i racconti di Milu
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Dopo qualche istante realizzo ciò che è appena accaduto. Cos’ho fatto? Non ci posso credere, ma il suo sapore ancora sulle mie labbra mi riporta alla realtà. Sono ancora inginocchiato davanti a lui, non ho il coraggio di guardarlo, di alzarmi e farmi vedere vestito così, dopo avere preso in bocca il suo membro, dopo aver limonato con lui, dopo essere stato la sua donna.

Sento la sua mano cercare il mio braccio per aiutarmi ad alzarmi. Cerco di mantenere lo sguardo basso. Sono imbarazzato. Mi vergogno.
“ehi..tranquilla..va tutto bene” mi sussurra con voce dolce mentre mi aiuta a rialzarmi e mi accompagna ai piedi del letto dove mi fa sedere. Mi accarezza la testa, scende con un dito fino al mento, lo solleva e mi costringe, sempre con delicatezza a guardarlo negli occhi. A quel punto si accorge dei miei occhi lucidi che tentano di contenere lacrime di vergogna. Sorride.
“È stato bellissimo..” dice mentre mi da il primo bacio su una guancia, poi di nuovo, ma più vicino alla bacca, fino ad arrivare alle labbra. Ricambio il bacio, che non è veloce e sessuale come quelli di prima, ma piuttosto dolce e tenero. lascio che la mia lingua danzi un lento con la sua e mi dimentico della vergogna per trovare un sentimento di piacevole realizzazione. Sono sua.

Quel bacio seduti ai piedi del letto continua per diverso tempo e si arricchisce di carezze prima sulla testa e poi sul mio petto e il mio culo. Io, da parte mia, accarezzo il suo petto nudo facendo particolare attenzione ai capezzoli che presto sento diventare turgidi al mio tocco delicato. Poi scendo verso il ventre, faccio movimenti circolari dall’alto verso il basso che sempre di più si avvicinano al pube coperto dai suoi boxer. Cerco di replicare le movenze che ho sempre sperato che una ragazza facesse sul mio corpo. Quando finalmente arrivo ad accarezzarlo sulle mutande lo sento già duro e pronto. Mi sento orgogliosa.

Si allontana interrompendo il bacio.
“Vai in camera di mia sorella e fatti bella per me..”
Ubbidisco allontanandomi con un sorrisetto malizioso che non pensavo mi appartenesse.
Entrando in camera trovo l’armadio che Marco aveva lasciato aperto. Il primo cassetto contiene la biancheria intima: mutandine, perizomi, tanga di ogni colore e fantasia. Opto per un perizzomino di pizzo bianco che trovo molto elegante.
Poi cerco un bel vestitino corto in cui il mio corpo minuto possa entrare ma un baby-doll di seta panna mi rapisce. Lo indosso sopra alle mutande. Il mio cazzetto ancora duro mi imbarazza ma cerco di nasconderlo come posso portandolo dietro alle cosce.
Mi guardo allo specchio prima di tornare da lui. Sono bellissima.
Sciolgo i capelli e cerco di pettinarli in modo più sensuale e femminile possibile.

Torno in camera. Marco mi aspetta sdraiato sul letto appoggiato su un gomito in boxer come l’ho lasciato. Appena entro mi sorride. Allunga il braccio verso computer e schiaccia la barra. Parte la musica.
“Balla per me..”
Senza rendermene conto mi sto già muovendo. Le mie mani accarezzano il mio corpo in modo sensuale mentre il mio sguardo rimane fisso su di lui. Poi mi giro e scudetto come una vera troietta. Mi sono completamente lasciata andare. Mi rigiro e mi avvicino a lui. Lui mi bacia. Sento ancora quella sensazione umida e la sua lingua ruvida sulla mia. Poi si alza e mi sfila il vestito. Lo aiuto portando le braccia sopra le spalle.
Mi gira e si appoggia al mio culo. Sento il sua cazzo duro tra le mie natiche. Le mie braccia cingono la sua testa dall’alto mentre le sue accarezzano il mio ventre. I nostri corpi si muovono al ritmo della canzone mentre il suo uccello continua a premere sul mio culo. Sono in estasi.

Marco si sdraia con la schiena sul letto, si sfila i boxer e rimane a gambe aperte tra cui i mi infilo. Il suo cazzo svetta fiero e duro. Mi avvicino e comincio col baciare l’asta. Lenti baci a bocca socchiusa in modo che le labbra cingano per bene il suo uccello. Nel frattempo accarezzo con la mano i testicoli a cui alla fine arrivo anche con la bocca: ne prendo prima uno e poi l’altro. Nella mia bocca li accarezzo con la lingua e li sommergo della mia saliva. Nel frattempo lo sento mugolare e respirare in modo pesante.
Faccio per tornare verso l’asta che nel frattempo veniva lentamente segata dalla mia mano, ma mi blocca: “Scendi ancora un po’..” mi sussurra mentre solleva le gambe mostrandomi il culo. Allora allegro le chiappe e appoggio la lingua sul suo buchino, inizio a muoverla su e giù come si lecca un ghiacciolo. Piano piano sento il buco che si allarga e mi permette di andare più a fondo. Scopro che mi piace leccargli il culo.

Torno a concentrarmi sull’asta, è ora di farlo venire: inizio a pompare sue giù dopo aver accolto la sua cappella nella mia bocca. Il suo sapore acre mi riempie ancora. Nel frattempo una mano lo sega e l’altra accarezza i testicoli con il palmo mentre l’indice si sposta timidamente verso il buchino, lo appoggio solamente senza entrare.
Sento che sta per venire, intensifico il ritmo. Mi riempie ancora di sperma, sento il suo liquido caldo colmarmi la bocca. Ingoio.

Quando alzo lo sguardo lui mi sorride e mi fa posto accanto a se, mi abbraccia come avrebbe fatto con una ragazza. Mi bacia sulla fronte e mi accarezza la testa. Poi nota tutto il pizzo bianco delle mutandine la mia erezione, ride sotto ai baffi.
“Ora tocca te piccola..” sussurra mente si mette a quello che prima era il mio posto in mezzo alle mie gambe. Sorpreso le allargo per permettergli di arrivarci.
Scosta le mutande in modo che il mio pisolino duro esca, mi prende dietro le ginocchia e mi porta il culo in avanti, si abbassa e appoggia la lingua sul mio buchino. Al primo contatto sussulto dal piacere come se mi avesse solleticato.
”Shh…dobbiamo far godere la tua fichetta”
Quelle parole e la sua lingua che di nuovo si porta sul mio ano mi fanno impazzire. Allargo le chiappe con le mani per facilitargli il lavoro. Miagolo dl piacere ad ogni colpo di lingua.
Quando arriva ad aprirmi per bene allontana la testa e appoggia un dito che piano piano si infila dentro. Mi piace anche questo.
Comincia a farmi un ditalino, su e giù per il mio buchetto. Mi accompagna una mano sul mio pisellino che comincio a segare con due dita.
“Vieni..”
Alle sue parole esplodo di piacere ricoprendomi la pancia di seme.
Lo stesso dito che poco prima era dentro di me raccoglie un po del mio sperma e finisce nella mia bocca. Raccolgo golosa ogni goccia.
“La prossima volta voglio provare a scoparti” gli sento sussurrare al mio orecchio mentre Marco si è risdraiato accanto a me continua a raccogliere con il dito lo sperma ed imboccarmi.
Note finali:
Per commenti e suggerimenti encolpio.gitone@libero.it