i racconti di Milu
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Note:
Scritto sotto forma di diario, le date non appaiono perché non sono importanti. Importanti sono i pensieri di Adele che vengono riportati.
Caro diario, non sto più nella pelle. Ti ho sempre detto tutto, ti ho confidato i miei pensieri più puri……. e anche quelli meno puri   . Ti ho parlato dei miei primi approcci con i ragazzi: la mia prima sega, la prima volta che ho permesso a un ragazzo di toccarmi sotto le mutandine, il mio primo pompino e quando ho perso la verginità. Ti ho anche confidato della mia insoddisfazione, di come i rapporti col mio ragazzo mi lascino sempre con una voglia dentro, del mio bisogno di avere di più. Tu solo sai quanto avrei voluto avvicinarmi al bel professore di matematica, sentire le sue mani sul mio corpo, avere finalmente un uomo maturo e non un ragazzo egoista che pensa solo a sé stesso.

La mia maledetta timidezza mi ha impedito di farmi avanti con lui e me ne pento dopo aver saputo quel che ha fatto Stefania.

Tu sai che è la mia migliore amica, sai anche quanto mi piaccia carezzarla e farmi carezzare da lei. Lo facciamo da tanto ormai: è cominciato come un gioco per conoscerci meglio e ancora oggi, ogni tanto, ci carezziamo insieme. E’ il nostro segreto e lo sai solo tu.

L’altro giorno è successa una cosa incredibile.

Stavamo chiacchierando di vestiti e la vedevo euforica, con un sorriso felice sulle labbra mentre in camera sua lei si svestiva e rivestiva chiedendomi dei pareri sugli abiti.

- Ti sembra diverso? –

Mi chiese voltandosi e mostrandomi il culetto fasciato dai jeans.
Stefania ha un bel culetto devo dire, e mi aveva confidato di aver voglia di provare a farlo dietro. Mi aveva anche detto del tentativo fallito con Luca e pensavo le fosse passata la voglia…….. invece.

- Diverso da cosa? –

Le chiesi senza capire cosa intendesse

- Diverso da prima……… l’ho fatto –

Capii e balzai in piedi dal letto dove ero seduta afferrandola per le spalle e scuotendola eccitata a mia volta. Anche io sono curiosa di sapere cosa si prova a prenderlo dietro, le amiche ne parlano a volte bene e a volte con schifo, però ho troppa paura di provare dolore per farlo e sapere che Stefania l’aveva fatto, che poteva dirmi com’era……. insomma ero contenta per lei e non vedevo l’ora di farmi raccontare.

Si è tolta i jeans e, con i soli slip, si è guardata ancora allo specchio muovendosi con aria languida prima di accoccolarsi sul letto al mio fianco e cominciare a narrare.
Le vedevo gli occhi brillare, la sua voce farsi più roca mentre mi raccontava di “lui”, un uomo più vecchio di noi due, di come l’aveva preparata prima con un clistere e poi mangiandole la micina fino a farla godere, e poi ancora il dito esploratore, il lubrificante.

- Capisci Adele? Lo sentivo trafficare con il mio buchino e non vedevo l’ora che me lo mettesse dentro. Non sentivo male e nemmeno fastidio, ero talmente eccitata che mmmmhhhhhh mi torna la voglia solo a pensarci –

E infatti Stefania ha messo la mano sotto le mutandine e ha preso a toccarsi mordendosi il labbro. Caro diario, ti devo confessare che mi sono eccitata anche io a vederla così in estasi mentre raccontava. Ho immaginato di essere al suo posto, di sentire le mani di quell’uomo su di me che mi toccavano, mi penetravano, mi aprivano riempiendomi di piacere. Ho cominciato a toccarmi anche io incitandola a andare avanti col racconto:

- Quando me l’ha appoggiato sul buchino quasi svenivo dalla voglia. Finalmente stavo per provare a prenderlo lì, e tu non sai quanta fatica mi era costato convincerli… convincerlo a farlo. Ho trattenuto il fiato quando ha spinto e ho sentito il mio ano che si apriva, ho anche urlato per la sorpresa. Ho cercato di rilassarlo come mi aveva detto perché sentivo un po’ di fastidio, ho spinto e l’ho sentito entrare un po’ di più. Mi sentivo tesa Adele, il mio buchino lo immaginavo dilatato da quella spada di carne dura e cominciavo a avere un po’ paura. Però quando mi ha messo la mano sulla patatina e mi ha accarezzato…….. Oh Adele, è stato come se avesse toccato un interruttore….. mmmhhhhh ……. ho sentito una scarica elettrica attraversarmi tutta….. mmmhhhhh….. toccami Adele, toccami e io tocco te……aaaahhhhhhh………. Gli ho tolto la mano e mi sono toccata da sola, come piace a me e l’ho sentito entrare tutto….. ohhhhhh…….. Mi piaceva Adele, mi piaceva tanto. Quando ha cominciato a muoversi non ho capito più niente……. Mmmhhhh……. Mi sentivo piena come mai ero stata e godevo, godevo, godevo……… non riuscivo a stare ferma mmmhhhhh aaaahhhhh, sì, toccami lì…… mmmhhhhhh e quando lei mi ha bloccato le braccia mi sono abbandonata incitandolo a fare più forte, a spingermelo fino in fondo……. aaaahhhhhh NO, Adele, continua… continua ti prego, non togliere la mano….. –

Caro diario, ero sì eccitata perché Stefania mi stava scopando con due dita ma non ero certo “partita” come sembrava lei. Non mi era sfuggito l’accenno a una terza persona, a una lei:

- Chi è che ti teneva le braccia? Chi era lui? –

- No mmmhhhhhh……… non posso dirtelo…….. ti prego Adele fammi ancora……sto per venire…… -

Avevo smesso di toccarla e le impedivo di toccarsi da sola, la vedevo con la faccia sconvolta, gli occhi spalancati, le labbra con un filo di saliva che colava. Volevo sapere tutto, anche quello che mi voleva nascondere. Le riportai la mano alla micina sfiorandole il clitoride.

- Ti faccio venire se mi dici chi è lui Stefania –

- Non posso Adele……. AAAAHHHHHHH, SI, TOCCAMI LI’….mmmhhhhhhh .
Adele non posso dirtelo, ti prego……… mmmhhhhhhh ti racconto tutto ma non posso dirti chi è…. Aaaahhhh mmmmmhhhhh……… quando mi è venuto dentro l’ho sentito e io stavo ancora godendo, poi il suo seme caldo sulla mia schiena quando l’ha tolto….. era bollente sulla mia pelle…… mmmmhhhhhh ti prego continua…….. –

Immobilizzai la mano, due dita dentro di lei, il pollice sul clitoride.

- Dimmi chi è Stefania…… ti faccio godere se me lo dici……. DIMMI CHI E’…..-

- MMMMMHHHHHH……. No, ti prego……. Muovila, muovi la manoooooo……… mhhhhhhh sto per venire…….. sto per venire……… Adele muovila MUOVILAAAAAAHHHHH .
Mmmmmhhhhhh………. PAPAAAAAAAAA’, E’ STATO PAPAAAAAHHHHHHHHH……. OOHHHHHHHHHH GODOOOOOOOOHHHHHH!!! –

Caro diario, la sua confessione in pieno orgasmo mi ha sconvolta. Suo padre lo conosco, l’ho visto bene un giorno in piscina, sì quel giorno con quella troia di Giuseppina che poi Stefania mi ha raccontato quel che ha fatto col fratello. E’ un figo della Madonna, si vede che è un uomo e non dimostra molto più di noi…….. e poi gli ho visto il costume gonfiarsi quando quella troia è uscita col costume trasparente, praticamente nuda davanti a tutti.

Ho continuato a muovere meccanicamente la mano e ho fatto godere Stefania. Povera stella, non ce la faceva veramente più ma non mi pento di essere stata cattiva con lei. Tra amiche non devono esistere segreti, e uno come questo poi.
L’ho guardata ridotta come uno straccio e ho pensato a me, lei aveva smesso di toccarmi così ho fatto da sola e mentre immaginavo che Arturo, suo padre, stesse inculando me, mi sono messa un dito nel buchino. Caro diario, non mi ha fatto male, anzi, era una sensazione strana ma piacevole e mi ha fatto godere in modo diverso da quando mi tocco da sola.

Non è finita caro diario. Ho costretto Stefania a raccontarmi tutto per filo e per segno, non ha saputo dirmi di no e ora so che quella piccola troietta si è fatta rompere dal padre con l’aiuto della madre. Sì perché era presente anche lei e era lei a tenerle le braccia come le era sfuggito. Non solo, i suoi genitori fanno delle orge a quattro con i suoi zii. Veramente è stata una sorpresa per me e, lo dico solo a te, un po’ sono invidiosa. Stefania è riuscita a avere un uomo maturo. Poco importa che sia suo padre e come ha fatto, in più ha provato dietro e da quel momento continuo a pensarci anche io.

Ho deciso, se Stefania ci è riuscita con suo padre perché non posso riuscirci io col mio? Non è figo come Arturo ma nemmeno è da buttare. Devo fare in modo di restare da sola con lui.
Caro diario, sono sempre più eccitata. Ho cominciato a girare per casa più discinta del solito, facendo in modo che papà mi vedesse quando, per esempio, mi chinavo indossando solo l’intimo; oppure uscendo dalla doccia con l’accappatoio aperto o entrando all’improvviso in bagno quando c’era lui. Ho potuto vederglielo e non è piccolo. Fremo al pensiero di quando me lo metterà dentro perché so che lo farà. Già mi guarda con occhi diversi, lo vedo quando pensa che non lo guardi; vedo la patta dei pantaloni che si gonfia quando sono vicino a lui. Lo sto eccitando e mi eccito anche io a farlo.

Stefania mi ha detto di aver provato a farlo con Luca e che questa volta è andato tutto liscio, senza sentire dolore. Però non è soddisfatta, dice che non è la stessa cosa della prima: non sa perché ma pur godendo il piacere è minore. Io ho cominciato a prepararmi il buchino: quando mi tocco mi metto sempre un dito dietro, ho provato anche con un grosso pennarello e mi piace. Sì, mi piace, mi fa sentire porca e mi sento porca anche quando sto con Stefania e la lecco. Sì perché adesso non ci basta più toccarci e ce la lecchiamo. Veramente sono stata io a cominciare, lei non era molto convinta ma oramai fa quello che voglio io, come un cagnolino obbediente, e quando l’altro giorno, lei a quattro zampe e io dietro perché volevo metterle un dito nel culetto oltre che nella micia, ho tolto le dita e ci ho messo la lingua (non so perché l’ho fatto, mi andava di farlo e l’ho fatto), ha protestato solo un istante e non ha fiatato quando le sono scivolata sotto sbattendole la micina in faccia. E’ stato bello, più che con le dita, ma non mi basta perché è da quel giorno che mi sento sempre un bollore.

Ah, ho lasciato Mirko. Troppo geloso. Dice che da qualche tempo faccio la smorfiosa con tutti. Forse non ha torto, in verità mi accosto più del solito ai ragazzi e soprattutto agli uomini, ma ti giuro che non ci ho fatto nulla, solo qualche battutina, magari ho ancheggiato più platealmente ma non ho fatto nulla con nessuno. Non voglio un ragazzo ora, voglio il cazzo duro di un vero uomo.