i racconti di Milu
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Ormai il mio culo se lo sono scopato in molti, credo che non interessi più, ai lettori, sapere quello che combino, da chi lo prendo e come lo prendo.
E allora vi racconterò la storia di un mio amico e della sua prima volta con un uomo.
Lo chiamerò G. (nome di fantasia per mantenere l'anonimato) che sapendo che io vado coi maschi un giorno è venuto a casa mia dicendo che mi doveva parlare, l'ho fatto accomodare, ci siamo seduti sul divano ed è andato dritto al sodo:
“Tu sei bisex, vero?”
e io: “beh, non te l'ho mai nascosto”
“perché io” mi disse lui “da un po' sento il desiderio di provare e mi chiedevo se tu, ecco, magari...”
io: “vuoi farlo con me?”
lui: “beh se ti va... insomma vorrei provare, senza complicazioni, una volta sola magari”.
Io li per li sono rimasto un po' in imbarazzo, insomma era un amico che conoscevo da tanto tempo, più giovane di me e con la fama di donnaiolo, allora gli risposi: “beh scusa, tu credi davvero che basti venire qua e chiedermi se sono bisex e se ti faccio provare perché io mi pieghi in avanti e mi faccia scopare?”.
E lui: “no, non hai capito, io vorrei provare a prenderlo, non voglio scoparti ma farmi scopare”.
Io scoppiai a ridere e gli dissi che coi maschi non faccio mai la parte dell'attivo, lui era molto imbarazzato e continuava a scusarsi raccomandandosi di non raccontare a nessuno quello che mi aveva appena chiesto, poi mi venne in mente di un festino in maschera che stava organizzando uno del mio giro, una cosa un po' particolare così gli dissi:
“se vuoi provare questa esperienza però ti posso aiutare, fra due sabati sera ti accompagnerò a una festa un po' speciale, dove entreremo in una villa, dovrai accettare delle regole e per allora dovrai portare le analisi del sangue per provare che sei sano perché li non si usano preservativi, se sei davvero interessato e sei sicuro di avere le palle e non tirarti indietro organizzo e ti spiego come funziona e quali sono le regole”.
Lui è rimasto un po' a pensare poi ha risposto:
“Si”.
"Bene", dissi io, "entreremo in una villa e tutte le femmine (così chiamano i passivi in quell'ambiente) dovranno spogliarsi completamente, saremo divisi per categoria e tu verrai assegnato a quella dei verginelli, per questo ti verrà disegnato sul braccio destro il simbolo del genere femminile con del rossetto rosa, mentre i passivi non vergini avranno lo stesso simbolo disegnato con il rossetto rosso. Assieme al segno ti verrà disegnato anche un numero e io invece avrò sul braccio un cerchio nero con sotto un numero uguale al tuo, significa che sarò la tua garante ovvero che se ti comporterai male o rifiuterai qualcosa io dovrò rispondere per te".
“Rispondere per me?” chiese lui intimorito, “e come?”
“Beh” risposi io, “la garante solitamente subisce delle punizioni pubbliche per aver portato dentro gente non affidabile, all'ultima festa uno è stato impalato su un palo di acciaio lucido alto poco più del suo cavallo, in modo che standoci sopra in punta di piedi entrasse per circa dieci centimetri, quindi una volta messo li sei costretto a stare in punta di piedi, non puoi rilassare le gambe altrimenti ti impali del tutto, e non riesci a toglierti se qualcuno non ti prende e ti solleva di forza, quando arriva quello (o quelli) che ti tolgono diventi roba sua per tutta la sera e possono fare di te quello che vogliono. A un certo punto a quel poveretto sono andati a prenderlo in tre, due l'hanno sollevato per le gambe e l'altro l'ha tenuto da sotto le spalle, quindi è diventato proprietà di quei tre che l'hanno violentato per tutta le sera e non solo penetrandolo col cazzo, ma con tutto quello che trovavano in giro, il tutto al centro del salone della villa affinché tutti potessero vedere e, all'occorrenza, partecipare. Non ti dico i pianti e le urla, e gli è andata ancora bene, un altro che una volta ha subito un trattamento simile è stato penetrato con una mazza da baseball cosparsa di salsa piccante”.
Lui mi guardò perplesso poi disse: “e tu ti prenderesti questa responsabilità per me, rischieresti questo?”
“So che posso fidarmi, poi fa parte del gioco, ma attenzione perché anche se ti tirerai indietro all'ultimo e non verrai, quando arriverò da solo io sarò punito”.
Lui accettò e mi promise che non mi avrebbe deluso.
Arrivò la fatidica sera e suonammo al portone della villa, ci aprì un tale vestito da maggiordomo, tutti i “maschi”, ovvero gli attivi, erano vestiti elegantemente e noi siamo stati invitati ad entrare in un camerino dove spogliarci, essere sottoposti al controllo da parte di un incaricato ad esaminare sia i nostri corpi che le carte mediche attestanti il nostro stato di salute.
Ai verginelli in queste feste viene risparmiata l'ispezione rettale mentre io la devo subire, più che altro perché devono accertare se siamo puliti dentro essendoci fatti il clistere prima di arrivare (altrimenti ce lo fanno sul posto) ma ormai è una cosa che non mi disturba più, mentre ai verginelli, che di solito non pensano a farsi il clistere prima, non viene ne fatto e ne chiesto perché, pare, che i "maschi" in loro trovino eccitante l'imbarazzo che provano se "escono sorprese".
Finita l'ispezione e ricevuta la marchiatura usciamo dal camerino ed iniziamo a girare per il salone in attesa di destare l'interesse di qualche maschio. Mi sono scordato di specificare che le regole della festa impongono alle “femmine” di non parlare mai, non possono rifiutare le avances di nessuno ed ogni “maschio” ha assegnata una stanza nella quale portare la “femmina” e farne quello che vuole.
Passa poco tempo e noto che un tale che conosco per essere già stato io, in passato, la sua femmina, dai modi molto rudi non certo adatto alla prima volta di G. o di nessun altro che non sia particolarmente abituato ai rapporti anali, ci sta puntando.
Cerco di spostarmi e fare in modo di eclissarci fra gli altri, perché se questo prende G. per la sua prima volta non vorrà mai più ripetere l'esperienza, e io non potrò fare niente per impedire che lo prenda una volta che sarà riuscito ad abbordarlo.
Riconosco un altro uomo, con cui sono stato, che invece è molto gentile e delicato, tra l'altro è un gran leccatore e questo non può che essere d'aiuto a chi lo fa per la prima volta, provo a passargli davanti e fargli notare G., lo guarda ma sembra non interessargli, si avvicina a me, mi appoggia delicatamente una mano su una natica e mi dice (i maschi possono parlare alle femmine, che però non possono rispondere con la voce ma solo a gesti): “questa sera sei la garante di qualcun altro, peccato che lui non mi piaccia, volevo tanto farmi te, dovremmo violare le regole e fare in modo che tu mi dia il tuo numero di telefono, perché anche se ci vedremo qua la prossima volta non voglio rischiare che qualcuno ti prenda prima di me, ero venuto qua apposta. Io gli sorrido, annuisco e ammicco, lui, con la sua mano che invece di accarezzarmela adesso mi stringe forte la natica, fa scivolare un dito sul mio ano, spinge fino a fare entrare la falange e io sussulto perché non me l'aspettavo e non sono nemmeno lubrificato, poi si porta il dito vicino al naso, se lo annusa come fosse il tappo della bottiglia di un buon vino, mi saluta e se ne va.
Mentre lusingato dal suo interesse lo guardo allontanarsi il tipo che non volevo prendesse G. è ormai dietro di lui, non si fa nemmeno vedere, si sputa su due dita, afferra il ragazzo con il braccio sinistro per il busto, lo tira a se e gli infila due dita della mano destra nell'ano, senza troppi complimenti. Sta per urlare e io riesco a tappargli la bocca in tempo prima che qualcuno senta la sua voce. Preso a mo di gancio con le due dita nel culo il bruto inizia a trascinare G. che cammina all'indietro seguendolo, mi guarda terrorizzato e io cerco di fare uno sguardo che possa tranquillizzarlo, ma non è facile e so che passerà una brutta serata, sperando che non ceda e non la faccia passare a me.
Entriamo nella stanza del maschio, lui sarà alto due metri, molto peloso e barbuto, robusto e con un cazzo proporzionato al suo corpo, G. tra l'altro è invece di corporatura molto minuta e noto adesso che è quasi completamente glabro.
Siamo nella stanza, mi dice di sedermi su una sedia in un angolo e non mi resta che obbedire e guardare lo spettacolo che, lo so già, sarà orribile. Povero G., non avrei dovuto portarcelo qua.
Il gigante lo solleva letteralmente dall'osso sacro, con le due dita che gli tiene ficcate in culo e lo butta di forza sul letto; nel farlo le dita si sfilano dal culo di G. che cade sul materasso e si rannicchia su un fianco, lui a quel punto gli urla: “che cazzo fai, puttanella? Mettiti a pancia in giù”. G. esita un attimo e lui gli tira una sberla e gli ripete l'ordine, io quasi quasi sono tentato di intervenire in sua difesa perché questo è davvero troppo, ma G. obbedisce, si mette a pancia in giù, lui gli sale sopra e senza troppi complimenti glielo infila tutto nel culo in un colpo solo.
G. sa qual'è la regola e cerca di non urlare, emette qualche gemito e quelli sono permessi, vedo dai suoi occhi che non gli sta piacendo per niente e il fatto che non gli piaccia mi dispiace.
Intanto il gigante è sopra di lui che stantuffa senza pietà, non gli interessa di farlo godere o di rendere piacevole la sua prima volta, gli piace proprio violentare la verginella, tra un po' gli verrà dentro e sarà tutto finito, noi andremo a casa perché non è consentito alle neo sverginate farsi sbattere la seconda volta nella stessa sera, lui berrà un po' e poi andrà a prendersi qualcun altro per rifargli la stessa cosa. Anche quando si fece me mi disse di avere appena sverginato uno.
Saranno passati appena tre minuti e il bruto viene nel culo di G., lui singhiozza di pianto, l'uomo tira fuori il cazzo senza troppi complimenti, gli da un'energica sculacciata poi gli dice: “prendi la tua protettrice e vattene, puttanella” poi si volta verso di me e dice: “speravo che cedesse e violasse qualche regola, era te che volevo, ma prima o poi stai tranquillo che quel culo te lo rendo inutilizzabile per un bel po', mi stai proprio sul cazzo, in tutti i sensi”.
Ci andiamo a rivestire nel camerino poi usciamo e ci avviamo alla macchina, G. ancora non dice niente e io provo a “sbloccarlo”, dicendogli che il gioco è finito e che adesso può parlare, a un certo punto scoppia ed inizia a offendermi dicendo che se sapevo una cosa del genere non dovevo portarlo, provo a spiegargli che ho anche provato a sottrarlo dallo sguardo di quel tale mostrandolo a uno che sapevo essere dolce e gentile ma lui è arrabbiatissimo.
Arriviamo a casa mia, lui si siede sul divano e io capisco che devo fare qualcosa per consolarlo, così vado in camera e tiro fuori dei vestiti da donna e una parrucca che tengo nell'armadio da molto, ovvero da quando stavo con un ragazzo al quale piaceva che mi travestissi.
Esco dalla stanza truccato e vestito come la più puttana delle trans, mi avvicino a lui e gli dico: “fare la femmina non fa per te, se vuoi qui c'è qualcosa che ti farà star meglio”.
All'inizio dice no, ma poi gli dico che gli servirà a superare il trauma e che gli farà bene pensare di vendicarsi su qualcuno, così lui si apre i pantaloni, si tira fuori l'uccello e mi dice: “succhiamelo, puttana!”.
Io mi inginocchio fra le sue cosce e comincio a spompinarlo, ha un bel cazzo per essere così minuto, mi accorgo che è li a un filo dal venirmi in bocca e mi fermo, mi alzo in piedi e lo invito a seguirmi in camera da letto, mi stendo a pancia in giù e davanti a lui e gli dico: “fammi quello che ti ha fatto lui prima, hai bisogno di farlo a qualcuno, lo so”.
Lui mi alza la minigonna, sotto non ho le mutande e mentre mi preparavo, sapendo che l'avrei fatto succedere, mi ero lubrificato bene l'ano, così potrà entrare più agevolmente e io soffrirò di meno l'espiazione del torto che ha subito quasi per colpa mia.
Si stende sopra di me, infila il suo cazzo fra le mie natiche, lo guida con la mano, appoggia la cappella e con un colpo secco mi penetra. Anche se sei la più gran troia di questa terra quando ti infilano il cazzo mentre sei a pancia in giù con le gambe chiuse sembra enorme indipendentemente dalle dimensioni reali, io gemo mentre entra e lui mi dice: “questo è quello che ho sentito io, puttana che non sei altro!”. Va avanti a scoparmi da un bel po' e mi meraviglio di come, nonostante ce l'abbia durissimo, non sia ancora venuto. Dopo un po' è chiaro che anche lui non ne può più e vuole venirmi dentro, così aumenta il ritmo dei colpi e dopo un po' sta spingendo al ritmo di un coniglio, finalmente ci siamo, sento la sua sborra calda che mi invade il retto e lui che si rilassa sopra di me.
Il cazzo gli si sgonfia, si rialza, mi da un'energica pacca sul culo come quella che hanno dato a lui, si riveste e se ne va senza nemmeno salutare, lasciandomi li col culo gocciolante della sua sborra.
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti scrivimi a gabrihole@email.it