i racconti di Milu
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[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
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Note:
POCO DA DIRE, E' ANDATA COSì ANCHE SE NON MI PAR VERO
Note dell'autore:
NON CI CREDO, NON VOGLIO CREDERCI MA CI PROVO
Ero certo, quasi certo si trattasse di una burla, anzi, di una autentica presa per il culo. Quei due miei compagni di università...neanche ci piacevamo troppo. Ciao e poco altro...arrivo comunque tutto in tiro nonostante temessi di essere accolto da risate o da gente incazzata. I complicati contatti attraverso diversi siti stranieri ed ultra complicati con l' ingegnere non mi avevano permesso di avere certezze ed una speranziella c' era, ma solo una speranziella. Rinunciare quindi mi spiaceva...

La casa semicentrale è una casa qualsiasi, l' ultimo piano, un appartamento ben arredato da quel poco che vedevo ed un uomo, un uomo normale, sui quarant'anni ed anche meno, serio, non poco accigliato, preoccupato quanto me.

Lei dottore, ma lo fermo subito, quasi dottore; lo sarò tra due esami e la tesi che sto finendo. Per ora sono il signor Verdi, nome che suppongo immagini non sia il mio come Rossi non è il suo. Un cenno di assenso. Quindi è veramente uno studente! Certo, rispondo, lei invece ingegnere lo è già. Un altro leggero cenno di assenso.

Dopo qualche altro chiarimento si allontana tornando con la moglie. Una bella donna più giovane di lui, treant' anni circa e forse meno, quasi una da foto di pubblicità per l' intimo femminile ma comunque non è questo il punto. Il marito per ragioni che non spiegano se non come "un incidente", nonostante tutte le cure non è più in grado di fare la sua parte a letto e la moglie è caduta in depressione e peggio. E' tutto quello che so. Mi spiegano che la psicologa che la ha in cura ha suggerito più o meno apertamente di farsi un amante, di cercare qualcuno che in quello faccia le veci...

Non ci dilungheremo sul perchè ma vogliamo quello che sa, mi dice l' ingegnere. Esigiamo discrezione assoluta ovviamente. Temevamo lei fosse...un professionista e questo ci preoccupava, temevamo che un professionista fosse poco affidabile. Continua spiegando alcuni dettagli ai quali non aveva accennato su internet e la cosa mi deprime.
Vogliono una speci di robot. Schiacci il bottone e lui monta la signora. Scuoto il capo.
Non funziona, intervengo, e vi spiego il perchè. Non sono una prostituta, anzi un prostituto, nè sua moglie la cliente di uno che lo faccia di mestiere. In poco tempo mi disprezzereste ed io vi detesterei.
E' la natura umana. Lei ingegnere guarderebbe la cosa con crescente fastidio e pure la signora...certamente non ne trarrebbe i vantaggi che la psicologa auspica.

Amici dice allora? Essere amici?

Non credo, non so, è però indispensabile un tipo di rapporto di qualche tipo anche se inconsueto, non so quale e certamente la peggior forma di rapporto sarebbe quella che avevate supposto. Li guardo speranzoso che siano loro a togliere le castagne dal fuoco, sono convinto comunque di avere ragione. Una idea ce l' ho ma certo non oso per ora tirarla fuori.

I due tacciono, si guardano e lei sta per dire qualcosa prevenuta però dal marito. Ma la discrezione comincia a dire... Quella è naturalmente, dico io, fuori discussione nel senso che è ovvia. Si tratterà solo di definirne le modalità. Non è questo il problema, gli rispondo,

Un silenzio che dura forse solo secondi ma eterni. Io taccio benchè molto interessato sia perchè la signora è attraente ed all' apparenza anche intelligente sia per il non poco denaro in ballo. Amicizia? Chiede lei titubante. Ma no! In un quadro amichevole io sarei il marito compiacente, replica lui. Ma perchè reputa...dice, rivolto a me, che non possa funzionare? Però, ricomincia dopo un attimo, forse ha ragione. Faccia lei una proposta. Che siano entrambi esitanti è naturale.

Vediamo insieme, propongo io, facciamo conto che il resto del mondo non esista, anzi non deve esistere. Se la signora si comporta come una moglie...fedifraga celandole i nostri inconti, dopo poco lei comincia a chiedersi dove sia tutte le volte che esce con una amica o solo per fare la spesa. Che la signora lo faccia alla luce del sole, per lei solo, è ovvio, sarebbe la cosa migliore ma comporta altri problemi, anzi gli stessi problemi connessi alla natura umana. Ho una sola proposta ma è inusitata. Non oso quasi proporvela.

Insistono tanto che alla fino calo l' asso che tenevo nascosto fin dall' inizio senza sperarci per niente. Sarebbe il massimo risultato, per me solo però e sia pur con qualche titubanza mi spiego.

Ma come, dovremmo diventare suoi schiavi? No, non schiavi ma succubi replico. E spiego il perchè...

...di conseguenza, nel vostro intimo, in fondo al cervello, non sareste colpevoli di nulla. Non avendo il diritto di rifiutarsi a me lei signora resterebbe una moglie fedele. Dovendomi ubbidire, succube anche lei, ingegnere, non sarebbe un marito compiacente nè potrebbe mai rinfacciare nulla a sua moglie. Letteralmente allocchiti. Eppure sono persone colte...ma non è semplice contraddirmi su questo. Pensateci se volete e per il tempo che vi serve ma in questi casi se ci si ragiona su troppo...

Mi meraviglia la decisione di lui, quasi improvvisa. Per me va bene, per te cara? Tra noi due la esperta di psicologia comportamentale sei tu. Per me...ma di fatto non c' è differenza tra schiavo... si, ma se lei volesse batterci...torturarci?

Lo farei, entro certi limiti ma lo farei se da succubi lo accettaste. Il sorriso però allevia il concetto che esprimo. E' un rapporto che col tempo può mutare profondamente, trasformarsi in una amicizia complice, ma a tre e solo a tre.

Vi lascio soli per qualche minuto. Dovrei... il bagno per piacere. Poi vado a fare due passi, il giro della casa e prendo un caffè, mezz' ora se vi basta. Quando esco dal bagno sono passati solo pochi minuti e la signora non c' è.

Abbiamo già deciso. Faremo come dice lei, ci proviamo almeno e Matilde sta facendo il caffè. Qualche altro minuto in silenzio e la signora arriva col vassoio del caffè che sorseggio teso anche se cerco di non darlo a vedere. Ed adesso cosa cavolo faccio?

Di fatto, solo accettando la mia proposta, sono diventati due succubi. Hanno almeno fatto il primo passo per diventarlo sul serio. Possono però rinunciare...di qui la differenza tra schiavo con le antiche conseguenze giuridiche ed un succube che ha legami non giuridici ma psicologici e fino a qualche anno o decennio fa, almeno talvolta anche rilievi penali: reato di plagio per la precisione. Li osservo a lungo, in silenzio. Sono tesi come corde di violino e lo sono pure io. Una parola sbagliata e va tutto a puttane. Vorrei rimandare ma il ferro va battuto ora che è caldo, devono subito trovarsi oltre ogni possibile ripensamento.

Quindi...entrambe mi chiamerete Padrone. In privato ovviamente. Concorderemo poi i nostri comportamenti pubblici, se mai ci saranno e che non devono tassativamente essere diversi da quelli normali, di tutti, tutti i giorni. Con questo voglio rassicurarli ma devo andare oltre.
Per il resto mi ubbidirete, in tutto, senza esitare. Vorrei una risposta immediata. Ovviamente non avrò accesso ai vostri beni o altro.Lo dico con un tono leggero che al tempo stesso nel contesto non consente rifiuti, fissandoli a braccia conserte.
Si, va bene dice poi lui sorprendendomi per la subitaneità della decisione, seguito dalla voce di lei che a voce più bassa ripete le stesse parole.

Va bene cosa? Ho alzato lievemente la voce ed il tono cerco sia un poco tagliente e contemporaneamente sorrido. E' lei che capisce per prima. Si Padrone. Il marito la guarda sorpreso e solo poi la imita. Si Padrone.

Se vogliamo che questo trucco psicologico funzioni dovete immedesimarvi nella parte, farla vostra come io la farò mia. Da sole non bastano le azioni come da sole non bastano le parole. Siete daccordo? Tu sei daccordo? Mi sono rivolto esplicitamente alla donna che risponde immediatamente. Con mia meraviglia neppure la risposta del marito tarda. Si Padrone.

Sono io ora ad avere paura, ad esitare, ma bisogna saltare il fosso e subito, prima che possano ripensarci. Devo scoparmela subito, adesso, davanti a lui.

Voi non credo abitiate qui, non aspetto la risposta e proseguo, ne potete disporre per quanto? Ho chiaramente rivolto la domanda a lui e son soddisfatto che mi risponda subito. Non so, per sempre volendo...Padrone. Benissimo allora, mostratemi la vostra camera da letto. Prima fatemi fare il giro della casa.

Devono essere più che benestanti, tutto quello che vedo lo dimostra. Non ci abitano stabilmente però e si vede. Grande ma non tenuta con la cura necessaria, bei mobili ma talvolta scompagnati. Un terrazzo notevole ma tenuto malissimo anche questo, con piante moribonde...la stanza da letto invece è notevole. Mi guardano attenti, ancora non hanno capito.

Mia cara, il nervoso fa sudare, penso che una rinfrescata non ti spiaccia. E rivolto al marito. Noi due useremo il secondo bagno. Vammi a prendere la borsa per piacere. E tu, cara non farci aspettare. Hai 15 minuti. Vedo che controlla l' ora e ne sono soddisfatto. Sta entrando meglio del marito nella sua parte.

Quando ci ritrovimo in camera da letto troviamo Elisabetta, ma devo trovare un nome più corto, che ci aspetta. Si alza dalla poltrona, pallida, poi arrossisce notando il mio sguardo che la avvolge valutandone gli indubbi pregi. Una occhiata al marito che educatamente sta un passo dietro me. Anche per lui devo trovare un nome più corto, diverso. Un attimo fa dopo la doccia gli ho tastato il pene moscio ratrappito, normale, forse più piccolo del normale...lui prima ha quasi reagito poi ha chiuso gli occhi serrando il labbro inferiore tra i denti...c' è caso che ti si rizzi e ti faccia fare una sega da lei o chissà forse sarai in grado col tempo di farti fare un pompino, forse persino scopare...col mio permesso.

Temevo reagisse male, invece china la testa, arrossisce...seguimi, nudo come sei.

Io indosso il chimono ritirato per caso dalla tintora che era di strada.
Preparamela, spogliamela. Faccio una fatica enorme a non mostrare quanto sia teso, incerto ed anzi impaurito. Lei arrossisce ed impallidisce in rapida successione. Se sto zitto perdo tutto, quindi...sei sordo? Sono entrambi immobili. E' finita penso, invece la donna china il capo, lo rialza, forse tra i due c' è un colloquio muto, da vecchia coppia che mi sfugge, ma si muovono.

Seduto sul divano li osservo incerto ancora, incredulo. Per essere uno scherzo sono andati certo troppo oltre...ora sono nudi entrambi ed ubbidendo alle indicazioni le lega i polsi alla testata con alcuni foulards causalmente piegati sull' altra poltrona, idem le caviglie ai piedi del letto. Unaltro fazzoletto le copre gli occhi. La bambagia nelle orecchie arriva dal bagno. E' stesa, immobile. Non vede e non sente più di tanto. Lui ha i polsi legati alla altezza del petto.

Vieni, siediti qui che ti faccio...faccio cosa mi chiedo? Però sono a gambe aperte ed ho il cazzo ben teso sulla riga del culo maschile, la prima volta in vita mia, e gli meno lentamente il cazzo floscio ma forse meno floscio di poco fa. Vedrai che già da oggi forse ti tirerà un poco. Prima o poi...chissà?
Di fazzoletti di tutti i tipi sembra ne abbiano quantità industriali. Gli blocco le ascelle e quindi il busto al telaio della poltrona avvicinandomi poi al letto.
Note finali:
Pura fantasia ma tratta in minima parte da un fatto accaduto non a me. Mi è però difficile entrare nelle parti che riguardano la psicologia delle nostre dolci compagne. Se una lettrice nell' anonimato che il mezzo consente volesse collaborare le ne sarei grato. Dividendo ovviamente meriti e demeriti.