i racconti di Milu
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Mi chiamo Sonia e sul mio conto ho da dirvi due cose. La prima è che a me piace vestire sexy, sentirmi osservata, mostrarmi e conquistare l'attenzione di tutti. La seconda è che ho due fratelli, Lorenzo e Paolo, certo entrambi carini, ma diversissimi per indole. Il primo è solare, divertente, caciarone, amante dello sport, il secondo invece è introverso, più chiuso e appassionato di letteratura.
Chi è il mio preferito? Li amo entrambi ma si, forse le cose da dirvi sono tre. Io con Lorenzo ci faccio sesso. E' stato tutto semplice con lui, visto il suo carattere espansivo, ma le cose quel giorno, come vedrete, sarebbero cambiate anche con Paolo.

Era di giovedì e mi accompagnarono entrambi al centro commerciale. Dovevo comprare qualche nuovo vestitino. Ne indossavo uno fucsia molto corto e scollato, ero davvero provocante. Lorenzo non era la prima volta che mi portava a fare shopping, Paolo invece sì ed era venuto solamente perché doveva passare in libreria a prendere uno di quei libroni che è solito leggere.

Girammo per circa un'ora senza comprare nulla, io e Lorenzo entravamo ed uscivamo dai negozi. Lui ci teneva ad essere presente ad ogni mia prova d'abito e sempre ne approfittava per guardare e toccare. In altre occasioni ci era scappata anche una scopatina ma stavolta no, ancora no. Ad ogni modo Paolo si teneva sempre in disparte, noi entravamo nei negozio e lui restava fuori ad aspettarci. Si annoiava da morire e si notava bene. Non diceva una parola, sbuffava, camminava distante da noi. "Insomma Paolo la smetti di fare il solito asociale?", gli dissi. "Mi sto annoiando, sono tre ore che giriamo a vuoto, comprati qualcosa e piantiamola", rispose. "Non esagerare sarà appena un'ora", intervenne Lorenzo e aggiunse "e poi la libreria è all'altro capo del Centro, ci dobbiamo ancora arrivare". "Si ma facciamo presto, è uno strazio questo shopping", insistette Paolo. A me scappò un "che stronzo!" sottovoce che trovò il sorriso di mio fratello Lorenzo.

Quei due sono proprio strani, l'opposto direi, spesso avevo dubitato che fossimo davvero fratelli. Immaginate che dopo questa scenetta Lorenzo divenne ancora più sfacciato e, se fino ad allora si era accontentato di palpatine e baci, stavolta nell'ennesimo camerino di un negozio mi scopò senza freno, mi diede "due botte" come ama dire lui, da dietro, venendo subito. Paolo invece si chiuse in sé ancora di più. Prese a camminare dietro di noi, come se non stessimo in gruppo. Inutile dirvi che la cosa fu presa assai male da Lorenzo che così non poteva più palparmi le chiappe, io invece iniziai ad ancheggiare un pò di più, chissà che per un volta anche Paolo non mi avrebbe guarda il culo. Dopo una decina di metri, voltai per un attimo lo sguardo per accertarmi che mi stesse guardando, ma niente, tutto inutile, camminava e fissava a terra. "Scusa", dissi a Lorenzo, "io Paolo così proprio non lo capisco". Lui rispose: "E' il suo carattere, è sempre stato così. Una specie di asociale". "Ma non presta mai attenzione a me, qui tutti mi guardano tranne lui", replicai e Lorenzo sorrise: "Vorresti averlo?". Io divenni pensierosa. Non mi era mai balenata in mente l'idea che potevo avere entrambi i miei fratelli. "Nella libreria ci sono i camerini?", proruppi. Lui rise: "No, non c'è ragione perché ci siano". Che inutilità quei posti, pensai e gli proposi: "Allora al prossimo negozio, tu resta fuori e mi faccio accompagnare da Paolo". Lui col sorriso sulle labbra, annuì, sembrava divertito, era curioso di vedere come sarebbero andate le cose.

Io scelsi un negozio carino con un bel po' di lingerie, mi fermai, mi voltai verso Paolo e dissi: "Mi accompagni?". "Io? fossi matto!". "Accompagnami voglio farti vedere che non è noioso fare shopping", gli risposi. "Guarda lì dentro ci resto solo 5 minuti, non di più!", brontolò, io sorrisi e lo presi affettuosamente sotto braccio. Gli restai appiccicata al braccio e volli fare di più, mi allungai sulle punte dei piedi e gli baciai la guancia. Fui così calorosa che lui raggelò poi divenne caldo improvvisamente. Ora avevo la prova, mio fratello non era indifferente al mio corpo.

Passammo davanti ad una serie di babydoll e ne scelsi uno trasparente. Salutai le commesse e dissi loro che andavo a provare il babydoll. "Allora vediamo un po’ se mi sta bene”, proferii ad alta voce e tenendolo sempre sottobraccio lo introdussi nel camerino. “Hey ma che fai”, reagì lui. “Scusa?”, replicai io come se fosse tutto normale. “Vuoi che venga con te? Devi spogliarti e questo coso che hai scelto è oltretutto trasparente..”, disse ed arrossì. “Bhe?”, sostenni con forza il suo sguardo senza mostrare indecisioni. Lui tacque perplesso e fummo dentro il camerino. Mi spogliai, completamente nuda. Lui era rosso come un peperone, guardava in alto, poi la porta, poi di nuovo in alto, respirava nervosamente, era irrequieto, ma vidi bene che mi fissò tette, culo e figa. Indossai il babydoll e mi avvicinai di più a lui. “Allora come mi sta?”, chiesi. Lui rispose frenetico: “Bene”, poi voltò lo sguardo verso la porta, io allora mi inginocchiai. Lui mi vide e balbettò: "Che..che ci fai li?". Gli sorrisi dal basso: "Nulla. Noi donne finiamo sempre inginocchiate o a quattro zampe prima o poi". Gli misi le mani sulla patta e aggiunsi: "Solo spesso non sappiamo con chi". "Che cavolo stai dicendo", rispose serio e come spaventato. Lo guardai: "Ti dispiace cosi tanto se ora sono in ginocchio per te?". Gli si spalancò la bocca poi agitò il capo come a dire di no. "Immaginavo", risposi. Gli sorrisi e mi inumidii le labbra con la lingua, poi allungai le mani e gli slacciai la cintura. Lui prese ad aiutarmi, mettendosi fuori la camicia dai pantaloni. Tirai fuori il suo arnese già eretto, glielo presi in mano ed iniziai baciandogli la punta. Mi guardava eccitato e curioso dall'alto, io tenevo il suo cazzo e lo muovevo su e giù, baciandolo e leccandolo piano. "Che bello", gli sussurrai. Lo presi tra le labbra, lo infilai in bocca e iniziai a succhiarglielo toccandomi il seno. Succhiavo senza fermarmi, ma lui voleva di più. Improvvisamente mi disse: "Scusa, posso?". Alzai le sopracciglia senza capire. In un attimo mi mise le sue mani sulla testa, mi strinse il cranio e prese a scoparmi la bocca con enorme foga. Sentivo il cazzo veloce sfilare nella gola. Spalancai gli occhi, sorpresa e piena di cazzo. Mugolai più forte senza oppormi. Guardavo in alto verso di lui, eccitatissima. Poco dopo si fermò. Me lo stappò dalla bocca ed il suo cazzo nella mia gola fece uno strano schiocco. Disse: "Così è meglio, a te piace?". Io riprendevo fiato e gli dissi:"A me fa impazzire, dammelo ancora ti prego". Lui sorrise compiaciuto, impugnò il suo cazzo e lo riportò nella mia bocca tenendomi la testa proprio come prima, con la stessa irruenza. Socchiusi gli occhi eccitata. Rimasi immobile a farmi scopare la bocca mugolando di nuovo. Lui non se ne accorse ma la mia figa colò di brutto. Il ritmo saliva ancora, il cazzo mi sbatteva in gola. Tenevo la bocca spalancata e lui continuava a picchiare duro fino in fondo. Il suo cazzo era odoroso e grosso, bello forte e non dava segno di cedimento. Guaivo e gemevo senza sosta. In un attimo di tregua lui mi chiese: "Ti piace così tanto?". Io feci segno di si con la testa sorridendo con la bocca spalancata e piena. Mi accorsi che gli avevo coperto il cazzo di saliva e che a goccioloni la mia bava mi cadeva dalla bocca. Lui mi afferrò per i capelli ed ancora una volta mi sfilò il cazzo dalla gola. "Come dicevi? O ginocchia o a quattro zampe? Non è che si può fare entrambe le cose?". Io respiravo affannata. "Si, si.. a quattro zampe", dissi. Mi chinai in avanti e mi misi a carponi, poi voltai la testa verso lui alle mie spalle e lo guardai che si preparava. Mi sentii piazzare la cappella del cazzo nella figa, solo la cappella, grossa e umida. Sussultai e lui mi mise due dita sulla figa, dal davanti, che presero a massaggiarmi. Ansimai, lui massaggiò ancora e poi le due dita si infilarono nella figa, sotto la cappella e più in fondo seguite dal suo arnese. Emisi un forte gemito vibrando nel basso ventre sentendolo entrare dentro di me. Le sue dita erano nella mia figa fino alle nocche mentre l’asta avanzava. Ero eccitatissima. Mi arrivò una botta dura, quasi mi piegai sulle braccia in avanti, poi riprese lentamente ad infilarmelo più a fondo. Restai a quattro zampe col busto chino in avanti. “Oh Paolo”, dissi e mi arrivò un'altra botta dura, poi sfilò le dita dalla figa e con entrambe le mani mi afferrò i fianchi. Mi sentii baciare la schiena e poi iniziò a scoparmi con un ritmo sostenuto, colpo dopo colpo, mi sbatté per bene. Ero finita col viso spiaccicato sul pavimento ed ansimavo come una porca. Il suo cazzo mi martellava dentro. Io gemevo dal piacere mentre i colpi si susseguivano senza sosta. Il suo cazzo grosso scivolava nelle mie profondità donandomi un folle piacere. Ero incredula, non mi sarei mai aspettata così tanto godimento. Mi sentivo sobbalzare in avanti coi suoi colpi decisi e presi presto a venire ripetutamente. Lui allungò le sue mani dai fianchi in avanti verso le mie, mi afferrò per le braccia e mi tirò su, finii inginocchiata e seduta sul suo cazzo. Mi palpava i seni e mi baciava il collo mentre io mi crogiolavo in orgasmi col suo cazzo sempre durissimo dentro di me. Mi disse: “Dove devo venire? Ne ho tanta..”. “Non ..non vuoi la f..figa”, riuscii a dirgli. “Guarda che non ho il preservativo”, mi rispose con una lucidità che ancora oggi non mi spiego. “Riempimi ti prego”, gli ribadii e lui prese ad agitare l’anca da sotto, scopandomi da dietro mentre i miei seni danzavano tra le sue mani. Restai rilassata a sentire i suoi colpi ed il cazzo che iniziava a pulsare. Ripresi a gemere con intensità. “Oh Sonia”, mi disse poi esplose dentro di me con un urlo a stento contenuto. Avvertii il gettito di sborra calda che mi inondava la figa e gli dissi: “Ti adoro”. Lui mi rispose: "Pensavo ti piacesse solo Lorenzo". Restai stordita, sapeva di me e Lorenzo, come era possibile? La sua sborra mi colava tra le gambe, lui si ritrasse da me dicendomi: "Per me questo babydoll ti sta bene, prendilo". Io lo guardavo dal basso mentre si ricomponeva. Che sorpresa, col sesso era decisamente in gamba e sapeva pure del mio rapporto con Lorenzo. Mi sentii per un attimo stupida. Mi alzai, lui uscì dal camerino, io mi rivestii e poi andai alla cassa a pagare. Mi dissero che era tutto pagato.

Uscii dal negozio, Paolo era distante da Lorenzo che mi venne subito incontro. "Dai racconta", mi disse. Gli risposi: "Scopata perfetta". "Davvero?", chiese ancora incredulo ma intervenne Paolo: "Allora adesso passiamo alla libreria?". Gli sorrisi ed annuii. Ora lui camminava di nuovo davanti a noi, contento di poter raggiungere i suoi libri, io invece mi abbracciai a Lorenzo felice di poter ora contare su entrambi i miei fratelli.
Note finali:
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