i racconti di Milu
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[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
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Note:
MI ADATTO AL PEGGIOR QUARTIERE POPOLARE ED ALLA SUA GENTE, GLI SCIMMIONI.
Note dell'autore:
VOGLIO UN UOMO BELLISSIMO,INNAMORATO E PIENO DI SOLDI.
Un uomo sopra, che fa i comodi suoi...non mi piace.

Venivo da una scuola di suore ed andavo anche discretamente bene. La prima della classe no ma tra le “discretamente brave”. Nonna, la sorella della nonna anzi, la unica parente rimasta, ha dovuto accettare un lavoro qui, a Milano, fuori Milano anzi, ed io ho dovuto cambiare scuola, lasciare amiche ed amici, vivere dentro il “Gabbione”, uno sfasciato blocco di case popolari costruito in parte e mai finito dove era esistito un insieme di depositi di corriere, tram e officine. La gabbia si chiamava quel posto e Gabbia chiamano ancora adesso il gruppo di case.

Noi siamo le scimmie, scimmie in gabbia.
Da poco, ma la scuola era già cominciata e mi hanno messa nella classe con meno gente, tutti ripetenti. Ragazze per lo più. Gasate, orgogliose quasi di essere la teppa di una scuola che già non brillava ed avevano modi anche peggiori della loro fama. Qualche tempo e mi sono adeguata. Viverci insieme altrimenti sarebbe stato impossibile. Alcune, nate nel gabbione, sono diventate le mie amiche...se una sembrava immusonita la battuta d' obbligo era del tipo: ieri hai scopato senza il preservativo che sei così proccupata?

La raccomandazione che facevano a noi ragazzette ma anche ai ragazzetti era, tornando a casa, di scendere due fermate prima del capolinea e di fare tutto il giro evitando la parte di muri cadenti e lo sfasciume dei vecchi parcheggi e depositi. Una bella sgambata. Qualche volta gli si dava retta ma spesso no, sopratutto se si era in gruppo come quella sera. Rumori improvvisi, uomini che gridavano, ubriachi... Gli altri sono scappati, io ho pensato di nascondermi. Gli ubriachi hanno preso un' altra strada ma subito dopo mi son ritrovata con la gonna di lana sopra la testa, uno straccio in bocca ed un cazzo nel culo. Da svenire e non solo per lo spavento.

Un altro aveva altre preferenze, se lo è fatto succhiare ed il terzo che forse me la avrebbe rotta ha preso il fugone con gli altri due sentendo altri rumori, altra gente che arrivava. Io ho perso tempo a cercare i vestiti, le mutande che ho scoperto avevano usato come straccio ed il reggipetto che me le aveva tenute ferme in bocca. Non potevo scappare mezza nuda ed ho dovuto nascondermi di nuovo, rivestirmi alla meno peggio e dopo, certa che si erano allontanati anche gli ultimi scappare a casa.


-Se fiati sappiamo dove trovarti ed abbiamo le fotografie.- Lo avevano sibilato scappando ed avevo anche vista la vecchia macchina fotografica...sentito gli scatti, i clic, tanti, tantissimi mentre ero col culo all' aria e dopo con un cazzo in bocca fino in gola.

Torno ancora a quei momenti eterni, vergogna e paura. Erano ragazzi qui del gabbione e li conoscevo di vista. Ero stranita, qualsiasi cosa pur di non sentire che mi tiravano giù le mutande, che mi facevano le foto, che mi mettevano nuda. Mi avrebbero "fatta", me la volevano rompere.
Gridavo per quel che si può gridare con la bocca piena di uno straccio puzzolente tenuto fermo dal mio reggipetto. erano in tre e faticavano a tenermi ferma. Sento ancora oggi, dopo anni, il cazzo di uno rugarmi nella riga del culo mentre gli altri due mi palpano tra le gambe, le tette...tenendomi ferma...e ridono dicendosi quello che volevano farmi.

Sento la voce dietro di me: -è un mucchio di tempo che voglio romperti il culo,- - vedrai che ti piace-dice un altro .- Stai ferma stronza. Stai ferma.- -Va la, è la prima volta che invece di prenderlo nel culo, ce lo metti e non sei proprio capace.- Risate ed ancora risate. Io rido di meno, urlo di dolore dentro lo straccio che poi sono le mie mutandine, un milione di spilli roventi mentre me lo ficca dentro di forza, sono certa che il culo si rompa, me lo ha rotto... quasi svengo, poi spero di svenire, di morire.

Mi sta chiavando il culo e fa male da morire. Non mi difendo più. Non devono più tenermi ferma, fa quello che vuole...ed il cazzo dell' altro, dopo minacce, me le ricordo appena, ma non riesco neppure più a difendermi, mi entra fin quasi in gola e vomito. Lo stronzo si è tirato indietro rimettendomi "in posizione" con uno schiaffone e tirandomi per i capelli. -Succhiamelo stronza e fallo bene, se no...- Poi altri rumori, altra gente ed a prendere il fugone sono stati loro tre. Io non potevo, a stento mi trascino qualche passo più in la. Poi, senza smettere di piangere mi sono rivestita come potevo.

Dopo qualche tempo, senza mutande, quelle non le ho trovate, sono andata a casa con il culo rotto e la sbora dell' altro stronzo in bocca. Ho continuato a sputare per tutta la strada camminando come potevo, sbilenca, a gambe larghe.
Si, ho ancora presente il dolore dietro e lo schifo in bocca.
Poi un lampo. Non me la avevano rotta! Ero ancora vergine.
Non me la avevano rotta e se anche il culo mi bruciava da morire...davanti sarebbe stato peggio, definitivo. Si, molto peggio che riempirmi di crema nivea per giorni, cainando e maledicendoli tutte le volte che dovevo andare al cesso ed avendo sempre presente lo schifo della sbora di quello stronzo riempirmi la bocca.

Li vedevo in distanza ma sono sempre riuscita a farla franca. A girare al largo. Volevano solo parlare era chiaro e sapevo cosa volessero dirmi, due possibilità almeno.

Prima possibilità, stai zitta o...abbiamo le foto...

Seconda possibiltà, vogliamo continuare a "vederti", se no, ci sono le foto.

Che mi mollassero era improbabile...sapevo poi benissimo come tutte le ragazzine del posto che a denunciarli senza prove, la pula avrebbe fatto ben poco, i genitori avrebbero urlato o poco più con quei figli di puttana, difendendoli anzi, almeno in pubblico. -Quei poveri figli innocenti calunniati da quella puttanella.- Io sarei passata per tutti come una gran puttana. -Così giovane e già una troia fatta e finita- avrebbero detto non solo parenti ed amici ma anche molti degli altri, i più.
Ci ho ragionati su, mi sono preparata.
Si sono rifatti vivi e mi son fermata a parlare. Il classico o...o. Abbiamo le foto. Quindi non solo continui a stare zitta ma continuiamo a vederci. Ed io se pur scemetta giovane ed inesperta gli ho creduto cedendo su quasi tutta la linea ma anche loro hanno creduto e ceduto qualcosa a me.

-Voi avete le foto ed io so chi siete. Il culo va bene e ve lo succhio, ma niente altro, vi denuncio altrimenti. L' altra cosa non si tocca-. L' altra cosa, non la figa, non osavo ancora, con dei maschietti, neppure dirlo.
Dobbiamo però discutere. Mica potete pensare di venire quando volete...

Mi hanno ascoltata anche perchè mi avevano aiutata ad imbucare una lettera...-e questo è il testo- ho detto loro quel giorno. Nome, cognome, età, indirizzo. Quello che mi avete fatto, quando e come, ed in più le foto come ricatto. Se mi succede qualche cosa, qualsiasi cosa, vengono a predere voi.

Eravamo in corte ma in disparte e troia è stata la cosa più gentile che mi hanno detto. Sapevo di averli in mano ma avevano amici, tanti, potevano mettere su qualcosa, farmene pentire come in quel momento minacciavano...- e se pensi di mandare a monte quello che ti abiamo detto, quello che hai promesso...- a questo appunto avevo pensato e ragionato, come poter evitare il peggio. Dovevo avere anch' io delle armi per difendermi.

-Abbiamo discusso senza concludere niente, non ho promesso niente. Non voglio tirarmi indietro ma dovete accettare quel che chiedo e rispettare poi i patti.-
Era l' unico modo per venirne fuori. Il culo me lo avevano rotto ed il sapore della sbora lo avrei ricordato per tutta la vita. -Quella però non si tocca, neppure la sfiorate altrimenti...e se mi succede qualcosa, la lettera vi fa andare al riformatorio e poi in galera, aiutandomi ad imbucarla vi siete castrati da soli.-

Non c' era scritto niente nella lettera, un foglio bianco ma loro non lo sapevano -e sulla busta ci sono persino le vostre impronte digitali.- Tutti da noi sanno che non ci si scappa, con le impronte ti beccano. Occhiate feroci ed altre parolacce...poi abbiamo cominciato a discutere, per giorni...avevamo idee diverse. Loro insistevano ancora sia pure senza convinzione di volermi chiavare e tutti i giorni. Tutte le volte che ne avevano voglia.

-Si, cazzo, ad uno di voi gli tira e suona dicendo di andare con lui a scopare...Primo, non si scopa, non in quel modo almeno. Dietro e pompini. Quando e come lo discutiamo insieme.-
Su questo si arrivò abbastanza in fretta a trovarci daccordo. Sul resto però volevano essere liberi di fare i loro comodi. Quando e come volevano, anche tutti i giorni.
Discutevo di una cosa alla volta, se cercavano di fare diverso, se incasinavano il discorso, me ne andavo.
Io volevo "incontrarli" tutti insieme un volta alla settimana in un giorno prefissato. Loro avrebbero preferito una maggior comodità...io non mollavo, il tempo giocava per me. Fino a quando non ci si metteva daccordo restavano a bocca asciutta.

-Va bene accetto, due volte la settimana, ma, non da subito e poi ci sono altre cose da decidere..- Come non cominciare da subito ad esempio. -Come non capisci perchè aspettare? Ti spacco il culo e capisci subito, me lo hai rotto, mi fa ancora troppo male- ed ho ottenute altre due settimane durante le quali avrei preso in culo solo uno di loro e non due...
Ho controllato che il posto scelto andasse bene. Di quegli stronzetti non mi fido, avevo pensato. Lo abbiamo pulito un poco, abbiamo portato qualcosa, il necessario per renderlo meno indecente. Qualche giorno ed è cominciata. Una volta alla settimana davo il culo ad uno e succhiavo l' uccello agli altri due. Si era detto due volte la settimana ma ho potuto tirare avanti qualche tempo come all' inizio, poi due volte alla settimana.

Il buco del sedere protestava sempre meno e di Diademina non ne usavo quasi più anche se la pagavano loro. Li detestavo, mi faceva sentire un qualche cosa di importante però vederli discutere come cani per i turni, cioè per me, per avermi.

All' inizio qualche tentativo, più che altro a parole, lo hanno fatto per chiavarmi davanti e forse avrei anche ceduto una volta che ero sola con Biagio che almeno si lavava più degli altri...ma ha accettato un pompino dopo avermi fatto il culo ed essersi riposato un poco. Si è lavato, dovevano lavarsi bene il cazzo per mettermelo in bocca, sopratutto chi mi era entrato nel culo, e qualche volta capitava. Li stavo educando, insomma.

Eravamo solo noi due, un caso, ed stato forse il primo vero pompino della mia vita. Un inizio almeno di pompino ed un poco mi è piaciuto. Lo ho preso in bocca che sembrava cadavere ma dopo un lavoro ben fatto, senza fretta si è ringalluzzito a sufficienza. Dopo un mese di pompini la sbora non mi infastidiva come prima anche se la sputavo ancora .

-Stai imparando bene a succhiarlo, e anche il culo, stai diventando bravissima, una professionista una vera troia. Sei sempre meglio, sul serio.-
Non so se ho risposto o cosa abbia detto oltre un: -ma vaffanculo- silenzioso.

Qualche sera più tardi c' era nonna in casa, non faceva il turno di notte, alle dieci eravamo a letto. Difficile dormire. Pensavo ai miei maschioni sempre arrapati...pensavo che nonostante quel pomeriggio ne avessi presi due dietro, il culo non mi bruciava per niente, era soltanto un poco fastidiato...E con la bocca...volevo decidere io se, come ed in quanto tempo farli venire.
Già adesso un poco decidevo io e non sempre, non del tutto ma a l' inizio non decidevo un cazzo, subivo e basta...e non mi fa più schifo. Forse ci si abitua a tutto. Forse è naturale e mi piace vedere il mio potere crescere. Il potere di noi ragazze. Ma non lo devono sapere.

Le regole cambiano un poco per volta, di comune accordo. La nuova regola di pochi giorni fa è che se uno manca, oppure anche due, chi c' è, uno o due che siano, prendono il suo od il loro posto. Se sono due a mancare nessun problema, Ognuno ha diritto ogni volta ad un pompino o a mettermelo dietro.
-Ma più di due non li voglio nel culo in un solo giorno. Due al massimo nel culo ma, se volete pompini soltanto, di questi ne faccio anche tre e riposo il culo.- Morale. Se è uno solo, può fare tre pompini, due pompini o due trombate. Completa Il "lavoro" con la trombata od il pompino che manca...se gli tira abbastanza. Ci credo poco, anzi per niente
Se sono in due dovrebbero dividersi un pompino od il culo che avanza in due...potrebbero tirare a sorte o mettersi d' accordo in qualche altro modo... è bello addormentarsi pensando che il mondo sarà tuo, che deciderai sempre tu.
Sono dei veri stronzi i maschi, non capiscono un cazzo e te li rigiri come vuoi, basta saperli prendere e te li rigiri come vuoi.

A me va bene comunque. Comincia a non spiacermi, mi piace sempre di più anzi sia prenderlo a bottega sia sentirmelo crescere in bocca, farlo scivolare tra le labbra che stringo e allargo...anche nel culo...non è poi male, anche sentirlo entrare, e poi quando Sergio oggi...faceva ancora un poco male... anche adesso, ma oggi no...Biagio però...

Si, mi piace sempre di più. Fa ancora freddo ma nella stanza si sta bene.
Hanno "procurato una stufa a gas che accendono tornando da scuola, sul pavimento hanno steso dei fogli di linolum e coperto le pareti di carta da pacchi e puntine da disegno. Vicino c' è una vecchia fontanella che butta ancora un poco. Non è un albergo di lusso ma ci si sta quasi comodi. I miei tre uomini ed io, la loro donna. Oggi poi è sabato e non ci corre dietro nessuno. Biagio è solo fino a questa sera, Sergio è alrettanto libero, solo Angelo deve andare via presto. Nonna lavora...

-Dai troietta, che voglio farti il culo due volte- Guardo gli altri due che ghignano. Scuotono, anzi alzano le spalle. -Mentre ti aspettavamo abbiamo giocato con i tuoi dadi, ha un culo della miseria -. Guardo Angelo che per mettermelo in culo non si tira mai indietro. Ma due volte...è tanto anche per lui sempre in tiro. -Poi vedremo, se ce la faccio me lo succhi anche.- Sono io a ridere. Ha saltato un turno, l' altro giorno non ha potuto venire, ma sborare tre volte in un paio d' ore o poco più...per crederci devo prima vedere.

Mi sono già spogliata e li guardo circondare la panchetta su cui facendo un pò di scena mi stendo. Poso la testa sulle braccia piegate ed aspetto un poco preoccupata. E' quello che lo ha più grosso, non lungo ma grosso.
-Faccio piano, vedrai- Mi carezza le chiappe, le bacia e porta la mano tra le gambe fino alla fighetta. Lo permetto da poco e mi piace da morire anche se mi guardo bene dall' ammetterlo.

Faccio attenzione a farmi vedere con altri ragazzi e ragazze. Se ci vedono insieme sempre...meglio di no, non che tutte, proprio tutte siano li ad aspettare solo quello...ce ne sono anche, non so se poche o tante che preferiscono una bella slinguata, farla o farsela fare.

Allarme, allarme, allarme! Visita ginecologica obbligatoria per tutte. Quelle almeno del nostro gruppo di palazzi. Ma non è una malattia di quelle che si prendono scopando e tanto meno facendosi fare il culo o spompinando qualcuno.
Tocchi qualcosa, dicono le meglio informate, stringi la mano ad un uomo od una donna e poi vai fare pipì o ti tocchi... Però molte ragazze, qualcuna almeno, sono preoccupate. E se già che ci sei fanno una visita ginecologica completa?
Ne beccano due ammalate. Una ragazzina ed una donna avanti con gli anni. Poi visitano tutta la Gabbia, portano un camion della Croce Rossa e c' è la fila per giorni. Tutto finito. A me hanno passato un bastoncino con della bambagia nella fessura, lo hanno riposto in un tubetto di vetro e poco altro. -Tranquilla piccola, non ti faccio male, solo tra le grandi labbra. -
Nonna più tardi mi ha spiegato cosa siano le grandi labbra e come funzioni il tutto.

Mi interessa poco. Deciderò io e solo io da chi e quando farmela rompere. Sarà un ragazzo, anzi un uomo almeno bello, bellissimo anzi. Cosa faccia per avere soldi in tasca non me ne frega niente.
E' gentile però e mi ama, tanto, ed io amo lui, da morire.
Sogni e solo sogni.

Angelo, Biagio, Sergio, i miei tre uomini.