i racconti di Milu
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Quella mattina, stranamente, mi ero svegliato da solo. Ovviamente avevo il cazzo duro come una trave. Mi alzai, mi preparai cappuccino, pane e marmellata e una spremuta di arance. Misi tutto sul vassoio e tornai a letto.
Colazione tranquilla guardando la tv, una spulciata a internet e relax totale.
Non avevo impegni quel giorno e me la sarei spassata un po'. Peccato il pisello che teso e dritto mi chiedeva di potersi rilassare anche lui... Magari mi faccio una sega pensai....magari anche due....
Per fortuna il problema si risolse da solo mezz'ora dopo quando mia zia Luisella aprì la porta ed entrò in casa... Non ricordavo nemmeno di averle dato le chiavi quindi per un attimo il rumore mi spaventò, tanto che balzato giù dal letto andai in corridoio a vedere cosa stava capitando. “Zia?”.
“O George sei a casa? Scusami ti ho svegliato?” disse la mia bella zietta matura.
Luisella era la sorella più vecchia delle quattro che aveva mia madre. Bionda, un po rotondetta, bel culone e tette enormi.... Come sempre indossava la gonna corta al ginocchio, le calze nere velate e una camicetta che nascondeva appena quel voluttuoso seno. Ai piedi gli immancabili tacchi bassi da sei.
“No no ero sveglio... Ma non sapevo avessi le chiavi del mio appartamento”.
“me le ha date tua madre. Dice che ha lasciato qui ….-fece una pausa- si ha lasciato qui una cosa e...”.
“Che cosa di preciso....?”.
Lei arrossì “Bhe magari l'hai già trovato”.
“Non so sono tornato ieri sera da Sidney e non ho fatto l'inventario”.
“Bhe insomma ha lasciato qui un cazzo a cintura”.
“A!” sorrisi.
Facendola breve la zia mi raccontò che la mia cara mammina si era presa una mezza cotta per la polacca che veniva a farmi le pulizie. Quindi era venuta a casa proprio quando sapeva di poterla trovare e avevano finito per farsi una bella lesbicata...
Poi le era venuto in mente che sarei tornato a casa nel week-end, che aveva dimenticato il suo giochino che aveva certo usato con la badante Marika e aveva chiesto alla sorella di andarlo a prendere...
Per tutto il tempo abbassò gli occhi cercando di non fissare il mio corpo nudo e il mio uccello teso e di marmo. Ma era chiaro che sbirciava, esattamente come io le guardavo le cosce inguantate nel nylon che trovavo sensualissime.
“Bho chissà perchè tanta fretta... mica è la prima volta che fa lesbo con una vacca....”.
Commentai senza sconvolgermi. La mia mammina aveva fatto ben di peggio...
Certo quando zia tirò fuori dalla vasca da bagno un cefalo di 40 centimetri nero e tutto borchiato capiii... “Minchia da sfondarsi!” dissi.
“Forse non voleva sconvolgerti” ipotizzò la zia.
“In effetti faceva prima a farsi montare da un cavallo....” e risi anche io.
Zia Luisella prese l'aggeggio e lo fece sparire in una borsa che si era portata dietro. “Spiace che sono venuta per nulla. Senti che ne dici di far finta di non averlo visto. Ultimamente tua madre ha tanti problemi non voglio dargliene un altro”.
Le toccai il culo con una manata “e chi lo ha detto che sei venuta per niente”.
“Ummm si ho visto che sei bello teso tesoro...
Sbottonò la gonna che le scivolò fino alla caviglie. Sotto aveva solo il collant nero velato senza mutande. La sua fica cespugliosa era bellissima da vedere.
Mi chinai e iniziai a leccargliela attraverso il collant con l'idea di darle dei piccoli morsi fino a strapparli... Il pelo della patatona mi fece il solletico mentre ficcavo la lingua nell'utero penetrandola più che potevo.
Zia Luisella era già un lago. Prese a gemere a tutto spiano mentre io sentivo il cazzo vibrare dalla voglia di fotterla.
La portai a letto e lei si mise a pecorina offrendomi una bella veduta del suo culone. Le montai in groppa e, quasi senza spingere l'uccello le entrò nella figa ormai pregna di liquame. Il collant strappato a misura di uccello si aprì ancora un po' mentre pompavo, le grandi poppe ciondolavano ritmicamente ad ogni colpo di reni...
“Ummm quanto mi è mancato sto cazzone” sussurrò la zia.
In effetti era quasi un annetto che non trovavamo occasione per farci una bella chiavata ma ero sicuro che la troia con qualche zucchina o qualche fallo di gomma si era comunque trovata di che godere.
In fondo era da capire, suo marito ce l'aveva davvero piccolo e se ciò non bastasse aveva pure un po' di eiaculazione precoce tanto da venire ancora prima di poterlo infilare nella moglie... Sicuramente lo zio aveva tante altre qualità e per questo zia Luisella probabilmente lo amava ma di certo a letto non era molto utile.
Fra l'altro se avevano un figlio ormai maggiorenne il merito era quasi tutto mio che, giovane e voglioso, l'avevo riempita una volta di troppo.
La cosa all'inizio ci aveva dato di che pensare ma, fatti gli esami, il bimbo si era rivelato sano e in salute e persino col pisello bello lungo mia eredità che gli avevo donato. Lo zio cornuto e ignaro era stato felice di avere un figlio, la zia lo stesso anche se mi aveva chiesto di non ripetere la cosa. Alla fine tutto era andato bene e ci eravamo persino sollazzati come porci mentre aveva il pancione pieno. Anzi, da pregna, zia Luisella era parsa persino più vacca.
Dopo avevamo iniziato a fare più attenzione e avevo preso l'abitudine di schizzarle nel culo per non correre rischi. Lei era stata subito d'accordo ed era stata una buona scusa per convincerla a farsi infilare la mazza anche in quel buco che così avevo avuto il piacere di sverginare a dovere....
In effetti anche se da allora erano passati anni, mentre la montavo notai subito come il dito le entrasse nell'ano senza fatica...
“Che scema tua madre a farsi coi cefali di lattice quando ha questo uccello cosi bello e grosso e vero in casa” sospirò la zia.
“Stai tranquilla che prende anche questo solo che lo sai che le piace fare il maschio con lo straphon”.
“Lo so, lo so, ho avuto il piacere anche io di essere montata stai tranquillo” e rise mentre contraeva la figa sentendo arrivare un altro orgasmo.
Aggrappato a quelle belle maniglie dell'amore me la spassavo come un pazzo fin chè non sentii la cappella gonfiarsi pronta ad esplodere... La zia dovette avvertire la cosa perchè subito mi disse “Sono in menopausa da due anni fai pure caro”.
“Sei sicura? Vuoi rischiare?”.
“Ummm si fammi una doccia di sborra. Riempimi. Voglio venire mentre sento la frustata del tuo spruzzo dentro di me. Siii”.
“Ummm si zia..... Siiiiiii” e mi lasciai andare.
“ooooo si anche io siiiii” mugugnò lei tutta calda.
Era la prima del mattino quindi quella più fluente. Credo che, minimo gliene misi dentro un litro. Quando glielo sfilai la ficona colò sperma per quasi due minuti.
“A posto cosi?” domandò seria mentre se ne stava ancora ferma a pecorina a farsi colare sperma lungo le gambe e sul collant.
“Bhe in effetti visto che sei già nella posizione giusta ne approfitterei? Tu hai fretta zia?”.
“Basta che mi lasci andare per le undici che devo far da mangiare a tuo zio e tuo cugino”.
“Non sono neanche le dieci” risposi guardano l'ora e, senza esitare, glielo piantai secco nel culo con un unico colpo che la fece ululare come una cagna.
Alle undici meno un quarto dopo essere venuto altre tre volte e averle riempito anche la bocca e le tette le lasciai il posto nella doccia perchè si ripulisse mentre io, sempre nudo me ne andai in veranda a fumare una sigaretta e a bermi la mia spremuta. Quando la zia tornò feci in modo che trovasse un paio di calze di nylon ancora chiuse nella loro busta sigillata.
La zia uscì dalla doccia in accappatoio. Aperto, si vedeva praticamente tutto. Prese la busta “E queste calze?”.
“Sono della nonna. Di scorta per quando viene a trovarmi...”.
“A. Immagino come mai le strappi qui da te.... Vecchia porca....”.
“tale madre, tali figlie” risi io.
Lei rise, tolse l'accappatoio e prese a indossarle. “Queste però sono autoreggenti così mi resta la patata al vento”.
“Che devo dirti metti le mutande”.
“Ma dai che lo sai che nella nostra famiglia non si usano. Però almeno un collant tanto per non avere proprio la presa d'aria in bella vista....”.
“bhe io ho queste, se vuoi i tuoi collant pieni di sborra saranno sul pavimento in camera”.
“No, no le tengo.... Si passò la mano sulle gambe accarezzando le calze “certo che tua nonna... Settantanni suonati in calze a rete....”.
“bhe che hai contro le calze a rete.... Guarda che effetto che fanno” e le mostrai che solo a guardare il suo corpo nudo che indossava le autoreggenti già lo avevo duro più di prima”.
“Aaaaa.... Quindi le mette per fare quello la troia di tua nonna” esclamò la zia.
“Che poi è anche tua mamma - Zia sei troppo figa con quelle calze”.
Lei fissò il cazzo teso “Lo vedo, lo vedo...”.
“Peccato che devi andare....”.
Lei mi fece l'occhiolino e si avvicinò “vuol dire che il cornuto si farà da mangiare da solo”... Mi montò in braccio sbattendomi le tettone in faccia e senza esitazione si fece scivolare dentro la canna dura di carne....un'altra volta....
“Certo che così finisce che mi si smagliano anche queste calze...” borbottò mentre già mi cavalcava”.
“Non ti preoccupare ne ho altri dieci paia...” e affondata la faccia nelle sue tettone mi dissetai succhiando i suoi capezzoli duri come chiodi....
Quando finimmo di scopare era pomeriggio inoltrato.