i racconti di Milu
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Paolo ha diciotto anni; è orfano di madre da più di due anni e suo padre Marco ha cominciato da un po' di tempo a frequentare una vedova che ha la sua stessa età, tale Maria; la cosa a Paolo piace poco, anche se capisce che anche il padre ha le sue esigenze, ma il fatto che da qualche mese l'abbia fatta venire a casa con loro non gli va proprio giù; gli sembra proprio una cattiveria verso la Mamma; oltre a Maria, si ritrova in casa anche la figlia che, per fortuna, va all'università lontano da Como e rientra solo nel weekend; oltretutto, il padre è imprenditore e sta spesso fuori per lavoro, lasciandolo da solo con lei.
E appunto oggi è uno di quei giorni e Paolo sta girovagando per Como proprio perchè non ho nessuna voglia di rientrare in casa e di stare solo con quella li.
Però anche a girare così senza motivo e da solo si rompe, per cui decide di andare a casa.
La porta di casa non è chiusa a chiave, segno che Maria è li; solo che non vedendola, Paolo decide di chiamarla: "Maria ci sei?". "Si Paolo, ciao, stavo facendo la doccia, arrivo".
Anche se Paolo ne farebbe volentieri a meno, la donna lo raggiunge e lo guarda sorridendo.
Paolo, pur senza ricambiare il sorriso, rimane a guardarla; in accappatoio, deve ammetterlo, la donna non è per niente male; specialmente quella latteria che ha sul petto.
Quasi vergognandosi si scusa mentalmente con la mamma; la sua povera mamma un seno così se lo sognava; la donna un po' imbarazzata decide di rompere il ghiaccio: "Ciao Paolo, stavo per uscire, devo fare un po' di shopping; senti, anche se sei rientrato ora, non è che ti va di accompagnarmi? Non ho nessuna voglia di mettermi al volante, magari tu fai un po' di pratica visto che hai appena preso la patente".
Ma si, Paolo ammette con se stesso che non è una cattiva idea: "Si d'accordo, ti accompagno volentieri".
"Ottimo, vado a vestirmi e andiamo"; Maria sparisce verso il retro della casa e Paolo rimane li in piedi per un po'; poi gli ormoni hanno il sopravvento e decide di seguire, pur con mille cautele, la donna; la stanza da letto è solo socchiusa e si può spiare senza essere visti.
La donna è di schiena e si sfila l'accappatoio: "Che belle chiappe ancora sode" pensa il ragazzo prima che la donna le copra subito con un paio di mutandine nere; poi Maria si china per infilare il reggicalze e le calze a rete anche queste nere; ma è quando si volta che Paolo sente il pacco gonfiarglisi a dismisura; Dio che cocomeri di carne tiene quella donna, e stanno ancora su bene; com'è eccitante vederla mentre ci passa quella che sicuramente è una crema rassodante.
Quanto vorrebbe il ragazzo essere li a passargliela lui; Maria indossa un reggiseno di pizzo anch'esso nero e una gonna corta con una fruit molto attillata ma con collo largo, che lascia quindi intravedere l'incollatura delle tettone.
Paolo, con il cazzo che gli preme sulle mutande si allontana appena in tempo, così almeno crede lui.
Non sa che in quello stesso momento Maria sta pensando: "Credi che non me ne sia accorta che mi spiavi, bel maialino?
Ti ho lasciato la porta socchiusa apposta"; ma uscendo dalla stanza la donna fa finta di nulla, pur dando una fuggevole occhiata al pacco ben visibile sotto i pantaloni di Paolo.
In auto, Paolo riesce a fatica a trattenersi dal fissare la scollatura e le gambe della donna; Maria dal canto suo si complimenta spesso con lui per come guida; dice che nonostante sia neopatentato se la cava benissimo.
Arrivati al centro commerciale, vanno innanzitutto al supermercato dove la donna acquista un po' di cibarie per la cena; seguono poi altri negozi, finchè Maria si ferma davanti a un negozio di costumi da bagno; osserva per qualche minuto la vetrina e poi entra invitando il ragazzo a seguirla.
"Vorrei provare un costume a due pezzi, quello rosso in vetrina" chiede Maria alla commessa.
"Vediamo subito signora" risponde gentilmente la commessa "Ma le dico subito che non so se abbiamo la sua misura".
"Uffa, sempre il solito problema" sbuffa la donna: "Signora io la capisco benissimo; anche io ho un problema simile dato che porto la quinta; ma lei se non sbaglio sta peggio di me".
"Eh si cara, io porto una sesta abbondante".
Paolo si gode la conversazione fra le due donne e sente l'eccitazione montargli dentro.
In effetti anche la commessa è messa magnificamente di seno, anche se non paragonabile a quello di Maria.
"Lo temevo, signora; di quel costume non abbiamo la sua misura, guardi questi".
Maria guarda per un po' e poi ne prende uno fantasia dove predomina il colore bordò: "Posso provarmi questo?".
"Ma certo, il camerino è li in fondo". "Paolo per favore vieni anche tu e mettiti li fuori, non vorrei entrasse qualcuno nel frattempo".
Il ragazzo la segue e Maria entra e chiude la tenda; non la chiude perfettamente però e il ragazzo può vederla allo specchio del camerino mentre si denuda; la donna, che anche stavolta lo ha fatto apposta, compie l'operazione di svestizione e di prova molto lentamente; poi, prima di infilarsi il costume chiude del tutto la tenda e dopo un po' la scosta e chiede al ragazzo: "Come mi sta?" Paolo rimane a bocca spalancata, le tettone sembrano quasi scoppiare dentro al reggipetto e lo stesso sta facendo il suo cazzo dentro le mutande: "Stai ...... benissimo Maria, complimenti....." riesce a balbettare.
"Grazie sei gentile; piace molto anche a me, lo prendo".
Fatto l'acquisto i due tornano alla macchina e riprendono la strada di casa; appena giunti si mettono in libertà; lei si infila una vestaglia leggera con sotto il solo intimo e lui una maglietta con i calzoncini.
La donna prepara la cena che i due consumano discutendo cordialmente; Paolo alla fine aiuta Maria a sparecchiare e a lavare i piatti, abituato a questo da quando è rimasto solo con il padre.
Appena finito, Maria propone: "Stasera c'è Avanti un altro; ti va di vedercelo insieme?". "Si volentieri, mi piace".
I due si siedono vicini sul divano e si godono il programma; Maria ha commenti per ognuno dei protagonisti, uomini e donne; le piace molto la belloccia che però a Paolo lo attira poco; il ragazzo ha invece un fremito quando entra in scena la ciociara. "Quale preferisci fra le due?" gli chiede Maria: "La ciociara, assolutamente". "Mi sembra un po' volgare rispetto all'altra; perchè la preferisci?". "Per il seno, Maria. I seni grossi mi piacciono da morire". "Me ne ero accorta, sai?". "Veramente?" chiede Paolo arrossendo. Maria lo carezza e gli dice con dolcezza "Si tesoro; ho visto benissimo che mi spiavi prima di uscire e mentre provavo il costume. Ma non ti ho detto nulla, perchè mi faceva piacere.
Allora sono le mie tettone a piacerti" e così dicendo, la donna slaccia la vestaglia e mostra al ragazzo il seno ancora chiuso nel reggipetto nero. "Si Maria..... sono bellissime......" balbetta lui; "Penso sia ora di fartele vedere da vicino" e senza aspettare risposta, Maria porta le mani alla schiena e slaccia il reggiseno; l'enorme sesta esce quasi come una valanga e le tettone ballano davanti agli occhi sgranati del ragazzo, con le larghe areole e i grossi capezzoli durissimi in fuori; Paolo infoiatissimo prende una tetta in mano e succhia il capezzolo dell'altra, mentre Maria gli toglie i calzoncini mettendo a nudo il cazzo durissimo.
Le basta palparlo per capire che non durerebbe molto: allora si inginocchia, lo mette fra le tettone e gli fa una superba spagnola, leccando e succhiando la cappella quando arriva all'altezza delle labbra; la previsione si rivela giusta, e neanche cinque minuti dopo, Paolo, che non ha mai smesso di gemere e sbuffare durante la spagnola, sente le palle che gli si svuotano e una serie di fiotti di sperma si spargono sulle tettone di Maria.
La donna raccoglie lo sperma con le mani che poi si succhia avidamente, fino a bersi tutto; poi attacca la mazza un po' ammosciata con le sue labbra e fa una pompa da favola al ragazzo che in capo a pochissimo ha di nuovo il cazzo duro. La donna non pone tempo in mezzo e ci si impala sopra, seduta su di lui: "Aaaaaaahhhhhhhhh ma che bel cazzone hai, mio bel figliastro".
Paolo comincia ad affondare nella figona caldissima e pelosa e presto la donna ulula: "Siiiii daiiiii vengoooooo" inondando di umori le palle e le cosce di lui; dopo una decina di minuti e un altro orgasmo di Maria, Paolo dice alla donna: "Maria non resisto sto per sborrare". "Tranquillo cucciolo, prendo la pillola, fammi una bella flebo di sborra". Paolo non se lo fa ripetere e si svuota dentro la donna; dopo un po' i due fanno il bis, sempre sul divano, a missionario e poi a pecorina, dove Paolo ammira le tettone di lei che ballano alle sue bordate sempre più forti.
Quando il ragazzo sborra di nuovo, Maria, che è venuta altre tre volte, lo tira a se e lo bacia a lungo sulla bocca con la lingua.
"Tesoro, non me la sento di farti venire a letto con me; ci dormo con tuo padre, senza contare che ci ha dormito anche la tua mamma; sarebbe veramente squallido". "Si sono d'accordo, anche se avrei una voglia pazza di dormire abbracciati". "Facciamo così tesoro; la prossima volta magari, dormiamo insiemenel letto tuo; ma non stanotte, poi tu domani devi alzarti presto per andare a prendere tua nonna".
Paolo lo aveva quasi dimenticato; l'indomani doveva portare la nonna a Rimini dalla zia.
Dopo un ultimo bacio, i due se ne vanno a letto,ognuno nella propria stanza; Paolo riesce a prendere sonno solo dopo un'oretta, non riuscendo a smettere di pensare a Maria nell'altra stanza; per Maria è lo stesso, ma nonostante tutto entrambi riescono a resistere alla tentazione......
Note finali:
ringrazio brunohorned per la stesura di questo racconto a quattro mani: tettolandia@gmail.com