i racconti di Milu
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Indice
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Note dell'autore:
Laura è la preside del liceo dove Davide insegna inglese, Marina è la compagna di Davide.
Arrivò il sabato dell'appuntamento. Il corso di recupero si teneva a scuola naturalmente, ogni primo sabato del mese alle 20.00 in punto.
Io e Marina eravamo in auto per raggiungere la scuola, la preside ci aveva dato appuntamento alle 18.00 per parlarci, di cosa non lo so, Marina miaveva detto pochissimo e io avevo le idee sempre più confuse al riguardo.
In auto era Marina a sostenere la conversazione, io ammetto di essere piuttosto preoccupato.
“La preside è molto bella, è molto sexy. se un uomo la vede pensa subito a come deve essere a letto.”
Lo penso pure io, ogni mattina che la vedo.
“E tu l’hai scoperto come è?” sorrido. Marina non risponde.
“Ha due gran belle tette.”
“Ma noi stasera stiamo andando là a scopare? O cosa?”
“Non so nulla, non mi ha detto niente. Ma non credo ci abbia convocati per fare conversazione. Mi accennato qualcosa, ma le stavo leccando la figa. enon ero molto presente. Vito mi stava fottendo da dietro, questa volta non nel culo.”
Io ero all'oscuro di tutto ma non riuscii ad incazzarmi, anzi adoravo ancora di più la mia donna.
Prima di scendere dall'auto le do un bacio e lei con la mano va in mezzo alle mie gambe, mi trova già un pò duro.
Viene ad aprirci la Preside. E' bellissima, il suo corpo esplode sotto il vestito, resto inebetito. Le due donne si salutano con un bacio, sulla bocca, con la lingua. Quando vedo la Preside palpare il culo alla mia donna il cazzo mi fa male dentro i pantaloni.
Finiscono di baciarsi, mi guardano e ridono.
Con fare autoritario la Preside mi afferra la cravatta, mi tira dentro. Stasera verrò formato al corso di recupero, è un compito che mi spetta.
Entriamo nella mia aula, le due donne mi si avvinghiano addosso. Faccio fatica a seguire tutti i movimenti, ma dopo poco io sono nudo. Loro due ancora completamente svestite.
“Oggi proverai quello che succede ai ragazzi a cui metti i voti bassi e capirai molte cose”
Non ho più nulla in contrario. Mi fanno inginocchiare sul pavimento e mettere con il petto su una sedia. Quattro mani e due bocche mi esplorano il corpo, la schiena, le gambe, il cazzo, il collo, le braccia, i piedi, il culo. Sto impazzendo e ora capisco perchè i maschi della classe non studiano più.
La Preside è un diavolo, autoritaria anche fuori scuola, anzi di più. Una vera Mistress. E non riesco a non offrirmi a lei. La preside ordina a Marina di leccarmi l'ano. Istintivamente inarco la schiena e le mie chiappe si schiudono. Marina trova il buchino e obbedisce. Non me lo aveva mai fatto in tanti anni, io invece spesso ed è sempre impazzita. Con la mano mi tocca il cazzo, è durissimo, sono agitato ma non voglio che smetta con la lingua. La preside ci aveva lasciati soli e ritorna con un paio di manette.
Mi torna in mente la goduria provata con le dita di Irma nel culo e capisco che essere un oggetto sessuale nelle mani di una donna è una delle sensazioni che preferisco.
La Preside mi stende le braccia in avanti, sento qualcosa attorno ai polsi e mi ritrovo ammanettato alla sedia. Sono un po’ confuso, non realizzo subito e comunque non mi viene da preoccuparmi.
Sento la Preside che continua a dare ordini: “Prova a infilargli un dito, comincia a prepararmelo.”
“Prepararlo per cosa?”
Marina anticipa la domanda che stavo per fare, ho un attimo un brivido, emozioni contrastanti.
“Per questo.”
La Preside si è sollevata la gonna, si sta allacciando in vita una cintura, dalla quale pende un pene di lattice. Sembra molto grosso.
Mi giro a guardare Marina che si è tirata su. Con la mano continua a tenermi il cazzo, ma si è immobilizzata. Mi guarda e sorride in modo perverso. Ho già visto quel sorriso, in lei colgo una grande eccitazione, mista a curiosità.
"Lui non vorrà, figuriamoci se accetta questa inversione di ruoli. Avrà paura di sembrare meno uomo mentre a me sembra molto poco virile averne paura.
"Si rifiuterà?" domanda la Preside come se io non ci fossi, come se non fosse a me che dovesse chiedere il permesso.
"Però mi sembra che il cazzo gli sia diventato più duro di prima. Possibile?" Marina rincara la dose.
“Cosa? No, no. Ma stiamo scherzando. Io sono venuto qui per scopare, non per essere scopato.”
cerco di dire.
“Dai, lasciatelo fare. A me piacerebbe. Se vuoi dimostrare di essere uomo non puoi aver paura di un cazzo finto. Tu quante donne hai inculato? E non sei capace una volta di fartelo fare a te?” mentre Marina mi dice queste cose mi ha già infilato un dito in culo e sta spargendo un olio che la Preside le ha passato.
Mi ricorda il lavoro di Irma e mi sta piacendo molto. Se ne accorgerà? Continuo a negare di volerlo.
“Se non vuoi farlo, perchè il tuo cazzo è così duro?”
“Perchè me lo stai toccando.” cerco di dire.
Le sue dita entrano facilmente nel mio ano, davanti a me c’è la Preside, eccitata, completamente vestita. Io nudo, col culo per aria e la schiena arcuata.
La Preside si china su di me per sussurrarmi nell’orecchio che fra poco mi sodomizzerà, proprio come fa con tutti i ragazzacci che prendono voti bassi nella mia materia.
"Ti infilerò questo bel cazzone di gomma nel culo e ti piacerà, come piace a tutti. E' bello essere la prima. Ti piacerà così tanto che non sarò l’ultima, puoi chiedere a Polla, mi pare sia il tuo alunno preferito no?"
"Forza, basta. Ho detto di no. E smettila di eccitarmi con quelle parole. Perchè aspetti? Perchè la tiri così in lungo? Tanto non ti dirò che lo voglio".
“Ok basta. Non vuole farlo, togliamogli le manette e lasciamo perdere.” decide la Preside seccata.
“Nooo, perchè?” Marina è delusissima.
Ho le mani libere ma non mi muovo. Quasi involontariamente inarco di più la schiena.
“Che stronza!” mormoro a mezza voce
“Perchè sarei una stronza? Ti ho liberato. Perchè non ti alzi?”
Sto zitto, non so cosa dire. O meglio lo saprei ma non riesco.
“Su, forse la tua ragazza, non ha capito. Dicci perchè non ti alzi.”
“Non mi alzo perchè non vedo l’ora che mi infili quel coso su per il culo. Prima stavo mentendo. Pensavo di conservare maggiore dignità facendo finta che non era una cosa che desideravo. Invece l’idea di farmi sodomizzare da una donna è da tempo un mio desiderio. Voglio provare quello che provate voi quando vi inculo. E farmelo fare da una donna ha dei risvolti psicologici di sottomissione e inversione dei ruoli che mi turbano. E mi eccitano. Farlo di fronte alla mia ragazza che mi guarda vogliosa è ancora più pazzesco. Voglio sembrare più troia di lei. E farmi sverginare da una donna come te rasenta la perfezione del sogno erotico.”
Ci fu un silenzio tremendo e interminabile.
“E' sufficiente?” mi apro le chiappe “sono pronto. Fammelo sentire.”
E' fantastico il contrasto con il corpo di lei, femminile ma dominante. Sto godendo. Il mio cazzo gocciola sperma.
Credo che l’incontro con questa donna ci aprirà strani mondi.
Mi lasciano esausto, steso per terra. La Preside ha lasciato il pene finto dentro di me. Pian piano lo spingo fuori.
Marina mi da un bacio e poi vado con la preside giu per le scale, mano nella mano.
“Mi ha eccitato tutto questo. Ora però sbrigiamoci che stanno arrivando i ragazzi per il corso di recupero”.
Note finali:
Cerco co-autori per arricchire la storia.
bimbominkia6@gmail.com