i racconti di Milu
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Qualche sera fa ero particolarmente annoiato, non avevo voglia di star steso sul letto a segarmi e neanche di impalarmi sopra il meraviglioso cazzo del bambolo di gomma che uso per calmare le mie voglie quando non trovo nessuno che mi scopa.
Così sono entrato in una chat ed ho cominciato a conversare con un ragazzo, mi ha raccontato di avere 20 anni, di non essere mai stato ne con una ragazza ne con un maschio e di avere da tempo fantasie nelle quali veniva brutalmente sodomizzato.
Si era rivolto a me perché nel profilo della chat avevo specificato di essere passivo e voleva un consiglio da qualcuno che aveva esperienza. So cosa si prova quando si ha il desiderio di prenderlo nel culo ma non si è ancora fatto il primo passo, desideri che qualcuno ti prenda con la forza così “non sarà stata colpa tua”, ci sono passato anch'io molti anni fa ed ho avuto la fortuna che il mio desiderio segreto si sia avverato, da allora chilometri di cazzo hanno fatto su e giù per l'ultimo tratto del mio intestino e, lo ammetto, litri di sborra lo hanno riempito.
Ma come mi diceva uno con cui stavo anni fa, che da giovane era passivo ed ha poi scoperto il suo lato attivo avanti con gli anni: “col tempo, invecchiando, inizi a sentirti meno figa ed inizia a venirti la voglia di restituire quello che prima ti piaceva subire, se hai la fortuna di incontrare un bel ventenne, magro e liscio (com'ero io allora) l'impulso di sfondarlo si fa sentire e comincia a venirti la voglia di sentire il cazzo avvolto da un culo bello stretto”. Infatti le voglie e le curiosità di quel ragazzo mi stavano stuzzicando parecchio e mentre chattavo con lui ho cominciato a fantasticare sull'idea di incularmelo per bene.
Così ad un certo punto ho cominciato a fargli qualche proposta alla quale lui rispondeva con molta titubanza, finché ho cominciato ad invitarlo insistentemente a venirmi a trovare a casa per creare un'occasione davanti alla quale, se poi avesse voluto tirarsi indietro, io non l'avrei forzato.
Era tentato, si capiva, ed in più c'era il vantaggio che abitava a meno di un'ora di macchina da me, ma non aveva il coraggio di fare il passo, io dal lato mio continuavo a rassicurarlo dicendogli che l'ideale era farlo con uno come me, che aveva esperienza da passivo ed avrebbe saputo farlo divertire senza fargli male.
Persa tutta la serata non sono riuscito a convincerlo, e forse è stato meglio per lui perché mi ero eccitato a tal punto che se l'avessi avuto sotto le mie grinfie altro che rispettarlo se avesse voluto tirarsi indietro, me lo sarei inculato senza pietà sicuro del fatto che dopo qualche pianto e qualche urlo di dolore mi avrebbe ringraziato come io feci quando mi capitò la prima volta.
La sera successiva però stessa noia, entro nella stessa chat con lo stesso nick name, si fa subito vivo lui e mi scrive: “sono contento di averti ritrovato, sai vorrei almeno conoscerti, però non so se voglio arrivare fino in fondo, ci possiamo incontrare?”.
Gli dico di si e lo invito ad incontrarci in un pub a metà strada fra casa mia e casa sua.
Ci troviamo nel parcheggio, è proprio un bel bocconcino, tra l'altro fisicamente più piccolo di me quindi anche invitante da sbattere sul letto e montargli sopra, ci salutiamo ed entriamo al pub, ci sediamo a un tavolo e ordiniamo da bere, parliamo del più e del meno ma non di sesso finché a un certo punto mi dice: “allora? Che facciamo? Me la vuoi dare questa opportunità?”.
Io gli rispondo che ovviamente sono disposto a sacrificarmi per far felice un giovane carino come lui, ci facciamo una risata e lo invito a casa mia. Usciamo e saliamo sulla mia macchina, mentre andiamo verso casa mia c'è un silenzio quasi imbarazzante che a un certo punto lui rompe dicendo: “nei film porno questo è il momento in cui io dovrei abbassare la testa sulla tua patta, tirarti fuori il cazzo e farti un bel pompino ma non me la sento, scusami”.
Io scoppio a ridere e gli dico di stare tranquillo, che non c'è un copione standard e non siamo obbligati a seguire una procedura particolare, potrebbe anche succedere che andiamo a casa mia, lui non si sente di fare nulla e lo riporto al parcheggio del pub a riprendere la sua macchina senza problemi. Poi con aria maliziosa gli dico: “e se proprio vogliamo dirla tutta, in altri film porno questo sarebbe il momento in cui io lascio la strada principale, mi infilo in qualche bosco, mi fermo, ti strappo i pantaloni e ti violento”. Lui per un attimo si mette serio e sta in silenzio, poi ci guardiamo e scoppiamo a ridere, da quel momento l'atmosfera si fa giocosa e per tutto il tragitto non facciamo che parlare di cazzi, di culi, di inculate e di pompini.
Arriviamo a casa mia, apro la porta e ci accomodiamo, vista l'atmosfera giocosa di prima con lo stesso tono gli do una manata sul culo e lui, sorridendo, mi dice: “hey, vacci piano, sono un ragazzo serio io!”.
Lo afferro, lo giro di spalle rispetto a me e lo spingo contro la porta chiusa bloccandolo col peso del mio corpo e premendo il mio cazzo già duro contro di lui, lui inarca la schiena offrendomi il culo, stiamo un po' li a mimare l'amplesso poi ad un certo punto si divincola e mi dice: “scusami, non me la sento, lasciami un po' di tempo”.
Annuisco e lo invito a sedersi sul divano, accendo la televisione poi gli dico: “sai cosa aiuterebbe?”, “cosa?” risponde lui, e io: “se ci mettessimo tutti e due nudi e ci guardassimo un film porno?”
Mi dice che va bene ma vuole che mi spogli prima io, lo faccio e ho il cazzo ancora duro da prima, allora lui mi dice: “è questo che dovrebbe entrare nel mio culetto? Ci sto ripensando davvero”.
Mi metto a ridere e lo tranquillizzo dicendogli: “fidati, io ne ho presi tanti, alcuni di dimensioni ridicole mi hanno fatto male, altri che sembravano enormi mi hanno fatto godere come una troia, dipende da chi lo usa, non puoi immaginare cosa è passato qua dentro” gli dico indicando il mio culo.
A quel punto si spoglia anche lui, siamo seduti sul divano uno a fianco all'altro e io metto un bel film porno, ovviamente gay.
Dopo poco che guardiamo il film i nostri cazzi sono duri e la nostra nudità non ci permette di nasconderlo, io lo guardo e gli dico: “è così che sei imbarazzato tu?”. Lui borbotta qualcosa come se volesse giustificarsi di quello che, in fondo, è normalissimo, allora io gli prendo la testa e gliela tiro sul mio cazzo, cerco di infilarglielo in bocca ma lui non la apre e continua a voltarsi, poi mi dice: “non me la sento, piuttosto lo prendo nel culo ma non mi sento ancora pronto a fare un pompino”.
Lo capisco, all'inizio lo prendi nel culo ma ti fa schifo prenderlo in bocca e anche baciare, lo lascio, lui si rimette seduto e mi chiede scusa per la sua titubanza, io lo tranquillizzo poi con fare giocoso gli dico: “adesso ti inculo”, lui “no!” e iniziamo a fare la lotta sul divano.
Ogni scusa è buona per toccargli il culo o per strusciargli addosso il cazzo e lui sta al gioco, a un certo punto faccio in modo di finire sotto di lui con lui seduto sul mio cazzo, senza però averlo infilato, ci fermiamo e ci guardiamo negli occhi e a quel punto gli dico: “sei pronto?” e lui: “credo di si”.
“Aspetta”, gli dico io, poi mi alzo dal divano, lo prendo per mano e lo tiro verso il tavolo della cucina, apro il frigo e prendo il burro, lo faccio piegare in avanti ed inizio a lubrificarlo per bene, l'ultimo pezzo ancora freddo e solido glielo spingo dentro così col calore si scioglierà e lubrificherà anche l'interno, ormai sono esperto in questa cosa, poi con la mano unta di burro mi ungo bene il cazzo, mi metto dietro di lui ed inizio a strofinargli la cappella contro l'ano. Lui è teso, si aspetta che provi a penetrarlo da un momento all'altro poi mi dice: “fai piano, ti prego”, io gli rispondo: “non crederai mica che ti inculi la prima volta in questa posizione, ti farebbe male e non vorresti più”.
Poi gli ho chiesto: “ti sei già infilato degli oggetti, vero?”
“Si” ha risposto lui.
“Allora vieni con me, andiamo in camera da letto” gli dissi. Mi stesi sul letto e lo invitai a impalarsi sopra il mio cazzo a smorzacandela, lui si mise a cavalcioni sopra di me, prese il mio cazzo con la mano e lo guidò verso il suo buco, gli dissi di fare con calma ma dopo un po' che stava li senza decidersi a lasciarsi cadere infilzandosi su di me mi disse: “scusa, non ho il coraggio, devi prendere una decisione tu perché non voglio andarmene di qua vergine, ma mi sa che se non mi forzi un po' finiremo per non fare niente”.
A quel punto mi sedetti sul letto ed iniziai di nuovo a fare la lotta con lui, lo presi, lo misi steso sulle mie ginocchia e iniziai a sculacciarlo, sembrava piacergli anche se nella recita dei ruoli diceva di no, poi cominciai a dirgli: “sai sei stato cattivo, dovrei allargarti il buco con le dita per prepararti ma devi soffrire, altrimenti che punizione è?”.
Poi lo presi, lo feci stendere a pancia in giù e gli feci aprire le gambe, mi infilai fra le sue cosce e guidai con la mano il mio cazzo contro il suo buco.
Adesso la mia cappella era li, appoggiata e pronta a entrare, c'era talmente tanto di quel burro che sarebbe bastato uno sternuto per farlo allo spiedo, ero pronto per iniziare a spingere quando mi accorsi che tremava.
Così cominciai a leccargli il collo e le orecchie e gli dissi: “sai, hai sbagliato a non voler fare lo smorza candela, questa è la posizione meno adatta per prenderlo la prima volta, di solito o si fa lo smorza candela o ci si mette a cucchiaio, su un fianco, da qua non puoi scappare ed inoltre fa più male, quando vado con quelli col cazzo piccolo mi faccio sempre scopare così perché sembra più grande”.
A quel punto lui mi prega di cambiare posizione e metterci su un fianco ma io gli rispondo che è tardi, spingo deciso ed entro, e lui sente talmente male che gli si blocca il respiro, con una mano batte sul cuscino come un lottatore di wrestling quando chiede time out, mentre l'altra la passa lungo il fianco, la appoggia al mio bacino e cerca di spingermi indietro.
“Troppo tardi”, gli dico, do un altro colpo secco e infilo quel poco che ancora era rimasto fuori, come se non bastasse con le mie gambe avvolgo le sue e lo costringo a chiuderle, poi inizio a muovermi su e giù come un forsennato.
“Ti piace?” gli chiedo, e lui: “non lo so, fa male”.
“Tanto non smetterò” gli rispondo, e lui: “ma non voglio che tu smetta”.
Me lo scopo di forza, senza pietà e lui è un'autentica puttanella nata, sente male, si capisce, ma gli piace, a un certo punto mi accorgo che sta venendo. Cazzo che fortunato che è sto ragazzo, la prima volta che lo prende nel culo trova uno che lo fa venire senza toccarsi l'uccello, questo il cazzo non lo molla più, è sicuro!
Ansima per qualche secondo ma non ha capito cosa gli è successo, poi mi chiede: “cos'è stato?” e io: “sei venuto”.
“Ma come? Senza menarmelo? Ma com'è possibile?”
“E' la stimolazione della prostata, pochi fortunati ci riescono subito” gli rispondo.
“Ok, ma adesso fermati, ti prego, non voglio più” mi dice.
“E' qua che viene il bello”, gli rispondo, “le prime volte dopo che sei venuto non vuoi più niente nel culo e ti senti sporco e in colpa non sai nemmeno tu per cosa, ma poi passa, tranquillo, solo che adesso devo venire anch'io e il fatto che tu non voglia mi sta eccitando”.
“Toglilo, ti prego, ti faccio un pompino”, mi dice lui.
“Non se ne parla” dico io, “tra un po' mi ringrazierai, fidati”.
Io continuo a scopargli il culo e lui continua a chiedermi di smettere, finché mi minaccia di mettersi a urlare, io non aspettavo altro, gli metto una mano sulla bocca per farlo tacere e lo scopo più forte, fregandomene se gli farò male. Vado avanti così ancora un paio di minuti poi anch'io scoppio dentro il suo culo stretto riempiendolo di sborra.
Gli do un bacio su una spalla e gli chiedo scusa per non essermi fermato, lui si volta, mi guarda e mi dice: “avevi ragione”.
“Su cosa?” chiedo io.
“Sul fatto che ti avrei ringraziato”.
Ci facciamo una risata poi ci mettiamo su un fianco, io lo abbraccio da dietro ma il mio cazzo dopo l'orgasmo si è ammosciato e il suo culo l'ha sputato fuori, lui mi confessa che ha paura ad alzarsi e mi racconta un sacco di fandonie che gli sono state riferite sull' “effetto clistere” e sul fatto che dopo averlo preso nel culo si diventa incontinenti. Mi metto a ridere poi mi alzo e lo invito a seguirmi in bagno, lo faccio sedere sul water e lo invito a lasciare tutto quello che gli ho messo dentro.
“Davanti a te?” mi chiede imbarazzato, e io: “si, diventeremo più intimi, lascia andare tutto”.
Non se lo fa dire due volte, si lascia andare poi prende la carta igienica per pulirsi e lo invito a controllare se c'è sangue, lui si strofina, poi guarda la carta e resta senza parole: “cazzo, è tutto insanguinato, mi hai rotto il culo”.
“Ho voluto esserti vicino apposta, sapevo che sarebbe successo, tranquillo che non è niente, è solo qualche taglietto, a me una volta si è quasi rotto davvero e il sangue mi gocciolava giù lungo le cosce a mo di rubinetto, eppure sono ancora qua, tranquillo che non è nulla”.
Ci siamo fatti una doccia assieme, io gli ho lavato il culo e lui mi ha lavato il cazzo anche perché volevo che ci prendesse un po' di confidenza visto che prima di riportarlo alla macchina volevo un pompino.
Torniamo in sala sul divano, il porno in TV è ancora la che va e lui mi dice che si sente un po' in colpa per essersi lasciato inculare così.
“In colpa di cosa?” gli chiedo, “ti sei divertito?”
“Si” risponde lui.
“E allora dov'è il problema? Hai fatto del male a qualcuno? No, eravamo fra persone adulte e consenzienti, che c'è di male?”
“Ma mi sento come violato, sporco” mi risponde lui.
“So io cosa ti farebbe stare meglio, la vendetta”.
“In che senso?” mi chiede.
“Nel senso che avresti bisogno di fare a me quello che io ho fatto a te, per sentirti ancora maschio”.
“Beh, non ti nascondo che mi piacerebbe” risponde lui.
Mi alzo, mi imburro il culo e mi metto a pecora sulla poltrona della sala afferrando lo schienale poi gli dico: “ecco qua, tutto tuo”.
Si mette dietro di me, appoggia il cazzo poi mi dice: “ma io vorrei fartelo nella stessa posizione in cui me l'hai fatto tu”.
Corriamo in camera da letto, spegniamo la luce, mi stendo a pancia in giù e lui mi sale sopra, appoggia il cazzo al mio culo poi mi chiede di dirgli quando può entrare, gli rispondo di spingere senza alcun rispetto e a quel punto è l'istinto a guidarlo.
Mi fa il culo per una mezz'ora buona visto che le sue palle si erano scaricate con l'orgasmo di prima, mentre mi scopa io gli prendo le mani e gli succhio le dita, lui ci prende gusto e inizia a baciarmi sulla schiena, sulle spalle e sul collo finché sento che il suo cazzo scoppia dentro il mio culo.
“Scusa” mi dice dopo essermi venuto dentro.
“E di cosa?” gli rispondo io, “hai fatto benissimo”.
“Posso dormire qua questa notte? Tanto i miei sono in vacanza nella casa in montagna e non mi aspetta nessuno”.
“Pensi davvero che dormiremmo?” gli chiedo con aria maliziosa.
Così abbiamo passato la notte a farci il culo a vicenda e a spompinarci e segarci come pazzi, ci siamo addormentati abbracciati sul far della mattina e quando ci siamo svegliati, visto che era domenica, abbiamo passato la giornata chiusi in casa a scopare tutto il giorno.
L'ho riaccompagnato a riprendere la sua macchina nel parcheggio del pub in tarda serata e ci siamo salutati con la promessa che ci saremmo rivisti ancora.
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti scrivimi a gabrihole@email.it