i racconti di Milu
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Non toccò a me ricevere la nuova arrivata in azienda. La vidi dopo qualche giorno. Gli indumenti indossati erano di buona fattura ed erano molto eleganti: era un tailleur di colore grigio, classico, con la gonna che era poco sopra il ginocchio, scarpe con tacco 8 e calze scure ma non coprenti. La sua pelle era scura; lei pur essendo italiana aveva i genitori immigrati dal Congo. Per i dipendenti dell’azienda dove lavoro lei era una novità; era bellissima e tutti la guardavano e facevano commenti più o meno gentili e non se ne poteva fare a meno.
Uno dei gironi seguenti si presentò vestita in modo diverso.
Indossava Era fantastica: due tette favolose rotonde e sode sporgenti in avanti, ed una minigonna incredibile completavano il panorama di una bellezza unica valorizzata da labbra carnose e la pelle color ebano che le davano un tono sensuale come nessun’altra ragazza. Nei primi giorni non mi accorsi di niente poi un collega mi fece notare che mi sorrideva come se volesse mandarmi un messaggio tanto che abboccando al suo modo di fare all’inizio credevo che avesse voglia di me, ma dopo un paio di tentativi e proposte mi resi conto che era per eli era naturale essere così aperta con gli altri. Pensai che non aveva affatto voglia di farsi scopare da me e che era totalmente innamorata del suo fidanzato di circa 15 anni più giovane di me e, a sua detta, molto geloso.
Il suo nome era ed ero pazzo di lei. Il suo nome era Marvena. Anche se avevo il doppio della sua età non me la toglievo dalla testa, mi ero infatuato di lei e mi facevo tre seghe al giorno pensando come avrei potuto godere del suo corpo.
Avevo trovato su Internet delle foto di negrette nude con un corpo simile al suo e con Photoshop avevo incollato la testa della mia giovane collega. Pensavo a lei di giorno e di notte e riuscii anche a farmi mandare ad una conferenza da solo con lei in Sardegna.
La corteggia strettamente ma non ci fu niente da fare. Era refrattaria alle mie avance.
Pensai allora di invitarla a casa mia insieme al suo ragazzo perché ero curioso di conoscere il fortunato che si scopava quella fighetta incredibile. Lei venne con un energumeno di quasi due metri tutto pieno di muscoli il cui nome era Sekou. Data la sua altezza era stato ingaggiato per giocare a basket e Marvena vicino a lui sfigurava essendo la sua altezza molto maggiore di quella della ragazza.
Lei, meravigliosa come al solito, indossava un da un top composto da manica lunga e bottoncini sul davanti, aderente al busto con balza sul sotto. La gonna aveva con taglio leggermente più lungo, con sexy apertura chiusa da lacci e balza in coordinato con il top. Parlando di moda con Lisa, mia moglie, scoprii che volendo la gonna si poteva indossare aperta anche sul dietro e che era lunga, nella parte più corta, 46cm. Il vestitino si chiamava Amber ed era un completo di alta qualità firmato Saresia realizzato in morbidissimo tessuto similpelle con effetto bagnato.
L’indumento era veramente stupendo creato per una donna che ama esibire se stessa con eleganza ed erotismo come Marvena
Ovviamente c’era anche mia moglie e quindi la serata cominciò in modo abbastanza normale parlando di argomenti di circostanza e senza significati precisi solite cose, come cinema, musica, libri ecc.
Durante la cena Sekou disse di non essere mussulmano e quindi poteva bere anche vino, anche Marvena non lo era e quindi il dialogo fra di noi fu molto più semplice. Infatti dopo l’ammazza caffè le risate si fecero più alte. Io e Marvena ci mettemmo da una parte e, sebbene un po’ brilli, parlammo di un progetto di lavoro, mentre Sekou e mia moglie Lisa si raccontavano barzellette e ridevano veramente tanto.
Poi Lisa prese a sparecchiare e Sekou la seguì per aiutarla a portare in cucina ciò che c’era sul tavolo
 Ad un tratto dalla porta di cucina socchiusa intravidi qualcosa: mi moglie era in punta di piedi su uno sgabello per rimettere un’insalatiera su una mensola alta ma stentava ad arrivarci. Non fui colpito dal gesto fatto da Lisa ma da quel lembo di deliziosa pelle Bianca compresa fra le autoreggenti e le mutandine di pizzo nero che potevo intravedere sotto il suo abitino corto nel sollevare le braccia in alto.
Chissà se Sekou aveva lo stesso panorama!
Fu tutt’uno: vedere quell’immagine e Sekou prendere la mia donna per sollevarla a poggiare sulla mensola l’insalatiera prendendola per i fianchi.
Oltre che vedere sentii la risatina squillante di mia moglie che era divertita piacevolmente di quella situazione e che con quel suono ringraziava il negro. Nel ridiscendere lentamente Sekou sfregò il bel culetto della mia metà lungo il suo corpo. Il fatto che lui se l’abbia sfregata addosso obbligò la gonna a risalire fino alla vita e denudare le gambe e bacino. Prima che i tacchi a spillo di mia moglie toccassero a terra, lui si fermò un instate tenendola stretta a sé. Dal leggero movimento delle sue natiche capii, che tra i glutei, le stava facendo sentire il suo sesso già eretto. Lui la fermò tenendola ancora sollevata da terra e lei si voltò sorridendo facendo un cenno con la testa in direzione della porta della cucina e sussurrando qualcosa nell’orecchio che io non sentii.
Per migliorare la mia visuale mi spostai leggermente facendo sì che fosse un movimento non voluto e che il mio sguardo non fosse diretto. Riguardando in cucina vidi mia moglie in punta di piedi con i tacchi sollevati che baciava quell’uomo mentre con una mano accarezzava un cazzo nero proporzionale alla sua mole che spuntava dalla braghetta.
Ora era chiaro che Sekou non le stava solo facendo sentire solo un gonfiore nei pantaloni, ma aveva messo il suo sesso fra le cosce e nel metterla a terra le stava sfregando il cazzo sugli slip.
La mia sposa che era stata sempre integerrima ed ora iIncredibilmente ci stava!
I due, forse per stare più comodi, si spostarono ed uscirono dalla mia visuale.
Continuavo a parlare con Marvena, che era seduta di spalle alla porta della cucina, non poteva vedere ciò che accadeva lì.
Mi chiesi cosa stesse facendo Lisa con quel gigante in cucina. Ero veramente curioso e la situazione mi intrigava.
Tutta la mia attenzione era rivolta ai suoni che provenivano dalla cucina e tendevo le orecchie per ascoltare ogni minimo rumore che indicasse un qualcosa che per me era difficile da immaginare prima di allora. Mi chiesi cosa fare ora che scoprivo che la mia mogliettina pensando che si stesse facendo scopare da quel negro. Le idee erano tante ma fui distratto da un “hhhumfff” soffocato di lui.
Era chiaro cosa stavano facendo e mi rendevo conto che qualcosa mi sfuggiva.
Lei la mia donna che si comportava da timida, ingenua e non tanto calda, che sessualmente era quasi una bambina, che si accoppiava con me sempre in posizione da missionario perché malgrado tutte le mie preghiere ed implorazioni, che non voleva mai tentare nulla di diverso, ora era nelle mani di un uomo che aveva un sesso gigantesco e che l’avrebbe sfondata di sicuro.
Pensavo che a quanto mi ha fatto morire dalla voglia di leccarle quella fighetta che teneva ben curata con una striscetta di peli deliziosi che non mi permetteva mai di farlo perché diceva che non era igienico e che si vergognava. Per compensare dovevo quindi accontentarmi baciandole le tette ma non a lungo perché I capezzoli le facevano male.
Insomma, si concedeva solo a scopate dovute come per contratto con tutto il resto vietato.
Mi viene il dubbio vedendola che lei non abbia mai raggiunto un vero e proprio orgasmo travolgente. Però a me sembrava sempre bellissima. Un viso da ragazza sincera, un corpo piccolo, snello, con due tette che sembravano quelle di una ragazzina nonostante i 34 anni. Aveva la pelle molto chiara ed I capelli neri tagliati a caschetto completavano il suo look che con gli occhi chiari non dimostrava la sua età sembrando molto più giovane.
Marvena, ignara di tutto, continuava a parlare ed io cercavo di nascondere la mia curiosità di vedere cosa accadeva in cucina in quegli istanti.
Stavo per alzarmi e andare in cucina quando ebbi un flash mentale: se Sekou, il ragazzo di Marvena, si stava scopando la mia compagna avrei potuto farmi lei, la negretta dei miei sogni, ma non sapevo se Sekou fosse geloso. Pensavo di aver trovato la soluzione: dovevo far sì che si scopasse mia moglie, in cambio lui mi avrebbe poi dato la sua ragazza.
Sul momento non dissi niente a Lisa e dopo circa un mese, con la scusa dei furti nelle abitazioni, decidemmo con mia moglie di installare un sistema televisivo nascosto il cui mio scopo non erano i furti ma spiare ciò che lei faceva. A quel tempo abitavamo in una villetta indipendente. Così una ditta specializzata installò delle telecamere quasi invisibili negli ambienti del nostro appartamento con registrazione continua e contemporanea. Le telecamere sono state installate
nel soggiorno, in cucina e in camera da letto.
Lo scopo era chiaro per me: invitare la coppia a cena. Colsi l’occasione il giorno in cui seppi che Marvena sarebbe andata per lavoro lontano e che quindi non sarebbe potuta venire a casa da me. Almeno la formalità l’avevo rispettata anche se sapevo benissimo che lei non ci sarebbe stata. Marvena sarebbe rientrata solo il giorno dopo ed insistetti con Sekou per venire comunque da noi soprattutto perché sarebbe rimasto da solo.
Durante la cena feci sì che Lisa bevesse vino e spumante per festeggiare un promesso fantomatico aumento di stipendio. Lo fece abbastanza per lasciarsi andare più facilmente e poi al termine della cena simulai un’emergenza in ufficio per poterli lasciare soli.
“Mi spiace, ma devo proprio andare. Scusami tanto Sekou. Non credo di tornare presto. Tu puoi rimanere ancora con Lisa e continuare a godervi questa serata. Quando avrò finito chiamerò e spero di trovarti ancora qui.”
Sekou, da gran furbone, accennò ad andar via anche lui ma insistetti perché restasse.
Li lasciai a tavola, uscii la macchina dal garage e la parcheggiai un paio di strade più in la.
Ero euforico e caricato dalla situazione che avevo creato. Ero sicuro che Sekou e mia moglie avrebbero ripreso a fare ciò che avevano cominciato quella sera.
Tornai a casa ed entrai silenziosamente dal garage che avevo lasciato socchiuso appositamente. Mi tolsi le scarpe e, con ai piedi le sole calze, andai dritto nel mio studio ed accesi il monitor multivision. Le telecamere posizionate in sala da pranzo ed anche in cucina non riprendevano nessuno, in soggiorno chiarirono i miei dubbi. Lisa e Sekou erano lì avvinghiati l’uno all’altra a baciandosi con passione.
Lui la teneva stretta a sé e si baciavano profondamente. Vidi la lingua di lui che entrava nella bocca di Lisa ed era veramente lunga proporzionale al suo sesso. Lei aveva gli occhi chiusi e reagiva languidamente a quella penetrazione orale, aprendo la sua bocca sino a, suppongo, avere la lingua del negro in gola. Mentre Sekou le esplorava il palato, i denti, la lingua, mischiando la saliva con quella di lei, le aveva poggiato le mani sui fianchi di Lisa. Lei gradiva ed emetteva piccoli mugolii, inoltre lo stringeva forte a se sollevandosi in punta di piedi perché lui affondasse meglio la lingua nella sua bocca.
Vedevo le dita di Sekou giocare con l’orlo della minigonna di mia moglie sfiorandole la pelle nuda delle cosce la balza delle autoreggenti e lo slip. Lisa non portava mai biancheria sexy. Aveva sempre delle mutande bianche da collegiale molto semplici coperte da un collant da suora.
Quella sera, per l’occasione, aveva indossato alcuni dei miei regali di San Valentino, consistenti in strings, giarrettiere, balconcini, autoreggenti a rete, che erano finiti in un cassetto senza che io avessi mai la possibilità di vederli addosso. Al pensiero di vederla con quella lingerie di notte mi masturbavo silenziosamente all’idea di vederla così. Con mia enorme meraviglia, per l’occasione, aveva indossato le autoreggenti.
Sul monitor seguivo la mano di Sekou che passava sulla rotondità della gamba per risalire fino a toccare la parte di mia moglie che mi sta più cara: la figa.
Al sentire la mano del gigante Lisa mugolò forte ed aprì gli occhi lanciandogli uno sguardo complice il cui chiaro significato era quello di comunicargli il piacere di essere toccata ed in seguito esplorata. Poi lei aprì leggermente le gambe e si abbandonò contro quel corpo massiccio emettendo dei gridolini di piacere mentre lui la accarezzava fra le gambe.
Dal movimento lento e sinuoso del bacino della mia donna che si inarcava spingendosi avanti e indietro contro la sua mano, capii che lui stava esplorando completamente la zona con le sue lunghe dita nere, le baciava il collo mentre le sollevava lentamente la gonna. Per la prima volta vidi mia moglie in perizoma. Altro che mutande!
Portava uno string microscopico, nero e trasparente, coi dei ricami dorati.
Lei si era trasformata da monaca in un vulcano erotico.
Lisa respirava forte, si muoveva guardandolo negli occhi per chiedergli di continuare.
Continuarono a baciarsi per un po’, poi lei si girò dandogli le spalle strofinando il sedere contro la patta del negro che vedevo aveva assunto dimensioni inimmaginabili.
Le scene erano arrapanti ed allora liberai subito il mio cazzo ormai ben eretto e lo massaggiai mentre guardavo mia moglie slinguarsi con un altro uomo godendosi le carezze sempre più audaci della mano nera che massaggiava sinuosa il clitoride ancora parzialmente nascosto alla vista dal delizioso string. Le dita esperte di Sekou si trastullavano giocando con la scarsa peluria della striscia verticale di peli sul monte di venere.
La telecamera mi mostrava l’indice il negro scostare di lato lo string facendo scivolare tre dita sotto il leggero tessuto del perizoma prendendo possesso della fessura e facendo sussultare la mia femmina che lo baciò più avidamente. Lei si lasciò’ andare alla dolce invasione aiutando la mano sinistra del ragazzo a prendere possesso di una delle sue mammelle che fuoriusciva completamente dal reggiseno a balconcino.
Lisa si era abbandonata alle sue carezze con mugolii di goduria ed io guardavo incantato due dita del ragazzo entrare ed uscire senza fretta dalla sua vagina inzuppate dei suoi umori.
Mi chiedevo come potesse essere tanto bagnata quando con me ci volevano chili di gel per aprirla?
Dopo un po’ un altro dito apparve inaspettatamente stretto fra le sue cosce. Era un qualcosa di molto più grosso che fuoriusciva dalla braghetta ed attraversava le morbide cosce di mia moglie. Lei per sentirlo meglio strinse le gambe e si inarcò all’indietro. In punta di piedi sui tacchi a spillo, Lisa era terribilmente eccitata dal farsi spogliare poco a poco stando davanti a quel negro.
La sua camicia era stata aperta ed il negro aveva entrambe le mani piene delle sue tette.
Il cazzo così grosso del ragazzo fuoriusciva per quasi 15 centimetri davanti alla sua fighetta. Se non fosse stato per il colore scuro avrei pensato che a Lisa fosse cresciuto l’uccello.
Ero sbalordito per la lunghezza di quel sesso. Facevo il confronto con il mio che è 12 cm in tutto.
Dopo ancora qualche minuto di palpate, toccate, sfregamenti e slinguate, Lisa si staccò da lui inginocchiandosi davanti per osservando quel sesso in tutta la sua maestosità facendo un grido di meraviglia, gli sorrise con sguardo complice e spalancò la bocca per prendere la grossa cappella. Quel bel cazzo grosso ed enorme scompariva poco dopo fra le labbra vellutate che tante volte avevo baciato e che ora stringevano adesso il cazzo di un altro uomo donandogli un immenso piacere. In quei momenti ho invidiato quel negro; avrei voluto essere al suo posto dato che l’ultima volta che mi ha fatto un pompino fu tanto tempo prima e lei mi disse che non le piaceva. Ora la guardavo succhiare, baciare, leccare, ingoiare quel cazzo da più di 10 minuti; cose da non credere!
Doveva piacerle parecchio perché ogni tanto mugolava e si toccava la figa per darsi pace da quelle parti.
Il cazzo che Lisa aveva in bocca era lungo e nonostante ne avesse metà in bocca, forse fino alla gola, riusciva a poggiare le dita di una mano sulla parte restante fuori. Quel sesso nero era diventato più grosso del polso di una ragazza.
Lui dall’espressione del volto era chiaro che stava impazzendo dal piacere. Teneva la testa di Lisa fra le mani e se la tirava a se stabilendo il ritmo del pompino, spingendo il pene fino in fondo alla gola di Lisa che ogni tanto aveva dei conati. Lei era come una bambola di gomma, obbediente al suo volere ed al suo desiderio.
Ad un tratto Sekou cominciò’ a rantolare e pose fine al pompino dicendo “basta, altrimenti vengo” ma lei non si fermò e prese i testicoli in mano dicendo “Si vieni! sborrami in gola! Ti voglio sentire quando sborri nella gola”. Lui non restò indifferente a quell’invito e riprese a scoparla in bocca fino a che non arrivò l’orgasmo inarcandosi all’indietro per poter entrare fin oltre la gola ed emettendo ululati di goduria. Spinse quel sesso gonfio e turgido tutto dentro inondandole la gola di sborra calda ad ogni spinta.
Lisa rallentò e si tolse senza difficoltà la verga aprendo la bocca per mostrargli quanto sperma le aveva dato. La sua bocca era piena e debordava ed un rivolo bianco colò sul lato destro.
Non immaginavo che un uomo potesse emetter tanto sperma. Ero incantato nel vedere la bocca di Lisa piena e ciò mi eccitava molto; mi sarei voluto segare nel vederli ma l’attenzione ed il susseguirsi delle scene era tale che farmi la sega era un pensiero relativo.
Lei gli fece un sorriso ed a bocca aperta, forse guardando la telecamera, ingoiò quella sborra candida nel modo più erotico come se fosse in un film porno. Quindi si alzò di nuovo in punta di piedi per baciarlo e dirle “Mi piace da morire la tua sborra Sekou. E’ una vera delizia”
Non riesco a trovare parole per descrivere la mia incredulità, non credevo ai miei occhi che l’avesse spompinato, ma l’aveva anche ingoiato tutto. Ripensai a quando da fidanzati le chiesi se potevo venirle in bocca e la sua risposta brusca “Stai scherzando, vero? Che schifo! Mi prendi per una puttana?”
Dopo qualche minuto di baci, carezze e parole di apprezzamento sussurrate, i due, nudi come erano, si spostarono in cucina già teatro di un incontro che alla luce degli avvenimenti non doveva essere il primo.
Commutai la telecamera e vidi Lisa prendere un dolce di panna dal frigo. Il cazzo nero di quell’uomo era in dimensioni a riposo il doppio del mio cazzo in erezione. Riconobbi che di essere poco dotato e che probabilmente l’insoddisfazione di Lisa era dovuta questo fatto.
Lei avvicinò Sekou al tavolo e appoggiò quel sesso sul dolce affondandolo nella panna dicendo “Panna bianca, cazzo nero. Muoio dalla voglia di assaggiarlo. Chissà che sapore speciale!”
Con una risatina discese a leccare di nuovo il cazzo nero che pendeva fra le gambe muscolose di quel fusto. Gli accarezzando anche i testicoli come a constatarne la consistenza del contenuto.
Lisa con la punta della lingua lo leccava tutto in lunghezza e ripassava sempre sulla cappella, andando anche a leccare il frenulo che dà tanto piacere, poi finalmente lo riprese in bocca impiastricciandosi le labbra.
Vedevo che lui chiaramente godeva ed in breve tempo l’aveva era di nuovo duro ed eretto.
Tolse il suo sesso dalla bocca di Lisa, la mise in piedi per poi appoggiarla sul tavolo con il sedere sul bordo. Scese quindi dolcemente con la lingua lungo il suo corpo, affondò la mano nel dolce, la inzuppò nel cioccolato e prese a cospargerle le tette.
“Cazzo nero, panna bianca… tette bianche, punte nere!” esclamò scherzando ed andò a leccarle i capezzoli. Quando lea pelle delle mammelle fu nuovamente pulita, Sekou continuò a scendere, leccandole lo sterno, l’ombelico, il ventre e giù fino al pube.
Il vedere Lisa fare sesso con quel negro mi aveva fatto diventare il cazzo duro come il cemento. Non avevo mai desiderato mia moglie così tanto, non l’avevo mai vista tanto arrapante e tanto arrapata, sembrava un’attricetta porno. Ero arrapato, ma in modo strano; non volevo scoparla, volevo vederla scopata da Sekou e l’attesa mi eccitava molto di più.
La lingua di quel negro risalì all’ombelico leccando il ventre piatto della mia donna tenendola in uno stato di trance da piacere.
Ogni volta che scendeva sembrava fosse quella buona per entrare in lei, invece no: risaliva all’ombelico. Finalmente una buona volta andò più giù e scese fino all’attaccatura della stringa al tessuto del perizoma di Lisa che teneva le gambe chiuse.
Le labbra carnose del negro giocavano con il tessuto sottile che copriva l’intimità di mia moglie spostandosi su e giù seguendo la sua fessura verticale. Lo si sentiva annusare e sospirare, inebriato.
Lo slip della mia femmina era tanto bagnato e immaginavo il profumo delizioso della sua fighetta che Sekou si stava gustando.
Quelle immagini mi ricordarono che impiegai molti mesi per convincerla a farsi scopare; ora era il negrone a godersi quelle sensazioni con mia moglie.
Tutto proseguì finché lei disse “leccami… leccami… leccami la figa!”
La lingua con decisione andò in un istante verso la figa, le mani abbassarono il perizoma e la lingua si posò sul clitoride di mia moglie leccandolo lentamente.
Per poterla leccare meglio lui la adagiò dolcemente sul tavolo, distendendola, continuando l’azione con la lingua. Lei smaniava e si contorceva, cercando di aprire il più possibile le gambe per farsi penetrare meglio da quella lingua.
A quel punto non resistetti più e presi a segarmi.
Finalmente Sekou la penetrò con la lingua fino in fondo muovendola poi per tutta la fessura dando pace a quel clitoride tanto desideroso di attenzioni ma non trascurando il culetto e l’ano.
“Oh Sekou, Sekou! Aprimi, leccami, mangiami, fammi godere!”
 I colpi di lingua si fecero più regolari e Lisa riprese a  contorcersi, a sollevare il pube per offrirsi alla sua lingua ed urlare “Sekou, Sekouuu!!”
Lui inserì due dita nella vagina mentre un altro si faceva strada nel culetto, le slinguò il clitoride velocemente e Lisa eruppe immediatamente in orgasmo pauroso “Sekou… Sekou scopami! Scopami adesso!!!”
Obbediente Sekou ritrasse le dita da quella fighetta piccolissima sostituendole con l’enorme cappella.
L’urlo della mia donna fu incredibile. Pensai che l’avesse spaccata veramente. Il volto di Lisa era solcato dal dolore e piacere accomunati dal desiderio di essere aperta, violentata, presa senza scampo dal cazzo più grande del mondo.
Allora sentii di amare tanto la mia mogliettina che mi stava dando quelle sensazioni. Mentre lui si immergeva fino a fondo nella sua fighetta stretta, ero grato a Sekou che faceva godere la mia bambola così tanto ed ero contento che la riempisse completamente come io non ero mai riuscito. Avrei voluto gridare “Falla godere Sekou! Prendila tutta, sfondala, goditi mia moglie, sbattila, dalle tutto il tuo cazzo, penetrala a fondo, baciala, leccala, falle tutto quello che vuole, rendila una puttana, prenditi la mia troia, scopalaaaa!!!”. Ingrandii la scena ripresa dalla telecamera realizzando un primo piano di quel cazzo che entrava e usciva dalla mia donna lucido di abbondanti umori vaginali.
Sborrai con uno spruzzo da giovanissimo e ne fui felice.
Lisa stava dandosi completamente ad un altro, presa, scopata, penetrata e ripetevo nella mia mente questa parola a convincermi che mia moglie era cambiata senza chiedermi dove avesse fatto esperienze precedenti.
Ascoltavo in silenzio i sospiri dei due amanti e i rumori dell’accoppiamento caratteristici di un cazzo che scivola dentro e fuori da una figa inzuppata.
Il nero Sekou si scopava la mia mogliettina sbattendola come un fuscello. Lei tanto piccola e stretta, lui tanto enorme e duro. La prendeva in modo impossibile, dilaniandole la fighetta e facendola sua, profanandola, facendola urlare di piacere come non l’avevo mai sentita. Osservavo quella sesso nero entrare ed uscire nel corpo della mia donna che era diventata sotto i miei occhi una femmina assatanata.
I gridolini di gioia e goduria mi facevano morire di gelosia ma il piacere che ne avevo era molto maggiore. Ero in piedi davanti allo schermo con gli slip alle ginocchia ed il mio cazzo ancora durissimo in mano a guardarmi lo spettacolo più erotico che avessi mai visto. Avrei voluto che non finisse mai, che lui potesse scoparla per sempre per farmi godere.
A guardare Lisa scopata così l’amavo ancora di più.
Ora avevo una moglie che era diventata una femmina bellissima, morbida, bagnata, puttana, tutto ciò che una moglie dovrebbe essere.
Ero il più felice dei mariti.
Mi ero reso conto del perché Marvena era sempre felice sul lavoro e del perché non accettasse la corte di nessuno. Le dimensioni del suo Sekou era ineguagliabili.