i racconti di Milu
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Ieri sera non sapevo cosa fare, a casa mi annoiavo e avevo una certa voglia di cazzo, ero indeciso se chiamare qualche amico o se sperimentare qualcosa di nuovo, poi mi è venuto in mente che tempo fa mi avevano parlato di un locale nel quale non ero mai entrato, ma che sapevo dov'era, che il venerdì sera diventa un locale frequentato da gay e lesbo. Così ho deciso di farci un giro.
Mi sono preparato, fatto bello, mi sono fatto anche un bel clistere per non fare figuracce qualora finissi a letto con qualcuno, mi sono messo i miei jeans “mostraculo” che quando li indosso e mi guardo allo specchio di spalle, se potessi, mi scoperei da solo, sono salito in macchina e ci sono andato.
Entro, giro un po', il posto è bello e la gente sembra interessante ma sono già quasi tutti a coppie, qualcuno in qualche angolo o su qualche divanetto si scambia effusioni più o meno esplicite, altri conversano.
Mi siedo al bancone del bar, appoggio il mio culetto sullo sgabello sperando che qualcuno lo noti e gli piaccia e ordino da bere.
Passano pochi minuti e mi si avvicina un tipo sulla cinquantina, brizzolato, piacente, sarà alto quasi due metri, posa la mano sul bancone vicino al mio bicchiere, è enorme e se è vero che la grandezza della mano rispecchia la grandezza del cazzo la cosa si fa interessante.
“Posso offrirtelo io?”
Lo guardo in faccia, gli faccio un leggero sorriso e gli rispondo maliziosamente: “in cambio di cosa?”.
“Beh” risponde lui “in questo locale non si viene certo per annoiarsi da soli, quindi diciamo in cambio di un po' di piacevole compagnia”.
Accetto e ci presentiamo, ordina da bere anche per lui e mi invita a spostarci dal bancone ai divanetti, gli chiedo come mai e mi risponde: “hai un culetto che sullo sgabello risalta troppo, non vorrei che qualcun altro iniziasse a farti la corte, stasera ti voglio tutto per me”.
Con un complimento del genere ci sarebbe da abbassarsi jeans e mutande, girarsi a pecora sul divanetto e concedersi li senza se e senza ma, anche a secco, ma tirarsela un po' rende la cosa più interessante quindi gli rispondo: “beh, chi ti dice che stasera mi concederò? e soprattutto cosa ti fa pensare che avrai il mio culetto? magari sono solo attivo e volevo solo farmi offrire da bere, che ne sai?”
“Sono disposto a rischiare i dieci euro del tuo cocktail, e anche altri dieci se serve, pur di provare a portarti a letto”.
“Ah, e così il massimo che saresti disposto a spendere sarebbero 20 euro? Io ne chiedo 100 solo per un pompino”.
Lui rimane in silenzio un attimo, pensavo che si capisse che era una battuta e invece imbarazzato mi risponde: “ah scusa, non avevo capito che lo fai per soldi, non ho mai pagato per... si insomma...”
Era visibilmente imbarazzato, lo so che avrei dovuto chiarire subito la cosa ma era divertente, a dirgli che scherzavo ero sempre in tempo, così l'ho lasciato continuare a farfugliare imbarazzato.
Dopo qualche giro di parole mi risponde: “sai che ti dico? Voglio farmi un regalo, dimmi quanto vuoi per una cosa completa, sopra ci sono le camere, pago io anche quella e andiamo”.
Non l'avevo mai fatto a pagamento e non erano i soldi che mi interessavano, ma l'idea di essere la sua puttana mi piaceva così gli ho risposto: “1000 euro e sarò la tua puttana fino a domattina”.
Con mia grande sorpresa accetta, si alza, mi prende per mano e mi tira dietro di se alla reception dell'albergo che sta sopra al locale, prende una stanza matrimoniale e saliamo in ascensore.
Sarebbe il momento di dirgli che i soldi non li voglio e che ci sto lo stesso, sto per farlo ma lui mi dice: “non mi sembra vero, ti ho praticamente affittato, sei il mio giocattolo fino a domattina”, a quel punto decido che la cosa è partita così ed è bella così, al limite glielo dirò domattina che i soldi non li voglio.
Entriamo in camera, visto il suo discorso in ascensore mi aspetto che mi pieghi in avanti e me lo sbatta nel culo senza troppi complimenti invece il suo atteggiamento cambia, ci sediamo sul letto ancora vestiti uno accanto all'altro, io faccio per slacciargli i pantaloni con l'intenzione di fargli un pompino e lui mi dice: “aspetta, non mi va, credevo che mi sarebbe piaciuto avere uno li a mia disposizione e potermelo scopare come mi pare, ma l'idea di farmi uno a cui magari non piaccio neanche mi smonta, fermiamoci qua, i soldi te li do lo stesso”.
Gli prendo il viso afferrandolo per il mento e gli spiego che non sono una puttana, che avrei voluto spiegargli subito il fraintendimento ma che la cosa si era fatta intrigante, e che la mia intenzione era non accettare i soldi e spiegargli tutto la mattina dopo.
Lo vedo più tranquillo e gli chiedo: “ma sei ancora interessato a me o non mi vuoi più? No perché io sinceramente a questo punto, se fossi una femmina sarei già tutta bagnata”.
Scoppiamo entrambi in una risata poi lo zittisco con un bacio, lo spingo a stendersi sul letto e gli salgo sopra a cavalcioni mentre limoniamo come due fidanzatini,
Lui mi afferra il culo con le mani e sento che il suo cazzo sta crescendo molto velocemente.
Pian piano ci spogliamo, ci togliamo le camice, io comincio a baciarlo e leccarlo sul petto e pian piano scendo verso il suo cazzo, gli slaccio la cintura e i pantaloni, glieli tolgo e con essi anche le mutande, visto che mi sono tirato su approfitto per togliermi anche i miei, siamo completamente nudi e lui ha un cazzo che fa paura.
Torno sopra di lui, metto il suo cazzo dritto e mi stendo facendo si che mi resti fra le cosce mentre riprendiamo a limonare, è talmente lungo che se mi passo la mano dietro e mi sfioro il culo sento la sua cappella che spunta dalle mie natiche, approfitto per accarezzargliela un po' e di colpo sento che viene sborrandomi sulla mano e imbrattandomi tutto il culo e le coscie.
Confesso, ci sono rimasto male, mi tiro su seduto tipo smorzacandela sul suo cazzo già moscio, mi guardo la mano tutta imbrattata del suo sperma e lui si giustifica: “scusa, non mi era mai successo, non so cosa dire, dev'esser stata tutta la situazione a fregarmi”.
Io gli sorrido poi mi lecco la mano raccogliendo lo sperma che l'ha imbrattata, la passo sul mio culo, raccolgo ancora un po' dello sperma che mi aveva buttato addosso senza controllarsi e lecco ancora, poi con aria giocosa mi ristendo sopra di lui e gli dico: “adesso baciami se hai il coraggio!”
Lui non si tira indietro, ci scambiamo un lungo bacio con la lingua poi lui interrompe e ripete: “scusa davvero, non so cosa mi sia successo”.
Io cerco di metterlo a suo agio e gli dico: “non fa nulla, vorrà dire che durerai di più quando me lo metterai nel culo”.
Mi accorgo che già solo a dirgli così la sotto qualcosa si sta muovendo di nuovo, così scivolo lungo il suo corpo e inizio a prenderglielo in bocca e succhiarglielo mentre gli massaggio le palle, ci mette davvero poco a riprendersi e nel giro di una decina di minuti lui ha di nuovo un'erezione di tutto rispetto.
Allungo la mano sul comodino e prendo dal mio borsello il tubetto della crema lubrificante, me ne spalmo un po' su due dita e mi lubrifico mentre lui mi guarda e con una mano si sega, appoggio il tubetto al mio buco e gli dico: “schiaccia tu”.
“Non capisco” risponde lui.
“Se schiacci il tubetto un po' di crema mi entra dentro, così anche dentro scivolerai bene, altrimenti sarà lubrificato solo l'ingresso e quando sarai dentro mi farai male”.
Lui stringe con delicatezza il tubetto e io gli dico: “non aver paura, strizza!”
“Ma poi resteremo senza per dopo” mi risponde.
“Ne ho altri quattro tubetti nuovi nel borsello, non preoccuparti” gli rispondo.
A quel punto con le sue manone da una strizzata energica e mi svuota quasi tutto il tubetto nel culo, ne resta un po' solo da spalmare lungo la sua asta.
“Bene” gli dico, “è il gran momento”.
Mi siedo sopra di lui, con la mano guido la sua asta verso il mio buchetto e inizio a lasciarmici cadere sopra pian piano, è bello grande quindi ogni tanto mi devo fermare per lasciar rilassare i muscoli, ci metto più di dieci minuti per riuscire ad impalarmi completamente sopra di lui fino a star seduto comodamente sul suo bacino.
Gli appoggio le mani sul petto e inizio a muovermi su e giù, il suo cazzo nonostante sia venuto poco fa si sta difendendo bene, è bello duro e lui sembra sicuro di fare una bella figura, questa volta.
Stiamo scopando così da un quarto d'ora ormai, io salto impalato sul suo cazzo e con una mano ogni tanto passo dietro la schiena per afferrargli e accarezzargli le palle, poi ogni tanto mi abbasso in avanti per baciarlo.
“Cambiamo posizione?” gli dico.
“Si, posso prenderti da dietro?”.
“Ma certo! Non aspettavo altro!”.
Mi sfilo da sopra il suo cazzo e mentre esce mi accorgo che è veramente lungo, mi metto carponi sul materasso e aspetto che lui si accomodi dietro di me.
“Fammi sentire troia” gli dico.
“Ah perché fino ad ora cosa sei stato?” mi risponde ridendo.
Appoggia la cappella al mio buco e inizia a spingerlo dentro, appena “sfonda” io emetto un gemito, lui si ferma e mi chiede se va tutto bene, gli chiedo di stare li un attimo e lui rispetta la mia richiesta occupando il tempo accarezzandomi sul culo e sulla schiena, “prova a entrare un altro po'” gli dico, così mi afferra i fianchi e inizia a spingere lentamente, entra un altro po' poi devo chiedergli di fermarsi di nuovo, lui mi da retta e mi piacciono questo suo rispetto e premura.
“Perché intanto non provi a fare su e giù delicatamente con quello che c'è dentro?” gli chiedo.
Lui mi asseconda e inizia a muoversi delicatamente dentro di me, io mi lascio fare e la cosa mi piace molto, ma sento che ad ogni colpo lui fa in modo di entrare un po' di più, questo dimostra che il fatto che sia rispettoso non significa che non ci sappia fare.
E così dopo un po' che mi scopava delicatamente in questa posizione il suo cazzo si è intrufolato dentro di me fino a che i suoi coglioni sbattono contro i miei, e ad ogni colpo sento il suo bacino sbattere contro le mie natiche.
“Posso metterci un po' più di energia?” mi chiede.
“Prova” gli rispondo, “se mi fa male te lo dico”.
Sempre tenendomi per i fianchi inizia ad aumentare ritmo e intensità dei colpi tanto che dopo poco mi sta sbattendo davvero con molta energia, e la cosa mi piace molto.
Ogni tanto emetto qualche gemito di dolore e lui si ferma, questo però rovina il gioco allora gli dico: “non preoccuparti per me, sbattimi come vuoi, se mi fai male ti chiedo di fermarti, se mi limito a gemere tu vai avanti senza pietà, voglio essere il tuo giocattolo gratis!”.
A quel punto inizia a sbattermi ancora più forte e ad ogni gemito invece di fermarsi sembra prenderci gusto e spinge più forte, io me ne accorgo e gemo ancora di più, lui mi sente gemere e spinge ancora di più, così che il ritmo si fa davvero forsennato e stiamo facendo una pecorina che ci ricorderemo per un bel po'.
Come se non bastasse lui, che prima da tanto rispettoso che era sembrava quasi imbranato, adesso con una mano mi tiene i fianchi e con l'altra mi da delle energiche sculacciate, chiedendomi di tanto in tanto “chi è la mia troia?” e io rispondo “sono io la tua troia!”.
Ecco che vengo! La forza e il ritmo dei suoi colpi di cazzo hanno massaggiato la mia prostata al punto che il mio cazzo ha schizzato senza mai essere toccato, mi succede spesso ma non in quella posizione.
Lui se ne accorge e mi dice con tono scherzoso: “hai sporcato tutte le lenzuola, puttanella, adesso ti devo punire”
“E cosa mi fai?” gli chiedo io con lo stesso atteggiamento, “mi fai un culo così?”
Mi afferra le cosce e mi fa mettere steso a pancia in giù con lui sopra di me, io adoro quella posizione, la mia pancia è appoggiata sulla sborrata che prima ho lasciato sul letto e lui è sdraiato sopra di me col cazzo dentro, chiudo le gambe e lui con le sue le avvolge, quasi volesse costringermi a tenerle chiuse e impedirmi di scappare se dovessi cambiare idea e non volere più.
Inizia a muovere il bacino e mentre mi incula in quella posizione mi bacia sul collo e sulle spalle, poi d'un tratto mi dice: “ora è meglio se lo tolgo altrimenti ti vengo dentro”.
“Non resto incinta, non preoccuparti, vai avanti e non farti problemi”, gli rispondo.
"Davvero posso?" mi chiede,
"Siiiiii" gli rispondo deciso.
Lui accelera il ritmo, mi scopa per qualche secondo come un forsennato poi viene dentro di me.
Ci giriamo su un fianco, a cucchiaio, lui è dietro di me col cazzo ancora semiduro dentro al mio culo, “grazie” mi dice.
“E di cosa?” gli chiedo.
“Di esserti lasciato venire dentro, non l'avevo mai fatto senza preservativo e nessuno mi aveva mai lasciato venire nel suo culo, adesso spero di non dover essere preoccupato per essermi tolto questo sfizio”.
“Sono sano come un pesce e di solito non mi lascio sbattere senza protezioni dal primo che incontro, ma mi sei sembrato subito un tipo pulito e il tuo imbarazzo quando pensavi che fossi una prostituta mi ha fatto capire che non sei uno che solitamente rischia”.
“Già” risponde lui mentre coricati così sul letto mi accarezza i fianchi, le cosce e le natiche.
Ci addormentiamo così, esausti, e ci svegliamo all'alba quando il sole entra dalla finestra della camera, ancora abbracciati in quella posizione, solo il suo cazzo ovviamente non era più dentro, ma premeva duro come il marmo contro il mio osso sacro.
In realtà mi sono svegliato prima io e sono rimasto in silenzio li nel letto a godermi la sensazione di lui che mi abbracciava da dietro con quel cazzo magnifico che mi premeva contro; quando mi sono accorto che si è svegliato gli ho detto “buongiorno! Dormito bene?”.
“Buongiorno, ci siamo addormentati ed è già mattina, che peccato, avrei voluto farlo ancora”.
“Spero che non sia l'ultima volta che ci vediamo” gli rispondo io, “facciamo un altro giro prima di farci la doccia e andare? Tanto per affrontare meglio la giornata?”
Senza rispondere con la mano guida il suo cazzo verso il mio buco, lo appoggia e me lo infila, non c'è bisogno di lubrificante perché è ancora tutto sbrodolato da ieri sera.
Scopiamo così su un fianco e lui mentre mi incula con la mano mi afferra il cazzo e me lo mena fino a farmi venire.
Mentre vengo anche lui si lascia andare e si svuota di nuovo dentro di me.
Aspetto che il suo cazzo di ammosci ed esca da solo dal mio culetto poi vado a farmi una doccia, sarebbe stato bello farla insieme ma il bagno della stanza è molto piccolo e non ci stiamo.
Quando esco dal bagno mi vesto, va a farsi la doccia lui poi scendiamo a fare colazione.
Ci scambiamo i numeri di telefono e ci salutiamo.
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti scrivimi a gabrihole@email.it