i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy webcam Chat  | ChoCam Mature webcam  |  Live18 |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Note dell'autore:

Ringrazio a tutti per le critiche e suggerimenti ricevuti, spero di poter migliorare...

Questo è un vecchio racconto che non ho mai pubblicato... spero sia di vostro gradimento.

- Le dispiacerebbe alzarsi un momento e venire di fronte la mia scrivania? - domanda abbassando gli occhiali per potermi scrutare meglio.
Pensavo il colloquio ora sarebbe finito con il classico "le faremo sapere" e me ne sarei andata senza ricevere più risposta, come già successo ormai in innumerevoli colloqui.

Con portamento professionale e senza scompormi troppo, mi alzo quindi dalla poltrona in pelle e come fossi su una stretta passerella, mi avvio verso la scrivania dell'uomo.
- La prego di fermarsi. - fa una pausa e poi, appoggiando gli occhiali sulla scrivania, dopo aver congiunto le mani e appoggiato i gomiti prosegue – torni a sedere e ripeta tutto da capo.-
Mi sorprendo per questa strana richiesta ma comunque, eseguo senza darci troppo peso. Mentre torno verso la poltrona l'uomo prosegue :

- Mi raccomando, questa volta sia naturale nei movimenti e non un freddo robot. Deve essere se stessa, disinvolta e.... si sleghi i capelli e si tolga la giacchetta – conclude la frase marcando bene le ultime parole.
Una volta seduta, slego quindi i capelli e tirando indietro la testa, con una mano cerco di sistemarli alla veloce.
Un colpo di tosse, deglutisco e dopo aver aperto i tre bottoni della mia giacchetta più elegante che avevo nell'armadio, la lascio scivolare lungo le braccia, lasciandola cadere sulla poltrona nel mentre che mi alzo.
- Quel colletto della camicia, così stretto! Non la sta strozzando? Se lo apra per cortesia. -
Questa strana confidenza e queste attenzioni verso la mia persona, mi stanno piano piano smontando il grosso muro di freddezza e distacco che mi ero posta di mantenere in ogni colloquio, così da poter sembrare una persona seria ed affidabile.
Faccio finta di essere a casa, faccio finta di essere scalza e di andare in cucina e non verso la scrivania del mio ipotetico futuro capo, mi apro il colletto di alcuni bottoni ed una volta di fronte a lui, mi appoggio con entrambe le mani sul piano freddo e scuro della grossa scrivania.
Solo allora, fissando il volto dell'uomo, mi rendo nuovamente conto di dove sono e tutta la mia disinvoltura, cade nuovamente, sopraffatta dalla tensione e dall'agitazione del colloquio.

Mi stacco quasi spaventata dalla scrivania e ricomponendo la mia postura, torno sull'attenti, come fossi parte di un plotone militare.

- Signorina, era perfetta, dovrebbe essere così disinvolta sempre. Qui vogliamo persone serie, affidabili ma soprattutto molto disinvolte. - dicendo così, si alza quindi dalla sua lussuosa poltrona e facendo il giro della scrivania mi raggiunge.
Una volta di fronte a me, sovrasta la mia piccola e fragile figura con il suo metro e novanta fasciato in un completo molto elegante ed una cravatta sgargiante.
Mette quindi le mani in tasca e senza togliermi gli occhi di dosso prosegue :

- Signorina, al mio fianco necessito di una persona seria, professionale, ma come ho detto poco fa, deve essere molto disinvolta sia con me che con i nostri importanti clienti. - fa una pausa e poi, appoggiando la sua mano destra sulla mia spalla, prosegue avvicinando il suo viso al mio – crede di riuscire in questo semplice compito ? - mi domanda infine attendendo immobile la mia risposta
- Si, credo di riuscirci è solo che ... è insolito – ammetto sorridendo mentre rimango inebriata dal suo profumo.

- Nella vita sono tante le cose insolite e le assicuro che anche i nostri clienti li troverà molto insoliti, quindi credo che anche lei, dovrà dimostrarsi insolita nel suo lavoro – poi sorridendo prosegue – ecco perchè nell'annuncio è specificato che la candidata deve essere intraprendente! - conclude staccandosi da me e andando a sedersi ora sul grosso divano in pelle.

- Venga, si sieda qui accanto a me – indica il posto affianco a lui nel grande divano.
Titubante ma sempre silenziosa, mi dirigo verso il posto indicato ed una volta seduta affianco a lui, non riesco a guardarlo. Fisso di fronte a me, fisso il nulla e attendo nervosamente la sua prossima mossa.
- Signorina, si metta a suo agio la prego. Si tolga quei sandali, le faranno sicuramente male i piedi visto che tacco vertiginoso portano! In questo lavoro lei sarà la mia ombra, dovrà sempre essere al mio fianco e di conseguenza dovrà esserci fiducia reciproca, altrimenti non potrà mai svolgere correttamente il suo lavoro. - mentre dice ciò, la sua mano destra si appoggia nuovamente sulla mia spalla.
Il contatto fisico con quell'uomo mi fa venire la pelle d'oca, poi finalmente riesco a voltarmi e a fissare il suo volto ed i suoi occhi color ghiaccio che sembrano volermi penetrare fin dentro l'animo.
- Mi parli di lei. Vive da sola? Ha un fidanzato? - mentre parla usa sempre un tono professionale che mi fa quasi rabbrividire visto il contenuto del discorso
- Si vivo da sola a pochi passi da qui, però attualmente non sto frequentando nessuno. - finisco la frase sorridendo nervosa mentre slaccio le fibbie dei sandali per poi sfilarli uno ad uno, riponendoli ordinati affianco ai miei piedi.

- Noto con piacere che piano piano si sta sciogliendo quella freddezza e distacco che le appartenevano appena entrata. - Afferma sorridente mentre senza smette di fissarmi in volto, con entrambe le mani raggiunge i miei occhiali e dopo avermeli tolti, li posa con delicatezza sul mobiletto posto dietro il divano.
Il suo non è affatto uno sguardo volgare, come quelli trovati in parecchi colloqui passati. Pur essendo interessato alla mia persona, rimane distaccato, quasi fosse un medico che mi sta visitando e che tastandomi una tetta, mi parla della partita di calcio del giorno precedente.
- Le posso fare una confidenza ? - mi domanda sorridente.
- Si mi dica pure – rispondo affrettandomi a muovere rapidamente il capo in senso affermativo.
- Le consiglio di indossare il corsetto, le servirà molto a mantenere una postura più corretta con la schiena ma rimanendo ugualmente disinvolta e rilassata nei movimenti – mi confida quasi premuroso.
- Immagino ne avrà a casa – continua senza mai cambiar tono.
- Si... Si signore, ma... signore.. ecco... - mi imbarazzo tantissimo ma non posso fare a meno di dirlo – i corsetti che posseggo, non credo siano proprio consoni – concludo la frase con il viso ormai in fiamme dal rossore che porta.
- Provocanti? Minimali ? Dai colori sgargianti? - domanda quasi sottovoce, assumendo un tono più confidenziale.
- Ecco, beh... Si... Esatto – rispondo nella vergogna più completa. Eppure quest'uomo riesce a tirare fuori da me, tutta la verità, semplicemente parlando e guardandomi come solo lui sa fare.
- Non si preoccupi, per il periodo di prova andranno benissimo, dopodiché, se sarà confermata nella sua mansione, non dovrà più preoccuparsi per queste cose. - spiega nuovamente con tono professionale.

 

L'uomo si dedica ora a mostrare la mia futura scrivania, come riporre i documenti, come utilizzare il telefono e poi mi mostra gli armadi e dove riporre sulla sua scrivania le situazioni ancora da vagliare o su cui bisogna prestare maggiori attenzioni.
Tutto questo succede mentre sono ancora scalza e cercando di immaginarmi a casa, provo ad essere più disinvolta possibile. Ma tutto quando viene nuovamente smontato quando mi chiede il perchè abbia scelto dei pantaloni eleganti al posto della gonna.
- Non è mica un uomo. Lei è una donna. - afferma freddamente.
- Dovrò indossare sempre la gonna signore ? - domando a capo chino, quasi come fossi stata appena punita.
- Certamente o se preferisce vanno bene anche abiti interi. Valorizzi il suo splendido corpo e vedrà che valorizzerà anche l'azienda ! - conclude prima di tornare a sedere sul divano.
- Come desidera – dico nuovamente imbarazzata!
- Senta ma è sicura di aver scritto l'età giusta sul suo curriculum? Mi sembra così giovane con quel viso.
Ovviamente i complimenti mi fanno sempre piacere ma dire bugie non è il mio caso, quindi confermo la mia età ricevendo ulteriori complimenti.


- Ottimo, sono sicuro che andremo d'accordo. - mi invita verso l'uscita dal suo studio – vada al piano inferiore e chieda di Federica. Intanto io annuncio del suo arrivo. - poi stringendomi la mano e sorridendo, conclude – complimenti, il suo periodo di prova inizierà dal prossimo lunedì. L'attendo puntuale alle 08.30 qui nel mio ufficio. Ah già, quasi dimenticavo! Si rivesta pure -
Io come una stupida, stavo per uscire ancora scalza e con la camicetta sbottonata.

 

Note finali:

per commenti, critiche, suggerimenti o altro : lokrost@mail.com