i racconti di Milu
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Note:
Storia di fantasia fortemente ispirato alla realtà.
Innocenti perversioni


Francesca è una giovane e brava ragazza , una bellezza tipica mediterranea. E’ molto magra , fisico da modella senza curve , non di certo prosperosa , ma di certo molto elegante e suadente. Alta 1.68 , capelli lunghi neri e lisci , occhioni neri e visino da cerbiatta, ama vestirsi sempre alla moda ed elegante , labbra sottili e pelle chiara , ha un modo di parlare vellutato e interessante con una forte erre moscia.

Ha 23 anni , seppur giovanissima ha una grande sensibilità verso i bisognosi e i malati , per questo è una volontaria della guardia medica del paese e va al centro per dare aiuto a chi ne ha bisogno. Marco , un ragazzo che le fa la corte da anni , riuscì a conquistarla con fatica , visto che a Francesca è difficile da gestire e soddisfare , non si capisce mai cosa vuole. Lui come lei è un bravo ragazzo , ha 24 anni , molto in carne rispetto a Francesca se non leggermente obeso , aspetto poco gradevole poiché non cura molto il suo aspetto e dal carattere altruista , buono e talvolta debole , a differenza di Francesca che ha un carattere forte.
Lei vive sola con la madre , i genitori hanno divorziato quando lei era piccolina , perciò non ci ha mai sofferto più di tanto. La madre Rosa è sempre fuori per lavoro per sostenere la casa e un pomeriggio d’estate la giovane coppietta approfittò della sua assenza per stare in intimità.

I due sono nudi nel letto , abbracciati l’uno all’altro , sono poche le occasioni per stare insieme. Le corporature sono opposte , lui sembra un orso bruno rispetto a quella giovane e bella giumenta. Marco soffriva del fatto che Francesca non ha mai dei gemiti passionali , la presenza di gemiti femminili è segno di un ottima prestazione del maschio e lo sapeva bene pur avendo avuto poca esperienza con le donne. Pur essendo insieme da 6 anni lui non ne fece un abitudine , in più soffriva segretamente del fatto che le misure del suo pene erano davvero molto ridotte , difficilmente con un erezioni riusciva a distanziarsi dalla coltre di peli pubici.

- Amore… ti è piaciuto?
- Si Marco , molto…
- Puoi dirmelo se c’è qualcosa che non va…
- Va tutto bene , sei sempre molto premuroso…
-
Lei non aveva problemi , non ne faceva trasparire l’ombra , e forse non ce n’erano davvero, Marco prese coraggio e cercò di indagare.

- Pensi... che il mio pene sia piccolo?
- No , non è piccolo. Non farti di questi problemi con me , lo sai che vai benissimo per me.
- (Marco , compiaciuto per l’affermazione arrossì) Scusa , hai ragione , mi faccio troppi problemi. Lo sai , sei la mia prima donna anche se stiamo insieme da 4 anni , mi faccio problemi inutili.
- Ti riferisci al fatto che sono stata già con altri uomini in passato?
- Beh , si… è così no?
- Si , si. Non sono stati tanti lo sai. (Francesca era serena e solare , con un atteggiamento così maturo e rassicurante)

In Marco aumentò la curiosità e ovviamente l’invidia , ha sempre cercato di indagare anni prima sul suo passato e sui rapporti avuti prima di lui. Si fece nuovamente coraggio.

- E come erano a letto?
- Perché vuoi saperlo? (sorrise con aria maliziosa)
- Boh così per curiosità , non ci sono problemi.
- Beh , erano tutti molto bravi… uno specialmente lo aveva molto grosso. Davvero enorme.


Marco morì in un istante e la sua anima cadde all’inferno nel sentire pronunciare “Grosso” e “Enorme” dalla boccuccia della sua amata , con quella erre moscia così sensuale e accentuata.

- Ah … beh , mi fa piacere…
- Dai , non prenderla a male. Non è una cosa importante per fare l’amore.
- Si , ma se c’è è meglio…
- Si , quello certo.

Marco tornò negli abissi , cercò di sembrare calmo e disinteressato , ma non ci riuscì. Immagino una minchia abnorme entrare dentro la passerina del corpicino di Francesca , mentre lei urlava e godeva come una maiala.

- Marco , tu per me vai benissimo. Non crearti problemi , non ne esistono per me.
- Si certo… (ci fu un lungo silenzio) Quanto era grosso rispetto al mio?
- Guarda che se me lo chiedi ti rispondo. (sorrise) Era largo almeno così (mimò 7/8 centimetri) e lungo così (mimò 25 centimetri). Completò la descrizione così non mi chiedi altro … le palle erano giganti , come due palle da tennis … e la cappella sembrava una grossa prigna. Te ne parlo così tranquillamente perché a me non interessa amore, interessa solo a te e basta.
-
Marco ebbe una fortissima erezione , che Francesca notò.
- Scusa… io…
- Shh … tranquillo , non succede nulla , dai. Era molto tempo fa.
- Sono così fortunato ad averti qui con me…
- Anche io tesoro , anche io … A proposito di questi argomenti… ricordi quel lavoretto che ho trovato? Devo badare a un ragazzo down , perché non riesce a gestirsi da solo.
- Si, si ricordo.
- Lo dovrò anche lavare , quindi … anche li sotto , è un ragazzo grandicello , ha 28 anni … dimmelo se ti da fastidio… lo sai che non voglio ferirti.

Marco dentro se era furibondo , non riusciva a sopportare che la sua amata toccasse le parti intime di un altro maschio , anche se malato , sempre per la complessità del confronto. Riuscì a superare l’ostacolo.

- Certo che no amore , è un lavoro duro , non c’è nulla di strano , è normale.
- Grazie per la comprensione. (Si abbracciarono in una stretta amorosa)
- Quando inizi?
- Stasera devo stare in quella casa , vive con la prozia che lavora da un’altra signora , una notte ogni tanto devo stare con questo ragazzo. Si chiama Carlo , lo chiamano tutti Carlone.
- Coma mai?
- Boh non saprei.

Lavati e rivestiti si fecero le 17:00. Si salutarono e si sentirono successivamente per messaggi , Francesca si recò dalla signora per quel nuovo lavoro , portandosi mille preoccupazioni in testa. Sentiva che Marco stava soffrendo per la sua insicurezza e il suo complesso di inferiorità , odiava farlo soffrire ma doveva pur capire che questo non l’avrebbe aiutato nella vita e nel suo rapporto con lei. A lei mancavano le dimensioni a cui era abituata con i ragazzi del passato , ma era un altro periodo , avrebbe fatto il possibile per non far sapere a Marco che lei è fortemente attratta dalle enormi dimensioni , in contrasto con il suo fisico di soli 45 chili , più simile a quella di una ballerina di danza classica 15enne.

La casa della signora era una bella villetta campidanese con tanto di giardino esterno tenuto abbastanza bene. Aprì la porta e la accolse calorosamente , pur avendo 65 anni era piena di energie. Si presentò come una donna molto prosperosa , almeno una sesta di seno e un culone da provincia, capelli castani/bianchi con un poco di rughe tipiche di quell’età , pur essendo addolcita da un filo di trucco. Era tutto sommato una donna molto piacente se non , per alcuni , una vera e propria bomba.

- Mia cara Francesca! Grazie per essere venuta in anticipo , io sto giusto per andare. Vieni che ti presento Carlone.

In soggiorno c’era questo strano individuo chiamato Carlone , non molto alto , forse 1.70, ma dalla corporatura molto massiccia. Era molto cicciotto , fuori forma , viso tipico down , capelli corti e spettinati , occhiali da vista , un poco storto quando è in piedi. La prima cosa che notò Francesca era l’immenso pacco in mezzo alle cosce che , per l’appunto , la ingolosì notevolmente.

- Piacere di conoscerti , Carlo. Sono Francesca.
- Fraaaan-ncesca… Piiiace-re.
Ovviamente ha grosse difficoltà comunicative.
Francesca e la signora si sedettero nel divano per parlare del lavoro mentre Carlone giocava con dei giocattoli tipicamente infantili.

- Francesca , sono contenta che hai risposto immediatamente alla mia richiesta , tu sei così brava e sensibile , tutti parlano bene di te e della tua premurosità verso i bisogni delle persone in difficoltà. Non potrei affidare Carlone a mani migliori , non riesco purtroppo a portarlo con me per badare anche a lui , non riuscirei a dargli le giuste attenzioni. La paga è di 7 euro l’ora come ti avevo già detto e ora ti spiego cosa devi fare.
- Va bene, grazie per i complimenti. Dimmi pure.
- Carlone devo solo giocare , mangiare , poi devi fargli il bagno e metterlo a letto entro le 21:30 circa. Poi comunque ti chiamerò verso quell’ora per sapere se è andato tutto bene.
- Perfetto mi sembra tutto semplice e chiaro , credevo prendesse anche… qualche medicina.
- No no assolutamente , è molto calmo e si gode la vita a modo suo… Non lo so se hai mai lavato interamente un uomo adulto.
- No mai ma non credo sia difficile , lui com’è quando bisogna lavarlo?
- E’ calmissimo ovviamente… ora ti spiego. Carlone riesce ad andare in bagno da solo , non serve che lo accompagni se quando deve fare la pipì perché non centra bene la tavoletta , te lo dirà lui stesso quando dovrà farla.
- Ah ma… quindi… non indossa un pannolone?
- No. Carlone , vieni qui a zia.
Carlone mollò i giocattoli e con ubbidienza si portò davanti a Francesca e la zia sedute davanti a lui , a un passo dal viso della dolce Francesca c’era l’enorme paccone sotto il pigiama di Carlone.
- Tesoro , alza la maglietta.
Carlone si alzò la maglietta , mostrando parte della panciona molliccia e pelosa, la zia prese i pantaloni dal bordo assieme alle mutande e li tirò giù lentamente. Francesca strabuzzò gli occhi e spalancò la bocca mentre compariva davanti a se un cazzone a riposo dalle dimensioni abnormi , con due coglioni grossi quanto due noci di cocco , il tutto pieno di peli spessi e riccioluti. Un odore forte di sudore pungente le investì le narici , Francesca arrossì davanti a quel randello sproporzionato e i suoi occhi seguivano come una calamità il suo ciondolare. Iniziò a deglutire la saliva mentre moriva dalla voglia di scappucciare il banano per poterne ammirarne il glande , quando la voce della signora ruppe quella piccola atmosfera perversa.
- Vedi Francesca , questo lavoro è più duro di quel che sembra… non te ne ho parlato prima perché difficilmente avresti potuto capire.
-
La signora allungò la mano verso la sacca scrotale e la sollevò appena , facendo capire bene l’incredibile peso. Quella mano rugosa e venosa , così saggia e legnosa che non riusciva minimamente a semi-circondare un solo testicolo.

- Come ben vedi , Carlone ha dei genitali incredibilmente grandi e ha bisogno di minimo uno o due orgasmi al giorno per non avere delle fitte ai testicoli di notte e , ovviamente , non pasticciare le lenzuola di sperma…
- Cosa dovrei fare?
- Tranquilla , Carlone sa provvedere a se , si sa masturbare da solo… Ovviamente un po’ di ispirazione femminile … di una ragazza giovane come te , può aiutare. Se non te la senti ti capisco , so che sei fidanzata … ma non te lo chiederei se non fosse importante.
-
Francesca guardò Carlone , che sorrideva ingenuamente mentre un filo di saliva quasi gli colava dal labbo inferiore.

- Beh… prima voglio fare una prova ovviamente , se mi trovo bene non vedo nessun problema.
- Sono contenta Francesca , sei una brava ragazza. Io fra poco vado , ti do alcuni strumenti. Non mi interessa se ne farai uso o meno , sappi che ci sono. Vieni con me.

Francesca seguì la signora verso la sua camera da letto mentre Carlone rimase seduto nel divano al loro posto , ancora nudo dalla vita in giù.
La signora aprì i cassetti della credenza.

- Dipende dalle tue intenzioni e potranno esserti utili.

Francesca era in un misto tra divertimento , eccitazione e paura. Nei cassetti c’erano vibratori piccoli fino a dimensioni gigantesche , lubrificanti , vasellina , preservativi enormi e tante altre cose , Francesca non rispose ma annui silenziosamente.

- Ovviamente , mi sembra scontato che tutto questo devi tenerlo per te , mi fido della tua discrezione. Ora è tardi e vado , per qualsiasi cosa chiamami ok? Torno domani alle 9:00.
- Certo… grazie , buona serata.

Si salutarono e la signora prese la chiavi della macchina , diede un bacino nella guancia di Carlone e chiuse la porta dietro se. Carlone era ancora semi nudo nel divano , aveva buttato i pantaloni sopra una sedia e ora si era circondato dei suoi giocattoli. Francesca , rossa come un peperone, era incollata a quella melanzana enorme , prese il telefono e vide alcune chiamate di Marco.


- “E adesso che gli dico…?” (pensò)

Quella signora , in poche parole , la stava pagando per assicurarsi che il nipote potesse avere il suo orgasmo quotidiano , ed è plausibile dopo aver visto tutto quel ben di Dio. Francesca non resistette , corse in bagno , si chiuse e si scese jeans con perizoma. Si infilò subito due dita dentro la fighetta pelosa , zuppa di umori accumulati dopo quella visione. Il telefono risquillò , rispose istintivamente.

- Dimmi Marco.
- Hey amore , tutto bene? C’è ancora la signora?
- No no… se n’è andata.
- Tutto bene? Vuoi che mi avvicini? Non sono molto distante.
- No no! Tranquillo , oggi ne approfitto per conoscere Carlone…
- Ma quindi che ti ha detto? Lo devi anche lavare?
- Si si credo di si… non riesce proprio a sbrigarsela da solo…
- Ah ok… poi mi racconti ok?
- Beh si certo amore. Dai iniziò a lavorare , ci sentiamo dopo ok?
- Ok , bacio.
-
Francesca mise in silenzioso il cellulare quando gli arrivò un messaggio , ovviamente sempre da Marco.

- Poi , così giusto per curiosità , dimmi come ce l’ha. Ahahaha così , giusto per ridere…
Francesca , un po’ imbarazzata , non rispose e poggiò il cellulare nel tavolo. Si accorse che Carlone la fissava e aveva smesso di giocare. Erano solo le 18:00 e c’erano ancora tante ore prima di andare a dormire. Carlone si mise da una parte del divano e fece a Francesca segno di sedersi.

- Ah! Grazie , che dolce che sei.
- Di-Di niente…
- Sei molto garbato , sarà un piacere stare con te … Qual è il tuo passatempo preferito , Carlone?
- MI-mi pi-piace moooolto… molto gioocare….
- Con cosa?
- Con tuuutto…
- Ah , sei un giocherellone.. e ce l’hai la ragazza?
- N-ooo…. (arrossì) … e e-e tu?
- Si , sono fidanzata da tanti anni.
- B-b-beato … lui.
- Grazie , sei molto gentile Carlone…
- Sei davvero bel-bellissima… sei così , così m-m-magra…
- Si in effetti non ho molta carne nelle ossa… Non ti piacciono le ragazze magre?
- Si , mmm-mm-i piaci… E-e-e io , ti piaccio?
- Si Carlone , sei un bel ragazzo.
-
Carlone si agitò pieno di felicità e iniziò a saltellare nel divano , poi aprì ampiamente le grosse cosce pelose e fece adagiare l’enorme randello mollo nel divano.
- Ti-ti-ti- p-iiiii-ace il mio-o-o cazzo?
Francesca per istinto si guardò intorno , come per non essere ascoltata , divenne rossa ma approfittò dell’occasione , volle essere perversa e volle sfogarsi di un desiderio sopito per anni. Sapeva bene di essere fidanzata , come sapeva bene che non ne sarebbe uscita integra se continuava a badare a Carlone , il desiderio traboccava dall’anfora della pazienza. Francesca si morse il labbro inferiore , si sentiva un fuoco dentro e le sue piccole mutandine erano sicuramente già belle zuppe.

- Scusa Carlone … mando un messaggio e ti rispondo.
-
Riprese il messaggio di Marco e rispose.

- “ Glie lo ho appena visto e mi tocca pure lavarlo fra poco… se proprio vuoi saperlo … ha un pisellone enormissimo…