i racconti di Milu
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Quando aprii la porta di casa un'ondata di gemiti giunse alle mie orecchie. Era la melodia voluttuosa del piacere, suoni sensuali e senza controllo. Pensai subito che mio figlio stesse guardando un film porno, poi una voce femminile pronunciò il suo nome con chiarezza: "Oh Marco", disse sciogliendosi nel godimento. Restai esterrefatta, chi si stava perdendo in quella fantastica lussuria?

Ero di sasso, richiusi la porta senza far rumore, feci qualche passo poi mi fermai sul divano del corridoio senza accendere luci. Continuai sconvolta ad ascoltare le gioie, la foga insaziabile, il turbinio di sospiri e gridolini soffocati. Non si sentivano rumori né di letto né di mobili. Chissà dove erano, forse a terra oppure l'aveva inchiodata al muro. Con chi stava scopando mio figlio? Chi era quella troietta che si concedeva a lui senza ritegno? Chissà chi era. Forse una delle sue compagne di studi? La ragazza continuava a godere abbandonandosi al piacere delirante ed io invece ero lì bloccata in casa mia, imbarazzata e tutto sommato eccitata. All’asciutto da quando mio marito era al Nord per tenere dei corsi, quelle melodie mi scompaginarono i sensi. Presi a masturbarmi ferocemente distendendomi sul divano a cosce aperte con l'udito inebriato dalle inspirazioni gutturali e dai sospiri intensi che si tramutavano improvvisamente in vibranti esclamazioni estatiche. Come era possibile che Marco provocasse tanto piacere! Come era possibile che fosse così abile nonostante i suoi vent'anni! Quanto invidiavo la ragazza sconvolta da quel piacere. Mi masturbavo e pensavo a lei, la vedevo a terra supina oppure tra le sue braccia in piedi. Possibile che Marco fosse talmente bravo da rendere folle quella femmina? Ascoltavo i gemiti che crescevano di intensità, rallentavano e poi ritornavano assordanti. Diventarono improvvisamente dei soffici "ohhh" e poi nuovamente esplosero in un prepotente orgasmo. "Oh Marco si, si.. vieni, vienimi dentro", riprese lei e Marco dette tutto se stesso. Meritò il suo orgasmo, meritò di liberare la sua libido nel ventre di quella ragazza. Anche io esplosi, lì sola sul divano del corridoio nella casa buia. Intanto i due si rilassarono e fu solo allora che riconobbi la voce della mia vicina di casa. Lara, che troia! Era lei!

Altro che ragazza, era Lara, una troia sui quaranta! "Oh Marco è sempre splendido farlo con te", gli diceva e suoni di baci arrivavano ora alle mie orecchie. Che troia, non le bastava il marito? Doveva prendersi anche mio figlio? Rimuginavo tra me e, sollevandomi da quella posizione lasciva sul divano, mi nascosi nel buio della camera matrimoniale. "Si ma neppure stasera mi hai dato il culo", d'un tratto si sentì la voce decisa di Marco. "Tesoro lo farò, lo farò, dammi tempo, non sono abituata", si difendeva lei ma Marco insisteva: "Me lo ripeti ormai da un mese". Lara ancora continuava: "Si lo so, ma ti prometto che lo farò e sarà fantastico vedrai", nel dire questo attraversò il corridoio buio, la distinsi passarmi davanti lasciando mio figlio nella sua camera. "A domani amore", lo salutò poi abbandonò l'appartamento. "Vaffanculo", disse Marco una volta solo. Ed ora io cosa dovevo fare?

Ero lì immobile al buio, ferma, impossibilitata dal compiere ogni più piccolo rumore con mio figlio che, probabilmente nudo, riposava nella camera accanto dopo una potente scopata. Cosa dovevo fare? Dalla mia figa ancora scivolavano via gli umori che eccitazione e masturbazione mi avevano generato, nella mia mente invece ribolliva la rabbia verso Lara. Fu così che progettai di riprendermi mio figlio. Mi comportai come una vera stronza, forte di un vantaggio: io il culo lo davo, da tempo e con regolarità, Lara evidentemente no. Lui ora agognava incazzato un rapporto anale che lei non gli aveva mai concesso, io avrei potuto sottrarlo a Lara donandogli ciò che più desiderava. Se ci ripenso, a mente lucida non avrei fatto quel che ho fatto, ma quella sera non ero lucida, la verità è che ero eccitata come una cagna in calore. Tutto merito di quella ondata di sesso che mio figlio aveva sbattuto nella mia testa a tutto volume. Mi ritrovai nuda sulla porta della sua cameretta, lo guardai. Non si era accorto di me e riposava disteso sul letto anche lui completamente nudo, bello e marmoreo come una statua classica. "Signorino io e te abbiamo da parlare un pò", furono le mie parole. Lui sobbalzò, si spaventò, poi provò inutilmente a coprire le sue parti intime con le mani. Sorrisi compiaciuta da quel magnifico spettacolo di giovinezza e continuai: "Dunque da dove iniziamo? Iniziamo da Lara che dici? Non ci sto proprio al fatto che scopi con quella donna, una stupida oca giuliva", gli dicevo e notavo i suoi occhi sconvolti che mi scrutavano il corpo nudo. Ero ancora una donna piacente con forme sode e ben tenute. "Soprattutto non mi va che doni a lei così tanto piacere, lei che non lo merita affatto. Hai idea di quante donne ci sono attorno a te?", continuavo davanti ai suoi occhi ora rapiti dalla mia nudità. "Però so che neanche a te Lara piace tanto. So che promette, promette e non mantiene, giusto?", gli dissi ammiccando e accovacciandomi sul letto col viso all'altezza del suo fallo. Lo liberai dalle mani con cui lui ancora provava a sottrarlo alla mia vista, lo afferrai e lo presi in bocca succhiandoglielo. Dopo due ciucciate, senza più vergogne, proposi a Marco un accordo: "Ascolta, io posso darti ciò che vuoi, posso darti il mio culo senza problemi già stasera, ora, subito. Tu però quella li non la devi frequentare più, mai più, non farai più sesso con Lara, prometti?". Marco col viso scombinato annui ed io ripresi a succhiarglielo. Pochi momenti e gli fu ritto e gonfio, era pronto per possedere il mio culo.

Senza guardarlo in faccia, con nella mente solo il suo cazzo, mi poggiai sulla sua scrivania dandogli le spalle. Pensavo: "Su ora fammi godere, dammi tutto il piacere di cui sei capace, voglio impazzire". Attendevo ferma così il suo cazzo e non tardò ad arrivare. "Lo so che lo vuoi, prenditelo e fanne il tuo divertimento perverso", gli dissi sentendo i suoi passi. Poi l'asta mi solcò le chiappe, si strusciò contro il mio culo e finalmente la cappella raggiunse il mio buchetto, lui spinse e quel cazzo fu mio. Lo sentii insinuarsi dentro di me e rendermi piena. Mi aggrappai con forza al tavolo mentre lui ancora spingeva. Dovette essere ancora a metà tra le mie chiappe quando scatenò una serie di botte violente e rapide, mi sentii percuotere. Cavolo come spingeva mio figlio. Quanta fresca irruenza! Il tavolo prese a strusciare sul pavimento, furono colpi davvero duri. Sì, mi detterò del dolore ma quanto piacere! Inarcai la schiena mentre mi godevo quel cazzone che mi scivolava prepotente avanti e indietro nel culo. Mio figlio mi mise le mani sulle spalle e prese a fottermi con continuità. Mi sentii martellare l'asta dentro con foga. Era durissimo e imbizzarrito, io provavo a mettermi più comoda ma lui era ingestibile. Le mani mi stringevano le spalle quasi stritolandomele. Lui spingeva sempre di più il cazzo nel mio culo, la mia spina dorsale si inarcò e vibrò, si agitava ossessivamente. Vinse la resistenza delle mie pareti e prese tutto il canale. Fui inculata come forse mai prima d'ora. Le mie chiappe erano indolenzite per i suoi colpi ed il culo mi bruciava, saccheggiato dalle sue botte. Continuava, picchiava duro ed il mio corpo si contorse per la prima volta nell'esplosione di piacere intenso. Iniziai a trasalire in preda a convulsioni, gemevo come un animale, quasi ululai quando arrivò anche il secondo orgasmo. Ecco cosa aveva provato Lara ed io anzi assaporavo ora un piacere ancora più prelibato ed impetuoso, quello di un cazzo potente nel culo. Ero sconvolta, venivo fottuta e gemevo, sbrodolavo i miei umori che cadevano a pioggia sul pavimento, raggiunsi il terzo orgasmo. La mia schiena era toccata dalle gocce di sudore di mio figlio che mi fotteva furente. "Vienimi dentro dai, ti prego dammela", gli urlai. "Voglio sentirti, ti voglio nel culo, voglio la tua sborra", continuavo come una volgare puttana. Tenendomi per le spalle, mi sollevò con la schiena, mi afferrò i seni, mi baciò il collo e continuò a scoparmi. Mi stringeva i seni con brutalità e mi fotteva in culo. Sentivo il suo cazzo contrarsi dentro di me, avvertivo tutte le venuzze del suo cazzo gonfiarsi. Strinsi le chiappe, intuii dei sussulti violenti nella mia pancia e subito dopo si liberò con un urlo, si svuotò completamente. Io mi abbandonai esausta sulla scrivania, lui respirando a polmoni pieni mi sfilò subito il cazzo dal culo per riadagiarsi a letto stremato. Una cascata di sborra precipitò lungo le mie cosce sul pavimento. Mi ritrovai distrutta, col culo bruciante e lividi sulle spalle.

Che delizia! Da quel giorno mio figlio non scopò più la vicina di casa, neppure gli concessi tempo per farlo.
Note finali:
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