i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy webcam Chat  | ChoCam Mature webcam  |  Live18 |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
La osservo sbottonarmi senza fretta la camicetta mentre mi sorride, rassicurandomi che è tutto a posto. In realtà, in qualità di madre dovrei essere io a farlo, invece è lei, mia figlia, quella ventiduenne introversa e riservata con cui ho un buon rapporto fin da quando ero adolescente. Ardo dal piacere intanto che lei continuava con inarrestabile malizia; la sua mano adesso scorre tra i miei capelli, le sue dita filtrano le mie ciocche. Gli chiedo costa sta facendo, ma lei non risponde, anzi mi bacia. Le sue labbra si posano sulle mie, sento il sapore del suo rossetto, si uniscono, poi si salutano, così per diverse volte. Avverto le sue mani scorrere sul mio ventre e le sue unghie graffiarmi superficialmente dall'ombelico fino alla cintura. La libido scorre nelle mie vene, rendendo mio marito un vano ricordo; ormai al centro dei miei pensieri c'è solo lei, Vanessa. Il mio respiro diventa irregolare nel frattempo che il suo affetto mi slaccia la cintura e cala la zip dei miei jeans blu. Il mio collo è al centro delle sue attenzioni; lo bacia appassionatamente e non posso fare altro che gemere. Inizio ad ansimare e a grondare di umori. Non mi sarei mai aspettata di ricevere un simile affetto dalla mia giovane sosia che ora riesce a sfilarmi con leggiadria la camicetta viola aderente. Le faccio subito notare che ho bisogno del suo aiuto proprio lì, in mezzo alle gambe e annuisce. Sa esattamente cosa voglio, ma nella posizione in cui sono adesso si troverebbe alquanto scomoda. Finisco di sfilarmi la cintura e la tiro sui sedili posteriori, poi apro lo sportello e scendo, rimanendo colpita da ciò che mi circonda: siamo immerse nella natura, distese di alberi non permettono di vedere l'orizzonte, ma filtrano egregiamente la luce del cielo di mezzodì, gli uccelli canticchiano armoniose melodie riempiendo quello che ai miei occhi si dipinge come un grande bosco. Faccio qualche passo, qualcosa mi punzecchia sotto le piante dei piedi. Una distesa di aghi di pino ci fa da tappeto e avverto il bisogno di sapere dove siamo esattamente, ma riesco solo a pensare a cosa accadrà di lì a poco. Lei mi sorride, mi strizza l'occhio e mi rassicura ancora una volta, ma io mi sento strana e così mi appoggio al cofano della vettura. I palmi delle mie mani avvertono il calore del motore, devo riprendermi, tutto quel trambusto mi ha scosso, ma lei non mi lascia un attimo. Mi accarezza con delicatezza le spalle, avverto il suo tocco caldo e morbido sulla mia pelle e mi lascio pervadere da una forte sensazione di benessere. In un istante l'energia che sentivo mancare torna a scorrere in me, travolgendomi come un fiume in piena. I suoi occhi color nocciola sono così splendidi e mi lascio catturare dal suo sguardo, mentre prendo coscienza che il mio reggiseno sta calando lungo le mie spalle e dopo poco mi sento vulnerabile. Nell'istante in cui realizzo ciò, lei ha iniziato a soppesare i miei seni floridi e a giocare con loro. Percepisco brividi di piacere attraversarmi il corpo, alcuni si trasformano in pelle d'oca, altri colpiscono la mia mente facendo aumentare la passione, accecandomi ogni razionalità. Non riesco più a pensare ad altro, solo al puro godimento. I miei capezzoli ora sono duri e turgidi come chiodi, la mia intimità un lago, e in me avverto sempre più il bisogno di averla al mio fianco, mentre la guardo inginocchiarsi e la assisto nel farmi sfilare i pantaloni che ripongo con cura sopra al cofano. Lei inizia ad accarezzarmi amabilmente le mie cosce nude ed io le pongo una mano dietro la nuca, sentendo i suoi ricci biondi filtrare tra le mie dita, fremendo, diventando tremendamente impaziente. Voglio essere amata e al momento mia figlia è l'unica persona in grado di soddisfare i miei desideri. Faccio da parte tutti i miei pensieri e accolgo il suo affetto: con un semplice gesto mi scosta il mio perizoma e la sua lingua mi lascia senza fiato, facendomi provare fin dalle prime pennellate emozioni fortissime. Colpo dopo colpo cado sempre di più nel torpore del piacere e ormai non la visualizzo più come figlia, ma come amante. All'improvviso, però, mi sento svenire, percepisco la sua lingua premere sul mio clitoride, le sue dita insinuarsi piacevolmente al mio interno. Inizia a penetrarmi con dolcezza e decido di rivolgergli uno sguardo. Grido di piacere nel frattempo che stabilisco un contatto visivo, le contrazioni scuotono il mio animo, ma le sue dita non mollano e continuano a esplorarmi sempre più velocemente, mentre pian piano il piacere arriva alla sua conclusione. Vanessa mi sorride, arrossisce, estrae le sue dita pregne dei miei umori da me, poi se le porta in bocca e le assapora con grande malizia, gustandoli per bene. Nonostante tutto sia accaduto così in fretta, i miei bollori ancora non si sono placati e il mio sguardo brilla di una luce intensa. Vederla rialzarsi in piedi e tornare in macchina mi riempie di gioia: sono così entusiasta che mia figlia mi abbia fatto godere in quel modo e meravigliata dalla sua seducente bellezza e abilità.

Con un gesto mi fa cenno di andare da lei e la vedo aprire il cassettino del cruscotto lato passeggero. Subito i miei occhi avvistano un oggetto particolare, nuovo, che stimola la mia fantasia: ha le sembianze di un membro maschile ed è di colore viola. Chiedo a mia figlia cos'è e lei mi risponde con prontezza:

-"Mamma questo è un dildo... Tieni, prendilo, usalo per darmi piacere, penetrami come faceva papà con te!"-

Lei allarga le gambe e mi dice di inserirlo lì, tra le cosce. È seduta sul sedile, ho paura che possa sporcarlo, ma non importa, voglio solo che Vanessa goda come ho fatto io. Così lo inserisco lentamente nella sua intimità e lei m’intima subito di muoverlo come facevano le sue dita al mio interno. Seguo le sue istruzioni e comincio a penetrarla con calma, ma lei lo afferra e lo spinge con forza dentro di lei fino a raggiungere il massimo. Capisco che devo accelerare il ritmo e, con movimenti sempre più veloci e più spinti, lei urla, mi grida di non fermarmi, inarca la schiena, muove il bacino, respira irregolarmente e... viene, lasciandosi pervadere da un piacere che la porta in alto e poi la riporta vertiginosamente con i piedi per terra. Il suo piacere culmina e ci uniamo in uno schiocco potente, pieno di lingua. Quando ci sciogliamo, lei mi sussurra all'orecchio parole che mi colpiscono al cuore:

-"Ti adoro mamma... sei la migliore..."-
Note finali:
Per qualsiasi feedback o commenti a.scrittore@outlook.it