i racconti di Milu
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Indice
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Note:
La vita di Enzo cambia radicalmente, separazione coniugale, cambio lavoro e si rifugia in Cinzia, come? Inculandola ripetutamente...e non solo a lei.
Note dell'autore:
Una passione mai sopita, una dolorosa separazione dalla moglie, un nuovo lavoro, come ricominciare a vivere? Inculando Cinzia ovviamente.
Con Cinzia era finita da oramai sette anni ma eravamo rimasti amici, quando ero fuori sede per lavoro ci vedevamo via videochat o ci sentivamo per telefono, ogni tanto andavo a prendere il caffè in ufficio da lei, ma solo una intima e sincera amicizia niente sesso, lei intanto era rimasta bisex, il fidanzato l'aveva lasciata dopo la fine della nostra relazione perchè aveva scoperto che lo cornificava analmente con il collega maschio e sopratutto con la collega femmina, era stato troppo, lei continuava a farsi inculare in ufficio da un nuovo collega che aveva sostituito il precedente, ed ogni tanto dagli extracomunitari infatti in totale ne avevano usufruito dei suoi favori sessuali ben quattro diversi. Aveva un amante fisso che diciamo mi aveva sostituito, una specie di parente molto più grande di lei, come io d'altronde a cui dava anche la fica e qualche notte in hotel, ma di fidanzarsi non se ne parlava nonostante fossere entrambi single. Non frequentava più la parrocchia e neanche le sue amiche Sara e Rachele che si erano entrambe sposate ed erano mammine esemplari, ma non troppo, soprattutto Rachele.
Io invece un vero disastro, mi prendo una cotta per una donna e sbaglio, mi faccio beccare, mia moglie mi scopre liti casini ed infine separazione ed io all'altra non l'ho avuta perchè non me l'ha mai data, non era mai nata nessuna relazione ed ero rimasto solo, cedetti a mia moglie tutta l'attività web economy, il tetto coniugale e trequarti del contocorrente, ripresi a lavorare come libero professionista e menomale che la gente mi apprezzava perchè non ho avuto problemi a lavorare, andai ad abitare alla casa dei balocchi e... mi facevo le seghe, niente, la delusione d'amore e la separazione mi avevano inibito la sessualità.
Chi mi era rimasto fedele, chi era l'unica certezza della mia vita? Lui, ma frati Totò, mi ha aiutato a sistemare la casa dei balocchi per renderla abitazione e studio tecnico, infatti trasformammo la sua stanza in studio e lui si autosfrattò per fare posto a me, rinunciò alla comodità di una garconierre per favorire un amico, un vero fratello, mi aiutò a trovare clienti e mi faceva tanta compagnia ed infatti una sera eravamo insieme a mangiare in un Risto Pizza e nel tavolo opposto al nostro c'era già Cinzia con due sue nuove amiche, sua sorella e Erika (la sua amante lesbo). Salutammo sorridendo ma solo da lontano e prendemmo posto al nostro tavolo. Notammo con Totò che il culo di Cinzia ora trentenne era ancora più rotondo e sollevato di prima ed insomma non ci staccavamo gli occhi quando lei si alzava per un qualsiasi motivo, ma d'altronde quella gonna di lana la fasciava perfettamente e lei ogni volta che si spostava tirava e lisciava la gonna toccandosi il sedere, si accorse del mio sguardo voluttuoso e lancio un'occhiata di finto rimprovero nei nostri confronti, la sorella si accorse di questi scambi di sguardi e sorrise.
'Nzino ma perchè non ci vai a ficcartela di nuovo, a sa porcona, che bella inculata che mi ha donato? Mi è rimasto un ricordo!
Figurati a me che me la sono scopato per quasi 10 anni, che culo accogliente. Ma no siamo buoni amici
diventi trombamico coglione, sei solo , hai casa, va ficca e divertiti
ma sai che forse hai ragione, ora mi butto
lei intanto si alzò si piego a prendere la borsa che le era caduta per terra porgendo le chiappe in mia direzione, e mentre io fissavo quello che consideravo una mia proprietà per usocapione la sorellina Floriana per la seconda volta se ne accorse e sorrise, ma chi se frega, Cinzia prese un pacchetto di fazzoletti e si diresse in bagno. Ma frati Totò mi diede una pedatina ed io schizzai a seguirla in bagno, rincorso con lo sguardo da Floriana. Aspettai davanti ai lavabi che uscisse, per fortuna il bagno era deserto, il solo pensiero di tastarle il deretano mi procurò una evidente erezione, meglio così se ci stà me la chiavo qua stesso, in piedi.
Che è mi pedini ora?
Volevo salutare una mia vecchia conoscenza e dicendo questo le misi la mano sul culo ad altezza del solco stringendo forte, lei non si scompose
e tutta la sera che lo guardi, ma che voi fare, mi vuoi toccare, mi vuoi fare il culetto, cos'è nostalgia canaglia?
Si, anzi è proprio voglia, guarda al solo pensiero è già felice lei fissò il cazzo ed arrosi', io riapri la porta del bagno e la spinsi dentro con delitezza, pigiando il dito ad altezza del buco del culo. Ci guardammo e ci baciammo in bocca con la lingua, appassionati, poi lei si staccò mi acchiappò il cazzo e disse.
ciao vecchio amico mio, ho fretta ma ti aspetto, ci vediamo presto caro e piegandosi mi baciò la minchia sopra i pantaloni.
Enzo vienimi a trovare in ufficio, ti voglio anch'io ma non stasera c'è mia sorella, lei non sa che non sono una verginella
sono felice che m'inviti, e lo sarò ancora di più dopo che ti avrò ficcato la minchia nel culo Cinzia, ci vediamo monachella .
Nuovo bacio e via in sala. Floriana ci guardò ad entrambi e sorrise di nuovo, a me questi sguardi mi incuriosivano, era cresciuta ed era proprio bona, aveva il fisico della sorella di dieci anni prima, il culo come il culo vergine di Cinzia, prima che la carne umana a dosi massicce allargasse il buco e lo rendesse tondo il deretano.
Cumu fini?
Apposto Totò mi ha dato appuntamento in ufficio per farsela ficcare nel culo come hai vecchi tempi
dovevi insistere per stasera
c'era la sorella e ha preferito rimandare, ma è calda lo rivuole nel suo culetto
se ti stanchi chiamami che una ripassata sono onorato di dargliela.
E no! Prima io e poi forse ti chiamo in aiuto ma frati Totò.
Ridemmo e brindammo tra di noi ed alla salute del loro tavolo che ricambiarono, Cinzia con sorriso Durbans ed occhio ficcaiolo e Floriana ammiccante.
La serata si concluse da Cina con due Vesper e poi a letto a sognare le inculate degli anni d'oro, chissa ora come avrei ritrovato quel buco spanato da tanti cazzi, ma non m'importava era tornata e la volevo dominare ancora ma ardentemente risodomizzare alla mia Cinzia.
Passai il sabato a pensare a Cinziuccia mia ed il mio cazzo rimase sull'attenti per tutto il giorno tanto che le palle mi facevano male ma non volli sfogarmi, dovevo spruzzare tutta la sborra dentro il suo buco del culo.
La domenica andai a messa a cercarla, volevo portarmela nel garage come i vecchi tempi e ficcargliela in culo e farmela sucare ma niente, assente, c'era la sua “amichetta” Erika ma di lei nessuna traccia, una tortura, per non pensare mi sovradosai di alcol e dormii tutto il resto della giornata.
Lunedì mi alzai non proprio prestissimo, doccia profumosa con minchia sempre in guardia e barba rasata con maggiore cura e così deciso a riprendermi quello che era mio e cioè il culo di Cinzia, mi diressi verso gli uffici della mia ex ditta dove ancora lavorava la troia che dovevo scoparmi.
Salutai i vecchi colleghi ed i nuovi che mi vennero presentati e finalmente mi apparve la mia monachella, bella sorridente e tutta rossa in viso, bacini affettuosi ed ancora presentazioni, Alberto il nuovo collega che subito capii essere l'inculatore preferito da Cinzia ed Erika, mi prese per un braccio e m'invito a seguirla, andammo verso la sala meeting ed appena chiuse la porta mi disse:
Enzo mannaggia potevi farti sentire ieri, mi sono appena fatta una ficcata con Alberto, il lunedì prima d'iniziare la settimana mi piace farlo nel culo, ed il ragazzo è bravo, certo tu sei tu!
Oh non mi fare andare in bianco cara mia!
Beh se ti và d'infilarla dove c'è ancora un po di sborra di lui, e poi e largo largo ed ancora caldo.
Te la ficcherei anche se avessi appena cacato gioia mia.
Allora bene, vai, e come un sogno da quanto tempo lo volevo, ma mi trattenevo dal fartelo sapere.
Indossava un pantalone chiaro a fiori colorati che pur non essendo aderente le calzava benissimo facendole risaltare le rotondità delle natiche ed un paio di stivaletti con poco tacco, si porto i capelli di lato con una mano, la pettinatura aveva delle sfumature rosse sui boccoli, gli occhi le brillavano, si abbasso sui talloni, mi slaccio la cintura dei pantaloni accarezzandomi la minchia, mi abbasso la cerniera e mi guardava negli occhi, calò le brache sotto le ginocchia e poi mi tolse i boxer delicatamente, il cazzo svettava con la cappella rosso fuoco e i coglioni gonfissimi, mi baciò la cappella con lo schiocco e poi tenendomi una mano sul pube per impedirmi di spingere incominciò a girare la lingua sul glande insalivandolo, volevo prenderle la nuca e costringerla ad ingoiare ma allontanò la mia mano, poi il solito succhiotto fortissimo,
così mi fai sborrare Cinzia
e no! Quella la voglio dentro non ci provare
allora smettila che non resisto
ingoio il cazzo prima che finissi la frase, che pompa, aspirava e leccava, insalivava e con la mano mi masturabava la minchia e con il pollice mi massagiava le palle, si alzò e dirigendosi verso il tavolo iniziò a calarsi I suoi calzoni, mutande bianche sgambate tutto giù in un attimo, si sistemo a 90 gradi, gambe larghe, culo in alto, si voltò guardandomi e allargandosi le chiappe con le mani:
vai Enzo, vorrei averlo leccato ma non te lo chiedo, domani però sarò solo tua e tu mi farai impazzire con la tua lingua sui miei buchi capito?
Comandi Suor Cinzia
sputai su quel buco del culo enorme, quando l'avevo inculata per la prima volta era piccolo come una moneta da 10 cent e con le pieghette belle delineate ora era più grande di 2 euro e sporgente verso l'esterno, la bagascia fece palpitare il buco accompagnadolo da una risatina e …
Inculami porco, tentazione mia rifammi tua..
appoggiai la minchia e entrai dentro.
Meraviglioso, largo ma appena dentro caldo ed accogliente, effettivamente si avvertiva che era sporco di sborra, ma non mi fregava, iniziai a fotterla e quel culo si stringeva come se fosse una mano, una ventosa irrestibile, mentre la inculavo chiamò Erika che senza meravigliarsi di quello che facevamo ci fece da “palo” senza guardare il nostro amplesso sodomita.
Che bella inculata finalmente, che belle sensazioni, fisiche e mentali, ed in questo stato di euforia e grazie alle contrazioni accellerate e furi controllo dell'ano di Cinzia sborrai una quantità suberba di sborra calda nel fondo del culo della mia monachella.
Al solito dopo che riprendemmo fiato, io ero crollato sulla sua schiena, mi rialzai e lei spinse in avanti e con la mano si estrasse la minchia moscia dal culo ripieno di sperma, si riabbassò sui talloni, con la stessa mano raccolse dal culo la sborra e se la spalmo sulle chiappe e sul solco, poi prese la minchia in bocca e ripulì leccandosi contemporeneamente le dita sborrate, ingoiò sorridendo.
Domani amore vieni presto, bocca culo come oggi ma con leccata mi raccomando, prima mi prepari e poi inizio il servizietto, sei stato intenso oggi che orgasmo, solo tu mi fai godere così, sempre sesso anale con amore.
Abbiamo perso tanti anni cara, questa volta non ti lascio andare più, domani te la ficco per bene pure nello sticchio.
No, quello è solo di Mimmo per ora, agli altri solo culo chiaro!
Mimmo tuo cugino diciamo
si lui, scopiamo da 2 anni completo, ma lui sa degli altri e non è geloso, mica stiamo insieme, però la fica solo a lui per ora, ma poi quante storie, per anni mi hai fatto solo il culo ed ora non ti basta più
mi basta, mi basta.
Ora vai che devo lavorare
si rivestì, ed anch'io lo feci, la salutai con un bacino sulle labbra, salutai una imbarazzata Erika e tornai a casa mia.
Dopo una giornata passata a ripensare al nostro incontro mattutino ed a pianificare quello dell'indomani mattina, dopo cena la chiamai al telefono, parlammo per un tempo indefinito, mi raccontò che per calmarsi i bollenti spiriti si era fatta leccare la fica dalla sua fidanzatina lesbo, e che come capitava molto raramente si era fatta scopare con il collo di una bottiglia di plastica di acqua minerale sia la fica che il culo, il 99% delle volte mi disse era lei la maschia della coppia ma dopo il nostro ricongiungimento anale voleva essere sottomessa, mi confidò le sue abitudini sessuali, il lunedì subito inculata dal collega durante la settimana quando aveva voglia di nuovo col giovanotto in ufficio oppure la sera Erika nella casa di campagna, il venerdì alla fine della settimana lavorativa capitava che si faceva leccare il culo da Erika che poi spompinava Alberto ed ovviamente se la faceva conficcare nell'ano, la sborrata sul buco e solco delle chiappe e di nuovo Erika a leccare e ripulirle il culo e la minchia del fortunato ragazzo.
La mattina seguente mi presentai all'appuntamento romantico all'orario di apertura degli uffici, anzi in leggero anticipo, Cinzia scese dall'auto e mi venne incontro per baciarmi sulla bocca, si era lisciata i capelli con la piastra, cosa che a me faceva incazzare, non mi piacevano i capelli lisci, aveva pure quel giorno dei pantaloni a fiori ma su sfondo nero ed anche i temi floreali erano più sul blu e verde.
Non perdemmo tempo in chiacchiere e saluti, sala meeting, di schiena con la testa girata per guardarmi in viso si slaccio il pantalone e lo abbasso sporgendo il culo, perizomino nero sfilato con ancheggiamento e poi tutto giù fino alle caviglie, appoggio i gomiti al tavolo e mi ordino di iniziare a spennellarle le parti basse con la lingua. Mi chinai in ginocchio e il profumo del detergente intimo balsamico mischiato a quello proviente dalla fica gonfia e bagnata mi riempi le narici ed anche il cervello, allargai con le mani le chiappe e il buco sempre spanato ma meglio rientrato e soprattutto asciutto palpitò, lo baciai e baciai il clitoride, poi con la punta della lingua iniziai a leccarle gli orifizi e le labbra, lei già muggiva di piacere e sbrodolava di liquidi dal forte odore di sesso, lavorai a tutta lingua e saliva sul culo senza usare dita, poi durissimo mi rialzai calandomi i pantaloni e le mutande le feci capire che ora toccava a lei, prontissima si girò e masturbandosi la fica e sditalinadosi il culo mi sucò la minchia sbavandola per lubrificarla, si rimise a culo a ponte e divaricò le chiappe.
A “trasi e nesci” Enzo, voglio godermela tutta oggi
era la mia intenzione bagascia del mio cuore!
Appoggiai l'uccello con la cappella in mezzo alle chiappe e le palle sulla sorca bagnata e poi appuntai al buco del culo, mi risucchio dentro, strinse lo sfintere ed io spinsi dentro e mi fermai ma ondeggiavo, poi fuori tutto e di nuovo dentro forzando da sopra, dentro fino ai coglioni, nuovo stop con lei che stringeva e spingeva fuori l'ano, ancora fuori, goccia di saliva sul culo ed ancora ficcata in culo, dentro-fuori in costante accellerazione fino a sbatterla con colpi profondi e potenti, sborrata copiosa in fondo al culo.
Inarcò la schiena ed espulse il cazzo insieme alla sborra, nel momento che la cappella le uscì dal buco del culo fu come stapparla, sospirò di piacere mentre le colava tutta la sborra sulla fica, con le dita si dedico a raccorglierla ed a portarsela in bocca
buona sà di vaniglia
crema pasticcera, prendine un pò dalla fonte
ovvio
ripulì la minchia con perizia ed ingoio con gusto, che troia!
Volevo passare il fine settimana con lei insieme nella casa dei balocchi-studio professionale ma mi disse che il fine settimana lo passava con il suo amante, ancora non sapeva se in città o fuori sede,
per ora accontentati di quanto avuto, tanto si ci rivede, non ti lascio più caro, anzi visto come ficcavi, eri arrabbiato per la chioma liscia vero?
Mi abbracciò teneramente, mi segò la minchia che tornò subito dura e mi fece un breve pompino, si tolse la camicetta uscì le tette dal reggiseno e si fece sborrare sul petto, leccando e spalmando la sborra sui capezzoli e su tutte le poppe.
Oggi tutta appiccicaticcia di crema pasticcera voglio stare, puzzare di sborra come una bagascia monachella.
Ci separammo, ci saremo rivisti il lunedì pomeriggio seguente, perchè la mattina era del collega e non aveva intenzione di modificare le proprie abitudini.