i racconti di Milu
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Sono le 10 di una grigia giornata invernale. Sono chiusa nel bagno dell'ufficio ad osservare il mio viso stanco, frutto di una nottata trascorsa a discutere con mio marito, troppo occupato e bigotto per rendersi conto dei bisogni di sua moglie. Guardo i miei occhi verdi da gatta, le labbra carnose, i seni piani che spuntano dalla camicia che indosso. Gli sguardi degli uomini che accompagnano le mie forme mi fanno sentire donna, una femmina dal forte desiderio sessuale, una femmina passionale e sensuale che ha un fuoco inespresso dentro, ingabbiata da qualche incontro sessuale sporadico con un marito privo di desideri e fantasie.
Ritorno mestamente alla mia scrivania, intorno a me i colleghi lavorano alle loro postazioni. La mente non riesce a concentrarsi, continua a vagare in un misto di rabbia e voglia. Mi piace il sesso, mi piace dare piacere ad un uomo, mi piace sentire il mio corpo in preda al l'eccitazione. Inconsciamente faccio scivolare la mano destra sulla gamba, la faccio scorrere fino al termine delle calze autoreggenti che avvolgono le cosce e con l'indice traccio piccoli cerchi sulla pelle nuda. Mi guardo intorno preoccupata ma non riesco a fermarmi, nessuno sembra osservarmi. Prendo una penna, la infilo sotto la gonna e la faccio passare lentamente sul pizzo del mio perizoma; la faccio scorrere su e giù fino a trovare il clitoride già gonfio, roteo la punta della penna sul punto del mio piacere e dò piccoli colpetti. Il mio miele inizia a scivolare sulle cosce ed il respiro diventa più pesante, tolgo la penna dal clito e la porto alla bocca, succhio la punta ed assaporo il mio dolcissimo sapore. 
Ho ormai perso ogni freno inibitore, sono ormai preda della mia eccitazione e delle mie fantasie. 
Socchiudo gli occhi, lecco le labbra e faccio scivolare la mano nella gonna mentre la mia testa è in preda alle fantasie più spinte. Mi immagino piegata sulla mia scrivania, con la gonna alzata fino ai fianchi ed un uomo dal membro duro e svettante che mi penetra con colpi vigorosi e decisi. La mia mano percorre la strisciolina del perizoma ormai bagnato, la mia fichetta è bollente e tremante. Scosto il tessuto, passo l'indice sulle labbra e mi penetro pian piano. La fichetta è stretta ed accogliente, avvolge il mio dito e si contrae 
 In piccoli spasmi di piacere. Divarico le gambe ed inizio a penetrarmi sempre più rapidamente, due dita  entrano ed escono mentre il pollice stuzzica il clitoride duro e sensibile. Sento i miei umori scivolare sulla sedia ed i capezzoli premere contro il pizzo del reggiseno. Lancio uno sguardo distratto intorno a me, aumento la velocità dei miei colpi ed avverto il piacere irradiarsi in tutto il corpo. Mordo con forza le labbra per non urlare mentre la mia fica continua a contrarsi in spasmi violenti frutto di un orgasmo intensissimo. Ancora stordita mi alzo dalla postazione e mi reco in bagno per sistemarmi. Al ritorno mi siedo alla postazione, ad arrendermi un post it attaccato al computer "Sei stata fantastica, grazie".
Note finali:
Aurora.watson@virgilio.it