i racconti di Milu
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Alex inserì la scheda di memoria nel computer e creò una nuova cartella che, per renderla anonima, denominò "SM01".
L'acronimo significava semplicemente Sara Mare 01, dove "Sara" era sua figlia e "Mare" era, evidentemente, la località in cui erano state scattate le foto.
Aprì la scheda, copiò i file e li salvò nella cartella appena creata.
In ufficio il server condivideva le cartelle tra tutti i colleghi ed era meglio non dare spunti agli altri per farsi i fatti suoi.
Aprì la prima foto con un doppio click.
Sara, sua figlia, era tornata dalle ferie solo la sera prima e - approfittando del primo giorni di scuola - Alex si era impossessato della scheda della macchina fotografica per guardare cosa avesse fatto.
Erano una trentina di scatti; la prima foto ritraeva sua figlia in bikini bianco mollemente sdraiata sulla sabbia.
La ragazza aveva diciannove anni ed era la prima volta che le permettevano di andare in ferie con il ragazzo, il quale evidentemente aveva sfoderato delle doti di fotografo dilettante.
La seconda foto mostrava Sara in ginocchio sulla sabbia, con le braccia dietro alla nuca che mettevano in risalto la sua terza di seno.
Era cresciuta la bambina, indubbiamente.
"Chi è sta figa?".
Alex non si era accorto che alle sue spalle era sopraggiunto Marco, il suo collega.
Stava per rispondere "mia figlia", ma preferì non rendere partecipe il collega dei fatti suoi, così replicò con un generico: "Niente, una che ho trovato su internet".
Marco si sporse oltre la sua spalla.
"Bella gnocca, veramente. Ste ragazzette giovani sono sempre più troie", commentò.
Senza chiedere permesso si sporse verso il mouse e con un click passò alla foto successiva.
In questa Sara era sdraiata sul bagnasciuga e il foto esaltava il profilo del suo sedere.
"Minchia che culo! - disse Marco - Una così bisognerebbe incularla lì, direttamente sulla spiaggia".
Alex sentì un moto dentro di lui, ma lo tacitò.
Marco era lì da poco, non sapeva che quella fosse sua figlia e non era insolito per lui fare quel tipo di apprezzamenti sulle donne.
Si sporse ancora un po', guardando un punto in basso del monitor.
"Vedo che le hai salvate, porco - commentò - Meglio, così le posso guardare anche dal mio computer".
Si allontanò e si diresse verso la sua postazione.
E ora cosa poteva fare?
Le avesse cancellate subito sarebbe risultato strano; sperò solo che Marco si limitasse a dar loro una scorsa e si concentrasse poi sul lavoro, perdendosi successivamente nelle mille altre foto di ragazze discinte che scaricava dalla rete.
Attese un paio di ore, poi entrò nuovamente nella cartella e cancellò le foto.
Era stata un'imprudenza che non sarebbe più capitata.

Il mattino dopo era già immerso nel lavoro quando Marco fece capolino nella sua postazione.
"Disturbo?".
Alex non ebbe tempo di rispondere che il collega era comunque entrato.
"Hai presente quelle foto che mi hai mostrato ieri, quelle della ragazza in costume?".
Certo, come avrebbe potuto dimenticarsene?
"Ebbene, ieri dovevo lavorare, così me le sono scaricate sul telefonino per vederle con maggiore calma".
Merda....allora non era servito a nulla cancellare la cartella!
"Ieri sera ero a casa con degli amici e ci siamo messi a parlare di figa, così mi viene in mente sta tizia. Tiro fuori il telefonino e la mostro ai miei amici. Ovviamente piace a tutti".
Alex sentì uno strano movimento nella zona inguinale, del tutto involontario e imprevedibile.
"Giriamo tutte le foto - prosegue - fino a quando uno dice che la conosce".
Alex sentì il cuore accelerare.
"Come la conosceva?", domandò.
"Virtualmente, ovviamente. Però se ti ricordi aveva un tatuaggio su una coscia e gli era rimasto impresso".
Alex ben conosceva quel tatuaggio, che era stato oggetto di discussione e che Sara aveva fatto ugualmente nonostante il parere contrario dei genitori.
"Allora ci siamo messi on line a vagare tra i siti che il mio amico frequenta e l'abbiamo trovata, anche se con altre foto".
Alex ora stava cominciando a preoccuparsi.
"Che tipo di foto?", domandò.
Marco alzò le spalle.
"Tipo quelle che hai trovato tu. In bikini, minigonna, cose del genere. Un sito di foto amatoriali".
Alex tirò un sospiro di sollievo.
"Ma non è quello il punto - proseguì Marco - Il punto è che c'era un indirizzo alla quale contattarla".
Ecco, ora il trucco si sarebbe svelato. La mail di Sara era nome.cognome, e Marco avrebbe subito capito che era sua figlia.
"Così abbiamo aperto un indirizzo di posta ad hoc e le abbiamo scritto, poi ci siamo messi a parlare di altro. Sorprendentemente, dopo dieci minuti ha risposto".
Cercò di ricordare. Sara la sera prima era in casa, in camera sua.
"Cosa le avete chiesto? E cosa vi ha risposto?".
"Le abbiamo fatto i complimenti e lei ci ha ringraziato. Poi le abbiamo chiesto se non avesse delle foto più esplicite e lei ci ha risposto che pagando se ne poteva parlare".
Ora Alex sentì veramente la temperatura salire.
"E quindi?".
Marco si mise a ridere.
"Ovviamente le abbiamo caricato la postepay con venti euro e guarda cosa ci ha mandato".
Sporse il telefonino ad Alex, che lo prese con mano tremante.
Sullo schermo c'era una foto di sua figlia in biancheria intima.
Risaliva indubbiamente alla sera prima, perché riconosceva il reggiseno rosso.
Deglutì.
"Solo questo?", chiese, temendo la risposta.
Il collega scosse il capo.
"Le abbiamo mandato altri venti euro e ci è arrivato questo".
Con un dito fece scorrere la foto; in quella successiva il reggiseno rosso non c'era più.
Alex non poté fare a meno di far cadere lo sguardo sulle tette della figlia, tonde e sode.
E nude.
Notò come anche i seni fossero abbronzati, segno che aveva preso il sole in topless.
Sentì il cazzo irrigidirsi, senza che potesse fare nulla per impedirlo.
"Ve ne ha mandate altre?", chiese con la gola secca.
Marco prese il telefonino e scosse il capo.
"Purtroppo no, ha detto che per quella sera era abbastanza. Ma ci ha fatto capire che pagando arriverà altro".
Ora Alex aveva il cuore che batteva a mille.
"Sai cosa potremmo fare? - disse Marco - Diamo anche a te la password dell'indirizzo di posta che abbiamo aperto, così la puoi contattare direttamente. In fondo, è grazie a te che l'abbiamo conosciuta. E così dividiamo anche le spese".
Prese un post it e vi scrisse utenza e password e lo incollò al monito di Alex.
"Vai, divertiti! Si chiama Sara, come tua figlia", gli disse, e si allontanò.
Alex prese in mano il post it e lo fissò come fosse un oggetto pericoloso.
Cosa doveva fare?
Rifletté che tanto in quel momento la comunicazione era già aperta, se anche lui ci fosse stato dentro almeno avrebbe potuto controllare cosa capitasse.
Aprì il browser e digitò nome utente e password.
Si era trasformato in "diogreco".
Trovò la conversazione della sera prima e - dopo aver controllato di non avere nessuno alle spalle - aprì la foto.
Sul computer rendeva molto meglio e i dettagli della pelle della figlia erano estremi.
Non potè non notare i capezzoli eretti e la bocca semi aperta.
Salvò la foto nella cartella SM1 e stava per uscire quando notò una lucetta verde accanto all'unico contatto che avevano, quello di Sara.
Si faceva chiamare "sexywitch", ed era per questo che Marco non aveva capito fosse sua figlia.
Con il cuore in tumulto cliccò due volte sul nome e aprì la chat.
diogreco: "ciao".
Aspettò qualche minuto senza ricevere replica.
Sara doveva essere a scuola, non avrebbe risposto.
Ridusse il browser a icona e riprese a lavorare.
Erano passati cinque minuti quando sentì un leggero trillo provenire dal computer.
Riaprì la pagina con la conversazione.
sexywitch: "ciao. ci si rivede".
Sentì la temperatura salire.
diogreco: "dove sei?".
sexywitch: "a casa".
diogreco: "non vai a scuola?".
sexywitch: "oggi non avevo voglia. tanto mi firmo io le giustifiche".
Alex si fece un appunto mentale: doveva controllare le assenze della figlia.
diogreco: "cosa stai facendo?".
sexywitch: "ho appena fatto la doccia, è per quello che non ti ho risposto subito".
Alex trasse un sospiro.
Affinché quella conversazione fosse verosimile doveva uscire dal personaggio del padre e entrare in quello di un porco che sbava per le ragazzine.
diogreco: "mmm....interessante".
sexywitch: "vuoi vedere?".
Alex aveva la bocca arsa.
Sua figlia si stava offrendo nuda.
diogreco: "mi pareva che ieri sera non fossi dell'idea".
sexywitch: "ho bisogno di soldi. venti euro e mi vedi nuda".
Alex si abbandonò sullo schienale.
Cosa doveva fare?
Aprì la conversazione della sera precedente e recuperò i dati della carta postepay.
Conosceva bene quella carta, era intestata a lui.
Andò sulla banca on line e vi versò venti euro.
diogreco: "fatto".
Guardò il nome della figlia lampeggiare, mentre caricava un file.
Rimase in apnea per qualche secondo, quindi la foto gli apparve a tutto schermo.
Sua figlia era nuda, inginocchiata sul letto, con le mani dietro alla nuca.
L'accappatoio azzurro era raccolto sul materasso e la ragazza aveva leggermente divaricato le gambe, in modo che il suo sesso fosse visibile.
Aveva la fica depilata.
Ironicamente, alle sue spalle sulla parete era appesa una foto in cui lei e Alex erano ritratti assieme.
Alex non potè opporsi alla sua erezione.
diogreco: "sei bellissima".
sexywitch: "grazie. solo questo?".
diogreco: "cosa intendi?".
sexywitch: "di solito la gente mi dice cose peggiori".
"Di solito"? "La gente"?
Quanto spesso faceva queste cose?
diogreco: "sei eccitante".
Era vero.
sexywitch: "grazie".
diogreco: "con quante persone corrispondi?".
sexywitch: "ora solo con te, ma ho una dozzina di amici che spesso mi scrivono".
diogreco: "tutti ti hanno visto nuda?"
sexywitch: "praticamente sì".
Alex sospirò.
diogreco: "ti spiace se ti faccio delle domande?".
sexywitch: "no, ma ti costerà altri dieci euro. nel frattempo rimarrò nuda se preferisci".
Alex trasse un sospiro, rientrò nel portale della banca e accreditò la cifra.
La situazione era alquanto insolita, ma gli avrebbe permesso di sapere qualcosa di più su sua figlia.
diogreco: "hai i soldi. sei mai stata con un uomo?".
Si vergognò dell'assurdità della domanda non appena premette il tasto "invio".
sexywitch: "stai scherzando? certo che sono stata con un uomo".
diogreco: "con quanti?".
sexywitch: "ventisei se devo essere precisa".
Alex rimase di sasso.
Ventisei?
Da quello che sapeva lui, lei era stata con tre ragazzi, e non era neppure certo che ci avesse fatto sesso.
diogreco: "quando l'ultimo?".
sexywitch: "tre giorni fa".
diogreco: "chi era?".
sexywitch: "uno conosciuto in disco. non ricordo neppure il nome. è stato carino, mi ha offerto da bere".
Si trovò quasi senza fiato di fronte alle rivelazioni della figlia, mentre allo stesso tempo il suo cazzo continuava ad essere eretto e pulsante.
Come poteva abitare con una persona e non conoscerla minimamente?
diogreco: "è capitato altre volte?".
sexywitch: "di scopare con gente appena conosciuta? tre o quattro, non di più".
diogreco: "e gli altri venti?".
sexywitch: "alcuni erano i miei ragazzi. con cinque di loro ci stavo assieme. poi gente varia".
diogreco: "gente varia? ad esempio?".
sexywitch: "il mio insegnante di nuoto. il fratello di una mia amica".
Alex si trattenne dal chiedere quale amica, non sarebbe stata una domanda pertinente.
Doveva chiederle un'altra cosa, anche se temeva la risposta.
Ma, giunti a quel punto, non poteva astenersi.
diogreco: "ti sei mai fatta pagare?".
sexywitch: "no, non ho mai preso soldi".
Alex tirò un sospiro di sollievo.
sexywitch: "preferisco farmi fare dei regali, è più elegante".
Il padre si accasciò sulla sedia.
diogreco: "ad esempio?".
sexywitch: "la prima volta che ho scopato dietro...ricompensa è stato per una borsa di gucci. bellissima, costava ottocento euro, non avrei mai potuto permettermela".
Alex aveva presente quella borsa e ricordava bene sua moglie che le chiedeva da dove arrivasse.
Sara aveva risposto dicendo che era falsa e arrivava da un amico che era stato in vacanza in Thailandia.
diogreco: "chi era lui?".
sexywitch: "un tizio che ha un negozio vicino a casa mia. ogni volta che andavo a comprare ci provava, e alla fine gli ho detto che ci stavo ma che gli sarebbe costata cara".
Anche in questo caso si tenne per sé la domanda su quale negoziante fosse, ma un sospetto l'aveva.
Un quarantenne famoso per prediligere le ragazzine.
diogreco: "è successo altre volte di ricevere dei compensi?".
sexywitch: "mai così alti. spesso mi pagano cena o da bere, ma in quel caso non mi sento di dire di aver fatto sesso come conseguenza".
"Sei mignotta solo da una certa cifra in su", pensò Alex.
Sospirò; aveva ancora una domanda in serbo.
diogreco: "mai con una donna?".
sexywitch: "sì".
Cazzo, sembra un film porno, pensò Alex.
diogreco: "chi era?".
sexywitch: "una mia amica. abbiamo fatto una vacanza assieme in spagna ed è successo".
Alex sorrise, conosceva la ragazza.
Camilla, una splendida bisex.
Il pensiero rafforzò ancora di più la sua erezione, se possibile.
diogreco: "come andò? chi prese l'iniziativa?".
sexywitch: "nessuna delle due, era come un accordo tacito. la prima notte in hotel ci siamo spogliate e ci siamo messe a letto".
Era durissimo, doveva toccarsi.
diogreco: "è successo altre volte?".
sexywitch: "tutte le notti per una settimana".
diogreco: "te la leccava?".
Non credeva a quello che stava scrivendo.
sexywitch: "sì, e anche io a lei".
diogreco: "sei sempre nuda?".
sexywitch: "certo. vuoi che mi tocchi? per venti euro mi tocco".
Ora era troppo.
diogreco: "no, ora stacco e lavoro magari".
sexywitch: "come preferisci. ci becchiamo alla prossima".
Chiuse il browser e si toccò il cavallo dei pantaloni.
Era durissimo e anche umido.
Andò in bagno e si fece una sega immaginando sua figlia nuda sul letto.
Note finali:
Il racconto è pura fantasia, pur avendo io una figlia alla quale mi sono ispirato.
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