i racconti di Milu
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Cari lettori , trovando questa magnifica pagina con i vostri racconti non potevo fare a meno di raccontare la mia storia. Mi chiamo Rossella e ho 24 anni e la mia storia ha , ovviamente , dei connotati fortemente erotici e vi garantisco che quello che leggerete è tutto vero e l’ho vissuto nella mia pelle. Parto dall'inizio.

Sono una ragazza sarda , ero fidanzata da 4 anni con Marco e a avevamo deciso dopo tutto quel tempo di convivere in un appartamento insieme mentre continuavano gli studi. Avevamo trovato un buon appartamento a Cagliari e la nostra vita era felice ed eccitante. Io ero ( e sono ) molto innamorata di lui , anche se non era di certo un adone , ma aveva il suo perché e , d'altronde , mi affascinava la sua intelligenza. Aveva scelto il percorso ingegneristico mentre io avevo scelto la medicina o meglio la specialistica di Andrologia. Esatto , voglio fare l’androloga che comporterebbe vedere cazzi ogni santo giorno , ma non fatevi strane idee , lo avevo fatto perché di questi tempi è meglio andare dove il lavoro è richiesto e li non sono in molti. Ovviamente il mio boy non abbracciava molto la cosa ma si mise l’anima in pace.

Sono una ragazza decisamente prosperosa , ho ereditato a pieno il gene della famiglia di mia madre , infatti culo e tette sono mastodontici , ho una nona di seno e un culo talmente grosso che ancora un poco e mi servirebbero due sedie per sedermi. Molte donne non si vogliono grasse mentre io mi sono sempre piaciuta così , son conscia di essere piacente , sexy e arrapante e Marco lo sa bene visti gli occhi che mi squadrano da ogni punto della strada , che mi spolpano dai piedini alla boccuccia , sono molto fiera del mio corpo , a differenza di Marco che ha molti complessi , sia per il fatto di essere flaccidino (è un po’ grassoccio) e per il pipino.


Trasferiti nell'appartamento ci davamo alla pazza gioia , scopavamo come ricci , o per lo meno io lo istigavo a montarmi come una vacca più e più volte , sono insaziabile , sarà per la mia mole. Marco ha un pene molto piccino , non credo superi i 10 cm in erezione e non lo sa usare manco molto bene , non è molto portato , per fortuna ho io una buona dote per fargli muovere quel bastoncino dentro me così riesco a godere anche io. Prima di lui avevo avuto molti ragazzi , tutti molto ignoranti e infantili che comunque erano più dotati di lui, alcuni avevano pure un bel salsicciotto , ma non ne sentivo minimamente la mancanza , di Marco mi appagava anche la sua personalità.

La vita procedeva bene e passammo dei mesi molto piacevoli tra studio e sesso ma iniziarono dei problemi con i soldi così avendo uno stanza inutilizzata decidemmo di far venire un’altra persona , così , con il permesso del proprietario , mettemmo l’annuncio sul giornale con la speranza che rispondesse una brava persona. La cosa non era piacevole , volevamo che la nostra intimità ne risentisse , anche se io personalmente non urlo ai 4 venti mentre godo e Marco non scoreggia mentre gira in casa.

Il giorno dopo aver messo l’annuncio arrivò una chiamata e risposi io. Un ragazzo chiamato Francesco che lavora a Cagliari ha bisogno di una stanza fissa , ovviamente il prezzo faceva gola , così quella mattina lo invitai a vedere la casa , disse che se le sarebbe piaciuta l’avrebbe presa subito e che tempo una mezzora si sarebbe avvicinato. Diedi la notizia a Marco che era appena tornato dal fare la spesa , ma appena gli dissi nome e cognome fece cadere le buste dallo sgomento.

Ebbene Marco conosceva questo Francesco e non ne aveva un bel ricordo , se era lo stesso ragazzo doveva essere un bulletto che lo importunava all’epoca delle medie , gli descrissi la voce , un po’ roca e grave e pareva essere la sua. In ogni caso gli dissi che c’era poco da fare , se gli fosse piaciuta la sua stanza sarebbe rimasto. Appena informato il mio boy che sarebbe arrivato fra non molto mi disse , con un tono leggermente autoritario (cosa che odio visto il mio caratterino ribelle) , di coprirmi di più. Ero vestita con pantaloncino cortissimo e stretto che risaltava le mie enormi e tonde cosce , canottierina con mega scollatura che risaltava le mie poppe gigantesche , con reggiseno bianco ben visibile , infradito , un poco di pelo nelle ascelle e capelli lunghi e scompigliati. Andai in bagno e mi misi giusto un filo di trucco cercando di sistemarmi alla bene e meglio i capelli.

Non diedi ascolto a Marco e rimasi così com'ero , recandogli fastidio , ma sapeva che non poteva rivaleggiare con me con queste cose , sapevamo benissimo entrambi che io sono provocante sempre e comunque , è un dono della natura. Lui era in ansia chissà che personaggio doveva essere questo Francesco mi chiesi , mi domandai perché mi chiese con una tale fretta di coprirmi.

Il campanello finalmente suonò , la casa era abbastanza in ordine e io ero in cucina a sistemare la spesa , sentì Marco che aprì la porta e dai discorsi capì che si conoscevano , mi avvicinai in soggiorno per presentarmi. Lo vidi da lontano mentre parlava con Marco , ancora non mi ero fatta vedere , lo stavo come dire “analizzando”. Era un ragazzo di altezza normale , bellezza discreta , un po’ cicciotto , parlava disinvolto con Marco mentre lui , che conosco bene , vedevo che era forzatamente socievole e accondiscendente. Lui aveva un modo di fare un po’ strafottente e velatamente antipatico nei confronti del mio Marco , vedevo come il mio ragazzo era schiacciato del suo carattere. In giovane età lo aveva sicuramente turbato o recato un dispiacere forte.

Non appena Francesco si girò per guardare la casa , mentre ancora nessuno mi aveva notato sbucare dal muro , vidi una presenza inquietante ma fin troppo stuzzicante.

Poche ipocrisie , si sa come siamo noi donne guardando gli uomini , o per lo meno una donna come me che è abbastanza navigata e conosce l’anatomia maschile , e non parlo solo del mio percorso di studi.

Sotto quel ventre molliccio , ben visibile dalla maglietta attillata di Francesco , sorgeva un pacco enorme , come se si fosse infilato un melone intero nelle mutande. Il pantalone era un bermuda color nocciola in tela leggera, pareva esplodere dalla pressione dell’ospite. Staccai gli occhi da quella meraviglia e come per istinto mi sistemai nuovamente alla bene e meglio , come per essere più piacente. Mi cambiai gli infradito e mi misi due zoccoletti con un tacco altino e portai ancor più su i pantaloncini per rendere ben visibile il solco della mia pesca.

Ero ben conscia di quello che facevo , era come un istinto naturale , il mio essere donna , per giunta molto attiva sotto le lenzuola , spingeva per indagare su quel ragazzo e soprattutto per avere un riscontro da una persona apparentemente così dotata. A noi donne piace sentirci belle e desiderate.

Uscì dal muro e camminai suadente a suon di zoccoli verso l’ospite , Marco notò gli zoccoli esprimendo un disappunto che potevo leggere solo io. Francesco mi vide per la prima volta , mi squadrò dai pieni fino al viso , sorrise per la piacevole sorpresa , contraccambiai il sorriso. Marco mi presentò a lui dicendo appunto che si conoscevano , Francesco gli diede una forte pacca nella schiena come per complimentarsi con lui per la conquista.

Guardò ogni stanza della casa rimanendo piacevolmente stupito , così accettò di stare con noi. Ci sedemmo nel soggiorno per parlare di orari , pagamenti e altre cose gestionali dell’appartamento. Io e Marco ci sedemmo vicino nella poltrona mentre Francesco si sedette nella poltroncina davanti a noi. Teneva le gambe larghissime per via di quelli che sembravano due enormi coglioni e mentre parlavano di episodi passati e si come si divertivano dai ragazzini io buttavo occhiate a quel bozzone teso.

Francesco ovviamente si accorse eccome che io lo guardavo e la cosa mi intrigava non poco. Ogni tanto non riuscivo a contenermi nel mordermi il labbro inferiore, tenevo le cosciotte accavallate senza curarmi della cellulite che si intravedeva. Guardai Marco e intuì che lui sapeva bene che il suo amico aveva quella dote , d'altronde si sa che i coetanei compaesani , condividendo sport e uscite , si conoscevano in tutto e per tutto.

Accompagnammo Francesco all'uscita , sarebbe venuto l’indomani con i bagagli , mi rifece dei complimenti e ci salutammo.

Chiusa la porta Marco sbuffò contrariato , cosa che non mi meravigliò assolutamente. Gli dissi che si vedeva la tensione , ma che era solo da parte sua , Francesco aveva un carattere molto forte e che questo schiacciava il suo. Lui aveva una sicurezza che Marco invidiava e che non poteva di certo avere con gli attuali complessi. Mi chiese che ne pensavo e io difficilmente mascherai la mia euforia di averlo nella stessa casa , ma fui una brava attrice.

Era come se lo stessi già tradendo , la mia mente dava per scontato che avrei fatto tutto il necessario per sapere quanto era grosso (e se era davvero così grosso) il pene di Francesco.

Dopo un lungo attimo di silenzio , quando tornammo in cucina , mi chiese , con fare ingenuo ,se avevo notato niente di particolare. Capì all'istante a cosa si riferisse , si aspettava che dicessi una cosa simile ma feci la finta ingenua per giunta con poca credibilità , una porcella come me che non nota tutto quel ben di Dio non esiste , ma conoscevo la sua sensibilità quindi mi passai.

La giornata trascorse fino alla notte che passai a fantasticare , senza pudore , a come poteva essere quell'uccellone , immaginavo una cappella a scodella con due palle grosse come noci di cocco. Mi girai dal mio Marco altrettanto pensieroso e lo istigai a montarmi come ogni notte. Mi misi alla pecorella e inizia a belare porgendogli il mio forno peloso e zuppo , nella speranza che si chiedesse perché fossi già zuppa.

Scopammo bene , sempre grazie a me e alla mia passione , e ci accasciammo stanchi e sudati cullati dalla luce lunare che filtrava dalla tapparella. Ci facemmo due coccole e riposammo ancora entrambi svegli. Osservai Marco leggermente amareggiato e con un po’ di titubanza gli chiesi che mai era successo con quel ragazzo Francesco , rimase vago senza darmi risposta , mi diede un bacio nelle labbra , dormii con più domande in testa.

Il mattino dopo arrivò presto , dovevo studiare per gli esami ma non riuscì a concentrarmi perché Francesco sarebbe arrivato fra non molto. Stranamente Marco doveva andare a fare delle commissioni ma rinunciò , sentii che la decisione che aveva preso aveva a che fare con Francesco , come se non voleva lasciarmi sola con lui.

Citofonò e lo accogliemmo in casa , lui e il suo pacco impossibile da non notare , noi stavamo ancora facendo colazione e Francesco avrebbe sistemato dopo la sua nuova camera , lo invitammo a unirci a noi. La situazione era nuova , strana , Francesco mi chiedeva costantemente cose sulla mia vita e sulle mie passioni mentre mi guardava l’enorme scollatura senza troppi problemi , con un Marco al mio fianco palesemente geloso. Arrivammo alla chiacchierata sul percorso di studi , non appena parlai dei miei studi come androloga l’espressione di Francesco tramuto , divenendo maliziosa. Marco , leggermente imbarazzato per i miei studi , visto che centrano i cazzi , non riuscì a non nascondere la tensione per un argomento così delicato.

A riguardo ci fu una breve ma leggermente piccante conversazione con il nuovo coinquilino , capii a pieno le sue doti provocatorie nei miei confronti , (che funzionavano molto bene) anche perché tutti i presenti sapevano bene che lui pareva avere un estintore al posto dell’uccello. La discussione continuò mentre inzuppavo i biscotti nel latte , sono una grande mangiona come si può vedere nelle foto , e in quell’istante feci una cosa di cui mi pentì un poco. Il mio animo da porca stava emergendo e la cosa non mi faceva paura , anzi. Marco si allontanò per un attimo in bagno e io aprii le danze.

Ne approfittai porcella com'ero , e mentre mi inumidivo le labbra guardai Francesco e gli chiedi se mi poteva passare un savoiardo nel recipiente di vetro poggiato nel marmo della cucina dietro di lui. Mi resi conto di averlo chiesto in maniera troppo sensuale al ché Francesco sorrise mentre guardava un Marco tornare dal bagno.

Francesco mi chiese se mi piacevano i savoiardi e io gli risposi “Molto , perché mi saziano bene”. L’imbarazzo più totale cadde su di noi e io ero stranamente eccitata , fui pervasa da una voglia di maschio e i presenti se ne accorsero , Francesco mi passò un savoiardo mentre Marco si chiedeva il perché.

Finita la colazione e pulita la cucina mi sdraiai con Marco nel letto mentre Francesco stava mettendo in ordine la sua camera. Mi promisi che fra non molto mi sarei messa a studiare , Marco gli esami li aveva dati e si godeva il dolce far niente ma anche lui rinunciò agli impegni che aveva , doveva farsi firmare un voto dal professore.

Dopo un poco , nel silenzio assordante della casa , sentimmo la porta del bagno chiudersi. Il bagno ha il muro comunicante con il lato della nostra camera , il lato dove dormivo io. Era entrato Francesco , si sentì la tavoletta alzarsi e subito dopo si sentii uno scrosciare d’acqua fortissimo , manco fosse una cascata. Mi girai verso Marco e iniziai a ridere , scherzai dicendo “Ma sta spegnendo un incendio?” , lui sorrise pacatamente. Il getto di urina mi fece fantasticare nuovamente sulle sue dimensioni. Marco però mi preoccupava.

Colsi il suo malumore e gli chiesi se aveva qualcosa da dirmi , lui rispose che non aveva nulla , si comportava come una donna , rinunciai anche perché il motivo lo conoscevo benissimo. Avvicinai la mano in mezzo alle sue gambe , mi guardò sconcertato. Mi disse che non aveva voglia ma io ne avevo eccome , volevo la mia dose di sesso , mi bastava anche fargli un pompino. Così mi misi davanti a lui e lo tolsi fuori , non aveva manco un principio di erezione e vederlo piccolo e molle come un lombrico era patetico , rinunciai anche io e mi limitai ad annusarne l’afrore per poi rimettermi coricata su di un lato.

Gli dissi che non potevo vederlo così e che avrebbe dovuto fare qualcosa a riguardo , doveva distrarsi un po’ , la giornata era ancora lunga, io nel mentre mi feci le trecce. Intanto Francesco si fece una doccia e io decisi di andare in soggiorno per rimettermi sui libri.
La mia mente andava ai suoni della doccia , al getto d’acqua continuo , ormai quell'ospite mi aveva incuriosito e per di più lo avevo provocato con la storia del savoiardo , sperai perlomeno che mi dedicasse una sega mentre si lavava.

La sua doccia finì e io in 10 minuti non avevo ancora letto una riga, si sentì la porta del bagno aprire e , poco dopo , arrivò Francesco lavato e asciugato con i capelli tutti scompigliati con un :

- “Ah! Sei qui , che studi?” - .

Rimasi attonita , il problema era che lui era completamente nudo e aveva solo i boxer neri che , Dio santo , li riempiva all'inverosimile. Sotto la panza pelosa aveva una montagna di carne e si vedeva perfettamente una cappella pronunciata grossa quanto una mela, mi spiazzò la sua esuberanza e la sua mancanza di pudore. Mise una gamba sopra una sedia facendo intravedere meglio le forme della suo sesso e la cosa incredibile è che era a un passo dal mio viso.

Sentivo il viso in fiamme e sorridevo come un’ebete a 32 denti e gli occhi sicuramente mi luccicavano , Francesco faceva il finto scemo come se niente fosse mentre avevo davanti il suo pasticcio dell’amore.
I miei occhi andavano su e giù tra il suo viso e il suo enorme bozzo , assunsi uno sguardo da porcellina , se lo meritava per il coraggio dopotutto. Guardai verso l’andito della camera da letto , nessuno in vista. Lui adagiò il malloppo nel tavolo vicino al mio quaderno. Gli parlai cercando di trattenere le mie emozioni.

- Senti , non so se è la mia immaginazione , ma tu e il mio Marco non andate molto d’accordo , vero?
- Non siamo stati migliori amici di certo , ma il passato è passato.
- Non vuoi dirmi nulla vero?
- E’ meglio che a parlare sia lui.
- Ok , indagherò.
- Comunque , se ti serve aiuto per lo studio di androloga , io ci sono.

Si tirò giù i boxer il tanto da far saettare fuori il suo mattarello.

Tutta la mia immaginare quelle forme così meravigliose , il cazzo di Marco non esisteva in confronto , era come un fagiolino affianco a una banana. Il suo cazzone rilassato pareva una melanzana e , nonostante la doccia , mi arrivava l’afrore del suo sudore intimo , mi girava la testa e arrossì. L’unica cosa che riuscì a dire , in quello stato fu:
- Certo , grazie per il pensiero.
Sentimmo aprirsi la porta della camera di Marco , Francesco prontamente si rimise la melanzana venosa dentro i boxer , ci lanciammo uno sguardo intenso e lui rifilò in bagno a prepararsi. Rimasi sconcertata e credo che Marco se ne rese conto del mio stato , come se avessi visto un fantasma , inutile dire che nella mia testa non volevo altro che quel bastone , quella quercia di minchia. Avevo una voglia di sgrillettarmi , di masturbarsi senza sosta , mi prudeva la fica e il mio grosso e accogliente corpo lardoso voleva essere farcito a dovere… ma , in questo caso , Marco non era lo strumento sessuale adatto.
Mi chiese come proseguiva lo studio mentre io mi vergognavo come una ladra , dovevo parlare con lui e indagare sui rapporti passati con Francesco , ma in quel momento la mia testa era già piena di quella minchia , perciò posticipai.
Che situazione cari lettori , mi rendo conto che dall'episodio questo mi rende una ragazza facile, il che è abbastanza vero perché insomma , io ho un corpo abbondante , molto largo e ovviamente vedere un coso che calza bene con le mie misure , devo dire che mi rendeva debole e vulnerabile. Fui presa da una rabbia per la debolezza di Marco , volevo provocarlo velatamente , volevo vederlo reagire.
- Lo sai che ho scoperto una cosa?
- Che cosa?
- Prima è uscito Francesco dal bagno , mentre stavo studiando , e si è messo qui davanti a me , era con solo le mutande… e…
- E…?
- Lo aveva grosso. (accentuai in maniera sexy la parola “grosso”)
- C-Cioè? C-che… (iniziò a impappinarsi)
- Come cioè… Il pene , quello che sto studiando , lo aveva… esagerato!
- Ah… davvero? Sei sicura? Perché a volte gli indumenti ingannano…
Mi stavo incazzando sempre più , la tua donna parla di cazzi altrui in maniera sensuale e lui che pensa , se fosse vero o meno.
- Lo ha una decina di volte più grosso del tuo.


Continua … eccome se continua…