i racconti di Milu
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Non si può spiegare il fascino del cazzo a chi non l'ha provato. E' una sensazione incredibile, il desiderio che un uomo usi il tuo corpo per il suo piacere, il desiderio di farlo venire e sentire il suo cazzo nel corpo, nella bocca, nel culo, come un dominio di sesso e di libidine. Sono desideri che solo un omosessuale passivo o versatile può capire e provare, desideri che non abbandonano mai la mente, desiderio dell'uomo, del suo corpo che ti sottomette, del suo cazzo che ti penetra, cercando il suo piacere nella tua carne, desiderio che non si spegne anche quando ti sei masturbato con lui, col suo cazzo duro nel suo corpo. Ma omosessuali si nasce o si diventa e forse diventarlo è la più bella avventura che si può vivere, tutta giocata sulla trasgressione, sul'uso del tuo e del suo corpo.
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Ero ragazzo, adolescente, quando ebbi le prime esperienze come quasi tutti i ragazzi. Ci masturbavamo insieme, alcuni di noi, ma uno di loro mi chiese di farlo da soli, solo io e lui.
Eravamo d'estate, niente scuola, ed in pomeriggio io e lui andammo nel boschetto dietro il paese. Volle vedere chi di noi due avesse il cazzo più lungo e li accostammo e mi disse di stringerli di più. Poi cominciò a masturbarmi e prese la mia mano e la mise sul suo cazzo: lo stavamo facendo insieme e provavo piacere a toccarlo, ma lui, ad un certo punto smise e mi disse di continuare e di masturbarmi mentre lo facevo. Mi venne nella mano. Poi camminamnmo un pò per il boschetto e lui ad un certo punto prese la mia mano e la mise sulla sua patta.
- Dai, fammelo di nuovo. A te piace farmelo.
Glielo feci e lui venne di nuovo.
Il giorno dopo mi disse solo "Dai, vieni" ed andammo di nuovo nel boschetto.
- Ho visto una cosa - mi disse - mia sorella; stava inginocchiata davanti al fidanzato e lui glielo metteva in bocca. Deve essere bello. Facciamolo, vediamo se ti piace.
Mi inginocchiai e lui tirò fuori il cazzo e me lo mise in bocca.
- Succhia adesso.
Io succhiavo e gli masturbavo l'asta e lui mi venne in bocca. Stavo per vomitare. Ma il giorno dopo mi chiamò ed io ci andai.
- In bocca no - gli dissi - mi disgusta.
- E' che ti devi abituare, perciò lo dobbiamo fare. Tu però masturbati mentre me lo fai.
Venni prima io, il suo cazzo in bocca mi eccitava e lui mi prese per i capelli e mi chiavava in bocca finchè non venne di nuovo nella mia bocca. Non provai disgusto, mi era piaciuto molto ed il giorno dopo gli dissi:
- Voglio fartelo di nuovo, vieni.
Quella volta dovette avere molto piacere, lo sentii come veniva e mi finii di masturbare col suo sperma ed il suo cazzo moscio in bocca. Per quattro giorni gli feci il pompino tutti i giorni e venivo anch'io col suo cazzo in bocca. Mi dava piacere, mi eccitava succhuiarlo e provavo desiderio di farlo godere molto.
Poi ci separammo, lui andò altrove ed io non ebbi più occasioni di farlo, non mi fidavo degli altri ragazzi. Rimase solo il ricordo del piacere.

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Tornavo deluso dall'incontro con quella ragazza. Nonostante ci avessi fatto l'amore, mi sentivo come se il piacere del sesso mi fosse sfuggito, non mi aveva appagato, non saziava il mio desiderio. Feci un giro largo in auto prima di tornare a casa, passai per le strade di confine tra i campi e la periferia.Sulla strada donne e trans che vendevano sesso, ma non mi attiravano. Avevo un forte desiderio ma non sapevo di cosa e mi rimase dentro quel senso di incompletezza e di delusione.

Accadde la sera dopo. Ero andato ad ascoltare una conferenza di uno dei miei professori e mi trovai seduto accanto ad un uomo. Quando la conferenza finì lui mi rivolse la parole che chiedermi cosa ne pensavo e parlando ci fermanmmo davanti alla bouvette e lui mi offrì un caffè. Un uomo simpatico, cordiale, alto, robusto, brizzolato.
- Ho capito il tuo punto di vista - mi disse - ma il tuo ragionamento è incompleto. La psicologia sottovaluta la natura umana, ragiona per archetipi, ma l'uomo è un essere reale a cui non si possono imporre desideri standard.
- Non capisco, mi spieghi.
- Vedi, la pulsione più forte nelle persone è il sesso. Ora non è possibile costringere i comportamenti sessuali delle persone in un codice rigido, in una categoria uomo o donna che , proprio perchè è una categoria esclude pulsioni e desideri profondi che invece vi sono. Nessun uomo è maschio al 100% e nessuna donna è femmina al 100%; c'è sempre il desiderio di essere anche l'altro. Questo desiderio viene soffocato e represso dalle convenzioni e dai codici, ma può riemergere e dare una dimensione più ampia e compiuta alla personalità. Accade quando di sperimentano nuove esperienze.
- Quindi, secondo lei, nella psiche ci sarebbe una disponibilità soffocata alla omosessualità?
- Si, certo. Ma sono le esperienze che la rivelano. Se non provi, non lo saprai mai, è così.

Lo incontrai per caso due giorni dopo, per strada.
- Oh, il mio giovane amico. Dove vai di bello?
- Salve Dott. Veramente andavo a mangiare qualcosa. Non posso rientrare, ho lezione oggi pomeriggio.
- Vieni, sei mio ospite.
Un piccolo ristorante intorno alla università.
- Ripensavo a quello che lei mi diceva, Dott.
- Capisco. E' difficile da accettare, ma è così. E tu non hai mai avuto esprerienze diverse, diciamo trasgressive, perciò ti sorprende quello che ti ho detto.
- Beh,no. E non saprei neppure come fare e cosa fare.
- Posso aiutarti, se davvero vuoi provare. Ma è qualcosa che puoi fare solo se lasci cadere ogni inibizione e ti affidi alle sensazioni. Vienimi a trovare e ne parliamo.

Capivo lui cosa voleva, voleva un rapporto omosessuale con me. Per me era una cosa nuova e faticavo a vincere la repulsione di farlo con un uomo. Ci pensai diverse volte e non capivo perchè mi attirasse fare quella esperienza con lui. Ci pensai anche la mattina del giorno dopo; era sabato, dovevo uscire con la ragazza, ma il pomeriggio lo avevo libero. E lo chiamai.
Andai da lui alle quattro di pomeriggio. Abitava nell'appartamento accanto al suo studio.
Stavamo seduti al tavolo. lui mi carezzava una coscia e mi disse:
- Devi fare un sforzo e vincere le inibizioni. Hai mai baciato un uomo? No, vero. Dai, chiudi gli occhi e proviamo. Rilassati, pensa solo alle sensazioni.
Mise le sue labbra sulle mie e le succhiò; poi spinse la sua lingua nella mia bocca e mi venne di istinto succhiargliela. E lui passò la mano sulla mia patta e vide che avevo il cazzo duro.
- Vedi? ti eccita, ti dà piacere. Facciamolo di nuovo, lasciati andare, non pensare, fai quello che ti viene di fare.
Mi baciava e mi aveva aperto la patta, carezzava il mio cazzo che era molto duro. Comincò a piacermi quel gioco e gli toccavo il viso mentre mi spingeva la lingua in bocca e passava la punta sotto il mio palato. In quella situazione mi dava una strana emozione il fatto che fosse lui a condurre il gioco ed io ad avere un ruolo subalterno. Provavo una strana emozione ad essere nelle sue mani, a sentire le sue dita sui miei capezzoli sotto il maglione, a sentire il suo pollice che passava dolcemente sul mio glande.
- Vuoi che ci fermiamo ?- mi chiese
- No - dissi no, la curiosità.
E allora lui mi tolse il maglione. Sentii le sue labbra sui miei capezzoli, il suo succhiotto. Poi li prese tra le dita e li rigirava premendoli un poco, poi sempre di più. Mi stava eccitando e lui lo capiva.
- Voglio farti venire - disse- dai, proviamo.
Mi fece alzare, mi disse di abbassarmi tutto e si inginocchiò sul tappeto davanti a me.
La mia ragazza mi aveva fatto un pompino, o meglio glielo avevo messo in bocca, ma quello che stava facendomi lui era bellissimo. Lo teneva in bocca, ma con le dita continuava a stimolarmi i capezzoli e quando stavo venendo aumentò la pressione delle dita fino a darmi un piccolo dolore di strizione. Ero venuto completamente e nella sua bocca, sentendone il calore.
Tornò da bagno, si era andato a sciacquare la bocca. Lo aveva tenuto in bocca finche non era caduta l'erezione, una sensazione davvero bella sentire il calore della sua bocca mentre diventava moscio. Mi baciò ancora in bocca e mi disse:
- Dovrai dirmelo tu se vuoi continuare. I capezzoli hanno stimolato la parte femminile della tua natura, avrai altre fantasie, vedrai.

Quella sera non uscii con la ragazza, non mi andava. Ma provai di nuovo desiderio. Mi strizzai un pò i capezzoli ed il cazzo diveniva duro. Ma ciò che mi sorprese è che mentre mi masturbavo pensavo ai suoi baci. E la domenica mattina lo chiamai.
- Carlo, ti trovo a casa in pomeriggio.
- Si, farò in modo di esserci, vieni.
Immaginavo cosa sarebbe accaduto, mi avrebbe chiesto di spogliarci, mi eccitava pensarci.

- Carlo, mi sono masturbato ieri sera e..ti pensavo.
- Ti sono piaciute queste emozioni? Vieni, allora, baciami tu.
Lo baciai,e mi venne di istinto spingere il mio corpo contro il suo. Lui aveva messo le mano sotto il mio maglione e mi stava strizzando i capezzoli: li stringeva , li tirava e poi li torceva. Quel piccolo dolore mi dava piacere. Lui mi sollevò il maglione e mi strizzava i capezzoli faceva succhiotti, poi li mordicchiava dandomi lampi di piacere. Ero eccitato fino al massimo mentre lui mi stava spogliando.
Si spogliò anche lui, il petto largo, cosce dure e vidi il suo cazzo. Era la prima volta che vedevo il cazzo di un altro uomo.
Nel suo letto, a contatto con il suo corpo e lui che baciava ed anch'io.
Stavamo di fronte, sui fianchi e lui spingeva il suo cazzo tra le mie cosce.
- Lasciamelo fare, ti darà piacere sentirlo.
Mi stava chiavando in mezzo alle cosce, mi teneva le mani sulle natiche e continuavamo a baciarci. La sensazione del suo cazzo duro fra le mie cosce, il contatto pelle-pelle mi stava eccitando fino a stordirmi. Poi lui venne e sentii tra le cosce il bagnato del suo sperma e...provai piacere a sentire che era venuto, a sentire il suo spema sulla mia carne. Mi era piaciuto sentire il suo cazzo duro che cercava il mio corpo. Ero eccitatissimo e lui me lo prese in bocca; e mentre lo faceva mise il taglio della mano tra le mie natiche; io reagivo al piacere stringendo le natiche e sentendo la sua mano. E mentre stavo per venire, si bagnò il polpastrello del dito medio con la saliva e carezzava il mio ano. Una sensazione nuova, molto eccitante che aumentò il mio piacere.
- Resta ancora - mi disse - ci tornerà il desiderio e lo facciamo ancora.
Non ci volle molto per me; stando accanto al suo corpo mi eccitavo e lui continuava coi capezzoli. Mi venne di nuovo duro. Lui non era duro e mi dispiaceva.
- Aiutami - mi disse - predimelo in mano.
Aveva un cazzo molto grosso, riempiva tutta la mia mano a tenerlo. Mi venne di istinto muovere la mano, scappellarlo e toccargli il glande. Dava piacere toccarlo, ma non era ancora duro. E allora lui mi spinse dolcemente sulla nuca fino al suo cazzo.
- Prendilo - mi disse - Chiudi gli occhi e fallo, coraggio. Ti darà un grande piacere, prova.
Mi emozionava sentirlo diventare duro nella mia bocca, sentire il glande liscio diventare turgido, sentire il cazzo prendere forza. Lui capiva ciò che provavo, mi carezzava i capelli e mi incoraggiava. Divenne durissimo e lui mi fermò.
- Non sei ancora pronto a farti venire in bocca. Lascia che la parte femminile della tua natura aumenti poco per volta.
- E se lo volessi? - gli dissi
E cominciai a farmi un pompino con passione, succhiando forte, passando la lingua dolcemente sul glande finchè non lo sentii contrarsi e mi ritrovai la bocca piena del suo sperma. Volevo sputare, vomitare, ma lui mi fermò e mi baciò in bocca. E provai uno strano piacere a sapere che ero stato io a dagli piacere, a farlo godere nella mia bocca.

La settimana seguente ebbi molto da fare. Non potevo andare da lui, ma avevo desiderio di andarci. Gli telefonai.
- Si, capisco che sei molto impegnato. Anch'io vorrei vederti. Anche tu sei nei miei pensieri.- mi disse.
- Carlo, vengo sabato. Posso restare quanto voglio.
- Sabato voglio farti arrivare fino in fondo, lo capisci? Voglio che ci pensi perchè più ci pensi più vorrai farlo anche tu.

Mi sollevò la maglietta e mi faceva suchiotti sui capezzoli con piccoli morsi che mi davano lampi di libidine. Lo presi per il viso e lo baciai in bocca, e lui continuò con le dita a stimolarmi i capezzoli.
- Voglio che ci pensi - mi disse - voglio sverginarti e voglio che tu lo desideri. Dimmi che mi vuoi nel tuo corpo, dimmelo.
- Si, voglio che me lo fai .

Stavamo nudi sul letto. Ero eccitato dal contatto col suo corpo caldo, ci baciavamo; lui mi aveva messo il suo cazzo tra le cosce ed io le stringevo, mi dava desiderio, volevo sentrlo.
Mise i cuscini gli uni sugli altri mi mise in gicchio e mi disse di abbracciarli e poi mi allargò i piedi. Sentii il fresco del gel tra le natiche ed il suo glande che lo passava in lungo, sull'ano, e sentii il suo dito unto che mi penetrava per fare entrare dentro il gel. Passava il glande sull'ano, lo pressava lievemente e continuava, facendomi aumentare il desiderio. Poi passava il dito, lo spingeva un pò dentro e continuava col glande.
- Lo stai desiderando? Dimmelo che lo vuoi - mi disse - voglio che me lo dici.
- Si, voglio che me lo metti.
Puntò il suo cazzo durissimo sul mio ano, una leggera pressione che mi eccitava. E sentii le sue mani forti afferrarmi per i fianchi.E spinse di colpo per fare entrare il glande. Sentii il mio ano che si dilatava, faceva male, ma lui non si fermò finchè io non sentii un dolore acutissimo, lo sfintere lacerato.
- Ahia.....mi fa male.....Carlo, mi fai maleeeeee....
- Si, un piccolo prezzo che devi pagare. Voglio fartelo sentire.
E diede un colpo di reni provocandomo un dolore fortissimo.
- Ahiaaaaaaaa mmmmm ahiaaaaa
Istintivamente cercavo di sottrarmi al dolore ma lui dava altri colpi, colpi forti, violenti, scaricando sulla punta del suo cazzo tutto il suo peso e tutta la forza delle sue reni. Ero stordito dal dolore, mi bruciava, sentivo la carne lacerata. E si fermò. Mi tenne fermo per i fianchi e rimase fermo.
- Aspetto che il tuo culo si arrenda e poi ti chiaverò a troia. Ora sei il mio amore, devo mettertelo tutto nel tuo corpo.
Bastò qualche minuto. Il mio culo si rilassava, accettava quella pressione e lui cominciò a muoversi lentamente, poi con sempre maggiore forza, sempre più forte, facendolo entrare tutto e sbattendomi. La ferita mi faceva male, mi lamentavo.
- Vuoi che smetta? - mi disse
- No, però fai piano.
- Spingiti anche tu contro il mio cazzo, ti farà meno male.
Lo sentii venire negli ultimi colpi violenti che mi squotevano nella pancia. Una sensazione di caldo che colava dal mio ano. Rimase fermo col cazzo dentro e quando perse l'erezione , lo tirò fuori lentamente. Il dolore si acuì di nuovo per il cazzo che strusciava sulla ferita e per il suo sperma che mi dava bruciori.
Mi fece alzare, mi baciò abbracciandomi e mi portò in bagno. L'acqua fredda del bidet mi diede sollievo al bruciore, ma sentivo il taglio contraendo l'ano. Lasciai che il suo sperma colasse dall'ano nel getto d'acqua. Lui si era lavato sotto il lavandino, mi si avvicinò. Il suo cazzo era moscio ma volle mettermelo lo stesso in bocca. E mi tornò l'erezione che il dolore aveva fatto cadere. Cercavio di masturbarmi ma lui mi fermò.
- Aspetta - disse - aspetta che mi riprenda. Voglio farti venire mentre sono dentro di te.
Mi fece prendere i suoi testicoli in mano; io succhiavo e sentivo che lentamente il suo cazzo si stava indurendo. Mi piaceva sentire che diventava duro perchè lo desideravo duro.
- Bravo, così, fammelo diventare duro, continua.

Stavamo in piedi. Lui stava dietro di me e mi passava il gel tra le natiche, lo spingeva nell'ano. Mi faceva ancora male ma avevo lo strano desiderio di farglielo fare. Avevo provato piacere a sentire il suo glande che mi dilatava l'ano, piacere a farlo venire, a sentire come violava il mio corpo, come godeva nel mio corpo.
Ci mettemmo sul letto, io di fianco e lui dietro di me. Sentii un nuovo dolore quando spinse il glande nell'ano. Ma stavolta il mio cazzo era duro e lui mi disse:
- Devi venire - mi disse mentre mi teneva il suo cazzo caldo nell'ano e mi stimolava i capezzoli con le dita. - Avanti, masturbati. Devi venire col cazzo duro nel tuo culo. Così il piacere sarà completo.
Non mi ci volle molto a venire, mentre lui mi baciava sul collo e muoveva lievemente il cazzo. Ma quando sentii l'orgasmo che si avvicinava mi spinsi contro di lui. Lui capiì e lo spinse ancora più dentro. Era un piacere incredibile venire così. E lui mi chiavò dopo che ero venuto per farmi sentire solo il piacere del cazzo.

Restammo nel letto, a baciarci, a toccarci. Eravamo venuti ma la libidine non si era calmata.Lo desideravo ancora, ma lui era stanco, non reagiva ai miei succhiotti sul glande. Ci addormentammo e nel sono ci abbracciavamo.
Mi svegliai sentendo i suoi baci sul collo e poi il dolore sulla ferita all'ano mentre lui forzava per entrare.
- Sta fermo - mi disse - fatti chiavare di nuovo.
- Mi fai male, ...va bene, come vuoi tu, mettimelo.
- Non t'importa il dolore?
- Mi fa male ma tu fammi quello che vuoi.
Il dolore all'ano non mi impediva di sentire il piacere del suo corpo sul mio, di stare sotto di lui, di avere il suo cazzo nel mio corpo, di volerlo far godere.
- Mettiti di lato - gli dissi - voglio masturbarmi mentre mi chiavi. Mi è piaciuto troppo, lo voglio di nuovo.
Ma lui continuò a tenermi sotto e a dare colpi forti, sempre più forti finche lo sentii ansimare nell'orgasmo. E quando lo tirò fuori, sentii il suo sperma caldo colarmi dall'ano in mezzo alle cosce.

Lo facemmo altre due volte; aspettavo con ansia che mi madasse l'sms con su scritto : vieni ogni pomeriggio. Mi mancavano i suoi baci, i suoi morsi sui cappezzoli, il suo cazzo nella bocca e soprattutto stare sotto di lui, sentire che godeva il mio corpo.
La seconda volta mi mise a pecora e mi disse di allargarmi le natiche.
- Voglio mettertelo tutto, lo vuoi?
- Dai, fammelo, fammelo sentire tutto.
Mi chiavò in quel modo ma dovette forzare, il mio ano era ancora gonfio ed il culo ancora stretto. Soffrivo ancora un poco, ma la libidine prendeva il sopravvento. E lui mi sbatteva senza pietà, facendomi desiderare che non finisse mai di chiavarmi; ma anch'io aspettavo il suo orgasmo, mi dava piacere sentirlo venire.
Mi portò nel bagno, su bidet con l'acqua fredda e mentre l'acqua scorreva, lui mi mise in bocca il suo cazzo sporco di sperma. e glielo succhiai.
Poi la terza volta mi disse:
- Devi imparare a farti venire in bocca e ad ingoiare. Ti darà piacere.
Mi venne in bocca e mi impedì di sputare, mi chiuse il naso e mi tenne la mano sulla bocca per costringermi ad ingoiare. Il sapore del suo sperma mi eccitava, deglutii e lui subito dopo mi baciò in bocca.
- Ora sai come può essere bello farlo per un uomo. Ti fa sentire come la sua donna. E ti senti felice quando dormiamo abbracciati, sentire il tuo corpo contro il mio, cercare il mio cazzo con la coscia., baciare con dolcezza il glande. Dimmi, quando ti vengo nel culo, tu vorresti che continuassi ancora?
- Si, ancora.
- Vuoi provare? ma dovremo farlo in tre. Vuoi farlo?
-Si.
(continua)