i racconti di Milu
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Mi trovo a Milano per lavoro da circa un mese e dovrò rimanerci altrettanto tempo, avevo sempre pensato che questa città fosse piena di porcelli pronti a infilarlo nel primo culo offerto loro, ma da un mese niente.
Forse sbaglio i locali, ho anche provato a fare un giro un paio di volte in un locale che mi hanno segnalato, notoriamente frequentato da gay, ma niente, non mi hanno considerato di striscio.
Ieri mattina però ho preso la metro per fare un giro in centro, visto che era domenica, e li ho dovuto ricredermi su Milano.
Per essere domenica mattina la carrozza è parecchio affollata ma si riesce ancora a spostarsi, non come nelle ore di punta dove sembra di essere in una scatola di sardine.
Sono in piedi aggrappato a un palo quando sento che un tale mi si appoggia dietro, mi volto per guardarlo, non c'è una ressa tale da costringerlo a starmi appiccicato quindi è ovvio che lo sta facendo apposta.
E' un bell'uomo sui 50 anni, mi sorride e mi strizza l'occhiolino, io non rispondo e riprendo a guardare in avanti, lui continua a strofinarsi dietro di me e io decido di divertirmi un po', così di tanto in tanto indietreggio il bacino per strofinare a mia volta il mio culetto contro la sua patta e fargli capire che sono disposto a giocare.
Ha il cazzo duro, lo sento anche se sia io che lui indossiamo i jeans, a un certo punto avvicina la faccia al mio orecchio e mi dice: "io scendo alla prossima, posso offrirti da bere così ci presentiamo o sei di fretta?"
Mi volto verso di lui e rispondo che va bene.
Scendiamo dalla metro e saliamo in superficie, andiamo nel primo bar che troviamo, ci sediamo e prendiamo un aperitivo.
Lui va dritto al sodo e mi dice: "sono contento di aver rischiato, avrei potuto prendere un ceffone o avresti potuto farmi fare una figuraccia e invece ci sei stato, eppure non sembravi gay".
Io rispondo: "a parte che sono bisex, ma se non ti sembravo perché ci hai provato?" lui sorride e mi dice: "beh, saranno i jeans ma hai un culo che mi fa impazzire, dovevo provarci, il rischio valeva la posta in gioco", poi aggiunge: "peccato però che sei bisex, i bisex sono interessanti perché non fanno troppa pubblicità ma al tempo stesso di solito sono anche attivi, ed io cerco solo passivi".
Io gli rispondo che con i maschi sono solo passivo e lui esclama: "allora è il mio giorno fortunato".
"E chi ti dice che dopo essermi fatto offrire l'aperitivo non ti do buca?" gli chiedo io con aria sorniona.
"Vorrà dire che almeno ci ho provato", risponde lui, "ma non pretendo che tu venga a letto con me oggi stesso, capisco che sei una troietta seria e che vuoi farmelo sudare un po'".
Io: "beh, finché siamo qua in mezzo alla gente non puoi certo prendermi con la forza, quindi se non ci sto io..."
"Lo prendo come un invito" risponde lui, "io abito qua vicino, vieni a casa mia, ti preparo un piatto di pasta, pranziamo assieme e poi decidiamo se passare il pomeriggio assieme oppure no".
"E se sei un serial killer?" rispondo io
"Potrei, risponde lui, ma avresti la stesso rischio frequentando qualcuno del locale dove ti ho visto giovedì sera" risponde lui con un sorriso ironico.
Ecco dove l'avevo visto! Se non si scopa oggi non metto più piede a Milano.
Accetto, lo seguo a piedi verso casa sua, entriamo nel palazzo, prendiamo l'ascensore e li io subito mi volto, indietreggio verso di lui fino a strofinare il mio culetto sulla sua patta e lui mi afferra per i fianchi mimando il coito.
Al terzo piano l'ascensore si ferma ed entra una signora anziana, noi ce ne stiamo composti uno in un angolo e uno nell'altro dell'ascensore, la signora conosce il mio corteggiatore ed inizia a parlargli chiedendo "chi è questo bel giovanotto" rivolta a me, lui prontamente risponde: "un mio collega di lavoro, è in città da solo allora l'ho invitato a pranzo". La vecchietta quindi si offre di invitarci a pranzo da lei entrambi, e ce n'è voluto per riuscire a rifiutare senza offenderla.
Entriamo nell'appartamento e ridendo ancora per il pericolo "vecchietta" scampato gli dico: "per poco non ti tocca scoparti la vecchietta, beh ha sempre la figa quindi meglio di me no?" e lui: "no, oggi ho voglia di un bel culo sodo, magari che giochi ad opporre un po' di resistenza, ma solo se tu lo vuoi, se invece vuoi il sesso romantico mi adatto".
"Ti piace il sesso spinto"? gli chiedo "guarda che ci potrei ripensare", e lui: "beh, il fatto che tu debba ripensarci significa che fino ad ora hai intenzione di starci", poi mi afferra e mi bacia in bocca, io dopo un attimo di resistenza comincio a contraccambiare i colpi di lingua e ci mettiamo a limonare, lui mi mette le mani sul culo e io inizio a strofinargli la patta, a un certo punto mi stacco e mi inginocchi davanti a lui, gli slaccio i pantaloni, gli tiro fuori il cazzo e inizio a succhiarglielo, è enorme! mi sa che per qualche giorno da stasera farò fatica a sedermi ma ne varrà la pena.
Non mi rendo nemmeno conto di come ci siamo spostati, il suo cazzo non è mai uscito dalla mia bocca eppure da in piedi che eravamo adesso lui è seduto sul divano a cosce aperte e io sono inginocchiato sul pavimento con la testa china sul suo cazzo.
Lo spompino per una decina di minuti, tenendogli il cazzo con una mano e accarezzandogli le palle con l'altra, poi sento che di colpo mi afferra la testa, mi tiene giù anzi è lui a muoverla su e giù sopra il suo cazzo con un ritmo che va via via aumentando, io continuo ad accarezzargli le palle e di colpo il suo cazzo esplode dentro la mia bocca.
Ingoio tutto fino all'ultima goccia, so che non si dovrebbe fare al primo appuntamento ma una pazzia ogni tanto bisogna farla! Pulisco il suo cazzo con la lingua raccogliendo quello che non sono riuscito a trattenere in bocca durante il suo orgasmo, mentre lo faccio guardo verso l'alto, soddisfatto, verso la sua faccia, lui mi sorride e mi dice che sono stato "bravissima".
Da quel momento si rivolgerà a me sempre al femminile, mi chiede se volgio andare in bagno a segarmi per scaricare l'eccitazione o se preferisco che mi seghi lui, io rispondo che voglio tenere tutto per quando mi sfonderà il culo.
Lui, meravigliato, mi risponde: "davvero me lo daresti? di solito dopo che mi hanno fatto il pompino scappano tutte perché hanno paura delle dimensioni", io mi alzo in piedi, gli volto le spalle con il culo all'altezza della sua faccia, mi abbasso i pantaloni e mi chino in avanti per mostrarglielo poi gli dico: "pranziamo mentre ti ricarichi, poi lasciami andare a lavare poi sarà tutto tuo".
Mentre prepariamo il pranzo parliamo un po' di noi e gli strofinii e le palpatine si sprecano, oltre che interessante per una scopata si rivela anche una persona intelligente e gradevole, dove sarà la fregatura?
Pranziamo e una volta finito mi offro di dargli una mano a lavare i piatti, ma lui mi risponde: "tu vai a prepararti, usa il bagno come vuoi ma poi esci nuda, ti aspetto in camera da letto".
Approfitto e mi faccio una doccia visto che nella metro avevo sudato parecchio, poi esco, nudo come mi aveva ordinato lui, e vado verso la camera da letto.
Lui è li, tutto nudo anch'egli, che mi aspetta, ha il cazzo già mezzo in tiro e sul comodino ha preparato i preservativi e il gel lubrificante.
Io non resisto e alla vista del suo cazzo glielo prendo in bocca un altro po', poi di colpo smetto di spompinarlo e gli dico: "bene, fammi vedere che stallone sei?" e salto sul letto mettendomi a pancia in giù col culo in bella mostra.
Lui si mette sopra di me e inizia ad accarezzarmi la schiena, le cosce, i fianchi, poi finalmente mi allarga le natiche, ammira per un po' il mio buchetto e ci infila la lingua.
Lo ammetto: se uno mi lecca bene il culo poi può anche violentarmi, mi lascio fare di tutto, e lui la dietro stava facendo un ottimo lavoro!
Sento che si stacca un attimo e mi rendo conto che sta prendendo il gel lubrificante dal comodino, inizia a spalmarmelo sul culo e ogno tanto ne butta anche un po' dentro penetrandomi con un dito, io sono veramente in calore e cerco di fargli capire che sono pronto per essere montato, sento che si sta mettendo il preservativo e subito dopo appoggia la sua cappella al mio buchetto.
Con aria scherzosa mi dice: "vuoi divertirti o vuoi che ti faccia piangere".
Io gli rispndo: "hai un po' troppa stima di te stesso se credi di potermi far piangere", che ne sai tu a cosa sono abituato lo?
Così lui con un colpo secco mi infila dentro tre quarti di quel cazzo enorme, io urlo e lo prego di toglierlo, ma lui non ci pensa nemmeno, si stende del tutto sopra di me e comincia a fottermi lentamente.
Io gli dico: "ma sei pazzo? così mi mandi all'ospedale" e lui: "sei tu che mi hai sfidato, se avessi chiesto di far piano avrei fatto piano, ma adesso ormai il gioco è cominciato così".
Il dolore è già passato e i suoi colpi di cazzo sono qualcosa che manda in estasi, così io piego verso l'alto la gamba sinistra, per permettergli di entrare di più, lui capisce che lo voglio e spinge dentro anche quel poco che era rimasto fuori.
Ha delle palle enormi e ad ogni colpo sento che sbattono contro le mie, adesso il ritmo è più forte e lui mi dice: "ma non ti lamenti nemmeno un po'? sei bravissima, sei meglio di una figa vera". Mentre mi dice così raggiungo l'orgasmo e gli sporco tutto il copriletto, gli chiedo subito scusa e lui risponde: "non posso neanche dirti che adesso ti faccio un culo così, perché l'ho già fatto", poi lo tira fuori, mi fa mettere a pecora, si mette dietro di me e me lo risbatte dentro, ogni tanto raccoglie le gocce di sperma che ancora cadono dal mio cazzo e me le fa succhiare dalla sua mano, poi sento che il ritmo cambia, il suo cazzo inizia a pulsare, mi afferra i fianchi con forza, assesta gli ultimi colpi e viene dentro al preservativo mentre mi sta inculando.
Ci lasciamo cadere su un fianco, lui mi abbraccia da dietro, mi ringrazia per averglielo lasciato fare e mi riempie di baci e carezze, come fossi una ragazza.
La cosa, ammetto, non mi dispiace.
Il cazzo gli si affloscia ed esce dal mio culetto con tutto il preservativo, che lui annoda e posa per terra.
Stiamo li così un po' a parlare del più e del meno poi ci addormentiamo, facciamo un'oretta di sonnellino e quando ci svegliamo ne facciamo subito un'altra.
Poi doccia e via, verso casa, contento e sfondato, ma non dopo esserci scambiati i numeri di telefono perché siamo d'accordo di "pranzare assieme" anche domenica prossima.
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti scrivi a gabrihole@email.it