i racconti di Milu
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Indice
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Come ogni anno, io e mia sorella siamo obbligati a seguire i genitori in vacanza, anche se siamo già entrambi maggiorenni.
Per lo meno, quest'anno, io e Daniela abbiamo una camera per conto nostro.
Daniela, mia sorella, ha un anno più di me e se ne approfitta.
— Vedi di non rompermi il cazzo e tieni la bocca chiusa con mamma e papà! Ci siamo intesi? — mi dice con veemenza quando siamo in camera. — Tu prendi quello — indicandomi la parte verso il bagno del letto matrimoniale della camera. Lei si prenderà il lato verso la finestra del terrazzino.
Noi siamo al quarto piano e i nostri genitori al secondo. L'albergo è un tre stelle di Riccione, affacciato sul lungomare, e la nostra camera guarda il mare.
— E stabiliamo subito una cosa. Se giù la chiave non c'è, qui non ci metti piede! Ok?
— E come faccio ad entrare, secondo te?
— Cazzi tuoi!
Cominciamo bene! Lascio perdere il discorso, altrimenti finirebbe male. Devo trovarmi una strategia che mi metta in vantaggio su di lei.
Sistemo i miei vestiti nell'armadio e me ne vado in spiaggia.
Per tutto il giorno lei non si fa vedere e quando torno lei non è in camera, per fortuna.
Vado in bagno a prepararmi e dopo neanche dieci minuti sento bussare alla porta.
— Lele! Aprimi! Lele!
Uffa! È arrivata la rompic…
— Un momento, cazzo! Mi sto lavando! — urlo sperando che mi senta.
Mi risciacquo velocemente, tanto avevo già finito. Mi metto un asciugamano attorno alla vita e le apro.
— Era ora! È mezz'ora che sto qui fuori! — mi urla addosso.
— Falla finita, Dani. Sono arrivato neanche dieci minuti fa! E tu non c'eri. Per cui stai zitta — le dico prima di rientrare in bagno.
Finisco con calma e poi le lascio il bagno. Come sempre si lamenta, ma ormai ci sono abituato. Mi entra in un orecchio e mi esce dall'altro, senza fermarsi nel mezzo.
Dopo cena ce ne andiamo ognuno per conto proprio. Io da una parte, mia sorella dalla parte opposta, e i miei genitori da un'altra.
Torno verso mezzanotte, perché in giro non ho trovato niente che mi piacesse, e mia sorella rientra alle tre. Svegliandomi.
Si spoglia e solo con l'intimo addosso si mette a letto.
Nell'albergo c'è l'aria condizionata e si dorme bene, almeno fino a quando qualcuno non ti sveglia. Sarà che ha freddo, ma verso l'alba me la ritrovo addosso. Schiacciata al mio fianco.
E si sa che in noi uomini la voglia di sesso è più forte la mattina.
Infatti ho il cazzo duro.
Ti giuro che mia sorella non c'entra niente. È così tutte le mattine. E tutte le mattine mi faccio una sega, così sono a posto per alcune ore. Mi alzo e vado in bagno il mio rituale mattutino.
Quando esco mia sorella dorme ancora. Certo che quando dorme sembra così adorabile! Alta, flessuosa, occhi verdi, capelli lunghi castani. Una bellissima gatta… da non irritare. Sempre pronta a tirar fuori gli artigli.
Si sta girando, ora. Il lenzuolo che la copriva scivola via e mi mostra il suo seno. Porta una terza abbondante e una tetta è scoperta. Si vede bene il capezzolo sporgente e l'areola raggrinzita.
Uhm… se non fosse mia sorella!!! Sarebbe bello farci un giro tra quelle tette!
Sento di nuovo il cazzo farsi duro. Se mi vedesse, se si svegliasse ora, sarebbe una tragedia. Mi infilo di nuovo in bagno e quando ho fatto me ne ritorno a dormire.
Durante il giorno, a parte l'ora dei pasti, mia sorella non si fa vedere, e io me ne sto tranquillo senza lei intorno.
Questa volta la chiave sulla bacheca non c'è per cui significa che è in camera.
Sono davanti alla porta della nostra camera e sento dei rumori dentro. Accosto l'orecchio e mi rendo conto che sono in due.
— Oh sì… oh… sì… più forte… sì… di più… sì… — la voce di mia sorella.
E si sente anche che il letto scricchiola allo stesso ritmo delle esternazioni di Daniela.
Sta scopando con qualcuno. Non è proprio il caso di interrompere adesso. Tanto a giudicare dai rumori, non dovrebbe mancare molto.
Mi siedo sui gradini ad aspettare. Neanche quindici minuti dopo esce un tizio che avrà almeno 50 anni! Mia sorella se la fa con un vecchio?! No, non ci credo.
Aspetto ancora un po' e poi busso. Dani mi apre subito. Ha i capelli scompigliati, un asciugamano a coprirla e un sorriso stampato sulle labbra.
Quando entro e chiudo la porta, vedo che ci sono quattro banconote da 50 euro sulla scrivania.
— Dani, da dove vengono quei soldi?
— Ti ho già detto di farti i cazzi tuoi! — afferrando i soldi e mettendoli nella borsa.
Anche senza dire niente ho capito tutto. Glieli ha dati il tizio di prima. Due più due, no?
— Da quanto lo fai, Dani? Ho visto il vecchio che usciva di qua — le dico in tono serio e un po' triste.
— Non preoccuparti, Lele. È tutto ok. So quello che faccio.
— Si vabbè… ma… — non so come proseguire.
— Lo faccio solo qualche volta, per prendere un po' di soldi extra. Va tutto bene.
— È per questo che non mi volevi in camera? Perché ti fai pagare?
— Uhm… sì. Non dire niente, eh? Papà e mamma non capirebbero.
— Già. Però così saresti una — ma lei non mi fa finire la frase.
— Zitto! Non dirlo! Non dire quella parola!
— Va bene, va bene. Sto zitto. Ma per soldi?!
— Sono loro che me li offrono. Io non li chiedo.
Sarà… ma faccio fatica a crederlo…
Poi entra in bagno e ci resta un'ora. Quando esce è vestita così sexy!!
— Wow, Dani! Che fica che sei!
— Lele! Ti avevo detto di stare zitto!
— Scusa. Non sono riuscito a trattenermi. Hai finito in bagno? Posso entrare io?
Annuisce, perciò entro io.
Sotto il getto della doccia ripenso a quello che ho visto. Non sapevo di questo aspetto di Daniela. All'improvviso che si fida di me, che si confida. È sempre stata così aggressiva verso di me! Perlomeno negli ultimi anni. Quando eravamo piccoli non riuscivano a separarci. Le cose sono cambiate quando lei ha iniziato le superiori e ci siamo sempre più allontanati.
Per un paio di giorni non succede nulla. Poi…
È notte fonda quando la sento rientrare, ma faccio finta di dormire (non avevo chiuso la porta a chiave).
Con gli occhi socchiusi la vedo spogliarsi nel controluce della finestra. Lentamente si toglie la mini e la maglietta, li piega e li mette nell'armadio. Poi entra in bagno, sento l'acqua scorrere. Esce quasi subito. Si mette di nuovo davanti la finestra, si toglie il reggiseno e, incredibilmente, si toglie anche le mutandine, abbandonando tutto sul pavimento. Scosta il lenzuolo dalla sua parte e si infila a letto. Resta ferma per cinque minuti, poi si gira verso di me.
— Lele… lo so che sei sveglio… dimmi una cosa… Mi vuoi bene? — mi chiede sussurrando.
— Che domande, Dani! Certo che ti voglio bene — rispondo sempre sussurrando.
— Puoi abbracciarmi?
— Certo, vieni.
Mi metto supino, allargando le braccia. Lei si sposta velocemente, poggiando la testa sul mio torace. Mette una gamba sopra le mie e una mano si posa sul mio petto.
Dopo un po' sento le sue lacrime bagnarmi.
— Ehi… che succede, Dani?
— Niente di che. Solo un attimo di tristezza.
— Va bene.
Mi faccio bastare la sua giustificazione. Ma non ci credo fino in fondo. La abbraccio più stretta.
— Lele?
— Dimmi.
— Vuoi fare l'amore con me? Solo questa volta, per favore…
Non so cosa fare. Certo lei è una fica stratosferica, quando mai mi capiterà una cosa del genere. Ma mia sorella…?!
Prende lei l'iniziativa. La mano che prima era sul petto, lentamente scende sul cazzo e inizia piano a accarezzarlo da sopra gli slip.
Poi lei solleva la testa e mi bacia sul collo, proprio sotto il mento.
Mi lascio alle spalle ogni indugio o tabù.
Ora abbasso io la testa, cercando le sue labbra. Le trovo. Sono dolci e morbide. Le nostre lingue si incontrano, si inseguono sempre più freneticamente.
Sento il cazzo alzarsi e Dani darsi da fare per abbassare gli slip. La aiuto come meglio posso senza staccarmi dalle sue labbra.
Ora il mio cazzo libero può svettare senza più impedimenti. Dani lo impugna e lo sega. Lo sento sempre più duro.
D'improvviso Dani si stacca, mi sale sulla pancia, si punta il cazzo tra le labbra della fica e si lascia cadere.
— Oh sì… — sussurra con soddisfazione.
Si muove su e giù.
Io allungo le mani sulle sue tette. Le afferro. Le stringo. Pizzico i capezzoli che sono incredibilmente grossi e duri sotto le mie dita.
Il respiro di Dani si fa sempre più rapido. Lei non dice una parola, ma capisco bene che sta godendo.
Rallenta il ritmo e si piega su di me, a baciarmi ancora.
Prendo l'occasione al volo e la metto sotto, senza uscire dalla sua fica. Stavolta sono io che mi muovo dentro di lei.
Con la fica fradicia di Dani, nel silenzio della stanza, si sente distintamente lo sciacquettio dei nostri sessi. Mi muovo cercando la posizione migliore per godere.
Intanto la bacio sul collo. Le bacio l'incavo del seno arrivando sino ai capezzoli. Ne mordo uno. Dani quasi urla per la mossa improvvisa e per il piacere che le ho procurato.
Ricomincio a chiavarla con gusto. Un dentro e fuori veloce, perché sono infoiato. Faccio così per qualche minuto, poi mi fermo dentro di lei. La bacio appassionatamente, le nostre lingue si rincorrono nella sua bocca.
Mi tolgo da lei e scendo a leccarle ancora il seno. Passo da un capezzolo all'altro, leccando per bene anche l'areola. Sono talmente eretti che assomigliano alle cime dei vulcani. Scendo ancora più in basso; mi fermo qualche secondo all'ombelico. Dani non fa altro che ansimare, sempre più eccitata.
Le infilo due dita nella fica e col pollice le massaggio il clitoride. Ritorno a baciarle la bocca, ma non tolgo le dita dalla fica. Continuo così fino a quando non esplode in un orgasmo. Non le do il tempo di riprendersi. Mi sdraio ancora sopra di lei e le entro dentro. Comincio un delizioso dentro e fuori dalla sua fica. Lo infilo dentro fino alla cervice, poi lo tiro fuori completamente e ce lo rimetto dentro.
D'improvviso Dani serra le gambe sulla mia schiena e sento la sua fica stringermi il cazzo.
Anche io sono al limite perché avverto le contrazioni dei testicoli e allora accelero il ritmo. Cerco di resistere il più a lungo possibile alla ricerca del massimo godimento.
— Oh Dani, sì. Ecco! Ecco Dani, sto venendo, Dio sto venendo!
— Oh! Mi piace! Mi fa impazzire! Sì, scopami! Sto impazzendo! Sì, scopami più forte.
Alla fine, stremato, quando percepisco il movimento delle pareti vaginali che si stringono ancora di più attorno al cazzo, l’afferro dalle natiche e, imprimendo l’ultima spinta, la tengo a stretto contatto del mio bacino liberando dentro di lei tutta la bramosia accumulata. In pochi attimi rilascio una immensa quantità di sperma nella sua fica. Non ho mai sparato così tanta sborra prima d'ora. Talmente tanta che trabocca e sporca il letto.
Le sue contrazioni si susseguono una sull'altra, le sento tutte sul mio cazzo, e non fanno altro che spremere il cazzo. È una sensazione incredibile, l’estasi estrema.
— Oh!!! Sì! E’ bellissimo! — continua a ripetere.
Io, invece mi accascio su di lei, a riprendere fiato. Dani ha ancora le gambe serrate sulla mia schiena.
— Dani… ehi? Tutto a posto?
Non mi risponde, ma si mette a piangere. Comincio seriamente a preoccuparmi. Faccio per togliermi ma lei non mi lascia andare.
— No, resta così, Lele, per favore. Non muoverti.
Mi appoggio sui gomiti per guardarla in faccia.
— Ma cosa hai? Che ti prende?
— Nulla… resta così.
— Non è vero… non può essere nulla…
Fa cenno di no con la testa. Le lacrime continuano a rigarle il volto.
Col cazzo ormai fuori dalla sua fica cerco di sdraiarmi al suo fianco. Questa volta mi lascia fare, per poi fiondarsi di nuovo tra le mie braccia.
Va a finire che ci addormentiamo così. Ci risvegliamo a metà mattina, e le chiedo cosa le fosse capitato la sera prima.
E sapete la risposta?
“Fatti i cazzi tuoi”
Tutto era tornato come prima. La scostante, snervante, irritante, sorella maggiore di sempre.