i racconti di Milu
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Vedere mia cugina Elena collegata su FB mi procurava sempre un brivido di eccitazione, e dai messaggi che ci scambiavamo in chat era evidente che avevamo entrambi la stessa voglia di rivederci. La visita a casa dei miei zii era diventata una tradizione che si ripeteva puntuale ogni anno. Infatti, appena finita la scuola prendevo il treno che da Reggio Calabria mi portava da loro, a Benevento, dove passavo una settimana a rimpinzarmi con i deliziosi e sempre abbondanti pranzetti che, a turno, zia F. e le figlie Elena e Delia. preparavano. E così è stato anche quest'anno. Sono stato promosso al 5° anno dell'istituto tecnico e merito una rilassante vacanza da loro, prima di sfiancarmi di lavoro per i due mesi estivi e poi affrontare l'anno della maturità.
La mattina della partenza mi alzo tutto allegro e pimpante (posso senza dubbio dire che la settimana ospite dagli zii è per me il periodo più bello dell'anno), mi preparo e alle 10 sono in stazione, zaino in spalla, ad attendere impaziente l'arrivo del treno. Ho iniziato da appena sveglio a mandare messaggi a mia cugina Elena, tradendo tutta l'euforia per il viaggio e, soprattutto, l'arrivo lì da loro, lei però non può darmi retta perché lavora come commessa in un centro commerciale e si limita ad un: "non vedo l'ora che arrivi....cuginetto........".
Durante il viaggio scambio diversi messaggi con Delia, l'altra mia cugina, ma ci manteniamo su un tono affabile e cordiale, mentre con Elena è tutta un'altra cosa, siamo sempre stati molto in confidenza, anzi, spesso me ne prendo pure troppa e lei me lo fa notare sì, ma ammiccando sorridente e divertita. La differenza di età non è mai stata un problema. In pratica quando lei si è sposata, venticinquenne, io ero un bambino della prima elementare, adesso ho compiuto i 18 anni e lei è una piacente signora divorziata da molti anni, e con ancora tanta voglia di divertirsi. Ho cercato anche di messaggiare con la mia ragazza, Laura, una compagna di scuola con cui sto insieme dai tempi delle medie, ma non risponde perché mi ha messo il broncio. Non accetta il fatto che io, ogni anno, molli tutto (compresa lei) per rintanarmi una intera settimana in un paesino arroccato nel Sannio, invece di passarla con lei al mare, prima di prendere servizio per due mesi nella pizzeria dove passo la mia estate da quattro anni in qua. Ha pure ragione, ma le mie cugine... cazzo che cugine che ho!
Appena arrivo mi fanno festa. Zia è felicissima, mi abbraccia raggiante e mi elenca tutte le cosette che mi ha preparato per, dice lei, rinfrancarmi dal viaggio, e mi invita al tavolo già lautamente apparecchiato. Mia cugina Delia mi guarda sorridente e zio Salvo mi vuole seduto al posto accanto al suo per raccontarmi dei suoi lavoretti da agricoltore seppure in pensione, beccandosi i rimbrotti di zia e della figlia affinché non mi dia fastidio con il suo ripetere sempre le solite cose. Elena è impegnata fino alle 5 del pomeriggio al lavoro perciò ci mettiamo a pranzo noi quattro, con Backy, il loro bastardino, che gironzola sotto il tavolo spiluccando qualche bocconcino che gli arriva a turno un po' da tutti. Io assaporo tutto (zia è una cuoca eccezionale) e ogni tanto guardo di sfuggita mia cugina Delia e fantastico di vederla scivolare sotto il tavolo, con il pretesto di passare un pezzetto di pollo al cagnolino, arrivare ai miei piedi, sbottonarmi i pantaloni, tirarmi fuori il cazzo e tirarmi un favoloso pompino, infilandoselo tutto fino in gola. Delia ha una decina d'anni meno della sorella Elena, quindi è a metà tra me e la sorella. E' una gran bella ragazza che non passerebbe inosservata in nessun posto si trovasse, figurarsi lì in quel paesotto fatto di viuzze strette e case abbarbicate l'una sull'altra, ed ovviamente non le manca chi le fa il filo e gli spasimanti farebbero la coda davanti il suo portone per averla, solo che lei non è interessata per niente a loro. Delia sta sempre a casa aiutando la madre in tutte le faccende domestiche, non ha portato avanti gli studi e non coltiva amicizie, al contrario della sorella che ha una vita sociale abbastanza attiva, se non altro per il lavoro che la porta a stare molto tempo fuori di casa. Le poche uscite che mia cugina Delia si concede le fa insieme alla sorella. Vanno in palestra (tre volte a settimana, anche se spesso lei salta l'appuntamento), vanno dall'estetista un paio di volte al mese ed ogni tanto una serata in pizzeria e al cinema.
Elena e Delia sono dunque attaccatissime tra loro, non ho mai visto due sorelle andare più d'accordo. E sono due belle donne anche se diverse. Elena è più bassa, intorno al metro e sessanta, i capelli biondi e ricci; di corporatura è più piena, con fianchi, cosce e curve più burrose ed un gran bel culo morbido e basso. Delia è alta un metro e settanta, è più snella, mora di capelli e chiara di pelle; più delicata di fianchi, più sobria nelle misure del seno e del fondoschiena e più garbata e fine nei modi. Il fatto di starsene tutto il tempo in casa a leggere romanzi l'ha resa raffinata e distinta pur restando affabile ed alla mano. Sono caratterialmente diverse le due sorelle ma, come detto, molto unite. Ed a me piacciono entrambe, pur provando una forte attrazione per Elena che è la più matura ed io ne nutro una vera passione. Passione che è esplosa l'anno scorso, quando ho avuto mia cugina ospite a casa per una settimana ad agosto e allora, vedendola a tutte le ore girare per casa con indosso dei leggerissimi prendisole che invece di celarle le sue generose forme le risaltava alla grande, ho iniziato ad impazzire per lei. Fino al giorno in cui le cose 'precipitarono' in modo fantastico.
Quel giorno rientravo dalla pizzeria proprio quando lei stava per andare in spiaggia. Appena mi fermai con lo scooter si affacciò dalla finestra chiedendomi se le davo uno strappo al lido. Nell'attesa che scendesse mi sono messo a trafficare col cellulare e quando ho sentito aprirsi e richiudersi il portone ho alzato lo sguardo e me la sono trovata davanti in costume. Cazzo che visione! Aveva addosso solo uno striminzito due pezzi che metteva in mostra tutta la sua parte superiore del corpo, con due belle tette da 4^ misura che pendevano e che i triangoli di tessuto lasciavano oscenamente scoperte, mentre coprivano solo i capezzoli che, si notava, spingevano sul tessuto. Il ventre era bello morbido a vedersi e i fianchi pure, sembravano fatti apposta per essere afferrati e palpati. Erano cinti da un pareo giallo e arancione che le arrivava alle caviglie e dallo spacco laterale si vedeva la coscia bella tornita. E' stata la prima volta che ho provato un'enorme eccitazione per questa mia cugina che conoscevo da sempre e che aveva venti anni più di me. Avrei dovuto guardarla con cortese indifferenza o con il semplice e innocente affetto che si prova per una persona di famiglia, invece la fissai sorpreso e sconcertato nel vedermela davanti in quel modo. Ho tradito un'espressione sorpresa e mi sono fatto tutto rosso e mentre la portavo dietro di me in scooter mi è montata una grossa eccitazione. Era da un po' di mesi che mi era presa la fissa per le donne mature (si sa che i ragazzi provano molta attrazione per le donne già fatte mentre alle ragazze piacciono gli uomini maturi) però mai avrei pensato che potesse indurirsi tanto il mio cazzo per aver visto mia cugina in costume, per quanto succinto fosse, e per sentire le sue tette premermi contro le spalle mentre la portavo sullo scooter.
Elena si era accorta che vederla così non mi aveva lasciato indifferente e ne provò un intrigante e strisciante piacere. Per quei pochi minuti del tragitto da casa alla spiaggia fui combattuto tra il farle compagnia e godermi ancora la visione di lei in bikini o lasciarla lì e rientrare a casa. Ero eccitato e col cazzo che si induriva sempre più perché ho pensato che, dopotutto, Elena era consapevole che mi si presentava davanti in quel modo, e se non voleva turbarmi allora non si metteva in bikini chiedendomi di portarla al mare, o come minimo si copriva davanti col pareo o un'asciugamano. Quindi conclusi che se a lei stuzzicava il farsi vedere quasi nuda da me, a me toccava stare al gioco e decisi di mostrarmi sfacciato anch'io e così, visto che avevo il costume nel bauletto dello scooter, restai con lei in spiaggia. Con una sfacciataggine che non pensavo di avere mi calai i pantaloni, quando arrivammo sotto l'ombrellone, e mi misi il costume e mentre mi abbassavo per infilarmelo lasciai, per una manciata di secondi, il mio cazzo oscillare tra le cosce. Ce l'ho lungo ventuno centimetri e con una discreta circonferenza, insomma un bell'arnese, e quando mi sono rialzato ho visto mia cugina improvvisamente arrossire nelle gote, tenere il palmo della mano sotto il mento e coprirsi la bocca con le dita senza però nascondere un divertito sorriso. Mi ha fissato e ad entrambi ridevano gli occhi, come se fossimo due ragazzini complici di una marachella, e così, sentitosi scoperta, Elena, l'ha messa sulla battuta facendomi i complimenti per la "dotazione" che avevo tra le gambe ed io ho fatto spallucce ridacchiando.
Quel pomeriggio in spiaggia abbiamo chiacchierato in maniera più approfondita delle altre volte. Quel siparietto audace era servito per metterci più in confidenza e così le raccontai delle mie esperienze adolescenziali, le prime cotte, i flirt con le compagne di classe, fino alle storie più serie. Lei mi ascoltò con interesse e di tanto in tanto comparava alcune situazioni in cui mi trovavo a quelle in cui, alla mia età, si era trovata lei, dandomi pure qualche consiglio. Poi fu il turno suo e mi confessò che da quando aveva divorziato, circa vent'anni prima, aveva avuto solo un paio di relazioni ed entrambe negli anni immediatamente successivi al divorzio, poi, delusa anche da quelle, aveva deciso di darci un taglio con gli uomini.
Anche io la ascoltai attento e poi mi uscì spontaneo un: "Oh, ma è un vero peccato!". Elena mi guardò sorpresa ed io allora mi sentii chiamato a spiegare quell'uscita. "Sei una gran bella donna adesso, figurarsi vent'anni fa." Poi riflettei un secondo e mi uscì spontanea un'altra uscita e borbottai incredulo e contrariato: "E' incredibile e assurdo che una bella donna come te (inconsapevolmente nel dirlo indico con entrambe le mani verso di lei, e più precisamente all'altezza delle sue tette) passi gli anni migliori senza godersi i piaceri sessuali! Che spreco di bellezza!". Lo dico con vero trasporto lasciando Elena basita ma anche divertita. "Ehi, quanta veemenza cuginetto!", interviene ridendo, poi aggiunge: "Certo che se qualcuno mi avesse fatto una 'dichiarazione' così decisa non sarei certo restata tanti anni a digiuno di, come dici tu, piaceri sessuali." Quello scambio di battute maliziose, portato avanti con disinvoltura, su un argomento non convenzionale tra un diciottenne e sua cugina di vent'anni più grande mi caricò mettendomi addosso una certa spavalda euforia, mentre eccitato lo ero da un bel po', e così mi sdraiai sul lettino in modo che il gonfiore del cazzo bello grosso sotto gli slip venisse notato da Elena. Mia cugina non poté non notare l'erezione che sfacciatamente esponevo quel pomeriggio su quella spiaggia, e continuò ad arrossire ed a sorridere imbarazzata per tutto il tempo. Io gongolavo, incredulo per la situazione che si era creata e tanto soddisfatto per il modo audace e sfrontato con cui contribuivo a portarla avanti. Il ghiaccio tra me e mia cugina si stava sciogliendo ed ora che avevo visto che pezzo di femmina procace fosse ero deciso a vedere come potessero evolversi le cose. Elena sarebbe rimasta ospite da noi ancora qualche giorno e la cosa era assai stuzzicante. Lei, la sera stessa di quell'esperienza in spiaggia e il giorno a seguire, si mostrò molto strana. Era silenziosa e turbata, poi in altri momenti era molto loquace e quando io mi avvicinavo lei andava nel pallone, impacciata nel parlare e nei gesti. Aveva iniziato lei il gioco, presentandosi con quel costume striminzito, e adesso mi sentivo sfidato a portarlo avanti e quella sera se ne presentava l'occasione. I miei erano invitati fuori, da una coppia loro amica, per una sagra che si teneva in un paesino sulla costa; a Elena non piaceva uscire la sera, e poi lì a Reggio non conosceva nessuno, perciò rifiutò l'invito dei miei che volevano portarla a vedere la sagra preferendo passare la serata tranquilla a casa, davanti alla tv con un piatto fresco di insalata e frutta. Io avevo da lavorare in pizzeria ma già mi ero preparato un piano. Andai al lavoro alle sette e alle nove, quando ero sicuro che a casa c'era solo Elena, lasciai la pizzeria con la scusa che le sudate di quei giorni e il condizionatore a palla mi avevano fatto beccare un forte mal di gola. Mi presentai quindi a casa con una pizza dicendo ad Elena che avevo proprio voglia di passare una serata tranquilla con mia cugina. Lei appena mi vide restò sorpresa ed all'inizio ci fu un po' d'imbarazzo. Mangiammo la pizza facendo commenti su uno stupido programma che davano in tv. Pensando che avrebbe passato la serata da sola si era messa in libertà, con indosso una vestaglia leggera legata in vita da una cinta. Una vestaglia corta, che le arrivava a metà cosce, e dalle trasparenze assai intriganti. Non pensò affatto a cambiarsi, mettersi una maglietta, e la cosa mi stuzzicò parecchio. Vederla ancora in una mise così succinta cominciò ad eccitarmi parecchio, e in più l'idea che non le creasse problemi mostrarsi così a suo cugino fece aumentare il tasso di eccitazione che avevo addosso, specie dopo l'episodio della spiaggia e di lei che mi si presenta con quello striminzito due pezzi. Mentre Elena sistemava i piatti sul tavolinetto basso io andai a levarmi la divisa da lavoro e mi presentai a lei con una maglietta leggera e dei bermuda da cui si notava quanto fosse già in erezione il mio cazzo. Quella sera avevo deciso di giocarmi tutto con lei. Dal momento in cui, in due pezzi, mi chiese un passaggio in scooter, fino al trovarci lì soli, con la casa tutta nostra, avevo colto tanti segnali circa il suo prenderci gusto a quel gioco che era insieme sottile e sfacciato. E così ci provai con Elena, che solo fino a pochi giorni prima non avevo mai considerato più che una cugina (a cui ero sì attaccato ma con l'innocente e lecito affetto che si può provare tra cugini) e che invece adesso era diventata il pensiero fisso delle mie voglie sessuali. Glielo confessai. Le dissi che da quando la vidi in due pezzi davanti a me non riuscivo a pensare ad altro che alle sue tette da sballo e alle sue cosce tornite e abbronzate e che, insomma, avevo perso la testa per lei. Lei scoppiò in una risata spontanea e cristallina, sicuramente un po' spiazzata dal mio approccio diretto (anche se credo si aspettasse che si arrivasse a parlare di questo), e indicò il gonfiore ai miei boxer dicendo: "Eh sì cugino, ehm... me ne sono accorta...". Io guardai il gonfiore e mi misi a ridere. Quella confessione fatta così, a bruciapelo, servì per spazzare via ogni imbarazzo, così presi un bel respiro e abbassai il bordo elastico del boxer mostrandole il mio cazzo in tiro, svettante e duro. "Elena," le sussurrai ora serio, "sono rimasto scioccato al sapere che per anni ti sei privata dei piaceri del sesso. Dal momento in cui me l'hai confessato ho solo pensato a quanto fosse assurda la cosa...". "Ed hai pensato di 'rimediare' a questa assurda lacuna, eh", mi ha interrotto lei con fare sarcastico. "No no!" ho subito reagito io per evitare di rovinare tutto con qualche uscita sbagliata. "Non dico che io potrei essere il maschio adatto a farti riprovare i piaceri del sesso... Devo solo confessarti che oltre a trovare assurdo che una bella donna viva per circa vent'anni senza fare sesso, ho trovato dannatamente arrapante la fantasia di te che riprovi questo piacere, che ti sei per troppo tempo negata...".
"Quindi il pensiero che tua cugina dopo anni ritorni a fare sesso ti eccita?", chiese Elena interessata, poi riprese incalzante. "Dimmi, caro cuginetto, e ti eccita tanto l'idea che io sia poi così in astinenza da fiondarmi su un cazzo bello grosso...", nel dirlo guardò verso il mio randello stringendo le palpebre e sorridendo molto maliziosa, "...e concedermi tutto quel divertimento che ho messo da parte per tantissimo tempo?". Al sentirle fare quei discorsi e capire che lei ci stava il mio cazzo si è ingrossato ancor di più, raggiungendo una lunghezza mai toccata prima e procurandomi un intenso piacere anche nel sentire tirare i muscoli del pube. Il mio cazzo ora svettata lungo e pulsante, con le venuzze che attraversavano l'asta sottopelle. Non mi trattenni più e mormorai un "ti voglio" a mia cugina, mentre allungai la mano appoggiandola sulla sua testa riccia attirandola verso il mio cazzo che, stando seduta sul divanetto, le svettava proprio davanti la faccia. Lei si lasciò spingere fino alla cappella, che prese a leccare e baciare prima di infilarsela in bocca, e una volta dentro me lo ha succhiato con gusto. La sua testa andava avanti e indietro, lei mugolava ed io godevo come mai prima sentendomi il cazzo massaggiato dal lavorio di lingua, labbra e palato. Devo dire che mia cugina, nonostante gli anni di inattività sessuale, ci sapeva davvero fare. Dopo avermelo spompinato per un po' si staccò dalla mia mazza che restò dritta svettando a mezz'aria, bagnata dalla saliva che colava sui testicoli. Si raddrizzò sulla schiena e si slacciò la cinta della vestaglietta mettendo in mostra un reggiseno bianco che sosteneva le sue belle tette abbronzate e, sotto, la pancia morbida. Divaricò poi le gambe e scostò da un lato il tessuto delle mutandine facendomi vedere la sua fica. Era ben curata, con la peluria biondo scura e le labbra rosa e carnose. A me girava la testa dall'eccitazione e dall'incredulità, stavo davvero guardando la fica pelosa di mia cugina Elena! Mi si accelerò il respiro quando poi si sporse mettendosi col bacino sul bordo del divano dicendomi: "Dai ora leccamela...". Il suono di quelle parole mi giunse ovattato, tanto ero stordito dall'emozione e dall'eccitazione. Guardavo mia cugina divaricare le cosce e strofinarsi il clitoride con le dita, mentre con voce bassa e roca incalzava: "Dai, fammi sentire il tuo bel cazzo, cugino... Mi hai fatto venire voglia, ed ora lo voglio tutto dentro...". Ansimava col respiro affannato mentre sfregava frenetica il lembo carnoso sulla fica e mi incitava: "Scopami! Scopami. Su, fottimi cugino fottimi!". Io mi abbassai poggiando le ginocchia sul divano, lei smise un attimo di sfruculiarsi il clitoride, prese in mano il mio cazzo e se lo infilò nella fica e fu per me una sensazione stupenda. Il mio cazzo era nella pancia di mia cugina, ed io non ci credevo. Lei mise le gambe attorno ai miei fianchi e si lasciava sfondare dagli stantuffi che le assestavo nella fica. La sentivo calda e bagnatissima, sentivo le sue viscere avvolgere la mia asta che faceva avanti e indietro con un ritmo cadenzato. Elena, mentre il mio cazzo la penetrava, riprese a sfregarsi il clitoride, poi con l'altra mano scostò una tetta dalla coppa del reggiseno e si mise a palparla. La sporgeva come a volermela offrire ed io allungai la mano e la affondai palpandola e pizzicandole il capezzolo bruno e duro, poi si sfilò anche l'altra palpandosela e sfregandola verso la mia mano.
Era davvero infoiata mia cugina. Una volta riprovato il godimento del sesso sembrò non poterne più fare a meno. Quella sera, dopo essersi fatta scopare a gambe divaricate, si sfilò il mio cazzo dalla fica per cambiare posizione. Dopo esserselo sfilato diede delle belle e vogliose leccate al mio randello, duro e bagnato dei suoi umori, poi si mise carponi sopra il divano e, con un tono di voce basso e frenetico, mi incitò a riprendere a metterglielo dentro: "Mmm, dai cugino ora così... alla pecorina...", disse mentre, con la mano infilata tra le cosce, riprese a strofinarsi il clitoride. Mi posizionai dietro di lei con una mano ferma sul suo culo, mentre con l'altra dirigevo il mio cazzo tra le labbra sempre più bagnate della sua fica. Glielo infilai e incominciai a dare colpi avanti e indietro. La mia mazza scivolava che era una bellezza nella sua fica bagnatissima e calda. Era una sensazione straordinaria sentirmi l'asta avvolta e risucchiata dalle sue viscere. Ad ogni affondo gemevo dal piacere insieme a lei. "Mmm, ficcamelo tutto dentro... Voglio sentirlo nello stomaco... Voglio sentire le tue palle sbattermi nel culo!", urlava Elena mentre sobbalzava per i colpi che le davo. "Oooh sì così! Così! Sì sfondami, cugino, sfondami!!!". Mi incitò con foga per tutto il tempo, finché non le mormorai che stavo venendo, e prima che iniziassi a sfilarle il cazzo dalla fica lei si affrettò a dire, con la voce ansante: "Resta cugino, resta dentro... Voglio che mi sborri nella fica! Voglio sentirmi riempita tutta... Oh sì... bella calda e cremosa! Oooh...". Elena disse questo mentre io ho svuotato tutta la sborra dai miei coglioni alla sua fica. Gliene liberai tantissima perché li avevo belli grossi e pieni e la mia affamata cugina prese quel fiume di sperma godendo e mugolando soddisfatta. Sospirò dicendomi che dopo tantissimi anni era stata una meravigliosa sensazione sentirsi riempita da tanto vischioso calore. "Per non parlare della scopata," disse sorridendo mentre si alzava in piedi, poi aggiunse: "mi hai chiavata proprio bene, e bravo il mio cuginetto, ne è passato di tempo da quando ti coccolavo come un bambolotto tenendoti in braccio!". Io la fissai sorpreso ed arrossii al pensiero che effettivamente era così, la cugina con cui avevo appena scopato era la stessa che, quando ero piccolo e lei una già bella ragazza ventenne, mi teneva in braccio coccolandomi! Vedendomi arrossire e capendo il mio imbarazzo Elena scoppiò a ridere e mi rincuorò dicendo: "dai, su, non ti farai mica problemi con tua cugina adesso! A me è piaciuto un sacco scoparmi un bel ragazzo come te. E ti dirò...", fece un sorriso malizioso, pregustando qualcosa di eccitante che subito mi confessò, "...adesso che grazie a te ho riscoperto certi piaceri mi sa tanto che ci vedremo più spesso." A quelle parole, dette con quel tono intrigante, la minchia che mi pendeva tra le gambe diede segni di ridestarsi ma Elena non lo notò e anzi si avviò decisa verso il bagno dicendo: "Ops, la tua sborra mi sta gocciolando dalla passera. Scappo prima di seminarla per casa!", e si chiuse la porta alle spalle mentre stava con l'altra mano a coppa tra le gambe, a raccogliere le gocce di sborra che colando le rigavano le cosce.
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