i racconti di Milu
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Rosita è intenta a pulire le grandi vetrate del salone. Le portefinestre sono ampie, alte, terminano con un arco a tutto tondo ed sono completamente ricoperte di vetri oscurati all’esterno. Una soluzione pratica che evita di utilizzare tende per proteggere la privacy degli abitanti della grande casa, per quanto la privacy sia già abbondantemente salvaguardata dai diversi ettari di giardino che circonda il casolare. Rosita è una ragazza semplice, non sa niente di vetri oscurati e privacy, sa solo che il primo lunedì del mese le toccano quelle quattro enormi distese di vetri che danno proprio sul porticato davanti al giardino.
Dalla sua scala può osservare la padrona di casa intenta in una delle sue attività più frequenti, parlare al telefono e sfogliare riviste sul lettino, sotto il sole. Il giardiniere sta sistemando le grandi siepi di rose poco distanti.
– Certo che non so perchè questo uomo deve stare così a torso nudo, davanti alla signora poi… è davvero uno screanzato! – Rosita è una ragazza giovane ma cresciuta con i rigidi dettami di una famiglia cattolica, molto attenta alla forma e spesso le è capitato di scandalizzarsi nella casa dove lavora a servizio da qualche mese. Ma le hanno insegnato a fare finta di niente davanti a certe stramberie e lei, per lo stipendio, si adatta.
Continua a pulire i vetri, salendo e scendendo dalla scala e osservando di tanto in tanto la scena che le si presenta davanti.
Nota ad un certo punto uno strano movimento. Si blocca per osservare meglio. Il giardiniere si è avvicinato al lettino e ha afferrato la bottiglia di Perrier, si sta versando un bicchiere di acqua. Sembra stia parlando con la signora ma Rosita non riesce a sentire da dietro i grossi vetri. Può solo osservare.
– Ma è davvero un gran maleducato… Rivolgersi alla signora mentre è intenta nei suoi passatempi e poi così conciato. Che vergogna! Ma… che fa? Perchè si avvicina alla signora? – Rosita ormai ha smesso di pulire i vetri, è catalizzata dalla scena, sembra che qualcosa di molto strano stia per accadere. L’uomo si è lavato le mani e ha preso la crema solare, la signora si è disposta di schiena, spostando i lunghi capelli e facendo un po’ di spazio sul lettino. – Oddio… ma non oserà metterle le mani addosso?! – Rosita è sconvolta, la scena è veramente eccessiva per lei, l’idea che quello zotico possa toccare la pelle diafana della signora la fa rabbrividire. Apre la portafinestra ed esce piano nel portico, per avvicinarsi e cercar di capire se ci sia consensualità. Purtroppo le piante non le permettono di sentire quello che i due si dicono. L’uomo continua a spargere la crema sulla schiena della sua signora. Rosita osserva attentamente, vede l’uomo avvicinarsi all’orecchio della donna, sussurrarle qualcosa. Ecco che lei afferra una sua mano e se la infila nel costume, nel seno – Oh Gesù! Signora! che fa? – Rosita è scandalizzata da tanta audacia ma può allo stesso tempo osservare l’espressione sul volto della donna, un’espressione di estasi e godimento. L’uomo ormai le è sopra, si solleva per sbottonarsi i pantaloni Rosita non fa in tempo a chiudere gli occhi, vede il membro eretto e lucido uscire dalla patta poco prima che l’uomo si infili prepotentemente fra le gambe della donna distesa. Rosita è sconvolta, la scena è forte e eccitante, sente girare la testa e uno strano calore salirle dal grembo. Si appoggia a una colonna del porticato, rapita da quell’amplesso che le si offre davanti. Le arrivano gemiti sommessi e sospiri. La sua mano, quasi senza che possa rendersene conto, solleva piano la gonna e si infila fra le sue gambe dove trova il suo sesso caldo e umido. Scosta piano le mutandine e tocca piano il clitoride esposto e turgido. I due sul lettino sono in preda alla passione, l’uomo afferra i fianchi della donna e spinge forte dentro di lei, la possiede con energia e la donna dimostra di gradire con lievi gridolini. Gli occhi socchiusi, la bocca aperta e ansimante, Rosita continua a torturare il suo clitoride facendo espandere onde di piacere su tutto il suo corpo. Le arrivano i versi di lui, animaleschi, gutturali, in un crescendo di passione. Rosita aumenta il ritmo, sente che l’orgasmo, il suo e quello dei suoi ignari attori, è molto vicino, le sue dita premono sempre più insistentemente. Ecco l’uomo si spinge dentro la donna e si blocca proprio mentre lei sta venendo con gridolini frequenti e vicini, un verso animale e un’imprecazione confermano che è venuto dentro di lei. Rosita viene investita dall’orgasmo, l’altra mano va a tappare la bocca per bloccare un gemito. Si appoggia con la schiena alla colonna, quasi per nascondersi alla vista dei due e scivola lenta a terra, gli occhi chiusi, le labbra tremolanti, le gambe cedono, tutto il suo corpo ancora scosso dagli spasimi dell’orgasmo.