i racconti di Milu
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“Tesoro eccomi, sono tornata e tu chissà dove sei. Ieri sera io t’ho portato con me, giacché eri al mio fianco, lo sai questo? E’ stata una serata avventata e insensata e a tratti pazzesca, al tempo stesso piacevole e persino indisciplinata, scomposta e ribelle, perché ho fatto come tu m’hai chiesto, malgrado ciò tu non devi spingermi né persuadermi oltremodo, perché è un gioco troppo pericoloso, troppo imprudente e alquanto irruente e sconsiderato”.

Tu sapevi convenientemente che io sarei uscita con mio marito, dopo siamo stati insieme con degli amici e dei colleghi in un locale alla moda, però prima d’uscire mi sono preparata desiderandoti e pensandoti compostamente. Ho tirato fuori il vestito nero sottile e morbido come un guanto, molto aderente con la sua gonna fasciante e lo spacco esagerato e incredibile dietro, quasi a filo con il ricamo delle calze autoreggenti. L’abito è apparentemente innocente, un poco accollato, però molto seducente, poi le scarpe sono alte e classiche, il décolleté è di pelle, il tacco di colore argento risalta in maniera davvero favolosa, in conclusione ho il perizoma e nessun reggiseno, visto che con quel tipo di tenuta non viene indossato. Io sono rimasta in imbarazzo, impacciata per l’intera serata per il fatto che tutti mi fissavano sconsideratamente il seno, incautamente perfino le donne, siccome è stata un’autentica fatica e una reale impresa fare giudiziosamente finta di niente. Quell’abito caratterizzava tracciando totalmente le mie flessuose linee e tu sai che i miei capezzoli sono molto pronunciati.

Io volevo per l’occasione essere uno schianto, un autentico splendore, perché gradivo che tu mi vedessi, per il fatto che ho sentito la tua eccitazione e il tuo sguardo appiccicato addosso per tutta la serata. Le calze autoreggenti in ultimo erano velatissime e chiare, sì, proprio quelle che ti piacciono tanto e che di frequente mi strappi con impeto e con vibrante passione, perché è stata davvero una sfacchinata tenerle nascoste tra la gonna stretta e i divanetti del locale troppo bassi, in quanto tutto là dentro sembrava essere stato allestito intenzionalmente per mettermi in seriosa difficoltà. La musica, la gente, lì dentro si conversava rumorosamente, mentre gli sguardi correvano per tutto il locale, nonostante tutto io non ho interrotto il ricordo di te, per il fatto che mi sono balzati in mente i tuoi comandi, in tal modo sono recata nella toilette e mi sono sfilata il perizoma proprio come tu m’avevi invocato e pregato accuratamente di mettere in atto.

In quell’occasione di sotto ero completamente ignuda e sguarnita, vivevo una sensazione, una percezione tale davvero nuova e piacevole, in seguito sono ritornata dal resto del gruppo per adagiarmi al meglio, così come se nulla fosse subentrato nel fulcro della nostra combriccola. In quella circostanza io ero tra due compagni di lavoro del mio uomo, dal momento che entrambi non mi hanno mai e poi mai rimosso gli sguardi dalla loro visuale, per il fatto che si vedeva molto apertamente ed esplicitamente che stavano sbavando e spasimando interamente per me. Loro erano adagiati accanto a me, per il fatto che uno mi pigiava la coscia, nel tempo in cui l’altro individuo abusando e beneficiando dell’insufficienza di luce di quella saletta, ha sennonché iniziato a toccarmi delicatamente la schiena lusingandomi di nascosto per poi inerpicarsi fino al bavero, fino a che non mi hanno fatto testualmente assaggiare la goduria facendomi sperimentare i brividi. Il porco e malvagio bastardo sapeva molto bene che in quella circostanza io non lo avrei screditato né sputtanato in alcun modo, perché in seguito con la mano è disceso pigramente dietro la schiena, regalandomi leggeri tocchi che mi mettevano persino a disagio.

La sua mano in quel frangente stava scendendo troppo e anche l’altro cominciava a sfiorarmi, tuttavia stava però esagerando, perché stavano realmente abusando, io avevo paura perché non volevo che potessero accorgersi del segreto che avevo stretto con te, così con una scusa io mi sono alzata e ho cercato di cambiare posto, eppure dappertutto c’erano uomini famelici e smaniosi che tentavano d’agguantarmi. Ho bevuto ancora, mio marito m’ignorava, mi trascurava, tenuto conto che io lo avevo perso di vista, senz’altro lui stava magistralmente mettendo in atto tenacemente il filo alla compagna di lavoro lì presente, la stessa con la quale c’eravamo scambiati inizialmente degli sguardi intensi e profondi. Lei era vestita in maniera allettante e provocante, indossava degli stivali neri alti e una gonna corta con le pieghe, quel genere d’abbigliamento che faceva concretamente perdere la testa al mio uomo. Io ho raggiunto il bancone per bere, però anche lì era diventata una zona affollata e scottante, perché in molti si sono appoggiati a me con la scusa della musica e del buio si sono allegramente e giocosamente sfregati e mi hanno fatto sentire distintamente le loro mani.

Io ero accalorata ed elettrizzata oltremodo, mi sentivo avvenente, leggiadra e ambita, in quel momento li ho lasciati pacificamente operare, addirittura seguitavo a cambiare di posto anticipandoli, dal momento che diventavano smodatamente petulanti, appresso mi hanno raggiunto i due compagni di lavoro del mio uomo: erano entrambi brutti, sgraziati, perfino gradassi e pretenziosi. Quello che prima m’accarezzava la schiena si è piazzato vicino e non mi mollava, subito ha ricominciato a toccarmi, mi parlava vicino all’orecchio, intanto che la sua mano mi toccava il fondo schiena, sennonché a quel punto anche lui aveva capito nitidamente che di sotto non indossavo nulla. Io di rimando ho continuato allegramente a bere e a ironizzare con loro, lasciandomi palpeggiare da quel bastardo che continuava a tastarmi mentre mi bisbigliava tutto il suo istintivo fermento, infine m’ha detto che io gli piacevo tanto e che ero davvero una fica pazzesca come poche.

In quell’istante avevo le guance in fiamme, io gli ho detto di smetterla, ma non sono stata molto convincente né efficace, in quanto lui con quell’atteggiamento importuno e tedioso, innalzando la fenditura della sottana m’ha tastato la villosa fica e in seguito m’ha palpeggiato il didietro. Io in quel preciso istante auspicavo e vagheggiavo in un certo qual modo di tirare le cuoia, il cuore pulsava freneticamente e il mio uomo era sparito involandosi in chissà quale parte del locale, fuori tempo massimo ho serrato di riflesso le gambe e gli ho tolto irrevocabilmente la mano di dosso per proteggermi respingendolo bruscamente. Tutti questi movimenti erano stati ben accuratamente notati perfino dall’altro suo famelico e insaziabile fautore, giacché anche lui aveva provveduto adeguatamente d’approfittare cercando d’avvantaggiarsi debitamente in maniera ghiotta dell’affascinante e sguarnita consorte, lasciata per l’occasione debitamente in disparte senz’assistenza né difesa né tutela, liberamente affidata solamente alla sorte di quell’ambiente. In quella circostanza, infatti, anche lui si è affiancato rischiosamente al mio deretano per puntellarsi sorreggendosi convenientemente e palpeggiandomi con opulenza, dato che senza preavviso m’ha baciato sul bavero, io gli ho riferito manifestandogli fermamente di trattenersi e di smetterla con un atteggiamento cortese e piuttosto garbato, in aggiunta a ciò con la scappatoia d’attendere il mio uomo mi sono in ultimo allontanata definitivamente da loro.

Di colpo, senz’attendere molto, sono però ruzzolata radicalmente dal tegame al carbone acceso, dato che mi sono ritrovata finendo nel bel mezzo d’un gruppo di scalmanati esaltati e persino di turbolenti ubriachi, perché in tutto quel trambusto il locale stava scoppiando, giacché eravamo tutti pressati in quel delirante e frenetico parapiglia. Immaginate il quadro generale e la scena che si evolve in questo preciso momento, le loro mani su di me, dappertutto, loro giocavano a fare il branco, maleducati, sfacciati e strafottenti, un effettivo e vero delirio senza fine. Io ero un po’ brilla, lo ammetto, ero leggera, pronta e piuttosto disponibile, giacché mi piaceva questa situazione eccentrica, estrosa e persino stramba d’inedita libertà, dato che poteva accadere di tutto. Un ragazzo si è appoggiato da dietro, mi teneva per i fianchi alitando sul collo, io a dire il vero non ho visto nemmeno bene che viso avesse, dopo ha cominciato a baciarmi e a mordicchiarmi in ogni parte. Eravamo in fondo al locale, lui aveva il cazzo duro, mi stuzzicava, io me lo sentivo piantato dietro, in quel momento mi sarei fatta scopare concretamente in piedi contro la colonna, perché mi stavo aizzando talmente tanto da sprecare dissipando in tal modo in conclusione il mio personale e sensato raziocinio. A dire il vero, infatti, non mi era capitato d’essere così passionale, rovente e un po’ puttana, sì, mi piace in effetti che mi guardino, non lo nego, ma farmi mettere le mani addosso non lo avevo mai fatto né concesso prima d’ora. Nella calca quell’individuo m’ha sollevato accortamente e astutamente la sottana permettendomi d’aprire le gambe, in quanto eravamo circondati e serrati da altre coppie che si stavano baciando in modo entusiasta, anche perché in realtà nessuno faceva caso a noi, io con lo sguardo cercavo sempre la mia comitiva, malgrado ciò ci siamo spinti ancora più in fondo nel locale, mentre lo sconosciuto continuava a tenermi da dietro.

L’individuo più giovane doveva essere un vero stronzo, un’autentica carogna, un sicuro farabutto con i lineamenti da delinquente, perché m’ha bisbigliato un sacco di porcate lascive e oltretutto viziose all’orecchio mentre io ansimavo e gemevo, poi ho messo le mie mani dietro la schiena e ho cominciato a toccarlo. Lui aveva il cazzo eretto, stava per estrarlo, in quanto aveva abbassato giù la chiusura lampo perché voleva manifestamente sodomizzarmi lì in mezzo a tutti quanti, che fenomenale e inverosimile situazione. In parecchie occasioni mio caro io t’avevo scongiurato di coinvolgermi trascinandomi all’interno d’una toeletta per abusare di me, eppure attualmente si stava presentando quest’inattesa quanto stravagante occasione. Io non riuscivo a liberarmi né ad allontanarmi da lui, dopo mi sono girata e infine mi sono appoggiata con la schiena contro il muro, allora lui m’ha premuto verso il basso, io sono atterrata giù, mi sono genuflessa e in un baleno mi sono ritrovata il suo cazzo che esigeva la mia cavità orale, ho tentato invano di contrastarlo opponendomi, ciononostante era possente, visto che sono stata costretta ad aprire la bocca per accoglierlo. Lui aveva un cazzo non enorme, ma compatto come un manganello, era aspro e palpitante, in quella contingenza ho cominciato a fargli un pompino, dal momento che ero piegata e sottomessa a sua disposizione. Quell’estrosa e singolare situazione mi piaceva incantandomi da morire, dato che avrei voluto che non finisse mai, sennonché proseguendo focosamente in quell’azione lui m’aveva completamente riempito la bocca urlando il suo orgasmo con il suo speziato sperma, costringendomi nientemeno a mandarlo tutto giù, successivamente io sono riuscita a rialzarmi divincolandomi speditamente e ad allontanarmi.

Lui bramava energicamente che io andassi volentieri via con lui, tuttavia mentre mi ricomponevo gli rispondevo che non potevo restare oltre, dato che m’avrebbero altrimenti scoperto, di questo andare sono istantaneamente corsa dai miei amici come se nulla fosse accaduto, ciononostante ero completamente frastornata e sconvolta con tutto il viso arrossato, ma per fortuna avevo la scusa dell’alcool, in questo modo nessuno si è giustamente accorto della mia condizione e del mio stato d’animo. Con la comitiva ho ritrovato quei due palloni gonfiati degli amici del mio uomo, dal momento che uno dei due m’aveva riferito d’avermi parimenti cercato e che non capiva che fine avessi fatto. Bello stronzo anche lui, arrapato, ottuso e stolto, senza carisma né fascino, però mi sono fatta offrire un ultimo drink, perché volevo radicalmente togliere ogni indizio e qualunque odore compromettente dalle mie labbra.

Finalmente dopo tante vicissitudini la serata era giunta al termine, in macchina viaggiando verso casa io ero comodamente seduta nei sedili posteriori, naturalmente i due si sono piazzati al mio fianco, purtroppo però eravamo in cinque, anche lì io ho affrontato e mal sopportato le loro mani assieme alla loro continua frenetica eccitazione per tutto il tragitto fino a casa. Entrambi hanno infatti cominciato a toccarmi le caviglie per poi salire sempre più su, visto che i due bestioni mi tenevano le gambe aperte con la forza, visto che hanno gradito molto le mie calze autoreggenti. Sono stati bastardissimi, disonesti e malvagi, poiché sono arrivati a infilarmi le dita nella mia pelosissima nuda e focosa fica, perché si sono accorti di tutti i miei fluidi che sgorgavano da là dentro, per questa ragione la loro eccitazione era diventata estenuante e vessante. A quel punto anch’io ho cominciato a toccarli, li palpavo tutti e due, giacché eravamo in un intreccio convulso di mani, io speravo soltanto in quell’istante che mio marito non guardasse la scena, perché poteva finire il mondo. I due erano diventati abietti, insopportabili e odiosi, ma toccare i loro cazzi contemporaneamente mi dava un’eccitazione e una frenesia inattesa e incredibile, oserei aggiungere fuori dall’ordinario. E’ stato fantastico, magnifico e superbo, far perdere loro il lume della ragione, scombussolandoli e facendoli sentire in quel modo in mio completo potere.

Io volevo far credere e supporre d’essere eccitata ed esaltata unicamente per loro, eppure riflesso nello specchietto vedevo nel frattempo il tuo insaziabile sguardo, che mi proponeva suggerendomi maliziosamente di continuare quella rappresentazione. Uno dei due m’ha sborrato addirittura sulla mano, in conclusione siamo sopraggiunti vicino alla nostra abitazione, in tal modo mi sono ripulita rapidamente risistemandomi prontamente. Nella buona sorte il mio uomo non si è avveduto per niente delle manovre alle sue spalle, giacché era troppo impegnato e visibilmente indaffarato nel conversare d’affari e di lavoro con la persona al suo fianco. Salutandoci abbiamo faticato parecchio per cercare di camuffare l’imbarazzo, la comitiva si è sganciata sotto gli sguardi di fuoco dei due, dopo ci siamo scambiati dei rapidi baci, ma avreste dovuto vedere che facce avevano, mentre non la finivano più di considerare, di definire e di manifestare con palese ardore che dovevamo rivederci presto.

Io sapevo però molto bene e a ragion veduta, che non ci sarebbe stato in nessun caso un secondo incontro, perché non avevo nessun intento né intenzione né progetto di rivederli. A casa in un attimo mi sono tolta i tacchi e sono corsa a chiudermi nel bagno per lavarmi.

In conclusione tu m’hai scopato per bene come soltanto tu hai ben chiaro e come sai ben fare. Io t’aspetto, vieni a prendermi, non andartene, non allontanarti e non lasciarmi mai più da sola amore mio.

{Idraulico anno 1999}