i racconti di Milu
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[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
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Conobbi Sara a casa di una mia compagna di liceo con la quale studiavo nel pomeriggio … era la sorellina minore che veniva a curiosare e a vedere come studiavamo; ho assistito alla sua metamorfosi nel corso di molti anni nei quali si è trasformata da ragazzina timida ed introversa, alquanto insignificante, a meravigliosa ragazza prima e splendida donna dopo: ricordo ancora nitidamente quando, studiando con la sorella al primo anno d’università, entrò nella camera e mi salutò … la guardai a bocca aperta senza riconoscerla … al ché lei sorrise
“ non mi riconosci … Massimo … “ baciandomi sulle guancie
“ Sara … sei proprio tu … ma sei cambiata moltissimo eri un brutto anatroccolo e adesso … sei splendida … da togliere il fiato …”
Nacque così una forte simpatia fra di noi … una simpatia che si trasformò, aimè, in un rapporto simile a quello fra un fratello maggiore … o forse meglio ancora … in un rapporto dove lei mi raccontava le sue avventure di vita ed io ascoltavo e, da lei richiesto, a volte, commentavo o suggerivo qualche comportamento.
Nemmeno a farlo apposta, tempo dopo me indirettamente complice, entrò nella sua vita il fratello minore di un caro amico con il quale si mise prima insieme, poi si fidanzarono e infine si sposarono.
Perché raccontare la loro storia … nella vita nulla è come appare e le vicissitudini della vita conducono, a volte, dove non si sarebbe mai immaginato.
Ma andiamo per ordine.
Un pomeriggio di molti anni fa stavo studiando con Gabriele, il fratello, ma lo sentivo assente … non concludevamo nulla …
“ sono preoccupato per mia sorella … è nervosa, risponde male … anche mamma e papà sono preoccupati e se gli domandiamo qualcosa scappa via … tu hai molta confidenza con lei … perché non ci parli … “
“ va bene ci proverò … “
Il giorno dopo la incontrai non proprio casualmente per strada e gli chiesi se voleva essere accompagnata … mi guardò con il classico punto interrogativo disegnato sul volto poi mi sorrise avendo intuito quello che avevo in testa … in quel momento aveva sedici anni … mi confessò che ad una festa aveva conosciuto un ragazzo più grande di lei che l’aveva ammaliata con il suo fascino e che se ne era perdutamente innamorata; la città in cui viviamo, Livorno, non è molto grande e, entro certi limiti, un po’ ci si conosce, per cui le chiesi se mi voleva raccontare … mi disse che si chiamava Diego e che frequentava un certo ambiente; feci una rapida indagine e riuscii ad individuarlo … si trattava di un ragazzo di alcuni anni più grande che aveva avuto già moltissime storie con ragazzine che seduceva frequentandole per il tempo necessario a scoparsele e poi le lasciava, come nel film, sedotte e abbandonate … essendo un bel ragazzo ed avendo una buona parlantina aveva molto successo … all’insaputa di Sara affrontai l’argomento con Gabriele … paventando che quel soggetto, prima o poi, se la sarebbe fatta e, viste le premesse, se la sarebbe fatta alla grande … al ché Gabriele mi rispose che Sara, per quello che la conosceva, non era particolarmente interessata al sesso …. le sembrava quindi poco realistico che succedesse a breve quello che temevo … petting si, ma non più di tanto …
trascorsero alcuni giorni e una mattina dovetti andare ad eseguire alcuni rilievi presso una chiesa sconsacrata nei pressi della scuola che Sara frequentava … l’edificio era situato in un parco adiacente la scuola ed era circondato da una serie di mura e muretti di varie altezze, il tutto immerso in una vegetazione più o meno fitta … per i rilievi mi ero dotato di una macchina fotografica attrezzata con diverse ottiche fra cui un potente tele obbiettivo … iniziai quindi i rilievi del comparto oggetto di studio e incominciai a fotografare i particolari che mi interessavano … nel far questo cambia più volte le ottiche fino ad installare il tele … stavo eseguendo una panoramica del luogo per centrare le aperture delle ottiche e la messa a fuoco quando la mia attenzione fu catturata da due figure che si nascondevano dietro un muretto … non c’era molta luce … presi due piccioni con una fava …. contemporaneamente regolavo la macchina e osservavo quello che facevano quei due … lui era appoggiato con le spalle a un muretto a secco alto poco meno di un metro … lei di fronte lo abbracciava e forse lo baciava … due innamorati … regolai il tele e misi a fuoco l’immagine … emersero i dettagli … le mani di lui erano poggiate sul sederino della ragazza e lentamente stavano tirando su l’orlo del vestitino fiorato chiaro molto leggero … quel vestitino mi era familiare … lui continuava a tirare su fino a scoprire le mutandine, poi insinuò le dita nell’elastico e con un gesto repentino, sorprendendo perfino la ragazza, le abbassò completamente scoprendo uno splendido culetto … lasciandola quindi con il sedere all’aria l’abbracciò, incominciò a baciarla sul collo, dietro l’orecchio … le sussurrò anche qualcosa … poi lui rimise le mani sulle natiche … aumentai l’ingrandimento … e le allargò il solco tanto da consentirmi, nonostante la distanza, di intravvedere la rosetta anale che per effetto della pressione delle dita sui lombi si stava dischiudendo … ero scosso da quella visione … ma non ebbi tempo di riprendermi che il ragazzo lasciando la mano a tenere aperti i glutei, inserì un dito dell’altra nell’ano della ragazza che sobbalzò e mi sembrò tentasse di sottrarsi a quell’intrusione … ma lui imperterrito continuò a inserire ed a estrarre il dito … poi portò l’altra mano davanti, all’altezza dell’inguine della ragazza che si piegò … era chiaro che gli stava facendo un ditalino davanti e un ditalino dietro … vista la distanza non si sentivano urla ma si vedeva chiaramente come la ragazza si contorcesse … e a questo punto viene il bello perché sino a quel momento e per la scarsa luce e per alcuni rami della vegetazione che si frapponevano non avevo avuto la possibilità di vedere i loro volti, ma un fortuito colpo di vento fece sì che riconoscessi nei due ragazzi Sara e Diego, questo era il suo nome … ; bene o male mi prese un crampo allo stomaco … non me l’aspettavo … mi vergognavo di me stesso … mi ero eccitato vedendo un ditalino nel sederino di Sara … e non ebbi nemmeno il tempo di riprendermi ché il lui, con una rapidità inaspettata si scosto dal muretto … Sara, sbilanciata in avanti perse l’equilibrio e si accasciò sul muretto mettendosi di fatto a novanta gradi con quello splendido sedere all’aria … quello si calò al volo pantaloni e mutande tirando fuori un palo, di notevoli dimensioni, che infilò tempestivamente … non riuscii a vedere se davanti o dietro … la martellò con furia scatenata … lo tirava fuori completamente e altrettanto rapidamente lo rinfilava tutto scuotendola in maniera impressionate e lei godeva … eccome se godeva … e anche io venni … vergognandomi come un ladro venni: recuperai l’attrezzatura e me ne andai incazzato con me stesso.
Il giorno dopo incontrai Sara a casa loro … non feci cenno di quello che avevo visto il giorno prima … stavo per uscire quando Sara mi si affiancò:
“ ti accompagno” disse … e senza che io dicessi nulla mi raccontò che era perdutamente innamorata che lui, coccolandola, le aveva chiesto di far l’amore e che lei gli si era concessa, che le era piaciuto tanto, a me sembrò dirlo senza tanta convinzione, che lui all’inizio era tenero ma passando il tempo diventava sempre più freddo … che la chiavava in continuazione e appena veniva in una maniera o nell’altra si dileguava … che aveva tentato di … incularla … e addirittura di stare insieme con un altro amico … ma che lei si era rifiutata … mi chiese cosa ne pensassi e come fare per tornare a farlo essere più tenero nei suoi confronti …
Mi si spezzava il cuore perche sapevo che, vantandosi con amici comuni, aveva tentato di scoparla e contemporaneamente di farla inculare da un suo amico … aveva raccontato che il primo tentativo era andato a vuoto ma che la troietta alla fine avrebbe ceduto e allora l’avrebbe fatta diventare una puttanella da dare in pasto a tutti … cosa potevo dirle … tentai di dipingere quello che lei riteneva essere il suo idolo per uno che si vantava non tanto di scoparsi ma di chiavarsi tante ragazzine e feci i nomi di alcune di esse pregandola di verificare se dicessi la verità e, che se così era, di stare molto attenta …
Gabriele, qualche tempo dopo, mi anticipò che la sorella non si vedeva più con uno di cui si era infatuata … ed io tirai un sospiro di sollievo.