i racconti di Milu
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Sapevo che le cose tra mia figlia e mio marito sarebbero andate in un certo modo. Lo capii quando a cena, in presenza anche mia e del fratello, lei gli gettò addosso uno sguardo malizioso confessandogli di avere un piercing al clitoride. Certo era una cosa a dir poco trasgressiva, incuriosiva tanto anche me che l'avevo saputo già dalla mattina, figuriamoci come non poteva destare l'interesse di mio marito. Oltretutto mia figlia Caterina è una bella ragazza ventitreenne, un corpo da sportiva, forte e solido, gli occhi castani, i capelli biondi che si attorcigliano in sottili riccioli sulle spalle, forme sobrie e modi affabili. Sapevo che mio marito non avrebbe resistito e non mi stupii quando al mattino raccolsi i suoi boxer nella stanza di Caterina che intanto era fuori in facoltà. Però se lui si divertiva con nostra figlia, perché non avrei potuto farlo anche io con nostro figlio?

Simone è un ventenne di bella presenza, altezza media, capelli biondi rasati ai lati e ciuffolosi, occhi ammalianti con sfumature grigioverdi, spalle ampie e sviluppate. Lo trovavo da tempo appetitoso, ma mi ero sempre posta un freno. Il sesso libero concordato con mio marito non aveva mai previsto il coinvolgimento di familiari. Però ora che le cose erano cambiate, non avrebbe avuto più senso mantenere le vecchie abitudini. Non so dire se fosse voglia di vendetta, credo proprio che si trattasse solo di voglia di sesso oltre quei pochi tabù che avevamo scelto di mantenere. Pensando a ciò che avrei fatto iniziai già ad umettarmi la figa sfregandomela con dita che prima insalivavo e poi portavo tra le cosce. Voi non sapete quanto sono troia.

Quella mattina Simone era ancora a letto a dormire. Non aveva impegni ed io potevo approfittarne per ottenere ciò che volevo. Entrai nella sua camera buia con ancora sottobraccio la cesta di panni sporchi da lavare con in cima i boxer di mio marito trovati nella camera di Caterina. Feci tutto in astuto silenzio, e fui subito padrona del suo cazzo, sì, perché con sorpresa scoprii che non indossava boxer, solo una canotta. La mia lingua guizzò fuori, lunga e vischiosa, avvolgendo il suo cazzo. Che bella la sua erezione mattutina! Glielo presi in bocca mentre lui ancora dormiva. Glielo succhiai poi tornai a leccarglielo dalle palle alle punta per inghiottirlo nuovamente. Ero accucciata tra le sue gambe, a carponi sul suo letto e mi godevo quel magnifico cazzo. Lo succhiavo voracemente mentre Simone andava destandosi dal torpore. Baciavo e succhiavo con le narici piene di quell'odore di maschio. "Buongiorno amore", gli dissi mentre lui apriva gli occhi assonnati. "Mamma?", asserì stupito mentre io ora gli succhiavo un testicolo, poi l'altro. Mi fermai ed ammirai la forma della cappella insalivata che sembrava luccicare nel buio. "Mamma ma perchè?", chiese lui incerto. "Perchè ho voglia di farlo", fu la mia risposta secca, concisa, ma sincera. Quel cazzo giovane e massiccio mi spettava di diritto ora che mio marito s'era preso Caterina. Pensavo di cavalcarlo ma Simone mi anticipò e mi ritrovai sotto. Mi portò il cazzo in figa, mi montò ferocemente, fui travolta dalla sua passione. I miei seni erano sballottati senza tregua. Mugolavo con la bocca aperta ed i denti battevano investiti dalla veemenza di mio figlio. Quel suo bastone mi scivolava dentro e fuori dalla pancia. Era tutto spaventosamente eccitante, impazzivo dalla voglia e la mia figa si annacquava copiosamente. I colpi aumentarono ancora di intensità, diventarono così irruenti che fui scossa da brividi turbinosi di piacere. Posi le mie gambe attorno al suo collo adagiandole sulle sue spalle. "Sfondami" urlai, incitandolo a dare il massimo, e venni ancora una volta. Mi sentivo prendere con una forza erotica tempestosa, con ritmo travolgente mi schiacciava il cazzo dentro su quel letto che cigolava oscenamente. Lui mi baciò la fronte, poi io mi dimenai agitando il capo, gridai, ansimai con voce calda mentre venivo fottuta con tutta quella irruenza. Fu una sensazione pazzesca sentire l'asta poderosa di mio figlio scorrermi dentro, farsi largo con drasticità nella mia figa, sfilarsi e rinfilarsi dentro il mio corpo con un’aggressività giovanile che avevo dimenticato. Me la godevo da morire, poi lui eruttò la sua sborra urlando. Fu magico, un sogno caldo e morboso, la sentivo tutta. Si prostrò infiacchito su di me, lo baciai fino a quando, con le sue ultime forze, volle lasciare il mio corpo e distendersi a riposare.
Accese allora la luce della sua cameretta. Io lo guardavo compiaciuta. Lui, sfinito e sorpreso, non disse nulla, guardò me, poi allungò le mani e prese i boxer del padre dalla cesta. Iniziò a metterseli.

"Hey ma che fai? Sono di papà quelli", lo rimproverai. Lui però disse: "No guarda che sono i miei". "Non sono di tuo padre?", insistetti io. "No no, sono proprio i miei, non li riconosci?", fece lui. "Ma come, li ho trovati nella camera di Caterina!", mi lasciai sfuggire e Simone chiarì: "Beh è che stanotte sono stato un pò con lei..". Io allibii. Forse lui si aspettava una bella strigliata, una ramanzina di quelle che non si dimenticano, invece io mi impietrii. Insomma non erano affatto i boxer di mio marito, ma quelli di mio figlio! Capii di averla combinata grossa. Che Simone si fosse scopato la sorella non era mica un problema, il vero problema era che l'accordo che avevo con mio marito su scambi e tradimenti era stato infranto proprio da me! "Non dire nulla a tuo padre", ammonii Simone. "No che non lo dico", fece lui evidentemente colpito dal fatto che del sesso con sua sorella non me ne era importato nulla. Si alzò e raggiunse il bagno, io restai a letto con la figa che colava quella miscela di umori miei e sborra sua. Se mio marito l'avesse saputo se la sarebbe presa di brutto. Avrebbe di certo reclamato i suoi diritti con Caterina. Che bel pasticcio che avevo combinato! E tutto per colpa di quel piercing al clitoride.
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