i racconti di Milu
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Era da parecchio tempo che quell’idea ci circolava diffondendosi impudicamente e libidinosamente nella mente, visto e considerato peraltro che era una di quelle astruse fantasie e inesplicabili visioni che ci eccitavano sovente quando facevamo l’amore, ciononostante non avevamo mai avuto seriosamente il coraggio né la fermezza né la tenacia di metterla in pratica. Io decisi a tal punto di prendere l’iniziativa e organizzai la festa del suo compleanno, la mia fu invero una ricerca attenta e minuziosa, tuttavia finalmente tramite un sito su internet trovai il locale che perseguivo: elegante, grazioso e tanto decoroso, dov’era ben illustrato e precisato che si poteva anche soltanto andare per bere, poi per il resto si decideva a propria consenziente discrezione. Io prenotai per il venerdì sera un evento al cinematografo, sennonché non gli rivelai dove ci recavamo per far festa, gli dissi soltanto di vestirsi in maniera elegante, io dal mio canto feci altrettanto.

Quando arrivammo lui capì subito di che genere di locale si trattasse e fece finta d’essere un poco imbarazzato e insicuro, mentre io sapevo benissimo che la faccenda cominciava già ad attizzarlo e a stuzzicarlo accuratamente, visto che la sua creatività si era avviata e aveva già iniziato velocemente a distendersi e a fluire. Entrammo là dentro con un po’ di disagio e d’incertezza, ci sedemmo in conclusione al nostro tavolo, ordinammo da bere e cominciammo a guardarci in giro peraltro abbastanza incuriositi e intrigati da quel nuovo ambiente. L’atmosfera era tranquilla e serena, anche se ci sentivamo un po’ osservati, poiché appariva chiaro e netto che gli altri frequentatori erano già esperti e ferrati clienti abituali del locale. Come da programma, infatti, alle ventidue le luci divennero ancora più soffuse e iniziò la proiezione del film, nel tempo in cui la pellicola scorreva guardando le immagini del film, le nostre già ben appassionate e roventi membra s’infervoravano e l’euforia s’ampliava considerevolmente. In quel preciso istante io colsi un’occhiata acuta e penetrante addosso come se mi volesse denudare, mi girai e vidi la coppia che avevamo di fronte. Io percepivo molto bene il suo sguardo sul mio corpo come una lingua di fuoco, che m’attraversava entusiasmandomi e incendiandomi nel mio punto più oscuro, perché non avevo mai provato né sperimentato legami assieme a una femmina, però in quell’istante l’unica e singolare cosa che desideravo era esaminare e soppesare la sua chioma nera e lucente fra le mie cosce. Fu in tal modo che cominciò quel gioco illecito, non autorizzato e proibito: il mio partner eccitato all’idea che la sua fantasia potesse finalmente prendere vita, m’allargò dolcemente le gambe facendole intravedere l’oggetto del suo desiderio e cominciò cautamente ad accarezzare quel lago che era la mia fica nera e pelosissima, leccandosi infine poi le dita con collaudata e navigata lussuria. Lei frattanto ci guardava, mentre con una mano aveva iniziato a masturbarsi e con l’altra accarezzava il cazzo del suo compagno, nondimeno anche lui eccitato e infiammato parecchio da quell’insperato, spinto e vizioso gioco erotico.

Io cominciai a leccare con cautela il cazzo compatto del mio uomo, sapendo che lei stava desiderando la mia lingua tutta per sé e mentre leccavo e succhiavo, le sue dita s’infilavano dentro la sua fica sempre di più, cercando di rabbonire la sua voglia guardandomi in un’attonita e muta preghiera. Io mi girai completamente verso di lei, perché adesso eravamo una di fronte all’altra, mi sollevai il vestito lasciandole intravedere il foltissimo triangolo di peli che spiccava sulla mia fica e cominciai ad accarezzarmi, nel momento in cui nella parte opposta i nostri maschi si manipolavano focosamente in modo incalzante, d’altronde disorientati e scombussolati dalla nostra inattesa esibizione.

Noi ci guardavamo negli occhi gemendo e mugolando ormai come due femmine esaltate in pieno ardore, in attesa tutte e due d’uno spunto dell’altra, poiché sapevo dal canto mio che per quella prima volta mai sarei riuscita a fare quello che lei esigeva, nondimeno ero ottimista che fosse stata lei a mollare e a venire da me, che m’infilasse la sua lingua in mezzo alle gambe, liberandomi finalmente da quella sofferenza e da quella persistente e per di più amabile e gradevole patimento. Inaspettatamente così fece, giacché si tuffò tra le mie cosce cominciando a leccarmi, a mordermi e a succhiarmi il clitoride come se stesse leccando il cazzo del suo uomo mentre si sbatteva da sola, per il fatto che era stata così molto l’eccitazione e la lussuria. Io non seppi più resistere, non riuscii più a trattenermi, dato che le venni inaspettatamente con grande piacere in bocca. Spinsi a quel punto la sua bocca contro le mie labbra che grondavano il mio nettare, mentre lei si dibatteva lottando in preda al suo godimento, peraltro ancora totalmente confusa e frastornata da quell’estremo e rilevante piacere appena placato.

Io mi voltai in quel momento verso il mio uomo, visto che aspettava solamente di vedermi godere e di rallegrarsi per riempirmi la bocca con tutto il suo liquido appassionato, che peraltro io ingoiai golosamente, poi m’avvicinai al viso ansimante e bagnato di lei, la baciai lasciandole assaporare i nostri intimi fluidi, dopo lei s’alzò e senza dire una parola sparì dietro una porta seguita velocemente da lui. Quei due individui resteranno per noi due autentici sconosciuti, senz’identità, perché non sapemmo giammai i loro nomi, dal momento che non l’incontrammo né li rivedemmo mai più.

Grazie a loro però, quest’oggi, posso realmente affermare, confessare e dare per certo che è stata una bella, inattesa e ammirevole serata, persino di nota, anche se inizialmente azzardata, bizzarra e inconsueta, ma in special modo senz’eguali, sì, senza ombra di dubbio alcuno, è stata un’improvvisata, invogliante e stuzzicante festa di compleanno.

{Idraulico anno 1999}