i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Pochi mesi dopo che Elisa ha trovato lavoro lei ed Alessandro hanno comunicato ai genitori la decisione di sposarsi. Per la primavera si sposeranno nel comune del Monferrato di cui Elisa è originaria, vi erano alcuni mesi per preparare tutto il necessario, il grosso del lavoro sarebbe stato a carico di Luciana, la mamma di Elisa.
Luciana è la copia di Elisa con vent’anni di più, una gran bella donna, alta un metro e settanta, con un fisico asciutto, gambe molto belle, una pelle ambrata, occhi e capelli scuri. Rispetto ad Elisa ha un seno più florido, forse a causa della gravidanza. Non ha mai frequentato molto Carlo, lei abita a quasi cento chilometri da Torino ed è responsabile di un negozio presso un outlet per cui molto spesso lavora nei fine settimana. Dopo il funerale della moglie di Carlo vi sono state solo due occasioni per incontrarsi, per dei pranzi di famiglia, non perché vi sia antipatia tra loro, ma lei è impegnata e Carlo ha trovato passatempi diversi.
Luciana ha avuto Elisa a vent’anni, da un uomo che è diventato suo marito ma la ha lasciata quando Elisa era piccolissima. Poco tempo dopo lui è morto, quindi Luciana è vedova, ha quarantaquattro anni e non ha mai dato motivo per parlare di legami sentimentali, strano perché è veramente bella e sicuramente corteggiata.
Quasi subito è emerso che si dovevano portare dei documenti di Ale dal parroco per le pubblicazioni e ovviamente se ne deve occupare Carlo, i ragazzi sono all’estero. Quindi organizzano per un lunedì mattina un appuntamento con il parroco, Carlo parte da casa ed in un’ora arriva sotto casa di Luciana, l’avvisa per telefono e lei scende. Indossa una gonna a tubino nera, che si ferma sopra il ginocchio abbinata ad una giacca e ad una camicia bianca. La giornata è fresca, minaccia pioggia ed indossa della calze velate, nere. E’ elegante e molto bella. Bacio sulle guance, e Carlo sente il suo profumo, un profumo di marca, forse “J’Adore”. Si prendono sotto braccio, e l’uomo sente il rigonfiamento del seno sotto il dorso della mano destra. Entrano in un bar, per un caffè, chiacchierando, lei è interessata alla vita dell’uomo dopo la vedovanza, forse un po’ troppo interessata. Arrivata l’ora dell’appuntamento, si dirigono verso la parrocchia, il parroco è fuori, per un’estrema unzione e devono ripassare nel pomeriggio. Luciana è irritata dal contrattempo, ma aveva già deciso di andare a pranzo nel locale scelto per il rinfresco di nozze, un castello sulle colline del Monferrato. Lo raggiungono in auto, posto bello, pranzo molto buono, bevono poco, ma almeno un bicchiere non si può rifiutare. Alle tre sono di nuovo dal parroco, che è ancora fuori, non è ben chiaro dove, il suo assistente non può semplicemente ritirare i documenti, devono parlare del corso pre-matrimoniale per gli sposi.
Devono tornare domani, Luciana è irritata, Carlo ancora di più, andata e ritorno a Torino comporta altri duecento chilometri.“Carlo, se vuoi posso ospitarti a casa mia. La camera di Elisa è vuota” propone la donna.
“Non voglio essere invadente! Grazie dell’offerta” risponde Carlo, che però è tentato dall’offerta.
“Ci tengo, accetta. Non ci siamo frequentati molto, non siamo in confidenza ma è l’occasione giusta. Questa sera ho combinato con tre mie amiche di andare ad un concerto jazz. Se non ti dispiace di essere l’unico uomo della serata, avrei piacere di averti con noi”. L’offerta lo stuzzica, da dopo Elisa ha avuto poche avventure e tutte deludenti. Donne poco disponibili o eccessivamente rigide, ormai la sua ricerca è orientata verso amanti che siano calde e coinvolgenti, e purtroppo non è facile. Magari tra Luciana e le sue amiche potrebbe saltar fuori qualcosa d’interessante…..dopo aver formulato questi pensieri Carlo accetta e ringrazia per l’offerta.
La serata si svolge in un pub, le amiche sono orribili ma lei, vestita in jeans e camicetta, con i capelli raccolti in una coda, sembra una ragazzina. Bevono parecchio, birra, limoncello, caffè corretto e poi di nuovo birra e ancora birra. A mezzanotte escono, Carlo accompagna le amiche a casa e si dirige verso l’appartamento di Luciana, arrivati a casa lei offre una tisana rilassante. Offerta accolta, è stata una bella serata, tra loro esiste un feeling istintivo. Lei si cambia, indossa una camicia da notte di cotone, piuttosto lunga e larga, ma non possono sfuggire allo sguardo i capezzoli che premono contro la stoffa, il seno dev’essere molto sodo, forse non è naturale. Carlo arrossisce, si sento osservato e teme si possano leggere i suoi pensieri. Si augurano la buona notte, mentre si salutano lui sfiora la rotondità di un seno e gli viene la pelle d’oca.
Si addormenta, ma dopo poco si sveglia nuovamente, deve assolutamente andare in bagno, la tisana, sommata alle birre, vuole uscire. Si alza silenzioso e, a piedi nudi, si dirige verso il bagno, non accende la luce per non disturbare ed entra aprendo la porta silenziosamente, la luce entra da una finestra. Si avvicina alla tazza quando avverte dei rumori, un respiro affannoso che gli è famigliare.
Si guardo intorno e nota che il bagno ha due accessi, uno verso il corridoio ed uno verso la camera da letto padronale, è da lì che arrivano i rumori. Si abbassa e gattona verso la porta, che è aperta. Guarda nella camera, la luce è spenta ma gli occhi si sono abituati all’oscurità ed il chiarore lunare che entra da una finestra nella camera è sufficiente per vedere cosa sta succedendo. Luciana è sul letto, ha tolto le lenzuola ed alzato la camicia. Con le gambe piegate ed aperte si masturba, si vede la mano muoversi veloce a sfregare il clitoride mentre con la mano destra si copre la bocca, per contenere gli ansiti che le sfuggono dalle labbra. Raggiunge l’orgasmo e per contenere il rumore si copre il volto con il cuscino, le gambe tremano, scuote la testa, sembra un orgasmo molto coinvolgente. Sembra calda la consuocera, Carlo si ritira in corridoio, incerto su cosa fare, poi decide, accende la luce del bagno ed entra per pisciare. Lei è ancora nella fase post orgasmica, lancia un urletto, sorpresa, lui si affaccia, osserva il suo corpo solo parzialmente coperto, si scusa e le chiede se va tutto bene. Lei cerca di coprirsi, intanto lui si avvicina, si siede sul bordo del letto e la bacia. Lei lo stringe a se e risponde con passione. Lui la spoglia e quando è nuda la tocca, la vagina è piena dei suoi umori, gonfia ed eccitata. Scende a leccarla portandola in pochi istanti ad un secondo orgasmo approfittando dell’eccitazione pre-esistente, al che lei prende in mano la situazione, si posiziona sopra l’uomo per un 69 nel corso del quale dimostra tutte le sue qualità amatorie. Ingoia totalmente l’uccello, lo succhia, lo lecca, un pompino degno di nota. Anche Carlo si sposta leccando l’ano, lei sembra gradire il trattamento, muove il bacino per agevolare l’operato dell’uomo, quando è ben lubrificata la penetra con un dito che muove velocemente dentro e fuori di lei, mentre riprende a leccare il clitoride. In breve Luciana raggiunge un terzo orgasmo, nel corso del quale Carlo le sfrega il punto G prolungando la sensazione di piacere. Luciana si stende per riprendersi, ma dopo un paio di minuti, mentre Carlo le è seduto accanto e le accarezza il seno e tutto il busto, si sporge a baciarlo. E’ uno scoprirsi reciproco, un’emozione nuova, Carlo è eccitato, lei sporge la mano a tastare la consistenza del suo uccello, lo estrae dal pigiama e, mentre lui resta seduto lei si porta sopra l’uomo ed introduce il pene dentro di se. Sono di fronte e continuano a baciarsi con passione e piacere. In questa posizione Carlo può fare dei movimenti minimi, comunque spinge affinché lei senta la penetrazione. Dopo alcuni istanti Luciana lo fa sdraiare e comincia a muoversi con più ampiezza. Contrae i muscoli pelvici affinché l’uomo senta lo sfregamento al massimo. I due amanti si muovono in sincronia, le spinte di lui ed il movimento di lei. Carlo si solleva a succhiare il seno della donna che tanto lo attrae, lei gode, mugola, lo incita a continuare, poi scende a leccare il collo dell’uomo, sale fino al padiglione auricolare. Questo provoca brividi molto forti a Carlo che accelera ulteriormente il ritmo e conclude il rapporto sborrando dentro Luciana che a sua volta gode. L’uomo ne è certo dalle forti contrazioni della figa che gli strizzano l’uccello, infine si stendono vicini, abbracciati e soddisfatti.
Al mattino Carlo si sveglia ed è solo nel letto, si alza e si dirige verso la cucina, Luciana stà preparando la colazione, indossa la camicia da notte della sera precedente.
C. “Buongiorno!!” la saluta
L. ” Buongiorno, come colazione ti può andar bene del the o preferisci altro? Non ho moltissimo in casa, io mangio poco al mattino. Sono sempre di corsa.” Risponde Luciana. L’atmosfera è fredda, imbarazzata, Carlo cerca di intavolare una conversazione che si scontra con il mutismo della donna.
Dopo alcuni minuti di silenzio Luciana intavola l’argomento che le sta a cuore: “Carlo, in merito a questa notte. Volevo dirti che è stato molto bello, piacevole, ma è stata un’occasione ‘una tantum’. Io sono sola ormai da molti anni. Ho avuto momenti veramente difficili quando Elisa era una bambina. Ora ho finalmente raggiunto una stabilità economica e non sono interessata ad una storia sentimentale che potrebbe complicare tutto. Scusami, ieri sera sono stata travolta dagli eventi ma non sono pronta ad un legame duraturo. Con te poi, con il padre di Ale, il marito di mia figlia!
Potrebbero spuntare pettegolezzi, maldicenze. Insomma non me la sento, scusami ancora, sei stato un ottimo amante, credimi, ma vi sono troppi aspetti correlati che mi spaventano. Mi riesci a capire?”
Carlo è basito, lo sta scaricando, e senza appello parrebbe. Risponde con delle banalità per cercare di non far trasparire la sorpresa ed un pizzico di delusione. Luciana sotto il profilo sessuale pareva un’amante passionale.
“Non ti preoccupare, è sicuramente meglio non complicare la vita a nessuno, né a te, né a me e neanche ai ragazzi che magari sarebbero turbati da una situazione così inattesa. Vieni fatti abbracciare.” Conclude Carlo.
“Grazie, sei un uomo saggio ed affascinante” risponde Luciana mentre lo abbraccia. Carlo sente la rotondità del seno della donna, il profumo di sesso che ancora emana ed è colto da un subitaneo rimpianto.