i racconti di Milu
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Note:

Racconto qui una storia realmente accaduta, riportatami dallo stesso protagonista. Non voglio costringere la storia entro binari di categorie troppo strette, perchè nei prossimi capitoli potrebbero esserci sviluppi interessanti. Basti dire che tutto è accaduto senza che nulla fosse pianificato o desiderato. I nomi, sono di fantasia.

Ciao, sono Michele, trentacinque anni, sposato da quattro con Giada che di anni ne ha trentatre. Ci siamo conosciuti quindici anni fa e siamo cresciuti insieme sul piano sentimentale e sessuale. È sempre filato tutto a meraviglia tra di noi con una grande intesa e senza incomprensioni, strani desideri, pause di riflessione. Eravamo la classica bella coppia dove lei, esuberante e affascinante, si lasciava condurre da me, che avevo i piedi ben saldi a terra. Anche la scorsa estate abbiamo deciso di andare in vacanza con i nostri amici Giorgio e Piera, cui si era aggiunto Nico che, in quel periodo, non aveva una ragazza fissa. Cinque amici di lunga data, con destinazione la Sardegna.

Di me dicono che sono un bel giovanotto, senza grilli per la testa, con un sorriso dolce e lo spirito gioviale. Giada è una bella ragazza, sicura del suo fascino, sempre felice e piena di entusiasmo. Fisicamente non passa inosservata con un reggiseno (quarta misura) che fatica a coprire due tette da sogno e un culo che proprio non le riesce a tener nascosto. Un culo che è una sfera perfetta ed è sodo, risalta ovunque, in un pantalone attillato come in uno largo, in una gonna e in una minigonna. In estate, al mare, quando indossa un costume ristretto, alla moda brasiliana, con un filetto che s’infila tra le chiappe, il suo culo guadagnava imperioso le attenzioni di tutti i presenti. Chiunque la guardi, dotato di un sano appetito sessuale, non può fare a meno di rimanere con gli occhi incollati su quel miracolo della natura, spesso emettendo suoni inarticolati e gutturali.

Ho imparato a convivere con gli apprezzamenti che amici e sconosciuti hanno per Giada e, tutto sommato, mi fa un discreto piacere sapere quanto sia ammirata la mia bella mogliettina. Vero che, da qualche mese, per sfuggire alla noia matrimoniale, avevamo cominciato a fantasticare, mentre facevamo l’amore, di alcune variazioni che prevedevano anche il coinvolgimento di terze parti. Avevo perfino desiderato che Giada avesse esperienze con altri uomini, che provasse il piacere di gestire due bei cazzi robusti tutti per lei. Tutto era rimasto solo una fantasia, intendiamoci, ma aveva era una dimostrazione che c’era qualcosa da cambiare. L'erotismo nasce nella testa.

Giorgio e Piera sono due nostri buoni amici, che condividono con noi, vacanze e week end. Due bravi ragazzi che conosciamo da un’eternità. Nico, alto e prestante, non riesce a trovare una compagna o, per meglio dire, ne trova troppe e non sa decidersi. Piera, entrata più in intimità con alcune ragazze di Nico, aveva saputo che Nico era dolcissimo e sensibile nella fase del corteggiamento e poi uno scopatore fantastico grazie alle dimensioni extra del suo attributo.

Abbiamo affittato un bungalow con due camere doppie, una singola, cucina e due bagni in un villaggio vacanze non distante dall’isola della Maddalena. Una volta lì, i giorni sono trascorsi sereni tra bagni di sole e di mare, qualche puntatina giù in paese e qualche gita nei dintorni. Due giorni prima della fine della vacanza, Giorgio e Piera furono raggiunti da una cattiva notizia riguardante il padre di lui e dovettero terminare in anticipo la vacanza. A dire il vero, Piera non era proprio disposta ad anticipare il rientro ma Giorgio, che temeva di lasciare la mogliettina in balia di Nico, non volle sentire ragioni e la obbligo a partire con lui.

La mattina dopo la partenza di Giorgio e Piera, mentre facevano colazione sulla veranda del bungalow, Nico notò due ragazzi di una ventina d’anni che, passando di là, erano rimasti colpiti dalle tette di Giada e, proseguendo, avevano fatto pesanti apprezzamenti.

“Hai fatto altre due vittime - disse Nico rivolto a Giada – puoi aggiungere altre due stellette sugli slip. Sei la numero uno del villaggio”.

Io sorrisi e Giada, un po’ stizzita, rispose: “Chi mostra gode e chi guarda crepa!”

“Hai ragione, Giada, e si vede quanto tu goda quando gli altri si mordono la lingua nel guardarti le tette. Tu che sei così bene equipaggiata, perché non ti metti in topless? Molte ragazze, molto meno dotate di te, girano in topless e ostentano un’abbronzatura uniforme anche sulle tette”.

“Credi che io mi vergogni? Quante volte, in questi giorni, me le hai viste mentre mi cambiavo. Le scoprirei anche solo per vedere la tua faccia da allupato”.

“Andiamo, Giada. Non fare l’offesa. Lo dicevo per te. Per l’appunto io le ho potute ammirare da ogni punto di vista…..”.

“E va bene ..... oggi in topless – rispose sorridendo Giada mentre si slacciava il reggiseno – così vediamo come ti diverti a tener lontani i curiosi!”

Erano state battute tra amici ed io non mi opposi alla decisione di Giada. Era sempre stata un’esibizionista, ma alla fine non c’era mai stato alcun problema. Tuttavia, immaginare Giada con le tette al vento esposte agli sguardi di tutti, mi aveva procurato una certa eccitazione con un evidente gonfiore all'altezza del pacco, cui avevo dovuto dare una sistemazione perché non fosse troppo apparente. Giada se ne accorse e mi guardò severa. Non amava le manifestazioni lascive. Io, invece, interpretai lo sguardo come un assenso, come una conferma che anche Giada pensava potesse realizzarsi una delle nostre fantasie.

Mi stuzzicava già la sola idea che le Giada togliesse il reggiseno davanti a Nico e a tutta la spiaggia. Quelle tette, così belle e così desiderate, metà abbronzate e metà bianche a sottolineare la natura privata della visione, stavano per diventare di pubblico dominio mi emozionava e mi faceva sognare.  

Quel giorno avevamo organizzato una gita con una barca a noleggio fino alla Maddalena. Il mare era mosso e la barca ondeggiava come sulle montagne russe. Le tette di Giada, libere di muoversi, ballonzolavano di su e di giù, da destra a sinistra accendendo la mia libido. Anche Nico non risparmiò battute e apprezzamenti sulle tette di Giada. Ho proprio una bella e desiderabile moglie.

Arrivati alla spiaggetta, scaricammo le bevande e qualche panino. Giada si fece amichevolmente spalmare da Nico la crema abbronzante sulle spalle, sulla schiena, sulle gambe... e ci stendemmo come lucertole al sole. Godevano i caldi raggi del sole, parlando poco e di tanto in tanto, qualcuno rompeva il silenzio con qualche battuta indirizzata alle tette di Giada. Le tette erano l’argomento del giorno e a me ricordavano continuamente tutte le nostre fantasie. Facemmo il bagno da soli, tutti insieme, qualche nuotata, senza sforzarsi troppo.

Tornati al villaggio, preparammo la cena e cenammo con la solita allegria, ma, come nei temporali estivi, nel cielo azzurro alcune nuvolette si stavano addensando all’orizzonte. Il vino bianco e fresco, l'allegria e l'atmosfera rilassata ci resero tutti un po' ebbri. Giada, cui bastava un bicchiere di vino per eccitarsi, a fine cena, tirò fuori una bottiglia di limoncello ancora quasi piena.

“Ragazzi, fra due giorni partiamo. Non vorrete mica portarvela indietro questa bottiglia”.

“Certo che no! Prendo i bicchieri.”. rispose Nico

L’alcol, in piccole quantità, ha l’effetto di liberare i freni inibitori. Chiacchieravamo e bevevamo, ci prendevamo in giro l’un l’altro e dopo un paio di bicchieri, Nico ricordò l’episodio di qualche giorno prima in cui Giorgio aveva reagito male alla sua proposta di Streap poker cui tutti avrebbero giocato volentieri.

“Ora che quei due rompiscatole non ci sono più, potremmo farlo noi un bel torneo di Streap poker. Così vediamo il batacchio di cui ti vanti tanto” Disse Giada con aria furba, rivolta a Nico. La sua aria furbetta associata al batacchio di Nico mi procurarono un’altra piccola scossa di piacere e un irrigidimento nelle mutande. Da quel momento in poi tutto si rifletteva sullo stato di turgore del mio cazzo.

“Non credere che sarà così facile mettermi nudo, mia cara. Dovrai sudare sette camicie…. ammesso che io non te le abbia già tolte tutte ....”. Rispose Nico maliziosamente.

Io osservavo il battibecco tra i due e la loro sfida mi elettrizzava. Guardai negli occhi Giada e mi parve una tigre prima dell’attacco. Capii che quella sera sarebbe potuto accadere qualcosa d’inaspettato e la baciai come per sostenerla.

Cominciammo a giocare e, uno alla volta, gli indumenti sparivano e, a ogni indumento, partiva un sorso di limoncello. Mi chiedevo se Giada sarebbe andata fino in fondo. Giocavano tutti allo spasimo per non rimanere nudi. Giada perse già alle prime due mani camicia e gonna. Poi perse Nico la maglietta e poi ancora Giada che rimase con le sue splendide tette in bella mostra. Da quel momento in poi, Giada non perse più e rimase solo con gli slip. In seguito rimasi nudo io e poi Nico. Giada, con i suoi slip ancora su era la vincitrice.

Altro giro di limoncello.

“Il tuo pisello lo conosco fin troppo bene. - disse Giada rivolta a me - Voglio vedere quello di Nico.”

Nico si alzò in piedi ed esibì con orgoglio un cazzo che, nonostante non fosse ancora duro, era di notevoli dimensioni e aveva una particolarità: era circonciso. Questa circostanza accese la curiosità di Giada che allungò il braccio, lo prese in mano e cominciò a fare domande ingenue sul perché e sul percome.

Nico s’impossessò delle tette di Giada. Le stringeva, le schiacciava e torturava i capezzoli. Per meglio rendersi conto delle differenze, Giada prese in mano anche il mio cazzo e lo scappellò. Si vedeva lontano un miglio che desiderava il cazzo di Nico e accarezzava il mio per timore che potessi incazzarmi. Al contrario, vidi quella speciale luce che le ragazze hanno negli occhi e che ora splendeva nei suoi, che mi faceva impazzire di desiderio. Come d’incanto si stava realizzando il mio sogno proibito di vederla alle prese con un altro cazzo. Un signore cazzo!

 Giada, rivolta a Nico, disse: “Il tuo cazzo è sempre scappellato. Come fai a segarti?”.

“Bisogna inumidirlo... “ rispose Nico sorridendo astutamente.

Giada mi guardò negli occhi cercando, per l’ultima volta, un consenso che arrivò istantaneamente. S’inginocchiò, e lo prese in una mano. Con l’altra prese i coglioni. Vedevo il suo sguardo brillare mentre tastava e, curiosa, esplorava il cazzo circonciso. Lo guardava con l'acquolina in bocca fino a che si decise. Aprì la bocca, tirò fuori la lingua, lo leccò tutt’intorno per inumidirlo e se lo infilò dentro. Sentii un brivido percorrermi la schiena nel vedere quell’enorme randello sparire nella boccuccia della mia mogliettina. Ebbi la conferma che Giada era attratta dal cazzo di Nico, desiderava succhiarlo e sentirlo fino in gola. Nico, con una mano, raccolse i capelli di Giada in una specie di coda di cavallo e, tenendola saldamente come una troia, per procurarsi maggior piacere le guidava la testa, fregandosene che fosse mia moglie. Avevo il cazzo che stava per esplodermi. Piaceva a lei e quindi piaceva anche a me.

Giada prese anche il mio. La guardai. Con due cazzi in mano sembrava la donna più felice del mondo. Alternava in bocca il mio a quello di Nico e mentre ne teneva uno in bocca, segava l’altro. Poi, Nico prese il controllo della situazione utilizzando la coda di cavallo e, escludendomi dalla bocca di Giada, cominciò a premere per entrare nella bocca in profondità. Lento ma inesorabile, il cazzo di Nico entrava strappando a Giada sommessi gemiti di desiderio. Era una scena emozionante vedere quel siluro infilarsi nella bocca di Giada. Lo fece entrare in bel po’. Poi lo tirò fuori veloce con qualche colpo di tosse. Io, nel vedere mia moglie succhiare il cazzo di Nico, non provai nessuna gelosia, anzi, trovai la scena così erotica che il mio cazzo s’indurì ancor di più. Presi a parteggiare per mia moglie. Desideravo anch’io che lo prendesse tutto dentro e la esortai: “Forza Giada. Devi farlo entrare tutto, fino alle palle. Devi essere più decisa.”

“Sì, Giada – rincarò la dose Nico – devi farlo scendere giù nell’esofago ….se non lo farai tu, lo farò io con la forza”.

Di nuovo Giada cominciò a infilarselo in gola. Decisa. Ogni tanto un po’ di tosse. Un piccolo conato di vomito. Le scendevano dei lacrimoni lungo le guance, ma resisteva nel suo proposito e questa volta arrivò fino in fondo. Poi tirò la testa indietro e lo fece uscire tutto fuori. Fu allora che Nico perse la pazienza e, afferrata la testa di Giada, cominciò a fotterle la bocca. Io mi spostai alle spalle di Giada e, senza farle mollare il cazzo di Nico, la feci mettere con le gambe ritte, piegata a novanta gradi. Le spostai gli slip, le allargai le natiche e, tenendola per le cosce, mi fiondai sulla figa a leccare i sapidi umori che Giada, eccitata, aveva cominciato a produrre in abbondanza.

Il respiro corto e affannato di Nico, e i gemiti sempre più prolungati di Giada mi eccitavano come un mandrillo. Avevo un cazzo d’acciaio con il quale avrei potuto fare un buco nel muro. Mi alzai in piedi e, afferrata Giada per i glutei, le infilai nella figa. Cominciai a spingere come un ossesso, sentivo il mio cazzo scivolare nella figa allagata di umori. Mi sembrava poco energico. Allora, allungai le braccia e afferrai le grandi tette e con quelle pilotai il dolce su e giù. La fottevo quasi con rabbia, tirandomi indietro e poi spingendomi in avanti mentre, contemporaneamente, la tiravo a me. Mugolava come la peggiore delle vacche, godeva senza ritegno, senza vergogna, si era completamente lasciata andare, ben determinata a farsi fottere da due tori infuriati.

Ora Giada aveva un cazzo enorme giù nella gola e uno poderoso nella figa fradicia di umori. Gemeva e trasudava un piacere che non aveva mai provato prima. Le tremavano le gambe, sentiva fremiti che le attraversavano il corpo e un piacere intenso, come un incendio di proporzioni gigantesche. Succhiava e gemeva, gemeva e succhiava. Stava per raggiungere il suo orgasmo.

Non appena Giada gridò per il suo primo orgasmo, improvviso e intenso, senza nemmeno farle riprender fiato, ci spostammo sul lettone.

Nico si stese con l’alzabandiera ben in evidenza. Giada si sfilò gli slip e si sedette a cavalcioni a smorzacandela con le gambe aperte, le ginocchia piegate e con la schiena dritta. Si muoveva in verticale lungo il batacchio dentro di se e, orizzontalmente, con funamboliche torsioni del bacino.

Nico ed io ci alternavamo tra bocca e figa costringendo Giada a una serie interminabile di orgasmi che si susseguivano e si accavallavano. Fino a che, quasi contemporaneamente, sborrammo sul bel viso e sulle sue grandi tette. Tutti e tre, poi, crollammo esausti sul letto e in breve ci addormentammo.

 

Note finali:

E' una storia realmente accaduta ed ha un seguito, ma non è accaduta a me e, quindi, proseguirà se gli attori principali lo vorranno. Se avete richieste particolari, scrivetemi come al solito.