i racconti di Milu
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Indice
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Tutto era cominciato con un regalo, un innocente regalo che Rossana aveva fatto a Matteo. Una telecamera digitale che a lui non sembrava servisse a nulla, invece... Nonostante le proteste di Rossana, aveva cominciato a filmarla in camera da letto; piano piano il pudore l'aveva abbandonata e lui riusciva a riprendere atteggiamenti che sembravano sempre più intriganti. Ma fu lei che volle essere ripresa mentre facevano l'amore e quel poco che riuscivano a inquadrare le piaceva sempre più. Un giorno arrivò da lui con un altro piccolo pacchetto: conteneva un piccolo cavalletto con cui fermare la telecamera su un mobile, in maniera di essere più liberi nei movimenti. Poi, lei, a casa, amava rivedere quelle scene nel suo computer e quando tornava da lui glielo raccontava e voleva rifare una scena che era troppo corta, una che era stata inquadrata male, una in cui non si vedeva bene.
Insomma, quell'attrezzo era diventato indispensabile; anche a Matteo piaceva rivedere i filmati, assieme a Rossana, in casa, stesi sul letto ma non solo... anche quando era solo li riguardava volentieri. Si vedevano abbastanza raramente, non sempre a casa di Matteo, per via degli impegni e della distanza. Quando andava da lei non sempre riuscivano a far l'amore, lei abitava con la madre e il fratello ed anche la piccola casina nel ghetto spesso non poteva essere usata per via della cantina nella quale la madre o il fratello spesso trafficavano con le loro cianfrusaglie, impedendo l'uso della camera appena sopra. In camera sua lei non voleva farlo, benché la madre sapesse benissimo che passava la notte con Matteo spesso e volentieri. Capitava allora che parlassero di sesso, se non potevano farlo, più di quanto ne facevano quando potevano parlarne. Era lei che lo stuzzicava, che gli raccontava di aver rivisto il filmato più volte, di aver fermato l'immagine, di averle rallentate...
“... naturalmente nuda, seduta sulla poltroncina e mi facevo le coccole da sola...”
Nuda, sola, nella sua camera... pudore non ne aveva, da che suo padre era andato via di casa, non aveva mai avuto problemi a girare senza nulla addosso.
A casa di Matteo era tutto più semplice: lei arrivava, lui l'aspettava quasi sempre con un chimono nero e nient'altro e lei era sempre stata contenta di trovarlo già nudo, tanto che non vedeva l'ora di spogliarsi anche lei. Proprio a casa di lui, facendo l'amore davanti alla telecamera, gli venne un'idea e, mentre lei era prossima all'apice, volle sentire se l'idea le piaceva:
“Amore, la telecamera fissa ha un brutto difetto: se mi sposto non si vede più nulla... far l'amore in funzione di quel trabiccolo... pensa che bello se ci riprendesse qualcuno...”
“Qual... cuno? Vuoi dire... una persona... qui con noi.... mentre.... mentre?”
“Sì.... ci guarda... ti riprende.... queste tue espressioni non le possiamo perdere.... sei così bella mentre vieni.... ti piacerebbe?”
“Certo.... che sì! Sarebbe.... sarebbe troppo eccitante... sei una canaglia...”
“E.... ti piacerebbe di più che fosse un maschio o una femmina?”
“Un.... Maschio.... un maschio.... assolutamente.... sì....”
Poi, presi più dal fare che dal pensare, si spersero uno dentro l'altra senza finire il discorso che, però, era rimasto impresso nella memoria della telecamera... fu Rossana a ritirarlo fuori, alcune sere dopo, mentre erano a cena perché su quella fantasia aveva fatto frullare le dita molte volte, durante quei giorni.
“Ma... pensi davvero che sia possibile, farsi riprendere da qualcuno?”
“Se tu vuoi, lo possiamo fare... preferiresti uno sconosciuto o un amico?”
“Non saprei... lo sconosciuto mi spaventa... forse è meglio un amico...”
“Hai in mente qualcuno in particolare?”
Matteo immaginava che lei, fantasticando, già si fosse fatta una figura...
“Sinceramente... penso che potrei farlo davanti a Dario... gli racconto sempre tante cose che è come se già m'avesse vista....”
Dario? Dario era un amico di Matteo che vedevano spesso, forse il migliore amico di Matteo; s'era appena separato dalla moglie, aveva perso un po' del suo buonumore, ma era sempre Dario... perché no?
“Ottima scelta: vedrai, lui non si fa certo dei problemi... l'importante è...”
“No, aspetta: è solo un'idea... se dovessi farlo, meglio di lui non c'è, ma...”
“Ecco, appunto: l'importante è che tu sia decisa. Se non lo sei...”
“Se non lo sono? Ma tu mi ci vedi, a far l'amore davanti a Dario?”
“Non è che tu sia così pudica... a me l'idea piace molto... ma...”
“Dipende da me, lo so... eccitare mi eccita molto, son già un lago! Accarezzandomi da sola l'ho anche visto, lì che mi guardava... e se poi, dopo... insomma... ci devo pensare un pochino... nel frattempo... ho una voglia che va su per i muri!”
“Allora chiedo il conto?”
Passarono altri giorni, giorni normali; lui non le chiese mai nulla, la sentiva bollire forse più forte del solito ma non le chiedeva nulla, aspettava.
Riuscirono a far l'amore anche a casa di lei, fugacemente, sopra la cantina. Lei quasi si decise anche a farlo in casa, nella sua camera, ma suonarono alla porta e s'interruppe l'incantesimo. Lei continuava a guardare sempre lo stesso filmato in cui le chiedeva di farsi guardare da un altro ed ogni volta godeva più forte. Le venne quasi voglia di chiedere a una sua amica se l'avrebbe aiutata lei... se l'avrebbe ripresa mentre... ma no... era sempre più forte l'idea che fosse Dario a maneggiare la telecamera.
Era un tormento, non lo sopportava più: doveva farlo! Quel tarlo continuava a scavare dentro di lei il suo lungo tunnel e lei... lei ci cadeva dentro. Così, una sera, a casa di Matteo, mentre lui la baciava dolcemente lei esplose:
“Sono pronta: facciamolo, chiamalo, diglielo, lo voglio... non ne posso più!”
“Devo chiamare Dario? Adesso?”
“No... non adesso... preparalo... fammelo trovare qui come una sorpresa...”

E così fu fatto: qualche giorno dopo, dopo che altri giorni erano passati senza sorprese, senza più parlarne, senza più sapere, senza che lei abbia mai passato un solo istante senza pensarci, senza che lei abbia mai rinunciato a carezzarsi da sola col suo film, Matteo l'accolse come al solito, nudo col chimono nero, felice di vederla come sempre. Come sempre, lei cominciò a spogliarsi in salotto, lungo i baci di Matteo, cercando svelta la camera da letto e lì, già mezza nuda ed eccitata, si trovò Dario che le sorrideva dalla poltroncina. Il fatto di essere già a metà dell'opera le diede una mano a cancellare le sue inibizioni che, ormai, erano state gettate alle ortiche. Dario l'aveva vista in spiaggia col solo slippino e i seni al vento, Dario aveva raccolto un sacco di sue confidenze, Dario aveva ricevuto talmente tanti dei suoi tributi solitari che... che non la si poteva più fermare. Poi, l'occhio freddo della telecamera, un pochino la schermava, faceva da filtro... certo, lui che parlava, che apprezzava, che filmava e commentava... da una parte l'eccitava molto, ma un qualche freno ancora l'aveva... i baci di Matteo, però, aiutavano... i baci, le carezze, le parole.... insomma, nel giro di pochi minuti non le pareva più nemmeno così strano, starsene nuda davanti a Dario, con le cosce spalancate mentre lui le mangiava il grembo. Il suo primo orgasmo non tardò molto e i commenti di Dario furono un bel carburante per tutta la sua energia. Sconvolta ma con uno splendido sorriso, stese Matteo sulla schiena e cominciò uno dei migliori lavori che avesse mai fatto alla sua sua verga: se la passò sulle labbra, la baciò, la leccò dolcemente poi, con avidità, cominciò a suggerla e mangiarla, andando su e giù con la testa in preda ad un crescendo rossiniano e, sempre, con lo sguardo rivolto all'obiettivo. Uno sguardo famelico, felice, estasiato ed estasiante che avrebbe potuto rivedere milioni di volte nello schermo. Quando lo ritenne sufficiente, senza dir nulla a nessuno ma sempre guardando Dario, si mise a cavalcioni di Matteo e s'infilò l'asta in grembo lentamente, in maniera che tutto restasse ben impresso... lo sapesse, non lo sapesse, non si sa... soltanto che istintivamente cercava con ogni gesto di favorire la ripresa e la... la vista di Dario.... adesso un po' di più lo sapeva! Quell'uomo che la guardava scopare con il suo fidanzato... era uno stimolo che non avrebbe mai pensato di poter sentire. Matteo era solo concentrato a far bene, Dario commentava senza essergli di peso, Rossana era così eccitata che avrebbe dovuto farla venire almeno altre sei volte, per placarla. Voleva cambiar posizione spesso, voleva sentire la telecamera infilarsi in lei da ogni parte, avrebbe voluto non una ma dieci, cento telecamere... dopo un paio d'ore, svuotata dall'ultimo orgasmo mentre stava in ginocchio sul letto con lui che la pompava violentemente da dietro, s'accasciò e stette quasi morta e ansante per alcuni minuti. Matteo la rovesciò sulla schiena, le cavalcò i fianchi, le strofinò il membro un po' sul seno e poi fu lei stessa a porsi in attesa, con la lingua guizzante e il sorriso estasiato. Il suo premio non tardò: inondata dallo sperma guardava i suoi uomini soddisfatta e stanca.