i racconti di Milu
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Dopo che Carmen e Sara erano uscite dalla mia vita ho avuto delle storie con signore sposate o separate non particolarmente interessanti. Anche perchè, l’esperienza con Sara, ed in modo differente anche quella con Samanta, mi hanno abituato ad una certa partecipazione da parte delle mia compagne. Se trovavo partner scostanti, pretenziose o fredde mi smontavo in pochissimo tempo. A fine gennaio Alessandro, mio figlio che lavora in Lussemburgo, mi chiede se la sua fidanzata può essere mia ospite per sei settimane. Vuole seguire un corso di progettazione al computer per cercare di trovare finalmente quel lavoro che cerca da tempo. Qui facciamo una precisazione, se uno non trova lavoro in Lussemburgo è perché non vuole lavorare oppure ha aspettative che eccedono la sua preparazione. Un lavoro da commessa, cameriera, impiegata lo trovi ad ogni angolo. Letteralmente. Lei voleva lavorare in qualche studio di progettazione edilizia. Se non aveva ancora trovato evidentemente non era sufficientemente preparata, sicuramente non è un problema legato a come si presenta esteticamente.
Chi la vede non può non restare impressionato: oltre centosettanta centimetri, gambe lunghe, snelle e dritte. Carnagione scura, capelli neri ed occhi neri, da gatta, leggermente allungati. Bocca carnosa, naso perfetto. Un seno proporzionato ed un culo che parla tanto è bello. E’ da tre anni fidanzata con Ale e da un anno convivono. Ho avuto molte occasioni di vederla in costume ed è veramente bella. Ma non è un’aquila, ha una voce infantile, con una risata sciocca che peggiora l’effetto di quello che dice. Ha avuto un’infanzia non facile, il padre è andato via di casa che lei era molto piccola e la madre ha dovuto lavorare come commessa per mantenerla visto che l’ex marito non la aiutava. E’ stata una bimba un po’ trascurata, poco seguita.
Si è attaccata ad Ale, che è un bravissimo ragazzo, in modo morboso. Da un anno convivono ma Ale vorrebbe fosse più intraprendente, è sicuramente stato lui a spingerla a frequentare questo corso. Per me non è un problema ospitarla, dormirà nella camera di Ale. Non potrò portare a casa la mia amante del momento ma, in verità, ne sono già stufo. E’ una bella signora di quarant’anni, divorziata e con una figlia che vorrebbe dividere con me i suoi problemi. Cosa che non voglio assolutamente; con la scusa della presenza di Elisa diraderò gli incontri per far raffreddare la cosa. A letto, oltretutto, non mi soddisfa, qualunque cosa le chieda sembra che sia un depravato.
Il venerdì arrivano Elisa ed Ale, io vado a prenderli all’aereoporto. “Ciao Carlo, come stai? Eh eh” mi chiede lei ridendo. Ma cosa ti ridi, penso. Ma, in fondo l’importante è che renda felice Ale. Mi sono sempre chiesto come sia nell’intimità. Così sciocchina non credo sia una super amante. Baci e abbracci, andiamo a casa. Il fine settimana trascorre tranquillamente, lei lunedì inizia il corso che la occuperà tutte le mattine ed Ale domenica sera riparte per tornare al lavoro.
La prima settimana trascorre senza sorprese, è una brava ragazza ma non sopporto il suo tono di voce ed anche il modo di fare non mi entusiasma. Non mi aiuta neanche a preparare i pranzi, tanto che ad un certo punto le assegno dei compiti: io preparo il cibo e tu apparecchi e sparecchi. Lei accetta contenta di potersi rendere utile e cerca anche di imparare almeno qualche nozione base di cucina. Forse le è solo mancata una guida. Lei non esce mai di sera, neanche nel fine settimana. Esce di pomeriggio, ogni tanto per studiare con i compagni. Alla sera guardiamo la tv insieme e facciamo quattro chiacchiere. Lei indossa dei pigiami quasi infantili ma quelle gambe scoperte e quel culetto duro mi colpiscono lo stesso. Io al mattino la sveglio e le preparo la colazione, lei prima di uscire sparecchia. Almeno quello!
Anche la seconda settimana scorre veloce, nel fine settimana io vado a Parigi a trovare Giulia, mia figlia che ha trovato da poco lavoro in Francia. Elisa resta sola in casa dal sabato mattina al lunedì mattina. Quando rientro, posando la mia sacca nel ripostiglio dove sono montati i dispositivi di registrazione che ho descritto nei racconti precedenti, noto una luce lampeggiante. In camera mia sono state registrate due ore di filmato. Cazzo!! Sono curioso, Elisa è fuori ed io guardo la registrazione sul monitor dell’impianto.
Il sabato mattina, subito dopo che io sono uscito, Elisa è entrata in camera mia, ha tirato giù le coperte e si è distesa sul letto strusciandosi ed annusando il mio odore. Cosa cazzo succede? Cosa vuol dire? Il tutto dura quindici minuti compreso il rifacimento del letto. Ci sono ancora oltre cento minuti di registrazione.
Al pomeriggio Elisa è entrata di nuovo in camera mia per cercare qualcosa nell’armadio, cazzo ha aperto i cassetti ed ha trovato i miei giocattoli. Li ha posizionati sul letto: palline vibranti, palline anali, vibratore a forma di fallo e vibratore “rabbit” per la doppia stimolazione. Apre le confezioni e legge. Il Rabbit la incuriosisce, scalcia calzoncini e mutandine e si appoggia con la schiena contro la testiera del letto. Non lo sa ma è di fronte ad una delle tre telecamere, quella che sto visionando ora. La figa è ornata da un triangolino di peli corti e curati. Si avverte il rumore del vibratore acceso e si vede che lo introduce dentro di se, lentamente. Aumenta la velocità di vibrazione, lo estrae e lo lecca. Però, niente male. Lo infila di nuovo dentro di se, questa volta arriva fino al punto in cui il secondo stimolatore le massaggia il clitoride. Lavora freneticamente con i comandi aumentando la velocità e muovendo il vibratore in modo che le tocchi internamente anche il punto G. Impiega alcuni minuti a raggiungere un orgasmo che la fa tremare e saltare sul letto. Poi abbassa la velocità e si distende per riprendersi. Si stira come una gatta che fa le fusa. Forse come amante non è così male. E mancano ancora sessanta minuti di ripresa!
Sono eccitato, guardo l’ora. Elisa potrebbe tornare dall’università, poi ricordo il messaggio sul frigo: “Ciao Carlo, torno dopo pranzo, per le quattro. Buona giornata.” Ho il tempo di finire di vedere la registrazione. Il timer indica le 20 e 13 del sabato. Elisa incuriosita ritorna nella mia camera da letto. Toglie dal cassetto nell’armadio il vibratore a coniglietto che tanto la ha divertita al pomeriggio e le palline anali. Le osserva e legge le istruzioni d’uso, si spoglia completamente. E’ veramente bellissima! Solleva il copriletto ed entra nel bagno, ne esce con un flacone di olio per il corpo ed un asciugamano. Si posiziona sul letto e bagna d’olio le palline quindi solleva le gambe portando le ginocchia all’altezza del petto, ed inizia ad introdurre la prima, la seconda e la terza pallina nel culo. Non ho la possibilità di avvicinare ulteriormente l’immagine, la scena è arrapante. Lei si lamenta a bassa voce. Gioca con le palline infilandole ed estraendole, non credo sia la prima volta che le usa. Vedo che ormai le ha inserite tutte e sei dentro di lei. E’ completamente sdraiata, con le gambe sollevate e strette al petto. Ora che le palline sono tutte dentro ritorna con i piedi sul letto, ginocchia piegate e cosce spalancate. Prende il vibratore ed inizia ad introdurlo dentro la figa, fino ad arrivare al punto in cui le “orecchie” le massaggiano il clitoride. Cosa darei per essere io in mezzo alle sue gambe, a leccarla, sono eccitato. Si sente il ronzio del vibratore, poi lei inizia a smaniare. Prende il cuscino e lo mette sulla bocca e si lascia andare ad un urlo di cui percepisco pochi frammenti smozzicati: “…DOOO, SIIIII…………………, ZZOOOO, ……., BE…… ,CA ….., …..PAMI, ….RLO FOTTI….” Il corpo è scosso dai tremiti. Allontana il vibratore e lentamente si riprende. Quando prova ad estrarre le palline ad ogni singola pallina emette un singulto fortissimo. Tanto che dopo il primo li annega nel cuscino. Resta sdraiata alcuni minuti, quando si alza, nonostante l’asciugamano, sul lenzuolo azzurro è presente una grossa macchia scura. Evidentemente il flusso dei suoi umori è stato molto abbondante. Il resto della registrazione si riferisce ai suoi tentativi di mascherare la macchia con poche capacità e meno successo. Vado in camera, disfo il letto e osservo il lenzuolo su cui troneggia un alone gigantesco. Sorrido.
Alla sera Elisa rientra molto rannuvolata, non parla e non emette le sue solite risatine. Che sia perché teme che io mi accorga del lenzuolo? Io ovviamente, taccio. Registrazione e lenzuolo sono un mio segreto e nessuno ne verrà a conoscenza.
I giorni seguenti trascorrono normalmente, Elisa ha recuperato il buon umore e la leggerezza abituali. Mi faccio aiutare ad utilizzare la lavatrice, se dovesse ricapitare un caso come quello dello squirt almeno può provvedere da sola!! Il venerdì sera arriva Ale e lei è felicissima. Insieme vanno in discoteca, vanno a cena, trascorrono un fine settimana molto piacevole. Lei non sembra avere incombenze di studio. Strano, penso. Il master termina tra tre settimane.
Il lunedì mattina mentre lei si reca all’università io accompagno Ale all’aeroporto, e lui mi parla: “Come vedi Elisa? La ho trovata strana, turbata. Hai notato qualcosa?”
“Veramente no. Sarà il corso, non la vedo molto motivata ed ora avrà paura del risultato?” rispondo
“Fammi un piacere, tienila d’occhio. Non vorrei ci fosse qualcuno che le fa il filo!” Ale è geloso, molto.
“D’accordo, la terrò d’occhio. Ma la sera non esce e quando è in università …. “
“Per piacere papà, seguila, guarda chi incontra di pomeriggio e di mattina. La nostra storia è ad un bivio, se lei si sistema potremmo sposarci. Ormai conviviamo da un anno. Ma non posso avere dubbi, devo essere sicuro che sia la donna giusta.” Mi spiega Alex accorato.
“OK” rispondo “farò del mio meglio. Spero di essere in grado”. Mi abbraccia, ora è più sereno.
La mattina successiva, dopo che Elisa è uscita per l’università, mi riguardo il video della sua performance. Mi sfugge qualcosa, non capisco perché ma la cosa mi sembra strana. Perché si è masturbata in camera mia? Cosa gridava nel parossismo dell’orgasmo? Le cose sicure sono che la situazione mi eccita e che Elisa è veramente molto bella. Esco e mi avvio verso l’università, proverò a seguirla. Arrivo alle undici ed entro in un bar vicino, lei uscirà all’una, o almeno così mi ha detto, controllerò e poi riferirò ad Ale. Dopo pochi minuti vedo entrare al bar Elisa con tre ragazzi. Forse compagni di corso. Io sono in una saletta rialzata, sopra il bancone da cui vedo l’ingresso dell’università e lei non mi nota, mi posizione in modo da non essere visto ed osservo i comportamenti. Tutto normale, parlano e ridono. Nel tavolo di fianco al mio due ragazzi fanno dei commenti: “Hai visto quella figa che è entrata? Quella nera di capelli. E’ nel mio corso. Ci abbiamo provati un po’ tutti ma sembra abbia un fidanzato all’estero da alcuni anni, e pare fedele.” L’altro risponde: “Peccato, assomiglia ad una delle mie porno star preferite, Marley Brinx. Mi piacerebbe veramente molto sbattermela!” e chiude il commento con una risata. Mi riprometto di verificare su internet se questa Marley assomiglia effettivamente ad Elisa (si, ho verificato ed una somiglianza nella figura e nei lineamenti esiste, solo che Elisa è più alta).
Poi entra un signore sui quarant’anni, giacca e pantaloni di velluto, aspetto da intellettuale. Si unisce ai ragazzi, probabilmente un professore. Vedo che è molto espansivo, da una pacca ad uno, una stretta di mano ad un altro, una carezza ad Elisa che si rabbuia. Poi sento che dice che è ora di iniziare la lezione, prende sotto braccio Elisa ed un ragazzo e si dirige verso l’uscita. Il suo braccio appoggia sul seno di Elisa che sorride in modo forzato.
All’una e qualche minuto escono dalla facoltà Elisa e due ragazzi, salgono su una cinquecento, dopo poco i fermano ed un ragazzo scende per prendere la metro. Io li seguo a distanza. Quindi scende un altro ragazzo che è arrivato a casa. Restano Elisa ed un ragazzo. Prendo la macchina fotografica che ho portato con me per ogni evenienza. Arrivati sotto casa mia parcheggiano nel controviale, io mi fermo subito prima, in un posto a lisca di pesce. Metto lo zoom al massimo e vedo, chiaramente il ragazzo chinarsi verso Elisa e baciarla sulla bocca. Lei resta immobile un istante, poi salta per staccarsi e corre via sbattendo la portiera dell’auto. Il ragazzo ride e riparte. Guardo le foto: Elisa ed il ragazzo da soli, lui si avvicina, labbra unite, labbra unite, labbra unite poi lei scappa. Sembra che il bacio sia durato un minuto, non due secondi. Ora cosa cazzo faccio??
Rientro un’ora dopo. Elisa indossa una camicia da notte di flanella, bianca. Si vede il segno di reggiseno e slip. La camicia copre metà coscia. Le gambe sono molto belle. Ha raccolto i capelli a coda di cavallo, si è fatta la doccia. Non è rilassata. Le chiedo: “Cia bella, come va? Tutto bene?”
“Ho un professore che mi fa ammattire. Gli ho mostrato il mio elaborato e non gli piace. Ma non capisco cosa voglia. Ed il suo voto pesa per il 30% del voto finale.” Mi risponde con tono nervoso, niente risatine oggi.
“Puoi chiedere ai tuoi compagni, magari ti aiutano a capire cosa modificare.” Le dico mentre preparo la cena.
“E’ un corso competitivo, le ragazze non mi parlano ed i ragazzi … non mi fido di loro” afferma.
“Qualunque ragazzo aiuterebbe una bella ragazza come te. Il problema può essere che magari lo fa per avere qualcosa in cambio” aggiungo con una punta di perfidia.
Lei arrossisce: “E’ vero, è meglio se me la sbrigo da sola.” Tronca il discorso.
La cena è silenziosa e nessuno ha appetito, le chiedo di sparecchiare e di far partire la lavastoviglie e vado in studio. Stampo cinque fotogrammi. Non mi interessa che si veda il momento in cui lei scappa. Ripenso al triangolino del suo pelo, chissà com’è morbido e profumato. La chiamo a voce alta: “Elisa, vieni un attimo”.
Le porgo le foto senza una parola, lei sbianca. “Ma io non c’entro, lui ha cercato di baciarmi. Io sono subito scesa dall’auto….” Cerca di scusarsi. Io taccio. Il silenzio è totale, attendo, la voglio cuocere a fuoco lento. “Bambina mia, io sono in grande difficoltà. Ale mi ha detto che tu eri strana nel fine settimana e mi ha pregato di occuparmi di te. Io vengo a prenderti all’università e trovo …. Questa situazione. Sono in grande difficoltà!! Ale ti ama e soffrirebbe molto. Ma come faccio a non dirglielo?” lei piange, continua a scusarsi. La guardo piangere e balbettare per un quarto d’ora. Senza dire una sillaba.
“Ora vado a dormire, ci penserò su. Buona notte” e la saluto lasciandole le foto. In camera invio alla tivù sulla parete la registrazione di lei che si struscia sul letto e quella dell’orgasmo. Sento che mi sfugge qualcosa, non capisco cosa stia gridando. Un nome? Non posso alzare il volume o anche Elisa sentirebbe. Per ora questa registrazione è il mio asso nella manica.