i racconti di Milu
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Le sigarette che mi aveva comprato la mamma erano già finite … me ne comprava due pacchetti alla settimana, cercando così di tenermi un po’ sotto controllo perché si era ben accorta che dalla prima sigaretta che mi aveva offerto ben due anni prima il mio vizietto stava crescendo sempre più … e non era l’unico vizio che ultimamente mi concedevo a dire il vero ...
Fatto sta che erano le cinque, mia madre era di ritorno dal lavoro ma non ancora troppo vicina a casa, le mandai un sms e facendo un po’ la svenevole le chiesi di comprarmi un pacchetto extra …

“dai mamy, me le hanno scroccate le mie amiche … è per quello che son rimasta senza …”
“Si vabbé, guarda che queste stronzate le inventavo anch’io alla tua età …”
“ti prego mamy, ho tanta voglia …”
“se hai così tanta voglia vai a chiederne una a papà !”
“ma mamy, lo sai che lui mi sgrida !”
“e certo che ti sgrida, mica è come me lui ! comunque io ho delle commissioni, quando arrivo a casa ne parliamo”

Buttai il cellulare sul letto e sbuffai.
Di là papà stava lavorando nel suo studio come al solito, in quel momento una sigaretta valeva ben una ramanzina, tanto più che queste reprimende si facevano sempre meno convinte man mano che diventavo sempre più adulta.
Mi misi addosso solo una sottile vestaglietta di seta, sotto ero nuda … ed ero ben conscia che il mio giovane ma procace corpo non passava certo inosservato; andai a bussare allo studio, non prima di aver preparato un bel caffè al mio papino.
Quando lui mi invitò ad entrare lo trovai come sempre davanti al laptop intento a scrivere uno dei suoi arguti articoli per il giornale, la finestra che dava sul mare leggermente aperta ed il suo consueto grande sorriso ad accogliermi.
Come sempre mi ritrovavo felice di avere due genitori così giovani, il mio papy infatti aveva appena compiuto solamente 43 anni, che in aggiunta al fatto che io ne avessi solo 18 e mezzo me lo facevano sembrare più un fratello maggiore che un padre … per non parlare di mamy che di anni ne aveva solo 41.
Gli porsi il caffè facendo un po’ la smorfiosetta, dal suo mezzo sorriso capì che lui già sapeva che tutte quelle moine annunciavano una qualche richiesta.

Mentre sorseggiava il caffè mi misi alle sue spalle e gli massaggiai la nuca appoggiandomi alla sua schiena col mio petto.
“Buono questo caffè tesoro, proprio quello che ci voleva … tu l’hai già preso ?”
Annuì e lui si appoggiò allo schienale della poltrona, allungò una mano a prendere il suo pacchetto di Marlboro rosse dalla scrivania. Drizzai subito le antenne, ero in imbarazzo perché nonostante lui ormai sapesse che fumavo e mi avesse già visto in qualche occasione, quello del fumo era un vizio che avevo intrapreso e sviluppato più insieme alla mamma che non a lui.
Lui si portò la sigaretta tra le labbra e l’accese aspirando a fondo.
Notò che lo stavo fissando.
“Che c’è patatina ?”
“Papi io … avrei finito … non ho più …”
“Non hai più sigarette … lo so, mamma mi ha mandato un sms, mi ha detto di essere carino e gentile e dartene un paio delle mie. Dimmi la verità Titti, due pacchetti alla settimana non ti bastano più vero ? Vieni qua, in braccio al tuo papi, sei cresciuta così in fretta … assomigli alla mamma ogni giorno di più … anche nei vizi …”
Girai attorno alla poltrona e mi sedetti sulle sue ginocchia.

Sapevo bene ormai che effetto facessero a entrambi questi momenti di vicinanza … le coccole non si sapeva mai come potessero finire … questo succedeva ormai da più di tre mesi, con la massima tenerezza e complicità da parte di tutti vivevamo queste situazioni in modo disinibito e molto libero.
Seduta sulle sue gambe lo guardai negli occhi mentre lui mi scostava i lunghi capelli neri e ricci e intanto con l’altra mano mi porgeva il pacchetto di Marlboro aperto.
Quel gesto di accettazione della mia condizione di donna adulta e bisognosa di soddisfare le proprie voglie voleva dire tanto per me.
Allungai due dita e ne presi una sfacciatamente mettendomela subito tra le labbra tumide.
Lui da perfetto gentleman mi porse la fiamma dell’accendino ed io vi tuffai la punta della sigaretta aspirando subito e sentendo la boccata farsi strada nel mio petto con infinito piacere e sollievo; io di solito fumavo sigarette molto più leggere e sentii subito l’effetto della nicotina nel mio corpo.
Mi appoggiai col fianco sul petto di papà, fumando trasognata, gustandomi quei momenti intimi con il massimo del piacere.
Dalla sua posizione, abbassando semplicemente lo sguardo, papi poteva vedere il mio petto premere la sottile stoffa della vestaglietta, i capezzoli rizzarsi a cercare lo strofinio del suo corpo.
Una boccata di Marlboro ne seguì un'altra, sempre più profonde, sempre più goduriose, a soddisfare temporaneamente il bisogno interno di calore e di piacere.
La sigaretta non era finita, era troppo forte per fumarla tutta e i brividi si stavano impossessando del mio corpo così papà la prese e la posò nel portacenere spegnendola.
Potevo alzarmi e tornare in camera mia.
Potevo far finta che fossimo una figlia ed un papà come tanti altri.

Ma non era così.

C’era tanto di più tra di noi, lo sentiva la mia mente e lo sentiva il mio giovane corpo ancora sconvolto dagli ormoni dell’adolescenza appena passata.
Mi accoccolai ancora meglio contro papà, il suo braccio che prima mi cingeva le spalle scese sul fianco tirandomi a sé.
I miei occhi neri catturarono i suoi, la mia bocca si dischiuse lievemente e la mia mano andò sulla sua nuca attirandolo a me mentre il desiderio si faceva struggente.
Le nostre labbra si sfiorarono giocando in un contatto che trasmetteva scariche di pura elettricità ai nostri corpi … piccoli bacetti che da giocosi e sbarazzini diventavano sempre più carichi di promesse sopite … visi che si piegavano e bocche che si aprivano ansimanti … e poi le lingue, a sancire definitivamente la torbida unione, intrecciandosi in un umido abbraccio …

Sapevo bene che quello era il punto di non ritorno.
Perché ci saremmo dovuti fermare, quale morale può impedire a due persone che si amano di unirsi e darsi reciprocamente piacere ?

Le sue mani forti avevano preso a sollevarmi la vestaglietta, svelando la mia pelle nuda e fremente al tocco delle sue dita.
Lo lasciai fare, rapita e lui sfiorò con le mani esperte i miei seni palpitanti … bastava così poco a farmi sciogliere … a farmi perdere ogni ultima remora morale … i capezzoli come scossi da un interno volere si gonfiavano al suo tocco sapiente e delicato e la mia bocca si apriva a sospiri impuri.

Papà mi aveva già amato diverse volte ma in situazione diversa, in mezzo agli abbracci della domenica mattina nel lettone, a fianco alla mamma che lo istruiva aveva preso la mia verginità dopo mille mie insistite richieste … ora era diverso, eravamo soli io e lui …

Mi sfilai completamente la vestaglia mentre lui palpava il mio seno e una mano si faceva strada all’interno della mia coscia posandosi sulla peluria setosa della mia intimità; un sussulto quando le sue dita lentamente sfregarono le mie grandi labbra, già madide di succo … mi guardò intensamente “lo vuoi fare Titti ?” “Si papi …” “allora da brava vai a prendere un profilattico, nel cassetto del comodino” “Non vuoi andare a letto ?” “No Titti, ti voglio qua”
Mi alzai e andai veloce in camera dei miei a prendere la busta con il profilattico … era iniziato tutto così, quasi per gioco, quando mia madre volle insegnarmi a mettere il profilattico ad un uomo, e chi meglio di mio padre per quel primo esperimento tre mesi prima …

Quando tornai nello studio papà era nudo, seduto sul divano in pelle; era un uomo molto bello, muscoloso il giusto e di carnagione bruna, molto alto; aveva il pene eretto già in mano e se lo masturbava lentamente … avevo capito quando mamma diceva che era il membro perfetto per la prima volta perché era abbastanza piccolo in realtà, almeno da quello che avevo potuto capire guardando certe foto e certi filmati su internet … ma era perfetto per la mia giovane e stretta patatina.
Mi misi a sedere a fianco a lui e lui mi baciò con ardore prendendomi la mano e mettendosela alla base dell’asta.
Io glielo strinsi sentendo il sangue pulsare nel suo sesso, caldo e fremente. Dalla punta fuoriusciva una goccia di nettare, la mamma mi aveva spiegato come quel liquido servisse a preparare la strada per lo sperma che sarebbe fuoriuscito in seguito al piacere e mi aveva spiegato come esso contenesse già una gran quantità di spermatozoi, per quello era molto importante mettere subito il preservativo prima di essere penetrate.
Presi con un dito quella goccia limacciosa e per la prima volta me la portai curiosa alle labbra e assaggiai quel sapore leggermente salato, per niente spiacevole.
“Papà … la mamma aveva detto che avrei potuto provare a baciartelo …”
“Certo tesoro … lo farai … ma non oggi … voglio che tua madre sia presente per ogni tua prima volta … ora mettimi il guanto”
Aprì la busta e tirai fuori il profilattico, lo posai sulla punta del suo fallo e lo svolsi lungo tutta la lunghezza, come mi avevano ben istruito a fare; mi stavo per sdraiare sul divano, pensando che papà volesse prendermi nell’unica posizione che fino ad ora avevo conosciuto cioè la missionaria … invece lui mi tirò a sè e mi fece mettere a cavalcioni su di lui.
Il suo pene durissimo era posato contro la mia pudenda e lui mi abbracciò forte mordicchiandomi il lobo dell’orecchio “Titti, sarai tu stavolta a guidare le danze, prendilo dentro quando ti senti pronta … e poi muoviti come più ti piacerà … ascolta il tuo corpo amore di papà, e troverai il piacere …”
Lo volevo, lo desideravo subito, ero fin troppo pronta, mi sentivo tra le gambe come se mi fossi pisciata addosso, i seni gonfi nella sua bocca … sollevai un poco il bacino e portai una mano sotto … non ero abituata, le altre volte faceva tutto lui … ma naturalmente l’istinto del coito ebbe la meglio e quando glielo presi tra le dita sapevo benissimo il movimento che avrei dovuto fare per lasciarmi penetrare da lui …
Così sentii la cappella farsi strada dentro il mio ventre, e mi gustai con gemiti assortiti la sua salita lenta nella mia stretta caverna … ero forse ancora più eccitata delle altre volte, tant’è che papà scivolò agevolmente in me ed io rimasi per qualche secondo semplicemente impalata su di lui, a gustarmi le sensazioni … poi come un animale cominciai a muovermi su di lui, guidata semplicemente dai messaggi provenienti dalla mia vagina.
Non conoscevo così bene il mio corpo da prolungare indefinitamente il piacere senza esplodere e così mi muovevo come un’ossessa alla ricerca dell’esplosione orgasmica … dovevo ancora imparare che il tragitto è almeno importante quanto la destinazione … e così dopo solo tre minuti dall’inizio della penetrazione il climax mi travolse e urletti di goduria mi uscirono dalle labbra mentre sentivo i muscoli della vagina contrarsi contro l’erezione di papà.

Mi stavo rilassando … ero così presa dal piacere che non mi ero accorta che papà non era venuto a sua volta … ero stata troppo veloce per lui … Lui mi leccava i seni congestionati poi mi prese il viso tra le mani e mi baciò con lussuria e tenerezza insieme “Adesso Titti aspetta pochi secondi … prendi fiato … e poi sentirai che potrai subito ricominciare … e venire ancora ed ancora …”
Così come niente stavo per scoprire se ero multi orgasmica o no.
In realtà mi stavo accorgendo che l’eccitazione dopo che ero venuta la prima volta non si era placata, sentivo come se il mio ventre aspettasse solo che io ricominciassi a muovermi per riprendere un’altra salita verso la vetta del piacere … e così feci, mentre papà rimaneva perfettamente duro e piantato dentro di me ricominciai la danza oscena dei miei fianchi e della mia schiena, ma questa volta con meno frenesia, consapevole e più presente, anche nei confronti del mio partner incestuoso, che baciavo di continuo porgendogli le mie mammelle da ciucciare … e così ebbi modo di concentrarmi anche sul piacere che mi provocavano le sue stimolazioni dei miei capezzoli, che si ergevano orgogliosamente come due lamponi maturi … mi muovevo con metodo, trovando e variando il ritmo, sfregando il pube e il clitoride contro il ventre di lui.
“Lo senti arrivare ? Senti che stai per godere ancora bambina mia ?”
“Si papi … è … così … bellooooooo”
Come uno tsunami che inarrestabile arriva da molto lontano stavolta il mio orgasmo fu molto diverso dal precedente, ondate di piacere consapevoli, lunghe e intense che dalla mia spina dorsale si irradiavano in tutto il corpo … ebbi modo anche di connettermi agli occhi di papà, che adesso prendendomi le natiche tra le mani mi spingeva su e giù sul suo membro pronto a schizzare la sua gioia … sentii i nostri corpi tendersi in un ultimo disperato spasmo prima di sciogliersi nel piacere finale … sentii anche il suo cazzo dentro di me pulsare … come mi sarebbe piaciuto farmi inondare dal suo piacere … ma per il momento il suo seme e la mia fica erano separati dalla sottile membrana di gomma del preservativo … un ultimo abbraccio poi lui mi fece sfilare dal suo sesso che stava perdendo vigore continuando però ad abbracciarmi con tenerezza …

“Titti ora vai a farti una bella doccia, tra poco arriva la mamma …”
“Va bene papi … ti amo tanto sai ?!? Posso raccontare tutto a mamy ?”
“Certo tesoro mio, lo sai che lei vuol sapere tutto …”