i racconti di Milu
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La scorsa estate mio figlio Sal, diciottenne, non riuscì ad organizzarsi con gli amici e partì con noi per le vacanze. Capimmo subito che sarebbe stato difficile tenerlo all'oscuro di tutto e, come sospettavamo, non ci riuscimmo. Ammetto che forse neppure ci impegnammo più del dovuto, ma fortunatamente le cose andarono per il verso giusto. Non so se forse Sal nutrì mai sospetti, soprattutto per il fatto che il pomeriggio ci rifiutavamo sempre di seguirlo in spiaggia. Sicuramente dovette annoiarsi molto durante quei tre giorni in cui trascorse le sue ore pomeridiane da solo a mare. Ad ogni modo, fu proprio il quarto giorno che mio figlio abbandonò prima del consueto la spiaggia.

Lo attendevamo per le 19.00, ma rientrò già alle quattro. Nessuno si aspettava di vederlo aprire la porta di casa così presto. "Sal, sei già qui?", chiesi sorpresa con addosso solo un reggiseno ed un perizoma bianco di pizzo. La porta dava accesso alla sala più grande della casa, un ambiente aperto che univa cucina e soggiorno, e mi trovavo lì per prendere delle bottiglie d'acqua e poi raggiungere mia sorella e suo figlio nella camera da letto. Sal, attraversando l'uscio di casa, rispose: "Mi scoccio solo..". Immediatamente notò i gemiti che provenivano dalle stanze da letto e mi chiese: "Ma che è?". Io provai a stemperare l'imbarazzo della situazione: "Niente, sarà la zia che sta sognando", e risi nervosa. Lui era rapito da quei suoni di piacere, io terrorizzata dal fatto che potesse scoprire tutto. Gli dissi: "Se vuoi andiamo insieme in spiaggia". Sal sembrò non sentire le mie parole: "Ma che sogni fa zia?", e si mosse per andare a vedere. Lo fermai ponendogli una mano sulla spalla: "Ehm forse è un sogno erotico?", feci io in preda alla vergogna. "E non posso vedere?", replicò lui. "Pensa se lo sapesse Marco", aggiunse. A quel punto io dovetti sembrare prossima ad un collasso perchè Sal mi chiese: "Ti senti bene? Sei di colpo pallida..". Io ancora sorrisi nervosa e risposi: "Saresti disposto a spiare la zia in un momento così intimo? Dai andiamo a mare". Purtroppo proprio in quel momento si udì forte e chiara la voce di Marco: "Mamma che troia che sei". Come se non bastasse prese a sentirsi con nitidezza anche il rumore del letto che sbatteva contro la parete. Mio figlio non disse una parola e con passo affrettato andò a vedere. Lo seguii. Marco, un bel ragazzo sui ventuno anni, era fra le cosce di sua madre. Entrambi nudi, scopavano vogliosi. A me mancava il fiato ma con decisione presi Sal per il braccio e lo riportai in cucina.

"Ma che cazzo fanno? Hai visto?", disse lui sconvolto. Io sudaticcia risposi: "Si divertono, suvvia!". "Che?!", riprese lui ancora con lo sguardo stordito". "Si stanno solo divertendo", cercai di attenuare la gravità della cosa. "Per te è normale? Ma sei matta? Pensa se lo sapesse zio!", mi rispose. "Non so se se la prenderebbe, insomma..", capii che ormai era inutile nascondere l'evidenza e cercai le parole adatte per dirgli tutto. "Ma sono mamma e figlio! Ti rendi conto?", insisteva lui. "Vedi tesoro, in famiglia abbiamo sempre cercato di stare bene insieme", presi a spiegargli mentre quei due in camera da letto ci davano dentro. "Non abbiamo mai badato troppo a certi tabù. Del resto lo so che ora ti stai pensando al posto di Marco, magari ecco.. fammi riflettere. Secondo me hai già immaginando il tuo membro dentro di me chissà!", seguitai a parlare. "Mamma ma che ti viene in mente", mi disse ancor più sconvolto dalle mie parole e dall'atteggiamento che avevo, finalmente completamente naturale. Mi avvicinai a lui leccandomi le labbra: “Lasciati andare”. Sal indietreggiò finendo con la schiena al muro. I suoi occhi si riempivano di eccitazione giovanile. Feci ancora un passo ed i miei seni si schiacciarono contro il suo petto. Lo baciai e lui si sciolse portando le mani sul mio culo. Ci baciammo ancora, poi lui chinò il capo sui miei seni, li leccò, li baciò, io li tirai fuori dal reggiseno e lui continuò. Le mie mani invece passarono sul suo costume. "Vedi, immaginavo ti potesse piacere", gli dissi. Trovai il cazzo e lo masturbai dolcemente. Si andava indurendosi tra le mie mani, poi la sega divenne più vigorosa. Con una mano continuai a masturbarlo, con l'altra gli abbassai il costume che cadde ai suoi piedi. Lui mi succhiava un capezzolo, lo baciava, ci giocava, lo insalivava e tornava a succhiarlo, mentre con l'altra mano mi palpava eccitato l'altro seno. "Vieni Sal", gli dissi, sollevai una gamba e, scostato di lato il perizoma, guidai il suo cazzo dentro la mia figa.

Mi lasciai penetrare lentamente e totalmente fino a sentire i testicoli. Lui aveva gli occhi socchiusi in preda al piacere. Si mosse col bacino, io ansimai accondiscendendo. Mi afferrò le chiappe e deciso mi spinse costringendomi a piccoli passi all'indietro sino al tavolo posizionato al centro della cucina. Mi adagiai lì sopra, sul bordo, e così prese a scoparmi con foga. Lo guardavo negli occhi mentre mi faceva sentire tutta la sua forza. Gemevo e gli umori iniziarono a colarmi copiosi ogni volta che il suo cazzo si inzuppava dentro di me. Eravamo vicini alla finestra, chiunque, passando di lì, avrebbe potuto scoprirci, ma mi fotteva così bene, come avrei potuto fermarlo? Continuò a scoparmi, ogni tanto chinava la testa sui miei seni, ci si tuffava dentro e continuava a fottermi. Cercavo di restare seduta con la schiena dritta, ma il bacino istintivamente seguiva il suo amplesso ed alla fine sollevai le cosce e mi lasciai cadere all'indietro stendendomi sul tavolo. Lui aumentò il ritmo, tutto divenne rapido e confuso. Il tavolo strusciò per terra fino a raggiungere la finestra. Io non riuscivo a parlare, anzi urlavo dal piacere. Lui insisteva con botte sempre più dure ed intanto proprio sotto la finestra parcheggiò un'auto. Ero così eccitata che neppure la sentii, lui forse sì ma non si fermò.

Pochi attimi dopo, con la testa sottosopra, distinsi alla finestra le sagome di mio marito, di zio Roberto, il marito di mia sorella Veronica, e di mia figlia Marta con mia nipote Claudia, entrambe ventenni. Richiusi gli occhi, li riapri, erano proprio loro. Mio marito esclamava: "Mio figlio è diventato un uomo!". La sorella e la cugina commentavano con oscenità, mio cognato incitava mio figlio con dei volgari: "Sfondala!". Di colpo fui colta da un orgasmo violento. Tutto il corpo tremò. Urlai come una primitiva. Con le mani mi strinsi le tette mentre i miei umori schizzarono ovunque. Dall'esterno sentimmo un applauso. A quel punto Sal mi disse: "Mamma.. ch.. che facciamo?". Colsi delle preoccupazioni nella sua voce, sebbene il suo bacino non cessava di martellarmi. "Continua, vieni tranquillamente dentro di me" ed appena ebbi detto ciò, sopraggiunsero Marco e sua madre che avevano finito. "Vai Sal, sei grande!", fece lui. "Guarda qui! Che novità! Dopo sei mio ", disse lei e lo baciò. "Prima deve venire dentro la mamma", precisai subito. Mio figlio continuava a fottermi, io mi leccai le labbra, e mi strinsi i seni, poi sentii il suo cazzo pulsare. Mi scopò ancora poi mi venne dentro senza più tenersi con un ululato travolgente. Chiuse gli occhi, quasi si accasciò su di me, respirava intensamente, mentre attorno a lui tutti esultavano. La zia lo abbracciava, Marco gli dava delle pacche sulla spalla. Gli altri entrarono in casa ed immediatamente iniziarono a spogliarsi. In pochi minuti non c'era angolo in cui non si scopasse. Abbracciai mio figlio e lo coccolai. Fu la zia a strapparmelo. Sal confuso e imbambolato mi guardava mentre suo cugino mi si avvicinava per un pompino. Fu quella la prima volta in famiglia di mio figlio.
Note finali:
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