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Luca di Elimo
[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
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Note dell'autore:

kouros (κοq66;ρος - ragazzo), scultura greca del periodo arcaico, figura umana virile maschile nuda e stante.

 

Sono una vera porca e mi piace esserlo: amo sentire l’eccitazione che monta, il cervello che parte, il calore che cresce… è qualcosa che ho scoperto da poco e a cui non riesco, neanche volendo, ormai a rinunciare.

Eppure a volte penso che quanto sto per raccontare non sia successo davvero, che siano solo sogni o una mia fantasia, ma passo così tanto tempo a pensare, fantasticare, desiderare… che mi sembra impossibile che quanto racconto possa essere successo davvero... forse non è successo nulla, forse sono solo fantasie ed è nella mia mente che è invece successo tutto…

Io infatti non mi sono mai ubriacata, mi sono quasi sempre controllata, ma è pure vero che avevo altre idee, altri desideri: ho più di trent’anni ma non sono una vecchia battona, sono giovane, giovane e bella… ho tanti spasimanti e diverse esperienze… piaccio e mi piaccio… ma volevo che succedesse… con Patty… la mia migliore amica, con cui avevo ripreso i contatti da poche settimane dopo essere state lontane per uno scontro, una lite, forse un grave equivoco, che ci aveva tenute lontane…

Eravamo due amiche che dividevano tutto …persino il letto (seppur per solo dormire, perché ero ingenua allora), ma ora eravamo tornate vicine e dopo anni di lontananza e le fantasie covate durante la nostra lontananza ero certo che presto sarebbero diventate sesso… sesso lesbico… finalmente.

Si, dopo anni avevo bisogno di dare un risultato alla nostra attesa… mettere alla prova il mio essere sempre più spregiudicata e dare un premio alla mia trasgressione: c’ero così vicina…nessuna delle due ormai pensava che lesbica fosse un insulto ed eravamo tornate amiche, ottime amiche, le migliori amiche di sempre…

Solo il tempo rimette in ordine le cose e ci fa fare i conti con la nostra storia, con noi stessi, con ciò che siamo e che vogliamo ed io ora sono pronta…  avevo capito che i suoi abbracci di anni prima, le sue coccole, il suo continuo rimanermi nuda davanti, la sua figa sempre così depilata che sembrava aspettare le mie visite per essere curata… era messaggio… era invito… ma ero allora troppo imbranata per capire e lei forse ancora troppo timida, per osare.

A me bastava mio marito e il suo sesso banale, ma allora esclusivo. E invece Lei mi divertiva, mi incuriosiva, ma, purtroppo per me, allora non capivo. Solo quando abbiamo smesso di frequentarci e vederci ho capito la profondità di quello che mi era venuto a mancare e… per la prima volta… cominciai a masturbarmi, con violenza… pensando ad una donna.

Prima di allora avevo sempre avuto disgusto per le lesbiche ed anche nei due anni successivi vivevo con fastidio il turbamento del pensiero ricorrente dei suoi ricordi. Rifiutavo l’idea… pensando che fosse la più assoluta delle trasgressioni. Non sapevo, non pensavo che presto sarei andata oltre, ben oltre.

In questi ultimi due anni dopo la nostra lite, mi sono ritrovata spesso a rimettere indietro il nastro della storia con Patty e a riscriverla facendo seguire, nei miei pensieri, al suo aspettarmi con l’accappatoio dopo la doccia non più i miei sorrisi grati di allora, ma sguardi torridi e contatti proibiti... alle notti trascorse insieme, abbracciate… la voglia di notti trascorse ad esplorare i nostri corpi in modo sempre più estremo e inconfessabile… Così per due anni – almeno nelle mie fantasie – mi sono ritrovata a fare l’amore con Patty decine di volte, anzi tutte le volte che volevo eccitarmi o sentirmi porca.

Lei era la mia trasgressione e niente mi sembrava più eccitante fino ad unauna nuova relazione che mi ha sì fottuta il cervello, ma anche educata al piacere e a piacermi… Così al temine di quest’ultima storia che mi ha trasformata in una femmina, ho trovato il coraggio di tornare a cercare Patty: l’ho contattata e ci siamo riviste. 

Ora non sono più la sposina innamorata del suo giovane marito, allegra e spensierata, entusiasta della esperienza di mamma…. Sono sempre più curiosa sessualmente e mentalmente sempre più porca, una donna libera, che non si vergogna delle sue trasgressioni...

Così quando Patty, dopo i primi nostri re-incontri nei bar, mi invitò a casa sua, giunsi davanti al portone visibilmente eccitata. Pensavo che questo appuntamento, questo invito privato, fosse un modo per riprendere, con discrezione, i vecchi intimi contatti… pensavo fosse il suo modo per riprendere le sue continue docce davanti a me, le sue attente depilazioni… per riprendere a raccontarmi qualcuno dei suoi incontri sessuali, ricchi di dettagli, che tanto in passato mi avevano divertito… e che ora mi avrebbero eccitato e sedotta.

E mentre pensavo questo, davanti alla sua porta, la mia porca fica era già in subbuglio, pensando che a breve saremmo stata preda l’una dell’altra. E mentre mi chiedevo se mi avesse aperto in vestaglia o in accappatoio e se sarebbe stato il caso di complimentarmi per la sua forma e giocare con bretelline e laccetti… rimasi basita nel sentirmi aprire al citofono da una voce diversa dalla sua. Non eravamo soli  e fu per me una sorpresa trovarla in tuta in cucina, trafelata, alle prese con  affettati e scatolette.

Mi spiegò che il suo ex (era separata anche lei), all’ultimo minuto l’aveva avvertita che sarebbe venuto nel pomeriggio per portare suo figlio Luca al mare fuori città.  Lei era impreparata, non aveva niente pronto e suo figlio sarebbe rimasto digiuno:

“sai come sono questi padri… sono andata nel panico e sto preparando dei panini… ma non ho niente a casa… così ho dovuto cucinare qualcosa… perché Luca non mangia quasi niente…”.

Per colpa di questi imprevisti, non era riuscita a prepararsi… non si era fatta nemmeno la doccia… e si scusava, e sentiva in colpa…E fu così che mentre ascoltavo tutte queste storie, sorridendo a malapena del suo disappunto… e leggendo le sue linee sotto la tuta, scommettendo su che intimo indossasse…non mi accorsi che Luca era entrato in cucina.  

Stavo quasi per risponderle, stavo quasi per cominciare, finalmente, una nuova forma di comunicazione… stavo quasi per dirle che anch’io sentivo caldo e avrei fatto volentieri anch’io una doccia, più tardi, una volta rimaste sole… quando il suo: “Ti ricordi di Luca, vero?” mi bloccò e spinse a voltarmi.

Ciò che vidi fu indescrivibile. Davanti a me non c’era un giovane appena diciottenne, ma un dio greco, un giovanissimo dio greco, bellissimo e dal volto assonnato, che si stropicciava gli occhi.

 Un dio seminudo con un solo ridottissimo pantaloncino, scalzo, sconvolgente e magnetico, attraente, tanto eccitante da farmi sentire, istantaneamente, la più sordida e smaliziata delle puttane.

Non fui capace di rispondere… se non dopo secondi in cui non fui capace nemmeno di pensare. Solo il mio corpo reagiva, istantaneamente, facendo scolare la porca, in modo sconvolgente e peccaminoso.

Di fronte a me non c’era il piccolo giovane angelo che avevo conoscito pochi anni prima, il giovane figlio della mia migliore amica, ma il diavolo, il diavolo del peccato, della lussuria e della trasgressione, mentre io non ero più una giovane mamma responsabile, e nemmeno una signora smaliziata, ma una Troia, la più porca del reame.

Io non fui capace di parlare, né pensare, in quel momento… ma nella mia mente, ripensando a quella scena, mi sono inginocchiata davanti a lui cento volte, mi sono seduta sul divano aprendo oscena le cosce, mi sono spogliata…  infilata la mano sotto la gonna,  strizzata il seno, leccata oscena le dita… Con la mia mente nei giorni seguenti l’ho scopato ogni giorno, spompinato ogni giorno, gli ho leccato alluci, piedi, culo, palle e il cazzo… ogni giorno... e anche più volte al giorno.

E ogni volta, dopo essere venuta, dopo essermi data della troia e bagascia, mi sento una vecchia puttanona, corrotta e depravata… e mi dico sempre di smettere, di non dovermi più masturbare in questo modo, pensando ad un ragazzino… mi riprometto di non farlo più e invece dopo poche ore… torno sempre lì col pensiero… in calore come una cagna.

Lo so che ha la metà dei miei anni, lo so che queste cose nemmeno si pensano e sono pure cosciente che è pure il figlio della mia migliore amica, ma muoio dalla voglia di scoparmi suo figlio…un ragazzino di soli diciotto anni… e la mia figa si allaga se solo lo penso… il calore divampa, il cervello va e non torna indietro, l’eccitazione trabocca … e devo farmi, farmi subito, come una porca… come una troia…come adesso….

Perché questa fantasia, questo sogno… questa voglia? lo penso e mi bagno… Lo vedo e mi sento una vera porca, nessuno e nessuna… come Lui, mi fa partire, così: istantaneamente, completamente, follemente. Ovviamente a Patty non l’ho detto, ma l’ho detto al mio ex, a colui che mi ha tolto ogni pudore, ma lui ride e conferma che sono una vecchia porca… ci ridiamo insieme e poi magari scopiamo… così, con piacere, tanto che Porca ormai mi chiama sempre più spesso ed io sempre più spesso mi ci sento, tranne quando, spavalda e sicura, mi sento persino Troia, una vera Troia… capace di godere di orgasmi sempre più violenti e appaganti... irrefrenabili e sconvolgenti che alimentano deliri sempre più osceni, fantasie e realtà sempre più confuse e allucinanti…. senza che riesca a smettere, senza che intenda smettere…