i racconti di Milu
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Note dell'autore:
(Trama: Una madre sessualmente repressa e una figlia ninfomane: cosa succede se si trovano coinvolte entrambe nella stessa orgia brutale?)
.

Mi chiamo Angela, ho 43 anni e sono separata.
Devo dire che per la mia età non sono niente male: bionda, alta, snella, e due belle tette ancora sode. Peccato che da quando mio marito se ne è andato, nessun maschio ha avuto l'occasione di godere di tutta questa grazia.
Già, mio marito. Mi ha piantata dicendo che non lo soddisfavo sessualmente (quel pervertito...Figuratevi che voleva addirittura che provassi a fare sesso anale! Inaudito; sono una donna perbene, io!)


Ma non voglio parlarvi di me. Il problema è mia figlia.
SILVIA.
L'incontrollabile, perfida, stronza, arrapatissima Silvia.

Silvia ha sempre avuto un carattere ribelle, insofferente ai comandi. E ora che non c'è nemmeno più suo padre, per me è difficile tenerla a freno da sola. Soprattutto ora che si trova in un'età in cui ragiona con gli ormoni e non con la testa.
A scuola ci va solo per flirtare coi ragazzi, e qui in casa fa sempre il contrario di ciò che le dico, giusto per farmi dispetto.

Dove ho sbagliato nella sua educazione? Eppure ho sempre cercato di essere una MADRE MODELLO. Tant'è che, da quando mio marito se ne è andato, ho evitato di avere altre relazioni proprio per non dare a Silvia l'impressione che sua madre sia una viziosa. Ma a lei non è entrato in testa nulla di ciò che volevo insegnarle facendole io stessa da esempio.

Anche se con me non si confida mai, so che ha già avuto esperienze di sesso. Ed essendo una bellissima brunetta, alta e ben modellata, è sempre circondata da maschietti. E lei non si nega certo alle loro attenzioni.
Ma io ho una reputazione da difendere; frequento circoli per la difesa della Moralità, e non mi va di passare per la madre di una sgualdrinella che va con tutti, per una che non è capace di educare la propria figlia secondo rigorosi princìpi morali. In fondo lei è ancora sotto la mia responsabilità, e vive in casa mia! Avrò almeno il diritto di pretendere che si comporti con un po' di decenza, che diamine!

Ma lei mi ribatte che sono una repressa; che sono invidiosa di come lei vive il sesso senza ipocrite inibizioni; e che vorrei far diventare anche lei una sessuofoba solo per sentirmi meno frustrata.
Le poche volte che abbiamo un dialogo lei si diverte a provocarmi con frasi tipo: «Mamma, oggi ho ficcato la lingua in bocca a uno che passava per la strada. A lui è piaciuto, e anche a me. Che ne pensi?». Stronza. Che voglia di mollarle un ceffone, quando fa così.

Insomma, siamo ai ferri corti. Praticamente dei separati in casa. E nessuna di noi due si schioda di un centimetro dalle proprie posizioni. Eppure deve pur esserci un modo per avvicinarci.

*****

Di sera cerco di scaricare le mie tensioni con un bicchierino di whisky e una abbondante dose di sonniferi. È praticamente un rito quotidiano...

...ma stasera ho finito le pastiglie. Poco male; vuol dire che mi rifarò con una dose doppia di alcol.
Mi attacco alla bottiglia, ma il sonno tarda ad arrivare. Così bevo un altro cicchetto, e un altro, e un altro... Alla fine sono un po' ubriaca, ma ancora sveglia.
Non mi piacerebbe farmi vedere brilla da mia figlia, così vado a controllare che stia già dormendo.
Un po' barcollando, cammino in vestaglia fino all'esterno della sua stanza. La porta è chiusa, sembra tutto in ordine...quand'ecco che dei rumori strani catturano la mia attenzione.

Appoggio l'orecchio alla porta. Sento gemiti e mugolii inconfondibili, “Oh! Oh!”... È la sua voce, e sento anche l'ansimo di una voce maschile.
Mi appare subito chiaro che se la sta spassando con un qualche ragazzino che si è rimorchiata.

EH, NO! Passi se si fa qualche sveltina di nascosto, però non mi va affatto bene che porti i suoi fidanzatini in casa mia per farseli proprio sotto il mio naso mentre mi crede imbottita di sonniferi!

Mi rimbocco le maniche e mi preparo per dirgliene quattro. L'alcol mi dà un po' di coraggio per affrontarla a muso duro: stavolta sarò ferma e irremovibile nel mettere le cose in chiaro tra me e lei.

Scosto un po' la porta per scegliere i tempi giusti della mia entrata in scena e... OCCAZZO! COSA VEDO?!
Sul letto c'è Silvia che sta scopando non con uno, ma DUE maschi contemporaneamente!
E non sono neanche dei ragazzini suoi coetanei: avranno almeno 35 anni!
E ne sta pigliando uno nella fica mentre l'altro da sopra la penetra nel culo!
E non è mica finita qui: sul comodino c'è una telecamera puntata proprio su quell'oscena ammucchiata!

Eh no, questo è troppo! Un conto è essere un po' libertina, ma rimorchiare uomini MATURI e per di più portarseli in casa MIA per scoparseli IN GRUPPO praticando rapporti CONTRONATURA e per giunta fare pure dei FILMATI da far vedere a chissà chi, vuol proprio dire essere una debosciata persa!

Qui urge un drastico intervento correttivo. Adesso entro e pianto un casino mostruoso, e non me ne frega niente se interrompo la festicciola. E tanto per cominciare, sbatterò subito fuori da casa mia quei due porci depravati.

Così spalanco la porta, in modo che si accorgano per bene della mia presenza, e dico:
- «EHI, MASCHIONI...NON AVRESTE QUALCOSA ANCHE PER LA SUA POVERA MAMMA A DIGIUNO DA TANTO TEMPO?»


?!?...Oh, cielo...MA CHE CAZZO HO DETTO?!? Non era questo quello che avevo in mente...La mia bocca si è mossa da sola!! Oddio, sto impazzendo? Deve essere stata colpa del whisky...

Davanti a me, il gruppo ha interrotto la allegra cavalcata. I due maschi si voltano verso di me. Sembrano un po' sorpresi, ma non agitati.

Ma a lasciarmi di stucco è SILVIA. Al mio ingresso ha fatto per un istante un'espressione un po' seccata, subito mutata in uno sguardo di sfida. Nessun segno di imbarazzo.
- «Ragazzi, questa è mia madre Angela. Mamma, questi sono... Com'è che vi chiamate, voi due?»
- «Paolo.»
- «Roberto.»
- «Ok, sono Paolo e Roberto. Beh, che vuoi? Questa è la mia stanza, se non te ne sei accorta. E sarei un po' occupata.»

Rimango lì in silenzio sulla soglia come una scema. Tra la mia assurda gaffe e la spudoratezza di Silvia, i miei propositi bellicosi sono andati a farsi benedire. Devo improvvisare qualcosa per metterci una pezza.
- «M-ma Silvia...Che stai facendo? Porti in casa due sconosciuti di cui non sai nemmeno il nome...e...e ti fai sbattere così, come se niente fosse...E poi quella telecamera...Io non so...Ti pare normale tutto questo?»

Per tutta risposta, Silvia scuote la testa sbuffando.
A prendere la parola è il tizio che le stava sopra, dopo essersi sfilato dal suo culo. Ha ancora il cazzo in piena erezione, e mi si avvicina senza mostrare vergogna.
- «Signora, non la faccia tanto complicata: qui ci stiamo solo divertendo un po'; nulla di più e nulla di meno. Piuttosto, torniamo alla frase che ha detto entrando...Se non diceva per scherzo, guardi che qui di manico ce n'è per tutte e due!»
- «Già», aggiunge l'altro, «Silvia ci aveva parlato di una vecchia bigotta rompiballe che dormiva nell'altra stanza, ma non ci aveva detto che era così ben messa. Si faccia vedere bene da vicino...»
- «MA...MA SIETE IMPAZZITI?! Uscite da questa casa o chiamo la polizia...», balbetto io incredula.
- «Suvvia, siamo tra persone ragionevoli; si sieda un attimo sul letto e discutiamone con calma...»

Parlano di “discutere”, ma intanto con la scusa di accompagnarmi verso il letto mi mettono le mani un po' dovunque...E io sono ancora troppo confusa e intontita dal whisky per accorgermi che si stanno prendendo un po' troppe confidenze.
Con la coda dell'occhio noto che Silvia, stravaccata nuda sul letto, ha un sogghigno strano. Per la prima volta mi ha beccata con le difese abbassate, così coglie la palla al balzo e accorre a dare man forte ai due ganzi.

Mi abbraccia in modo fintamente affettuoso, strofinandomi dappertutto, in modo che io non mi renda più conto di CHI siano le mani che mi stanno toccando.
- «Dai, mamma, non fare così, non è successo niente...Lo so che ti preoccupi per me, e io ti voglio tanto bene...»
Stronzetta ipocrita! Se io fossi un po' più lucida, mi accorgerei subito delle intenzioni nascoste dietro le sue moine. Purtroppo in questo momento “lucida” non lo sono per niente. Troppo alcol, troppe sorprese, troppi palpeggiamenti...e soprattutto, troppe voglie represse che premono per essere risvegliate.

Nella nebbia che mi intorpidisce la mente, sento delle mani sui seni, sulle cosce, sul sedere...A chi appartengono? Non mi riesce di distinguerle. La strategia di Silvia ha fatto centro.
Senza rendermene conto mi ritrovo con le tette fuori dalla vestaglia. Delle lingue indistinte mi leccano i capezzoli, mi scorrono sul collo, mi stuzzicano i lobi delle orecchie...
Comincio a sentire un languore strano, che dal basso ventre risale fino alla testa. Il respiro mi si fa sempre più pesante.
Provo a resistere alle vampate di calore; devo ricompormi, riprendere il controllo di quella assurda situazione...ma è tutto inutile. La testa mi sta partendo.

Mi ritrovo un cazzo in mano senza sapere come ci è finito, mentre un altro cazzo mi balla davanti alla faccia. D'istinto mi vien voglia di... NO, NON DEVO!...Devo pensare alla mia reputazione, all'esempio che voglio essere per mia figlia... Ma alla fine non resisto: istintivamente lo bacio, ne lecco la punta, ed infine lo ingoio.
Con la coda dell'occhio vedo Silvia che si passa la lingua sulle labbra sorridendo soddisfatta. La sua trappola sta per chiudersi.

Maliziosamente, la sgualdrinella mi infila una mano nelle mutandine e inizia a vellicarmi la fica. È il test finale: se non reagisco ORA, non reagisco più.

Non reagisco.
E così mi godo la sua perversa carezza senza oppormi.
Ormai mi ha in pugno.


Intanto i due sconosciuti si alternano nel sondarmi la gola a suon di cazzi. Da quanto tempo non ne assaggiavo uno! E stasera ne ho a disposizione addirittura due!!

Mi ritrovo a quattro zampe con un cazzo in bocca, mentre l'altro mi penetra da dietro. Ah, la sensazione dimenticata di sentirsi la fica riempita da un palo di carne!
Nel contempo Silvia mi passa lascivamente la lingua sulla schiena mentre mi massaggia le mammelle con le mani. È...bello! In questo momento non riesco a pensare al fatto che lei è mia figlia e che quello che sta facendo è assolutamente indecente; penso solo al piacere che mi sta procurando.
Comincio a mugolare dalla goduria. Ora ad ottenebrarmi la mente non è più l'alcol, ma una libidine sempre crescente.

- «Dai, che è quasi cotta a puntino...Adesso la mettiamo sullo spiedo!», sento dire da Silvia, senza capire.
Uno dei due tizi si sdraia di schiena sul letto, mentre Silvia e l'altro mi sollevano sopra di lui. Credo che vogliano farmi fare una cavalcata a smorzacandela, che a quel punto sarebbe anche ben gradita...ma quando sento la cappella premere contro il mio buco posteriore, mi sovviene un barlume di lucidità e vengo colta dal panico:
- «NO! FERMI!...COSÌ NON L'HO MAI FATTO...NON VOGLIO CHE...»

Ma è troppo tardi: con una spinta lenta ma decisa, quella verga da cavallo si fa strada nel mio retto fino alla radice.
Mi sento squartare in due. Spalanco la bocca ma non mi viene il fiato per urlare. Mi volgo disperatamente per tutta la stanza come a cercare aiuto, e il mio sguardo incrocia quello di Silvia. La sgualdrinella ride della mia espressione di dolore, mentre spompina l'altro maiale sotto i miei occhi, senza un minimo di pudore. Come ho fatto a creare un mostro del genere? Ma ora quello è l'ultimo dei miei pensieri.

Il bastardo che mi sta inculando comincia a muovere l'uccello su e giù, su giù, su e giù...E dentro di me sento gli intestini che assecondano il passaggio di quel palo bestialmente lungo e duro. Stranissima sensazione! Piacevole, devo dire. Non l'avrei mai pensato.
Anche il buco del culo ha smesso di bruciarmi, lasciandomi la possibilità di godermi appieno quel trattamento, senza dolori che mi distraggano.

- «Senti come ansima la tua mammina, troietta...Lo sapevi che era così porca?», dice il mio impalatore.
- «E vuoi che non lo sapessi?», risponde lei, «Ma voi non avete ancora visto niente!»
Ciò detto, dà un'ultima ciucciata al cazzo dell'altro maiale e lo guida verso la mia fregna ben esposta.
Un colpo secco, e mi ritrovo tappata in entrambi i buchi! Ora al piacere del cazzo in culo mi si aggiunge anche quello del cazzo in figa. C'è da morire di goduria.
Mi abbandono alla lussuria di quell'azione in tandem. Noto di sfuggita che Silvia ha avuto uno strano scatto eccitato, dirigendosi verso il comodino.

Mi ricompare davanti con in mano la telecamera. Ora capisco il suo gioco! D'istinto vorrei implorarla di non farlo, ma so già che sarebbe una supplica inutile.
Accende la telecamera e me la punta addosso, alternando continuamente l'inquadratura tra una panoramica e un primo piano, assicurandosi soprattutto che si veda bene la mia faccia. La stronza! E chi la tiene più, dopo di questo. Potrà sbattermi in faccia quel filmato quando le pare e piace. Lo capisco dal suo sorrisetto perfido, che sembra dire “Ti ho in pugno, gran rompiballe!”. Ma in questo momento non me ne frega niente, voglio solo godermi quell'accoppiata di pali che mi sconquassano le viscere. La troietta faccia pure tutti i filmini che vuole, tanto ormai...

I due porci si muovono in perfetta sincronia, uno affonda e l'altro esce. Ci sanno fare. Mio malgrado, devo ammettere che la mia sgualdrinella ha buon naso, nello scegliere i suoi stalloni.

Silvia, intanto, continua a filmare e si masturba senza alcun ritegno. Per quanto possa essere scafata, la vista di sua madre incastrata in un sandwich è una cosa nuova anche per lei. E sembra eccitarla moltissimo.
- «Più veloci, maiali!», li incita, «Voglio vederli fumare, quei buchi schifosi!»

Avvicina la telecamera al mio bacino, e allo stesso tempo mi passa la lingua sul ventre. Poi risale fino ai seni, e si sofferma sui capezzoli, scrutando di sottecchi l'espressione del mio viso. Io non vorrei farglielo capire, ma non riesco a nasconderle che quel lavoro di lingua mi sta piacendo un mondo. E lei sogghigna compiacendosi di mettere a nudo tutta la mia debolezza. È decisamente una perversa.

Poi ridiscende con la lingua fino a leccarmi il clitoride. Non lo fa certo per darmi piacere, ma solo per umiliarmi ulteriormente. Che dopo che ti sei fatta leccare la figa dalla tua stessa figlia, hai voglia ad atteggiarti ancora a madre modello!

A quel punto decide di rincarare la dose. Dopo avergli passato la telecamera, fa spostare il porco che mi stava sopra, in modo da potermi leccare meglio.
Infila la lingua bene in profondità, e tanto per gradire mi infila anche due dita dentro. Poi inizia un andirivieni alternato di lingua & dita che mi fa scuotere per i brividi. E intanto mi scruta con un sorrisastro maligno, compiacendosi degli effetti che il suo trattamento ha su di me.

Ogni tanto indugia nell'afferrare con la punta delle dita il cazzo che mi sta inculando. Una specie di sega a due dita praticata attraverso la mia parete rettale. Ci gioca, si diverte a farmi vedere quanto è scafata. Poiché sa che in questo momento non ho il diritto di rimproverarle assolutamente nulla.

E riprende il suo lavoro di lingua sul mio clitoride, con piccole lappatine studiate in modo da farmi sussultare a tempo come una bambola ai suoi comandi.
Inutile negarlo: la piccola porca mi sta procurando un gran piacere, anche se lo fa solo per servire il suo scopo. Che è quello di degradarmi al suo livello di troia ninfomane, in modo che io non le possa più rinfacciare nulla sui suoi comportamenti lascivi.

Intanto l'altro maiale, continuando a filmare, la infilza da dietro.
Capisco che l'ha inculata perché la mia adorata stronzetta ha un sobbalzo che le fa staccare la faccia dalla mia passera.
Appena si è adattata all'intruso posteriore, decide di variare il mio dolce tormento: mi infila dentro due dita per mano, e mi allarga la fregna per quanto le è possibile. Il porco con la cinepresa strabuzza gli occhi, chinandosi in avanti per riprendere meglio la scena.
- «WHOOAAHH!! Sembra una caverna senza fondo...Come avevi fatto a trovare l'uscita da lì dentro, Silvia?»
E la stronza, invece di prenderlo a sberle, ride sguaiata.
- «E adesso provo a rientrarci!»
Ciò detto, mette le dita a cuneo e mi penetra con tutta la mano. Fino al polso. Poi inizia a rigirarla per farsi strada sempre più in profondità. Mi fa male ma mi fa anche godere.

Sento che la sgualdrina apre a ventaglio le dita, per stimolarmi l'antro il più possibile. Poi inizia a fare una sega al mio inculatore dall'interno della mia passera.
La sua fantasia perversa non ha proprio limiti...ed io, mio malgrado, mi ritrovo costretta a trarre immensa goduria dai suoi depravati esperimenti.

In ultima aggiunta, con la mano libera mi sditalina il clitoride ormai gonfio da scoppiare. E a quel punto, addio. Sento il piacere montarmi dentro, crescere, avvicinarsi al suo culmine. La scrofetta se ne accorge, e aumenta il ritmo mentre mi fissa negli occhi, con un sorrisetto compiaciuto. È vicina alla sua vittoria finale. Io non vorrei darle soddisfazione proprio in questo modo, ma ormai il godimento è inarrestabile.

E finalmente esplodo. L'orgasmo mi arriva sconquassante, una vera mazzata, una esplosione che dalla mia fica si propaga in un lampo fino a ogni cellula del mio corpo.

- «Ah...Ah...AH! AAHH!! O-O-OH cazzocazzoCAZZ-O-O-O-OOOOOOOOOOHHH!!!»

Mi contorco come una indemoniata, la testa mi ciondola da tutte le parti. Il mio sguardo coglie immagini confuse; ho un flash del viso maligno di Silvia che sorride trionfante...Ma al diavolo tutto; io mio godo il mio orgasmo.

- «AAHH!...OH! OH! OH!..OPPORCAP-P-PUTT...AH-NAAAHH!...OOOHUAAAHHH!!!»

Oh cielo, ma quanto dura...Non smette più? Sono scossa da brividi di piacere supremo, le convulsioni mi fanno tremare come un martello pneumatico. Mai provato qualcosa di così acuto, fulminante. Non me l'aspettavo proprio. È come se tutti gli orgasmi mancati degli ultimi anni si fossero presentati in un colpo solo. Sento che il cuore è sul punto di scoppiarmi.

- «AAAHH!!! AAHH! AH!...AH!...Ah...ah...»

Finalmente le contrazioni si fanno meno intense, e comincio a rilassarmi.
La piccola strega attende un paio di minuti che io mi sia sbollita per bene, poi mi sfila la mano dalla fregna e me la avvicina al viso. È completamente lercia di liquido filamentoso, devo aver sbrodolato anche l'anima.
- «Guarda mammina, la tua piccola si è sporcata, uhe uheee, pulisci la manina, mamy cara...», dice sarcastica imitando una voce da bimba...e mi strofina quella mano fradicia della mia stessa broda sulle labbra, sul naso, sulle guance, sui capelli...In questo momento devo avere l'aspetto di una zoccola caduta di faccia in una pozzanghera. Il porco con la cinepresa si affretta ad inquadrarmi in primo piano. Sono al massimo della degradazione.

L'immagine della mia faccia umiliata sembra eccitare molto Silvia, che inizia a sditalinarsi con foga, sempre fissandomi. Se ne viene in pochi secondi. Il suo è un orgasmo animalesco, selvaggio, sfrenato. La svergognata mi guaisce in faccia senza il minimo contegno, come a volermi dire “Guarda come gode una vera femmina, vecchia comare repressa!”. E io incasso anche quest'ennesimo affronto, senza avere nessun diritto di reagire.

Intanto anche il maiale che mi sta impalando da sotto viene con un grugnito, scaricandomi nell'intestino una quantità industriale di sborra. Sento gli schizzi bollenti che si accumulano nelle mie budella. Quel calore è quasi un sollievo, per le mie viscere martoriate.

Poi il bastardo mi si sfila da sotto senza troppi riguardi per il mio povero ano devastato, e anche lui può finalmente godersi lo spettacolo della mia faccia lurida.
- «Cazzo, ma è proprio uno schifo...Questa zozzona deve imparare a fare un po' di pulizia!»
Mi afferra per i capelli e mi guida la bocca sul suo uccello ancora lercio di culo. Non ho neanche la forza di provare a respingere quel batacchio disgustoso...ma sapete una cosa? A quel punto giunti, non mi dispiace neppure!
Me lo accolgo fino in gola, ricoprendolo di bava che poi ripulisco via con osceni risucchi, finché non è ben lustrato.

Per non essere da meno, la mia cara Silvietta si mette a spompinare l'altro porco.
Le viene in bocca quasi subito. Ma lei non ingoia; mi si avvicina a bocca chiusa e mi sputa in faccia tutta la sborra raccolta. Adesso sì che sono pronta per vincere il concorso di Miss Cesso.

Silvia ne approfitta per farsi passare la telecamera e fare un'ultima bella ripresa del mio muso impiastricciato. E io me ne sto lì intontita a fissare l'obiettivo, che immortala impietosamente la mia immagine di scrofa degenerata.
- «Ah!Ah!Ah! Pensa alla faccia che farebbero le tue amiche dei circoli moralisti, se vedessero questo bel filmino! Ti eleggeranno subito “Mamma dell'anno”, sicuro!»

Soddisfatta, la mia aguzzina estrae il dischetto dalla cinepresa, poi si rivolge ai ragazzi che si stavano rivestendo:
- «Bene, e adesso levatevi dai coglioni, voi due!»
- «Ci si rivede ancora, Silvia? Se vuoi ci trovi sempre al solito posto...»
- «Sì, sì, vedrò, ma ora fuori dalle balle, che ho da fare!», dice senza neanche guardarli.

*****

Rimaniamo da sole. E adesso che l'eccitazione è passata, mi assale tutta la vergogna per ciò che ho fatto durante quella incredibile serata.
Mio dio!...Con che coraggio potrò ancora rimproverarle i suoi comportamenti dissoluti, dopo quanto è successo?

La guardo. È di spalle appoggiata allo stipite della porta, nuda, bellissima, trionfante, fiera del mettermi in imbarazzo con la sua sola presenza.
Lei non si volta, ma sa che la sto guardando, e si limita a sventolare con malizia il dischetto con il filmato che testimonia il mio totale fallimento come “madre modello”.

Questo silenzio mi sta uccidendo. Devo dire qualcosa, una qualsiasi cosa. Bofonchio «Silvia...Scusami...», ma non riesco ad aggiungere altro; un nodo alla gola mi toglie il fiato, e sento solo una gran voglia di piangere.

Al che, lei volge la testa. Per la prima volta in tanti anni non c'è astio nel suo sguardo.
Poi mi si avvicina. Mi passa delicatamente un dito sul viso raccogliendo una strisciata di sperma, e me lo porge.
E incredibilmente, io mi attacco a quel dito e glielo ciuccio, appassionatamente, a lungo, con una lussuria che la sorprende e la inorgoglisce.

- «Adesso sì che mi piaci come “madre modello”, mamma», dice con tono soave, stritolando il dischetto che aveva in mano.
Poi aggiunge: «Ora vai a dormire. Ci vediamo domani». Ed esce dirigendosi in bagno.

Guardo i cocci del dischetto sparsi per terra, e ne carpisco il messaggio.
Poteva schiacciarmi, ma non l'ha fatto. Ha preferito farmi capire che forse, nel profondo, non siamo poi così diverse. Anzi.
Stasera lo strato di ipocrisia che mi ricopriva è stato spazzato via, rivelando la mia vera natura di troia affamata di sesso in tutte le sue forme. E di questo devo ringraziare proprio lei, la ribelle pestifera a cui avevo la presunzione di voler insegnare come doveva comportarsi.
Solo ora mi rendo conto di quanto poco sapevo, prima, su di lei. E su di me.

Domani parleremo. E insieme decideremo come ridefinire il nostro rapporto col sesso.
Sono sicura che le nuove regole piaceranno ad entrambe. Molto.
(E mentre penso questo, raccolgo un'altra ditata di sperma dal mio viso e me la assaporo estasiata.)

[FINE]