautela, perché voglio essere penetrata anche lì, visto che è come una necessità, un bisogno di riempire e di saziare la voglia che avanza ineluttabile e inflessibile.

Afferro il dildo, anche se non so se riuscirò a tenerli dentro entrambi, ma in questo momento sono disposta a soffrire e a sopportare un po’ per farlo, cosicché lo avvicino, faccio un po’ di pressione, in quanto l’ingresso è la parte che mi dà più piacere, lo spingo, lo giro, alla fine sento che si dilata un po’ alla volta ma costantemente, tuttavia l’impulso di spingere dentro è forte, forse sarà meno piacevole, ma voglio infilarlo tutto. Inizialmente c’è un po’ di resistenza, ma le spinte del bacino aiutano e scivola dentro fino in fondo: io sono invasa da una sensazione di calore e di slancio, in quanto l’immagine riflessa allo specchio m’eccita invasandomi ancora di più. Chiudo gli occhi, ma non ho bisogno d’immaginare niente e nessuno, perché le sensazioni del mio corpo mi bastano, per il fatto che mi sento nell’insolita e stravagante condizione di poter decidere e disporre, ma potendo perdere e sciupare il controllo abbandonandomi come meglio m’aggrada.

Le mani non si muovono più, in quanto è il bacino che sta decidendo che cosa mettere in atto, infatti, a ogni movimento uno dei due giocattoli entra ed esce sempre più rapidamente, sempre con maggiore forza, per il fatto che sento che manca poco, io avverto che un torrente delirante, frenetico e inspiegabile di sensazioni sta arrivando, mi sento ansimare forte, giacché non mi succede spesso. In un baleno vengo sopraffatta e travolta da brividi ininterrotti che partono da dentro urtandosi, in quanto sembra una scarica elettrica che si propaga con veemenza dall’interno verso la braccia, le gambe e i piedi, il ventre palpabilmente avvampa struggendosi, la fica s’arroventa, le contrazioni interne s’accavallano, perché sembrano voler imprigionare e trattenere chi gli ha dato queste sensazioni.

In seguito alquanto compiaciuta adagio i muscoli, poiché si distendono e si rilassano, il calore passa, felicemente riapro gli occhi e sono nuovamente sul mio letto nuda, dopo essermi gustata pienamente un piacevole passatempo, direi un conciliante individuale trastullo tutto per me stessa, entusiasta, esultante e felice in conclusione dell’opera e del risultato appena concluso.

{Idraulico anno 1999}