i racconti di Milu
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LA MIA PRIMA VOLTA

Silvia non me l’ha mai confessato, ma sono sicuro che lei aveva previsto tutto.

Avevamo parlato delle nostre fantasie, la mia di vederla fare sesso con altri, la sua di mostrarsi mentre faceva sesso. Lei mi aveva raccontato che l’anno prima, in gita scolastica a Parigi, avevano incontrato una classe di tedeschi, con loro erano andati in una discoteca e lì aveva fatto sesso con tre di loro contemporaneamente nel bagno. Le avevo chiesto tutti i particolari e, a volte, prima di fare all’amore mi facevo ripetere quella storia. Mi eccitava da morire. Al momento ci eravamo limitati a uscire insieme, con lei vestita provocatoriamente e senza intimo, facendo intravvedere che proprio non aveva nulla sotto. Ci divertivamo e ci eccitavamo a vedere la reazione della gente. Lei, poi, mi raccontava cosa avrebbe voluto fare con qualcuno che l’aveva vista e l’aveva guardata insistentemente.

Quel pomeriggio di una domenica qualsiasi vennero a trovarci Carmen e Ugo, una coppia di amici. Carmen, poi, era la migliore amica di Silvia sin dalle scuole medie. Eravamo a casa della mia ragazza e i suoi genitori erano via. Giocammo un po’ con la playstation e poi, piano piano, il discorso virò versi altri lidi. Ridendo e scherzando decidemmo di giocare a carte, imitando uno strip poker. Era un gioco di coppia e la coppia vincente decideva chi dell’altra coppia doveva togliersi un indumento. Loro erano più bravi di noi, ma, chi più e chi meno, a un certo punto eravamo già quasi nudi tutti. Si scherzava ad ogni punto e chi doveva togliersi qualcosa, mimava uno striptease. Perdemmo e a Silvia chiesero di togliersi l’ultimo indumento, le mutandine. Lo fece con movimenti molto seducenti, che mi arraparono, e offrì le mutandine a Ugo, che in cambio le accarezzò la figa.

“Adesso, dobbiamo trovare un nuovo modo per contare i punti.” disse ridendo Carmen. “E già – aggiunse Ugo – adesso che Silvia non può più togliersi niente, come facciamo?” Lestissima Carmen disse “Visto che stiamo vincendo noi, decideremo noi il pegno per Silvia.” Ridendo, decidemmo che sarebbe stato così. E Carmen, che era rimasta con la gonna, si alzò, venne vicino a me, avvicinò il suo seno al mio viso e, ridendo, disse “Silvia, io ti costringa a guardare il tuo amore Piero che mi morde i capezzoli”, ma non me lo fece fare. Ridemmo tutti quanti e Ugo esclamò “A no, guarda che Silvia è gelosa!”

Dopo due mani, perdemmo ancora. Decisero che dovevo togliermi i pantaloni e rimanere in mutande. Anche Carmen era rimasta con addosso solo un tanga microscopico. La mano successiva la perdemmo di nuovo e, parlandosi sottovoce all’orecchio, Carmen e Ugo concordarono cosa chiedere.

Lei si alzò dalla sedia e si sedette sul divano, allargando la gambe. “Adesso Silvia vieni qui, ti metti in ginocchio davanti a me e me la lecchi.” Silvia si mise a ridere. “Questa poi? Te la devo proprio leccare?” “Sì e devi farlo bene, come se fossi una vera lesbica.” Carmen rideva. Silvia si alzò e obbedì. Si inginocchiò e con la lingua risalì le cosce di Carmen fino ad arrivare alla sua figa. Scostò il tanga e affondò la lingua. Io e Ugo la vedevamo da dietro e la scena era eccitante. Silvia, così inginocchiata, ci mostrava il suo bel culetto e la sua figa. Carmen si fece leccare un po’. Poi la fermò “Brava, sei proprio brava, se vinciamo ancora te la faccio leccare di nuovo.” Lei e Silvia ridevano e anche io e Ugo ridemmo.

Riuscimmo a vincere e far togliere il tanga a Carmen, che fece uno spogliarello proprio arrapante. Poi perdemmo di nuovo e Ugo esclamò “Adesso scelgo io.” Si alzò, si mise in piedi accanto a Silvia, che era seduta, ed estrasse il suo membro. “Adesso fai vedere a Piero come lo succhi ad un amico.” Silvia mi guardò, mi fece l’occhiolino e si girò di fianco. Fu un attimo e stava già facendo un pompino a Ugo, che glielo fece succhiare per almeno un minuto. Poi la fermò e mi disse “Sei fortunato Piero, è proprio brava Silvia!” Intervenne Carmen “Facciamo un’altra mano e chi vince, vince tutto.” “OK” risposi immediatamente e senza pensarci. Perdemmo perché Silvia sbagliò uno scarto.

“Andiamo in camera da letto” esclamò Carmen e prese per mano la mia ragazza. Le seguimmo. “Adesso, Piero, tu ti siedi su quella sedia e guardi” mi disse Carmen.

Loro si stesero sul letto. L’ultimo fu Ugo, che si spogliò del tutto. Silvia era al centro e loro due iniziarono ad accarezzarla. Non era più un gioco e la mia ragazza era proprio eccitata, lo vedevo. Sembravano essersi dimenticati di me, ma Carmen mi guardò e mi disse “Adesso vedrai Silvia che fa la puttana con Ugo e con me.” Iniziarono a muoversi e dirigere Silvia, obbligandola a leccare la figa di Carmen e a succhiare il cazzo di Ugo. Poi la fecero mettere alla pecorina e, mentre Ugo la montava, la mia ragazza leccava Carmen. Io stavo lì a guardarli ed ero eccitatissimo.
Ugo si fermò, si scostò e chiese a Silvia di girarsi e a Carmen di metterle un cuscino sotto i fianchi. Si avvicinò, alzò le gambe della mia ragazza verso il soffitto e le disse “Sei splendida Silvia, meriti un premio.” In ginocchio si avvicinò e vidi che il suo cazzo puntava tra le natiche della troietta. Carmen gliele allargò e Ugo spinse dentro il suo cazzo. Io non lo avevo mai fatto. La mia ragazza sospirò più volte “Ahi, ahi!” Poi, quando Ugo fu completamente dentro e iniziò il suo su e giù, i sospiri diventarono un “Sì, sì!” Carmen le stringeva i seni e le diceva che era una gran troia. La mia ragazza continuava a dire “Sì, sì!” Non so per quanto tempo Ugo andò avanti, ma mi parve interminabile. Finalmente venne e si accasciò su Silvia.

Io ero ancora lì seduto e avevo il cazzo in mano.
Carmen mi chiamò, mi face sedere sul bordo del letto. Me lo prese in mano e nel giro di pochi secondi mi fece venire. “Piero, ti è piaciuto vero?” mi chiese e io annuii. “Venerdì c’è la festa di compleanno di Angelo. Organizzo io la cosa e vedrai Silvia che gli fa un pompino davanti a tutti come regalo per il compleanno. Ti va?” Non dissi nulla, ma Carmen capì che mi andava.

Ci sarebbbe stata almeno una seconda volta.